{"id":47228,"date":"2025-08-14T14:16:15","date_gmt":"2025-08-14T14:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/47228\/"},"modified":"2025-08-14T14:16:15","modified_gmt":"2025-08-14T14:16:15","slug":"festival-di-sanremo-intesa-quasi-fatta-tra-comune-e-rai-accordo-pronto-dopo-lestate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/47228\/","title":{"rendered":"Festival di Sanremo, intesa (quasi) fatta tra Comune e Rai: accordo pronto dopo l\u2019estate"},"content":{"rendered":"<p><b>Sanremo.<\/b> Dopo settimane di fibrillazioni, indiscrezioni e scenari alternativi rilanciati dalla stampa nazionale, il futuro del <strong>Festival della Canzone Italiana<\/strong> sembra salvo nella sua sede naturale: Sanremo. Stando a quanto risulta da fonti qualificate, la trattativa tra Comune e Rai per la nuova convenzione triennale (con opzione di rinnovo per ulteriori due anni) \u00e8 ormai chiusa nella sostanza. L\u2019accordo dovrebbe essere <strong>siglato ufficialmente a settembre<\/strong>, al rientro dalle ferie estive del sindaco <strong>Alessandro Mager<\/strong> e dell\u2019amministratore delegato di Rai <strong>Giampaolo Rossi<\/strong>.<\/p>\n<p>Sarebbe cos\u00ec vicino alla conclusione quel negoziato che, dopo l\u2019apertura dell\u2019unica busta presentata da Viale Mazzini nella manifestazione di interesse lanciata da Palazzo Bellevue, era stato avviato con l\u2019auspicio \u2013 espresso pubblicamente dal sindaco \u2013 di un\u2019intesa rapida e senza intoppi. Invece, il confronto si \u00e8 dilungato pi\u00f9 del previsto, non tanto per questioni economiche (gi\u00e0 dettagliatamente indicate nella manifestazione d\u2019interesse: canone da <strong>6,5 milioni annui pi\u00f9 benefit e percentuali sui ricavi pubblicitari<\/strong>, che non si discutono), quanto per un tema giuridico delicato e simbolico allo stesso tempo: la titolarit\u00e0 del format del Festival.<\/p>\n<p>\u00c8 su questo fronte, pi\u00f9 che su ogni altro, che si sarebbe consumata la parte pi\u00f9 sensibile della trattativa. La Rai ha sempre rivendicato un ruolo di ideazione e sviluppo del \u201cformat\u201d Festival cos\u00ec come oggi lo conosciamo, e lo ha difeso anche nel lungo contenzioso amministrativo che ha visto coinvolti i due enti. Nonostante gli sforzi dei legali della televisione di Stato, una <a href=\"https:\/\/www.riviera24.it\/2025\/07\/festival-il-consiglio-di-stato-conferma-evento-di-titolarita-del-comune-al-via-la-trattativa-con-rai-921739\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">sentenza<\/a> del <strong>Consiglio di Stato<\/strong> ha chiarito che il vero perimetro giuridico della contesa riguarda il <strong>marchio<\/strong>: ovvero la denominazione \u201cFestival di Sanremo\u201d e \u201cFestival della Canzone Italiana\u201d, di propriet\u00e0 esclusiva del Comune di Sanremo. I giudici di Palazzo Spada hanno evidenziato che, pur potendo esserci profili di valore creativo nel prodotto televisivo, l\u2019evento musicale in s\u00e9 \u2013 inteso come contenuto e identit\u00e0 culturale \u2013 <strong>\u00e8 in capo all\u2019ente locale<\/strong>, e come tale deve essere affidato tramite procedura di evidenza pubblica, cos\u00ec come stabilito dal Tar Liguria: l\u2019oggetto della concessione comunale non \u00e8 il programma televisivo in s\u00e9, ma l\u2019uso esclusivo del marchio e l\u2019organizzazione della manifestazione.\u00a0La Rai, che ha partecipato da unica concorrente al \u201cbando\u201d di Palazzo Bellevue, ora punta almeno a <strong>vedersi riconosciuta una valorizzazione del proprio know-how editoriale<\/strong>, anche se non \u00e8 chiaro in che termini questo possa essere formalizzato all\u2019interno dell\u2019accordo in fase di definizione.<\/p>\n<p>Nel frattempo, sul fronte dei marchi, spunta un nuovo capitolo. Nei giorni scorsi, infatti, \u00e8 emersa una novit\u00e0 che potrebbe alimentare le gi\u00e0 numerose voci di corridoio. Il marchio <strong>\u201cFestival della Musica Italiana\u201d<\/strong>, depositato un paio di mesi fa dall\u2019imprenditore dello spettacolo <strong>Vincenzo Russolillo<\/strong> (patron del Gruppo Eventi e partner operativo sia del Comune che della Rai nell\u2019organizzazione delle manifestazioni collaterali come Tra palco e citt\u00e0), ha ricevuto il <strong>6 agosto un\u2019istanza di rilievo<\/strong> da parte dell\u2019Uibm. I legali del depositante hanno gi\u00e0 dato risposta, e ora si attende l\u2019eventuale opposizione formale. Non \u00e8 chiaro, al momento, se dietro l\u2019istanza di rilievo ci sia proprio il Comune di Sanremo o la stessa Rai, ma la tempistica e la titolazione del marchio depositato da Russolillo \u2013 molto simile a quella del brand istituzionale del Festival \u2013 continuano a sollevare pi\u00f9 di un interrogativo.<\/p>\n<p>Nel marasma generale provocato dalla dirompente sentenza del <a href=\"https:\/\/www.riviera24.it\/2024\/12\/festival-a-gara-dal-2026-sentenza-shock-del-tar-liguria-894232\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">Tar Liguria<\/a> \u2014 che ha imposto al Comune di Sanremo l\u2019indizione di una gara pubblica per l\u2019assegnazione dei marchi storici del Festival \u2014 le acque, oggi, sembrano essersi finalmente calmate. L\u2019intesa che si profila all\u2019orizzonte non solo dovrebbe sancire la permanenza del Festival nella Citt\u00e0 dei fiori (quanto della Musica) almeno fino al 2029, ma potrebbe rappresentare anche una vera e propria svolta rispetto alla tendenza degli ultimi anni. Paradossalmente, quella stessa scossa giudiziaria che ha rimesso tutto in discussione si \u00e8 trasformata in un\u2019occasione per <strong>riequilibrare il peso contrattuale del Comune<\/strong>, che con l\u2019accordo in via di definizione torner\u00e0 a incassare <strong>oltre 7 milioni di euro l\u2019anno<\/strong>, tra contributo diretto Rai, percentuale sull\u2019indotto pubblicitario (1% sui ricavi) e benefici collaterali.<\/p>\n<p>Una cifra ben pi\u00f9 consistente rispetto ai circa <strong>5 milioni annui<\/strong> riconosciuti durante le due giunte di <strong>Alberto Biancheri<\/strong>, che aveva avuto il merito di interrompere la discesa iniziata nel 2013, quando da 9 milioni incassati si \u00e8 scesi prima a 7 e infine a 5 nel 2014 sotto la giunta Zoccarato. Ma ogni conquista ha il suo prezzo. Il rovescio della medaglia si gioca sul piano dei <strong>diritti<\/strong>: se da una parte i marchi \u201cFestival di Sanremo\u201d e \u201cFestival della Canzone Italiana\u201d sono beni del Comune, dall\u2019altra la Rai punta ora a <strong>vedersi formalmente riconosciuta una concessione sul format<\/strong>. Un passaggio che, pur senza intaccare la titolarit\u00e0 dei marchi, permetterebbe alla tv di Stato di legare in modo pi\u00f9 solido il Festival al proprio patrimonio creativo e produttivo, consolidando la sua posizione per le edizioni a venire e in vista dei futuri bandi di concessione. La prospettiva \u00e8 di un compromesso che, pur sancendo equilibri nuovi, andrebbe a preservare la storia della manifestazione per almeno altri 3 anni. Dopo, chi vivr\u00e0 vedr\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sanremo. 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