{"id":472039,"date":"2026-05-03T06:39:16","date_gmt":"2026-05-03T06:39:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/472039\/"},"modified":"2026-05-03T06:39:16","modified_gmt":"2026-05-03T06:39:16","slug":"anselm-kiefer-le-donne-sanno-prendere-decisioni-piu-sagge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/472039\/","title":{"rendered":"Anselm Kiefer: le donne sanno prendere decisioni pi\u00f9 sagge"},"content":{"rendered":"\n<p>Un motivo ricorrente nell\u2019opera di <strong>Anselm Kiefer <\/strong>(Donaueschingen, Germania, 1945) \u00e8 il ripensare alle donne della Storia e interrogare il femminino, temi declinati in cicli, talvolta pittorici, di scala monumentale. Il frutto di due anni di lavoro \u00e8 il consistente e materico corpus antologico su ben 42 donne che hanno praticato l&#8217;alchimia, con scopi, metodi e destini tra loro profondamente diversi. Sono <strong>\u00abLe Alchimiste\u00bb<\/strong> che si addensano sui teleri esposti <strong>fino al 27 settembre<\/strong> nella <strong>Sala delle Cariatidi<\/strong> di <strong>Palazzo Reale<\/strong> a <strong>Milano<\/strong>, per la cura di<strong> Gabriella Belli<\/strong>, scrigno dolente, dove le opere dialogano imponenti con la sedimentazione di un passato importante. Alcune guardano verso il basso, alla terra, per ascendere: \u00abSuspiciendo Despicio\u00bb. Altre verso l&#8217;alto, per comprendere e dominare l\u2019immanente: \u00abDespiciendo Suspicio\u00bb. L\u2019esercizio sulla vita e l\u2019oblio sono una costante.<\/p>\n<p><strong>Fino al 24 luglio<\/strong>, Kiefer presenta <strong>\u00abI wish to die in autumn moonlight even in darkness not to be lost\u00bb<\/strong> alla <strong>Galleria Lia Rumma<\/strong> di <strong>Milano<\/strong>. Alle Alchimiste si affiancano la poetessa giapponese <strong>\u014ctagaki Rengetsu<\/strong> e le muse greche <strong>Calliope<\/strong> e <strong>Melpomene<\/strong>, in opere a cui gli spazi neutri restituiscono respiro e luce. All\u2019alba dell\u2019apertura della seconda mostra, l\u2019artista risponde in un\u2019intervista circa la saggezza del corpo e della terra maitris\u00e9e dalle alchimiste e il suo grado di prossimit\u00e0 con loro.<\/p>\n<p><strong>Seguendo le tracce di queste donne, lei ha attraversato diverse epoche dell\u2019alchimia: quella rinascimentale, ancora intimamente legata al sentimento della natura, o quella del XVII secolo, costretta a fare i conti con il nascente metodo scientifico. L\u2019alchimia contemporanea, di cui lei \u00e8 un rappresentante eminente, come si declina al femminile oggi?<\/strong><br \/>Nella mia sala delle alchimiste a Palazzo Reale troviamo non solo donne vissute fino al XVII secolo, ma anche donne del XVIII secolo, come Theosophia Sternbucta o Mary Anne Atwood, vissuta fino al XX secolo. L\u2019alchimia \u00e8 sempre stata in tensione con la scienza. All\u2019epoca dell\u2019Illuminismo \u00e8 stata particolarmente messa in discussione e, in parte, relegata al dominio dell\u2019occultismo. Esistono, tuttavia, esempi in cui entrambe si completano a vicenda, come nel caso di Isaac Newton, che era scienziato e alchimista, contemporaneamente.<strong> <\/strong>Lei mi definisce alchimista. Io non faccio distinzione tra alchimia femminile e alchimia maschile, ammesso che tale distinzione esista: le ho entrambe in me. Il mio approccio non \u00e8 n\u00e9 scientifico, n\u00e9 occulto, n\u00e9 teosofico\u2026 eppure, nel mio metodo di lavoro invoco forze che non posso controllare in ogni singolo dettaglio, come la natura, il caso, la chimica e cos\u00ec via.<\/p>\n<p><strong>Tra le donne alchimiste figura Susanna von Klettenberg, che inizi\u00f2 il giovane Goethe alla mistica e alla filosofia naturale.<\/strong><br \/>Come per molte alchimiste, noi conosciamo Susanne von Klettenberg soltanto attraverso la mediazione di un uomo. In questo caso, Goethe ne parla nella sua biografia, Le confessioni di un\u2019anima bella, pubblicata tra il 1795 e il 1796. Per\u00f2, l\u2019interesse di Goethe per l\u2019alchimia, a differenza di quello di Susanne von Klettenberg, non dur\u00f2 a lungo.<\/p>\n<p><strong>Sfidando una storiografia che le ha fatte scomparire dalla memoria collettiva, quale alchimista l\u2019ha affascinata di pi\u00f9, rintracciandola nella Storia?<\/strong><br \/>Non vorrei stilare una classifica, ma forse citerei Theosophia Sternbucta, che attribuisce alle pietre un ruolo speciale nell\u2019alchimia: \u00abdass unser Stein mit einer wachsenden Seele begabt sei&#8230;\u00bb (\u00abche la nostra pietra sia dotata di un\u2019anima in continua crescita\u2026\u00bb). Io ho realizzato alcuni lavori intitolati \u00abDas Bewu\u00dftsein der Steine\u00bb (La coscienza delle pietre) e anche \u00abMatth\u00e4us 3,9: Ich vermag dem Abraham aus diesen Steinen Kinder zu erwecken\u00bb (nel passo biblico Matteo 3,9 \u00e8 scritto: \u00abDio pu\u00f2 far sorgere figli di Abramo da queste pietre\u00bb. Quest\u2019affermazione, pronunciata da san Giovanni Battista contro l\u2019\u00e9lite religiosa, rimanda alla volont\u00e0 divina come forza che pu\u00f2 mutare la pietra in vita umana, Ndr) che ci rendono prossimi.<\/p>\n<p><strong>Ha stabilito una gerarchia tra la microstoria individuale di ciascuna donna o \u00e8 la coralit\u00e0 di questa antologia il fine ultimo?<\/strong><br \/>Non vi \u00e8 alcuna gerarchia tra le singole donne e la storia complessiva dell\u2019alchimia. Si tratta piuttosto di un\u2019antitesi complementare tra sincronia e diacronia.<\/p>\n<p><strong>Firmarsi con il proprio nome \u00e8 una questione centrale dei Gender Studies e dell\u2019affermazione di s\u00e9. Ogni tela porta il nome della donna ritratta e pose plastiche e attributi spesso sono diversi. Esistono delle singole fonti o ispirazioni letterarie tradotte in linguaggio visivo?<\/strong><br \/>Non sono pi\u00f9 in grado di citare le fonti: ce n\u2019erano davvero molte e non vorrei attribuire ogni singolo elemento di ogni immagine a una \u00abfonte\u00bb specifica.<\/p>\n<p><strong>Per Palazzo Reale, in origine, lei aveva immaginato le tele disposte in alto, alla maniera di metope, alternate con le statue mutilate dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. L\u2019allestimento attuale a labirinto di paraventi la soddisfa?<\/strong><br \/>S\u00ec, naturalmente, ma non sono mai davvero soddisfatto.<\/p>\n<p><strong>Alla Galleria Lia Rumma, invece, ha potuto concepire un allestimento ad hoc. Le tele differiscono, ma le alchimiste rimangono. Vi \u00e8 tra le due mostre un rapporto dicotomico, o piuttosto si corrispondono, completandosi?<\/strong><br \/>Volevo appendere i dipinti di formato pi\u00f9 piccolo, che espongo attualmente da Lia Rumma, in alto, a corredo delle cariatidi, come fossero un fregio. Ma non mi \u00e8 stato consentito toccare le pareti, il che ha reso impossibile tale progetto. \u00c8 cos\u00ec che ora si trovano esposti nella galleria di Lia.<\/p>\n<p><strong>La storia della Sala delle Cariatidi \u00e8 aderente alla sua poetica che, per ragioni di urgenza espressiva e autobiografica, tratta l\u2019orrorifico. Secondo alcune personalit\u00e0 illustri, la guerra non appartiene alle donne, pi\u00f9 inclini ai sentimenti di pace. Lei ha rappresentato anche donne \u00abterribili\u00bb, penso al suo lavoro per l\u2019Elektra di Strauss e alla recente mostra \u00abLe Donne dell\u2019Antichit\u00e0\u00bb a Ravello. Terribili in virt\u00f9 del proprio temperamento o perch\u00e9 costrette a reagire al contesto esterno.<\/strong><br \/>Esistono uomini terribili ed esistono donne terribili. In linea di principio, tuttavia, la mia esperienza \u00e8 che le donne siano pi\u00f9 complete, pi\u00f9 profondamente legate alla terra che si chiude nel proprio mistero e che per questo siano in grado di prendere decisioni pi\u00f9 \u00absagge\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un motivo ricorrente nell\u2019opera di Anselm Kiefer (Donaueschingen, Germania, 1945) \u00e8 il ripensare alle donne della Storia e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":472040,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-472039","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116509275991447719","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472039","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=472039"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472039\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/472040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=472039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=472039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=472039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}