{"id":471747,"date":"2026-05-03T01:08:27","date_gmt":"2026-05-03T01:08:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/471747\/"},"modified":"2026-05-03T01:08:27","modified_gmt":"2026-05-03T01:08:27","slug":"la-personalita-del-giovane-scofet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/471747\/","title":{"rendered":"LA PERSONALIT\u00c0 DEL GIOVANE SCOFET"},"content":{"rendered":"<p><strong>Matteo Scofet<\/strong> (accento sulla &#8220;o&#8221; e non sulla &#8220;e&#8221;) viene da Torino. Anzi, da Rivalta. Un toponimo che, con due cambi di consonante paralleli, pu\u00f2 tramutarsi in sostantivi che condensano una giovane ed esuberante vita ciclistica. Rivalsa, come quella che si \u00e8 preso dopo l&#8217;infortunio che l&#8217;ha tenuto ai box per due mesi proprio all&#8217;inizio della scorsa stagione, la seconda da Juniores e <strong>la prima in assoluto su strada<\/strong>, andandosi poi a prendere sette top-10 tra cui un 2\u00b0 posto al Gran Premio Sportivi Loria nel trevigiano e il podio al trofeo Prothec Bardelloni nel bresciano. Ribalta, come quella che sogna di prendersi passo dopo passo, guidato da un&#8217;esuberante consapevolezza di se stesso e di cosa lo circonda, ben canalizzata dai genitori Paolo e Melinda e da un <strong>mentore<\/strong> come un nostro collega giornalista a cui la personalit\u00e0 non fa certo difetto, <strong>Claudio Ghisalberti<\/strong>.\n            <\/p>\n<p>Nato nel 2007, ha avuto da sempre un&#8217;attitudine atletica e mentale votata allo sport: zero calcio, tanto sci, nuoto e tennis. Ma anche le <strong>pedalate in mountain bike col pap\u00e0, responsabile dell&#8217;area Fisioterapia del J Medical,<\/strong> il centro medico della Juventus dove si curano non solo i giocatori bianconeri ma tanti assi dello sport italiano come Sinner e la Brignone: imparando a conoscere a memoria in bici <strong>la collina morenica di Rivalta<\/strong> e ammirando in tv le imprese di <strong>Nino Schurter<\/strong>, il ragazzo ha cullato l&#8217;idea di mettersi in gioco a livello agonistico e <strong>nel 2022 \u00e8 entrato ufficialmente nel ciclismo<\/strong> con la MTB Academy Giaveno. Tra il biennio Allievi e il primo anno Juniores per\u00f2 il feeling con la ruota grassa si \u00e8 assottigliato, di pari passo con la difficolt\u00e0 nel conciliare l&#8217;attivit\u00e0 sportiva con la scuola, e ha optato per un<strong> doppio cambio<\/strong>: scolastico, rimanendo in ambito di Liceo Scientifico ma passando all&#8217;indirizzo Scienze Applicate dell&#8217;<strong>Istituto Olivetti per l&#8217;Innovazione<\/strong>, dove ha incontrato il buon senso di chi gli permette di pedalare verso la maturit\u00e0 senza erigere ostacoli all&#8217;atleta; e ciclistico, con la <strong>migrazione alla strada avvenuta per l&#8217;annata 2025<\/strong> in maglia Aspiratori Otelli.\n            <\/p>\n<p>Dopo un paio di gare d&#8217;esordio, tuttavia, una doccia fredda che rischia di stroncare le ambizioni. Il <strong>19 marzo 2025<\/strong>, come capita purtroppo a diversi ciclisti di qualsiasi et\u00e0 e categoria, <strong>viene messo sotto da un&#8217;auto<\/strong> mentre si allena vicino a Torino: frattura composta dello scafoide e vari traumi accessori, due settimane fermo, poi un mese di allenamenti col tutore e <strong>il 2 maggio l&#8217;operazione<\/strong> (naturalmente al J Medical) fino al <strong>rientro alle corse gi\u00e0 il 18 maggio<\/strong> col 15\u00b0 posto nel Gran Premio UCAT a Paesana, nel cuneese.<\/p>\n<p>Da qui parte il racconto di Matteo Scofet: \u00abGrazie a un team di professionisti eccezionali ho potuto superare un infortunio del genere senza avere pi\u00f9 dolore al polso, che non \u00e8 affatto scontato. Questo, unito alla mia innata grinta e voglia di fare, mi ha permesso di tornare subito competitivo ed effettuare una stagione che ha stupito i direttori sportivi dell&#8217;Aspiratori Otelli. <strong>Rispetto ad altri corridori della mia et\u00e0, ho avuto magari la fortuna di vivere il ciclismo con meno pressioni quando ero allievo in mountain bike.<\/strong> Poi le pressioni sono arrivate quando sono passato da MTB a strada nel bel mezzo del biennio Juniores. Quella grinta e voglia di fare che menzionavo in realt\u00e0 rischiavano di essere un boomerang perch\u00e9, per farmi trovare pronto, avevo svolto un inverno &#8220;a tutta&#8221; e nelle gare iniziali pre-infortunio quasi mi staccavo in pianura. Quello stop non posso certo dire che sia stato un bene, anche perch\u00e9 ho saltato diversi appuntamenti importanti d&#8217;inizio stagione, tuttavia mi ha dato <strong>sia un po&#8217; di riposo (seppur forzato) sia un quid in pi\u00f9 di spinta emotiva\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Con la mountain bike hai chiuso in via definitiva?<\/p>\n<p>\u00abNonostante qualcuno abbia detto che io svolgo doppia attivit\u00e0, da quando ho cambiato disciplina sono 100% stradista. L&#8217;anno scorso in MTB ho corso giusto una marathon in provincia di Biella, arrivando 2\u00b0 peraltro, per aver perso una scommessa\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Che corridore sei?<\/p>\n<p>\u00abPassista scalatore, la salita \u00e8 sicuramente il mio territorio. Poi ovvio, devo ancora scoprire me stesso, ma almeno ad oggi penso che per conquistare la mia prima vittoria devo provare ad anticipare\u00bb.<\/p>\n<p>Se sei un giovane scalatore, immagino che il tuo idolo sia Pogacar&#8230;<\/p>\n<p>\u00abPi\u00f9 che altro menzionerei Egan Bernal per quel miracolo di tenacia che \u00e8 stato il suo recupero. Gi\u00e0 non era banale rimettersi in sella, figuriamoci partecipare tra i protagonisti al Giro d&#8217;Italia! Se proprio devo dirti un idolo, per me Van Der Poel \u00e8 tipo Cristo sceso in terra per le sue doti da fuoriclasse su ogni terreno\u00bb.<\/p>\n<p>La tua corsa dei sogni?<\/p>\n<p>\u00abNon ho una gara preferita in assoluto, per\u00f2 mi affascinano in modo particolare le corse a tappe. Quindi, pensando in grande, credo che il massimo sarebbe essere al via del Tour de France un giorno\u00bb.<\/p>\n<p>Abbiamo menzionato alcune persone che ti stanno vicine e costellano il tuo percorso: a bruciapelo, un&#8217;altra persona per te fondamentale?<\/p>\n<p>\u00abLaura Otelli, un&#8217;autentica signora del ciclismo giovanile, che mi ha accolto nel migliore dei modi e ha sempre creduto in me\u00bb.<\/p>\n<p>Nel frattempo sei passato Under 23 in Padovani, dove hai fatto 8\u00b0 al Gran Premio De Nardi di Castello Roganzuolo e ti abbiamo visto in fuga nella seconda tappa della Settimana Coppi e Bartali: quali sono i tuoi obiettivi del 2026?<\/p>\n<p>\u00abLe uniche sicurezze di calendario sono che domani sar\u00f2 al Trofeo Frare De Nardi a Vittorio Veneto e che forse disputer\u00f2 il Valle d&#8217;Aosta, per il resto non ho date cerchiate in rosso e punti fissi. Il vero obiettivo di questo primo anno da Under 23 \u00e8 quello d&#8217;imparare a muovermi nel &#8220;branco di lupi&#8221; e magari cogliere buoni risultati con pi\u00f9 concentrazione dopo la scuola. Penso di trovarmi nella squadra giusta per la mia persona, per il mio vissuto, per il mio carattere e per le mie possibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Matteo Scofet (accento sulla &#8220;o&#8221; e non sulla &#8220;e&#8221;) viene da Torino. Anzi, da Rivalta. 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