{"id":47101,"date":"2025-08-14T12:57:09","date_gmt":"2025-08-14T12:57:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/47101\/"},"modified":"2025-08-14T12:57:09","modified_gmt":"2025-08-14T12:57:09","slug":"a-wim-wenders-piace-andare-in-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/47101\/","title":{"rendered":"A Wim Wenders piace andare in citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>In <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/e7ce32fe-975a-47e3-90e9-0e5f1fbd5841?\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un\u2019intervista<\/a> con il Financial Times di qualche mese fa, il regista tedesco Wim Wenders ha detto che i veri protagonisti dei suoi film non sono gli attori, ma i luoghi delle ambientazioni, e che quando decide di scrivere una nuova sceneggiatura parte spesso dalla stessa premessa, ossia sforzarsi di trovare una storia che possa svolgersi \u00absoltanto in quello specifico posto, e non altrove\u00bb. Per questo motivo i titoli dei film di Wenders, che oggi compie ottant\u2019anni, menzionano spesso una qualche citt\u00e0: Paris, Texas, Il cielo sopra Berlino, Lisbon Story, Palermo Shooting e cos\u00ec via.<\/p>\n<p> <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/08\/14\/wim-wenders-80-anni\/wim-wenders-9\/\" title=\"vai alla fotogallery\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"267\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1755158761-GettyImages-463309268.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\"  \/><\/p>\n<p> <\/a><\/p>\n<p>L\u2019ultimo che ha diretto, Perfect Days, pur non seguendo questa consuetudine di titolazione, \u00e8 stato un successo specialmente in Italia anche per come mostra e racconta Tokyo e i suoi quartieri di Shibuya, Asakusa, Sumida e Shimokitazawa.<\/p>\n<p>Uno dei concetti pi\u00f9 cari a Wenders \u00e8 infatti quello secondo cui il paesaggio e la sua osservazione contribuiscono a definire lo stato d\u2019animo dei personaggi, al pari dei dialoghi. Grazie al suo gusto formidabile per le inquadrature, alla capacit\u00e0 di creare sequenze di straordinario impatto visivo e al coinvolgimento di alcuni tra i direttori della fotografia pi\u00f9 abili in circolazione, come\u00a0Robby M\u00fcller, Henri Alekan e Franz Lustig, Wenders riesce spesso a nobilitare questo concetto fino all\u2019estremo.<\/p>\n<p>Parlando della sua ossessione per i luoghi, il critico cinematografico Michael Almereyda ha <a href=\"https:\/\/www.criterion.com\/current\/posts\/4086-wim-wenders-between-me-and-the-world?srsltid=AfmBOookJO3nHdI922U6QBHg2LS0GlsbemUsZ7hysKaXQmO9Sh10xXFX\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">scritto<\/a> che \u00abWenders insiste \u2013 scena per scena, fotogramma per fotogramma \u2013 sul fatto che il cinema \u00e8 per sua natura il registratore di posti e vite in via di scomparsa, il custode della cultura, il salvatore del tempo perduto\u00bb.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019attenzione per spazi e contesti geografici, in pi\u00f9 di mezzo secolo il cinema di Wenders si \u00e8 distinto anche per la centralit\u00e0 di alcune tematiche ricorrenti. I suoi personaggi non sono quasi mai sedentari, anzi, finiscono quasi sempre per impelagarsi in un qualche tipo di viaggio.<\/p>\n<p>Il protagonista di Alice nelle citt\u00e0 \u00e8 un giornalista tedesco in viaggio negli Stati Uniti che si ritrova a dover accompagnare una bambina in Germania, quello di Lisbon Story un tecnico del suono che si sposta nella capitale portoghese per aiutare un amico regista a registrare e mixare l\u2019audio del suo ultimo film, mentre Nel corso del tempo racconta le vicende di due uomini che si muovono lungo il confine tra Germania Est e Ovest riparando proiettori cinematografici.<\/p>\n<p>Anche nel suo film pi\u00f9 famoso, <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2024\/05\/19\/paris-texas-40-anni\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paris, Texas<\/a>, il concetto di viaggio \u00e8 centrale. \u00c8 un road movie che racconta la storia di Travis, un uomo taciturno che vaga da solo per il deserto, e di suo fratello Walt, che a un certo punto riesce a contattarlo e lo porta a Los Angeles, dove incontrer\u00e0 suo figlio Hunter, che non vedeva da 8 anni. Dopo il ricongiungimento, Travis e Hunter partono insieme per un viaggio per gli Stati Uniti alla ricerca di Jane, moglie del primo e madre del secondo.<\/p>\n<p>In altri casi i viaggi che Wenders mette in scena sono perlopi\u00f9 interiori: in Il cielo sopra Berlino, per esempio, il protagonista \u00e8 un angelo che, stanco di limitarsi a osservare la vita degli esseri umani senza poterla vivere, decide di rinunciare alla propria immortalit\u00e0 per vivere come una persona normale.<\/p>\n<p>Altri temi ricorrenti nel cinema di Wenders sono la solitudine, l\u2019alienazione, la ricerca di identit\u00e0 e il rapporto tra storia e memoria, approfondito anche in curatissimi e premiati documentari. Ma anche la musica e le tradizioni popolari entrano di frequente nelle sue invenzioni, non come semplici elementi di contorno ma come parti integranti della narrazione.<\/p>\n<p>Wenders \u00e8 nato il 14 agosto 1945 a D\u00fcsseldorf, in Germania. Decise di provare a fare il regista nella seconda met\u00e0 degli anni Sessanta, dopo aver provato senza successo a diventare un medico come il padre. Esord\u00ec nel 1967, girando dei corti sperimentali mentre frequentava un corso all\u2019Accademia del cinema di Monaco. Negli anni Settanta diresse i suoi primi lungometraggi, Estate in citt\u00e0 (1970), La paura del portiere prima del calcio di rigore (1971) e La lettera scarlatta (1972), che rivelarono il suo interesse per argomenti come viaggi, alienazione e senso di spaesamento.<\/p>\n<p>Questi temi diventarono centrali nella famosa \u201ctrilogia della strada\u201d, composta da Alice nelle citt\u00e0 (1974), Falso movimento (1975) e Nel corso del tempo (1976). In tutti e tre i casi Wenders scelse come protagonista R\u00fcdiger Vogler, l\u2019attore feticcio della prima parte della sua carriera, che con la sua presenza scenica sobria e misurata riusciva a incarnare alla perfezione il senso di inquietudine e ricerca che Wenders voleva insinuare nel pubblico.<\/p>\n<p>La trilogia fu accolta straordinariamente dalla critica e consolid\u00f2 la fama di Wenders come uno dei pi\u00f9 importanti registi del cosiddetto Nuovo cinema tedesco, accostato a gente come Rainer Werner Fassbinder e Werner Herzog.<\/p>\n<p>Questo successo gli permise di farsi notare dai grossi studi di Hollywood, dove si trasfer\u00ec per qualche anno. In quel periodo diresse L\u2019amico americano, con Bruno Ganz e Dennis Hopper, e un documentario dedicato alla vita del regista Nicholas Ray. Gir\u00f2 anche Hammett \u2013 Indagine a Chinatown, prodotto da Francis Ford Coppola e ricordato soprattutto per via del suo <a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Hammett\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">travagliato processo di produzione<\/a> e per i molti contrasti tra i due.<\/p>\n<p>Nel 1982 Wenders vinse il Leone d\u2019oro al miglior film alla Mostra del cinema di Venezia con Lo stato delle cose, che racconta di una troupe cinematografica bloccata in Portogallo durante le riprese di un film di fantascienza e costretta a fermarsi per mancanza di pellicola e fondi, apprezzato anche per la fotografia in bianco e nero di Henri Alekan.<\/p>\n<p>Il 1984 fu invece l\u2019anno di Paris, Texas, il decimo film di Wenders e probabilmente il pi\u00f9 noto. \u00c8 uno di quei film belli da guardare nel senso pi\u00f9 ampio del termine, per la raffinatezza della composizione delle inquadrature di Wenders e per dettagli estetici come le insegne al neon dei motel e dei diner messe in risalto dai brillanti giochi di luce del direttore della fotografia Robby M\u00fcller, cos\u00ec come per il modo in cui sono mostrati i sobborghi meno eleganti della periferia di Los Angeles.<\/p>\n<p>Fu il film con cui Wenders vinse la sua prima e unica Palma d\u2019oro al Festival di Cannes, e che consent\u00ec a Harry Dean Stanton (che interpreta Travis, il protagonista) di ottenere il suo primo ruolo importante dopo una lunghissima gavetta: ai tempi aveva gi\u00e0 58 anni, e fino ad allora era stato apprezzato soprattutto come <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2017\/12\/25\/caratteristi-attori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">caratterista<\/a>, un attore che interpreta ruoli secondari e bizzarri. Con Paris, Texas Stanton dimostr\u00f2 di poter essere anche un formidabile protagonista, peraltro rimanendo in silenzio per una buona met\u00e0 del film. E con quel film cominci\u00f2 a diventare un attore di culto, accrescendo poi la sua notoriet\u00e0 tra cinefili grazie ai diversi film che fece con David Lynch.<\/p>\n<p>Wenders ha diretto anche documentari molto apprezzati. Il pi\u00f9 famoso \u00e8 Buena Vista Social Club (1999), che segue il viaggio del chitarrista e produttore statunitense Ry Cooder a L\u2019Avana per un progetto particolare: convincere alcune vecchie glorie della musica cubana ormai lontane dalle scene (come Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Omara Portuondo e Rub\u00e9n Gonz\u00e1lez) a riunirsi, fargli registrare delle nuove canzoni in studio e portarle in concerto a New York.<\/p>\n<p>Da questa idea nacque l\u2019omonimo album, uscito due anni prima del film, che ottenne un successo mondiale e contribu\u00ec a riportare la musica tradizionale cubana al centro dell\u2019attenzione internazionale; oggi molti critici lo definiscono \u00abil Dark Side of the Moon della world music\u00bb.<\/p>\n<p>A partire dagli anni Duemila, Wenders si \u00e8 dedicato soprattutto all\u2019attivit\u00e0 da documentarista, lasciandosi ispirare dalla vita di grandi personaggi come la celebre coreografa tedesca Pina Bausch e papa Francesco.<\/p>\n<p>Anche l\u2019ultimo film diretto da Wenders, Perfect Days (2023), all\u2019inizio doveva essere un documentario. \u00c8 ambientato a Tokyo e racconta la vita semplice e ripetitiva di Hirayama, un addetto alla pulizia dei bagni pubblici del Tokyo Toilet Project, che si trovano nella grande area di Shibuya, uno dei quartieri pi\u00f9 conosciuti della citt\u00e0. In realt\u00e0 i bagni sono proprio la ragione per cui Perfect Days \u00e8 stato realizzato: il progetto \u00e8 nato perch\u00e9 l\u2019amministrazione di Shibuya aveva chiesto a Wenders di dedicargli un documentario. Il film ha ottenuto una nomination all\u2019Oscar per il miglior film internazionale.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2024\/05\/19\/paris-texas-40-anni\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gli spazi vuoti di \u201cParis, Texas\u201d<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player In un\u2019intervista con il Financial Times di qualche mese fa, il regista tedesco Wim Wenders ha&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":47102,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-47101","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47101"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47101\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/47102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}