{"id":46887,"date":"2025-08-14T10:34:10","date_gmt":"2025-08-14T10:34:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/46887\/"},"modified":"2025-08-14T10:34:10","modified_gmt":"2025-08-14T10:34:10","slug":"il-vino-fa-male-alla-salute-il-libro-di-casadio-e-grandi-sfida-i-luoghi-comuni-sullalcol-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/46887\/","title":{"rendered":"Il vino fa male alla salute? Il libro di Casadio e Grandi sfida i luoghi comuni sull&#8217;alcol | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cIn vino felicitas. Manifesto per una vita larga (e felice)\u201d <\/strong>del dottor<strong> Andrea Casadio<\/strong> e del professor<strong> Alberto Grandi, <\/strong>uscito il 30 luglio per <strong>Aliberti,<\/strong> arriva fin sotto l\u2019ombrellone a colpi di debunking: ricerche scientifiche e aneddoti storici alla mano, gli autori si interrogano sui rischi e i benefici del vino e delle bevande alcoliche, e non, per la nostra salute. La scienza si \u00e8 data molto da fare per mettere in chiaro le cose e, finora, secondo gli autori nessuno studio ha mai stabilito che <strong>bere moderatamente sia peggio che non bere affatto.<\/strong> Si legger\u00e0, infatti, che <strong>non esiste alcun \u201crischio zero\u201d<\/strong>, e che gli astemi, pertanto, non possono dormire sonni tranquilli. La tesi principale \u00e8 soprattutto questa: la salute non \u00e8 solo assenza di malattia, ma anche presenza di piacere, convivialit\u00e0, equilibrio emotivo.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8094753 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/9788899276829-630x945.jpg\" alt=\"\" width=\"630\" height=\"945\"\/>Ce lo dicono proprio gli autori di questo agile pamphlet: Andrea Casadio, medico, giornalista e autore tv \u2013 ex docente universitario ed ex ricercatore di neuroscienze alla Columbia University, ha partecipato agli studi sulla memoria che hanno permesso a Eric Kandel, capo del laboratorio, di ottenere il premio Nobel per la Medicina \u2013 e Alberto Grandi, professore associato di Storia del cibo all\u2019Universit\u00e0 di Parma, dove insegna anche Storia dell\u2019integrazione europea, autore di oltre cinquanta lavori tra articoli scientifici e monografie in Italia e all\u2019estero, oltre che autore del best seller \u201cDenominazione di Origine Inventata\u201d (Mondadori). Il libro contiene anche il <strong>Decalogo per una vita larga (e felice)<\/strong> e il <strong>Manifesto dissacrante per una vita larga.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per gentile concessione dell\u2019editore pubblichiamo un estratto in esclusiva:<\/strong><\/p>\n<p>Nel vino non c\u2019\u00e8 solo l\u2019alcol: c\u2019\u00e8 un po\u2019 di felicit\u00e0, di memoria, di convivialit\u00e0. E poi, diciamolo: vietare di bere \u00e8 un po\u2019 come vietare di vivere. Lo dicevano anche a Parigi nel \u201968: interdit d\u2019interdire!<\/p>\n<p>Eppure, tra tutte le nuove paure moderne \u2013 dal glutine ai social \u2013 ce n\u2019\u00e8 una che sta guadagnando sempre pi\u00f9 adepti: la fobia dell\u2019alcol. Non quella dei medici che lo combattono con dati e statistiche, ma quella diffusa tra le persone che, tra una centrifuga di sedano e una meditazione anti-cancro, ti guardano inorridite se osi ordinare un bicchiere di vino con la pasta. \u00abSai che anche un solo sorso aumenta il rischio di tumore al seno?\u00bb, ti sussurrano, mentre masticano il loro pane proteico a base di aria compressa e spirulina. Ora, intendiamoci: non stiamo dicendo che l\u2019alcol sia innocuo. L\u2019etanolo \u00e8 tossico per il nostro corpo, punto. Nessun medico, nutrizionista o fisiologo con un minimo di onest\u00e0 intellettuale lo negherebbe.<\/p>\n<p>Eppure, c\u2019\u00e8 qualcosa che non torna. Perch\u00e9, se davvero l\u2019alcol fosse solo un veleno e nulla pi\u00f9, com\u2019\u00e8 possibile che l\u2019essere umano lo consumi da almeno diecimila anni? Gli antichi Egizi lo offrivano agli d\u00e8i, i Greci lo usavano nei simposi filosofici, i Romani lo consideravano parte integrante della dieta quotidiana.<\/p>\n<p>In certe zone d\u2019Europa, l\u2019acqua era cos\u00ec sporca che si beveva vino a colazione, pranzo e cena, e nessuno sembrava particolarmente traumatizzato. L\u2019uomo ha bevuto in ogni epoca e latitudine, dall\u2019idromele nordico al sak\u00e8 giapponese, dalla birra sumera al lambrusco modenese. Possibile che l\u2019intera civilt\u00e0 sia andata avanti per millenni con un bicchiere in mano solo per autodistruggersi con eleganza?<\/p>\n<p>La verit\u00e0, come spesso accade, sta nel mezzo. L\u2019alcol fa male, certo, ma il male dipende dalla dose, dalla frequenza e dal contesto. Non \u00e8 un veleno che ci uccide in silenzio al primo sorso, ma neppure un elisir di lunga vita, come amava raccontare quel vecchio zio che giurava di essere arrivato a novant\u2019anni grazie al grappino della buonanotte.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, la scienza si \u00e8 data molto da fare per chiarire la questione, con studi e meta-analisi che hanno cercato di quantificare il rapporto tra consumo di alcol e salute. I risultati, purtroppo per chi ama le risposte semplici, sono tutto tranne che lineari.<\/p>\n<p>Per esempio, numerose ricerche osservazionali hanno suggerito che chi beve moderatamente \u2013 diciamo uno o due bicchieri al giorno \u2013 tende ad avere una mortalit\u00e0 pi\u00f9 bassa rispetto agli astemi assoluti. Ma il punto \u00e8 che molti di questi astemi lo sono diventati per motivi di salute pregressi, e quindi \u00e8 difficile stabilire una vera correlazione causa-effetto. Non \u00e8 che il vino allunghi la vita: \u00e8 che chi sta bene, ha una vita attiva e una buona rete sociale, spesso beve anche un po\u2019 di vino. E magari lo fa mentre mangia in compagnia, ride, ama, digerisce meglio e si dimentica per un attimo delle rogne quotidiane.<\/p>\n<p>Alcuni studi hanno anche proposto che l\u2019alcol, in piccole dosi, possa avere un effetto cardioprotettivo, stimolando l\u2019aumento del colesterolo buono HDL e migliorando la fluidit\u00e0 del sangue. E in effetti, nelle famose \u201czone blu\u201d del mondo \u2013 quelle in cui si vive di<\/p>\n<p>pi\u00f9 e meglio \u2013 il vino compare spesso, seppur sempre in contesti controllati e con pasti tradizionali. Ma guai a pensare che la bottiglia sia la chiave della longevit\u00e0:<\/p>\n<p>\u00e8 solo un tassello, e nemmeno il pi\u00f9 importante, di uno stile di vita che include alimentazione equilibrata, movimento quotidiano, relazioni stabili e un certo disinteresse per l\u2019ansia da performance. \u00c8 anche emerso che un consumo moderato pu\u00f2 essere associato a una riduzione del rischio di demenza e declino cognitivo. Ma anche qui, il sospetto \u00e8 che l\u2019effetto positivo sia pi\u00f9 legato alla socialit\u00e0 che all\u2019etanolo in s\u00e9. In altre parole: bere poco e in compagnia fa bene alla testa, ma forse pi\u00f9 per il brindisi con gli amici che per il contenuto del bicchiere.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, nessuno studio ha mai detto che bere moderatamente sia peggio che non bere affatto. Eppure, in certi ambienti la demonizzazione dell\u2019alcol ha raggiunto livelli da inquisizione: se osi dire che ti piace un buon Chianti con la bistecca, sei guardato come un negazionista della scienza. Come se ci fosse solo una via per la salute: quella fatta di astinenza,<\/p>\n<p>autocontrollo e infusi tiepidi di cardo mariano.<\/p>\n<p>E invece no. Perch\u00e9 la salute non \u00e8 solo assenza di malattia, ma anche presenza di piacere, convivialit\u00e0, equilibrio emotivo. E in questa prospettiva, un bicchiere pu\u00f2 fare molto pi\u00f9 bene di quanto non farebbe il suo divieto.<\/p>\n<p>Un altro aspetto da considerare \u00e8 quello psicologico. L\u2019alcol, usato con moderazione, \u00e8 un lubrificante sociale, un disinibitore che rompe il ghiaccio e allenta le tensioni. Non per niente \u00e8 onnipresente in riti collettivi, appuntamenti romantici, cene tra amici, celebrazioni.<\/p>\n<p>Evitarlo completamente, per scelta o per paura, pu\u00f2 portare a una rigidit\u00e0 relazionale e sociale<\/p>\n<p>che non giova a nessuno. \u00c8 come vivere tutta la vita con la camicia dentro i pantaloni e senza mai togliersi le scarpe: magari \u00e8 corretto, ma \u00e8 anche un po\u2019 triste.<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario diventare sommelier per godersi un bicchiere, ma nemmeno serve trasformarsi in crociati della sobriet\u00e0 per tutelare la propria salute.<\/p>\n<p>L\u2019alcol, come quasi tutto ci\u00f2 che ha a che fare con il piacere, \u00e8 una questione di equilibrio. Se il tuo bicchiere di vino arriva con un piatto sano, in compagnia, dopo una giornata attiva e soddisfacente, \u00e8 probabile che il bilancio complessivo sia positivo. Non per magia, ma per una semplice ragione: l\u2019essere umano \u00e8 un animale complesso, fatto di biochimica e sogni, di enzimi e poesia. E negare ogni piacere nel nome di una purezza biologica astratta \u00e8 una forma<\/p>\n<p>di esasperazione che, a lungo andare, pu\u00f2 fare pi\u00f9 danni dell\u2019alcol stesso.<\/p>\n<p>In sintesi, \u00e8 giusto essere consapevoli. \u00c8 giusto sapere che l\u2019alcol, in dosi sbagliate, \u00e8 pericoloso, e che anche le dosi giuste non sono prive di effetti. Ma \u00e8 altrettanto giusto riconoscere che una vita piena di divieti pu\u00f2 diventare sterile, e che il benessere non si misura solo in milligrammi per decilitro. Ci\u00f2 che conta, alla fine, \u00e8 la misura, la saggezza, la capacit\u00e0 di godersi le cose senza lasciarsene dominare. E allora s\u00ec, alziamo il calice. Non per sfidare la scienza, ma per onorare la nostra umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cIn vino felicitas. 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