{"id":470474,"date":"2026-05-02T04:11:33","date_gmt":"2026-05-02T04:11:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/470474\/"},"modified":"2026-05-02T04:11:33","modified_gmt":"2026-05-02T04:11:33","slug":"craig-venter-e-da-anni-che-sequenzio-genomi-e-mi-sono-fatto-un-idea-non-e-opera-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/470474\/","title":{"rendered":"Craig Venter: \u00ab\u00c8 da anni che sequenzio genomi e mi sono fatto un&#8217; idea: non \u00e8 opera umana\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luigi Ripamonti<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Intervista allo scienziato-imprenditore appena scomparso: uomo audace, ma anche il filosofo profondo. Umile davanti ai misteri della conoscenza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ripubblichiamo l&#8217;intervista di Luigi Ripamonti a\u00a0Craig Venter, gi\u00e0 pubblicata nel dicembre del 2000.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ascoltandolo si ha l&#8217; impressione che sia una specie di alieno, un \u00abessere\u00bb che viaggia a un&#8217; altra velocit\u00e0 rispetto a noi poveri terrestri. Ci fa sentire stranamente \u00abfermi\u00bb, inetti, perditempo. Mentre noi buttiamo gi\u00f9 due appunti abbiamo la sensazione che lui stia gi\u00e0 pensando a come realizzare i suoi nuovi sogni, che, fino a ora, si sono immancabilmente realizzati. Almeno da quando si occupa di genomica.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La sfida impossibile\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;alieno \u00e8 Craig Venter, il presidente della Celera Genomics, l&#8217; azienda privata di Rockville (Maryland), che ha osato sfidare nientemeno che lo <b>Human Genoma Project (Hgp<\/b>), il colossale consorzio pubblico anglo-americano che si era prefissato di leggere il nostro intero Dna entro il 2003. E se questo consorzio \u00e8 riuscito nell&#8217; impresa tre anni prima del previsto certamente \u00e8 stato anche perch\u00e9 Venter, con la sua Celera (un nome che \u00e8 un programma) gli ha improvvisamente messo una gran fretta, dichiarando che lui ce l&#8217;avrebbe fatta entro questa data. Com&#8217; \u00e8 andata lo si sa: il 26 giugno scorso Venter e Francis Collins, capo dell&#8217; Hgp, hanno annunciato al mondo, in contemporanea, di aver decrittato il \u00ablibro della vita\u00bb.\u00a0<br \/>Craig Venter aveva lanciato il guanto di sfida sostenendo che il metodo da lui messo a punto (\u00abshot gun\u00bb) per scoprire tutte le \u00ablettere\u00bb del genoma era pi\u00f9 rapido di quello adottato dall&#8217; Hgp. \u00abL&#8217; idea era nata grazie a un intuizione preliminare che mi \u00e8 venuta durante un lungo viaggio in aereo, dal Giappone agli Usa\u00bb, ha spiegato nel corso del convegno \u00abGenetics Open Days\u00bb, che si \u00e8 tenuto recentemente a Milano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dormire mai eh, mister Venter? Ma, tornando alle origini, come le \u00e8 venuto in mente di occuparsi di genetica. Lei non si interessava di trasmissione nervosa?\u00a0<\/b><br \/>\u00abHo passato dieci anni a cercare di clonare il recettore cerebrale per l&#8217; adrenalina. Poi per\u00f2, quando \u00e8 partito il Progetto Genoma ho pensato che l&#8217; approccio era molto pi\u00f9 interessante. In fondo io stavo cercando di capire come funziona il cervello studiandone una della tante, piccolissime, parti. Questo progetto dava invece la possibilit\u00e0 di sperare in una visione d&#8217; insieme\u00bb.<br \/><b>Visione \u00e8 una parola chiave per Craig Venter. Che, non a caso, \u00e8 stato pi\u00f9 volte definito uno scienziato e un imprenditore, \u00abvisionario\u00bb.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abHo imparato che bisogna avere fantasia, e che non si deve mai pensare di avere capito tutto. Mi ricordo che quando ero all&#8217; universit\u00e0, i miei professori di biologia dicevano che era inutile dedicarsi a questo settore della scienza, tanto ormai era stato gi\u00e0 scoperto tutto. Giudicate voi se avevano ragione\u00bb.<\/p>\n<p>    Dal microbiota al tutto\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E infatti lei ripete spesso che anche l&#8217; analisi del genoma di organismi semplici, che lei continua a fare nonostante sia gi\u00e0 stato completato quello umano, \u00e8 una scuola, perch\u00e9 riserva sempre sorprese e costringe a rivedere le proprie convinzioni.<\/b> \u00ab\u00c8 cos\u00ec. Un esempio viene dall&#8217; ultimo organismo che abbiamo appena finito di sequenziare, quello del vibrione del colera. Eravamo convinti, prima, che questo microbo avesse solo un cromosoma. E invece ora abbiamo scoperto che ne ha due, e che le cose pi\u00f9 interessanti per capire come causa il colera sono proprio nel secondo, quello di cui non immaginavamo nemmeno l&#8217; esistenza\u00bb.<br \/><b>Altre sorprese significative?\u00a0<\/b>\u00abLo studio dei genomi ne riserva sempre. Forse vale la pena di citarne due che penso possano essere suggestive. Una riguarda il Metanococco e l&#8217; altra il Dhinococcus radiodurans, due batteri. Studiando il primo ci siamo accorti che vive bene a 85 gradi centigradi, e che \u00e8 perfettamente a proprio agio anche nell&#8217; acqua che bolle. Non solo. Ci siamo anche resi conto che per soddisfare i suoi fabbisogni energetici sfrutta anidride carbonica e azoto. Qualcosa che ci potrebbe addirittura far rivedere alcuni concetti inerenti la definizione che siamo abituati a dare della vita, in termini biologici.<br \/>\u00abIl secondo batterio, invece, ha una strana caratteristica, resiste a dosi di radiazioni incredibilmente alte, perch\u00e9 sa autoripararsi il Dna a una velocit\u00e0 straordinaria. E quindi pu\u00f2 sopravvivere, per esempio, anche ai raggi cosmici. Se, come ipotizza qualcuno, la vita fosse arrivata sulla terra dallo spazio, si potrebbe anche pensare che il Dhinoccoccus sia stato uno dei suoi &#8220;postini&#8221;. Di pi\u00f9. Visto che probabilmente quando gli Shuttle vanno farsi i loro giretti in orbita ne portano qualcuno con s\u00e9, potremmo immaginare che anche noi lo stiamo seminando nello spazio, con chiss\u00e0 quali risultati\u00bb.<br \/><b>Ma che cosa ha a che spartire tutto questo con l&#8217; uomo, e con la possibilit\u00e0 concreta di guarire le malattie che lo affliggono?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abLo studio dei genomi delle specie inferiori ci permette di fare dei paragoni e di capire meglio quello che stiamo studiando sull&#8217; uomo. Prendiamo il topo, per esempio, di cui stiamo completando lo studio. Confrontando i &#8220;pezzi&#8221; di Dna interessanti che troviamo nel genoma umano con quelli simili del topo, di cui magari sappiamo gi\u00e0 qualcosa, possiamo pi\u00f9 facilmente fare delle ipotesi circa le nostre sequenze. Dal punto di vista genomico il topo ci assomiglia parecchio. E ci assomigliano ancora di pi\u00f9 il nostro gatto, o il nostro cane\u00bb.<br \/><b>Ne \u00e8 davvero convinto?<\/b> \u00abProvi a riflettere su questo particolare. C&#8217; \u00e8 un gene, quello che provoca una malattia degli occhi che si chiama aniridia (assenza dell&#8217; iride), che si ritrova identico e provoca la stessa malattia, nel moscerino della frutta, nel topo e nell&#8217; uomo. \u00abLe dice niente? Se s\u00ec, le suggerisco di provare a guardare i suoi animali domestici riflettendo sulle poche differenze, dal punto di vista puramente genetico, che ci separano da loro, e avr\u00e0 un&#8217; emozione diversa\u00bb.<br \/><b>E rispetto ai nostri simili? Quanto siamo diversi uno dall&#8217; altro?<\/b> \u00abPochissimo, tra me e lei c&#8217; \u00e8 solo lo 0,1% di differenza genetica\u00bb.<br \/><b>Lusingato. Non si direbbe proprio. <\/b>\u00abNoi per sequenziare il genoma umano abbiamo utilizzato cinque volontari, tre donne e due uomini. Due caucasici (bianchi di origine europea), un cinese, un afroamericano e un ispanico. Ebbene, la differenza \u00e8 sempre in quest&#8217; ordine di grandezza. Il che ci consente di dire, tra l&#8217; altro, che il concetto di razza \u00e8 solo culturale, dal punto di vista genetico non pu\u00f2 essere perseguito\u00bb.<br \/><b>Riflessione sociale e filosofica di grande peso. Per\u00f2 non le viene mai il sospetto che affrontare i problemi della vita cercando si scomporla ai minimi termini a livello molecolare comporti una tentazione \u00abriduzionistica\u00bb?<\/b> \u00abLo scienziato deve correre il rischio di essere riduzionista, ma il frutto, nel nostro caso, \u00e8 che poi, mettendo insieme le conoscenze molecolari si riesce a capire meglio il quadro d&#8217; insieme e si ha, in realt\u00e0, una visione pi\u00f9 olistica dei fenomeni legati alla vita\u00bb.<b>Dottor Venter, lei crede in Dio?<\/b> \u00ab\u00c8 da anni che sequenzio genomi e mi sono fatto un&#8217;idea: non \u00e8 opera umana\u00bb.<br \/><b>Ora che il genoma umano \u00e8 \u00abfinito\u00bb, qual \u00e8 il suo prossimo obiettivo? <\/b>\u00abAbbiamo da poco cominciato a lavorare in un nuovo centro allo studio delle proteine. Gli investimenti che abbiamo fatto sono ingentissimi, e ci permettono, per ora, di analizzare 100 proteine all&#8217; ora, ma contiamo, in futuro di arrivare all&#8217; analisi di 10mila all&#8217; ora\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non sorprende che Craig Venter si voglia occupare di proteine, o meglio di proteomica, la scienza che studia le proteine umane in relazione al genoma. Infatti la maggior parte delle malattie deriva proprio da errori nei geni, che comportano la mancata sintesi, o la sintesi errata di una o pi\u00f9 proteine, oppure la produzione di proteine dannose. Individuando i geni responsabili di una patologia e le relative proteine, mancanti o dannose, sar\u00e0 possibile rimediare con farmaci costituiti proprio dalle proteine deficitarie, oppure da altre abili a contrastare quelle nocive. Sar\u00e0 la sfida del prossimo secolo. Difficilmente Venter non ne sar\u00e0 uno dei protagonisti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/images\/salute\/logo-medico-risponde.svg?v=2\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"bck-box-paragraph\">Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d&#8217;eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/medico-risponde.png\" alt=\"ilMedicoRisponde\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-04-30T09:41:41+02:00\">30 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luigi Ripamonti Intervista allo scienziato-imprenditore appena scomparso: uomo audace, ma anche il filosofo profondo. 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