{"id":472835,"date":"2026-05-03T19:20:26","date_gmt":"2026-05-03T19:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/472835\/"},"modified":"2026-05-03T19:20:26","modified_gmt":"2026-05-03T19:20:26","slug":"gli-eroi-doro-di-baselitz-alla-fondazione-cini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/472835\/","title":{"rendered":"Gli \u00abEroi d\u2019oro\u00bb di Baselitz alla Fondazione Cini"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei fasti della Venezia bizantina l\u2019oro era la luce del potere e della trascendenza, una superficie gloriosa che il tempo ha incrinato, esponendone la fragilit\u00e0. Con il passare dei secoli la sua potenza ha finito per consumare gli eroi che voleva celebrare. Quello stesso oro, steso e lavorato da <strong>Georg Baselitz<\/strong>, trasforma la monumentalit\u00e0 e il decorativismo in solitudine.\u00a0<br \/>Alla Fondazione Giorgio Cini, dal 6 maggio al 27 settembre, la mostra monografica \u00abEroi d\u2019Oro\u00bb riunisce una nuova serie di dipinti monumentali, esito recente di una pratica pittorica che attraversa oltre sei decenni. Curata da <strong>Luca Massimo Barbero<\/strong> e realizzata in partnership con la galleria <strong>Thaddaeus Ropac<\/strong>, la mostra presenta lavori recentissimi in cui la pittura torna a interrogare, con radicalit\u00e0, il proprio statuto materiale e simbolico. Il punto di partenza \u00e8 una pratica pittorica fondata su una continua ridefinizione dell\u2019immagine, costruita per cicli, ritorni e rotture, dai primi Eroi alle figure capovolte. Gi\u00e0 negli anni Sessanta, nella Germania ancora segnata dal trauma del nazismo e della guerra, questi \u00aberoi\u00bb si presentano come figure isolate, deformate, ferite, prive di retorica, avviando una traiettoria che negli anni Novanta si sposta sulla superficie, nei fondi dorati, trattati come piani decorativi privi di profondit\u00e0. Le tele esposte, tutte di grande formato (alcune oltre i quattro metri) condensano tensioni gi\u00e0 presenti nel lavoro di <strong>Baselitz<\/strong>: il rapporto tra figura e superficie, presenza corporea e annullamento dello spazio, gesto e immagine. I fondi luminosi e riflettenti eliminano ogni profondit\u00e0 illusoria, riportando la pittura a una condizione di frontalit\u00e0 assoluta: \u00abl\u2019oro assorbe lo spazio e le ombre\u00bb, spiega l\u2019artista. Su questa superficie compatta si depositano figure nude tracciate con linee nette, sono grandi, ma quasi prive di peso.\u00a0<br \/>L\u2019oro \u00e8 un campo neutro e assoluto, dove il disegno si riduce a un segno essenziale. I corpi \u2013 autoritratti e immagini della moglie <strong>Elke<\/strong> \u2013 emergono come apparizioni fragili, costruite con vernice nera diluita che richiama l\u2019inchiostro e il tratto calligrafico. Nello scarto tra la monumentalit\u00e0 del formato e precariet\u00e0 del segno si manifesta la tensione dell\u2019intero ciclo. Una linearit\u00e0 estrema accanto a cui <strong>Baselitz<\/strong> introduce episodi pittorici pi\u00f9 densi, inserti cromatici: \u00abPiccole citazioni, che mi piace chiamare \u201cde Kooning\u201d e \u201cde Kooning-nel-posto-sbagliato\u201d: un\u2019azione arbitraria e improvvisa con un pennello e una spatola nei colori di de Kooning da qualche parte all\u2019interno o accanto alla figura\u00bb, spiega ancora <strong>Baselitz<\/strong>.\u00a0<br \/>I fondi dorati rimandano tanto alle icone medievali quanto alla pittura nordica rinascimentale, ma senza recuperarne la funzione simbolica originaria. Qui l\u2019oro non costruisce trascendenza, produce una distanza che genera \u00abuna certa solitudine\u00bb delle figure. Il peso storico dell\u2019oro nella tradizione bizantina e veneziana viene riattivato come condizione percettiva. Il titolo stesso, \u00abEroi d\u2019Oro\u00bb, riapre un nodo originario della ricerca di <strong>Baselitz<\/strong>. Negli anni Sessanta, i suoi Helden erano figure immaginarie, segnate da una tensione tra eroismo e disfacimento. Oggi quel tema ritorna, svuotato di ogni retorica: gli eroi non agiscono e non incarnano narrazioni. Esposti e vulnerabili, giacciono sulla tela, dove il tempo si deposita e si rende visibile. <strong>Georg Baselitz<\/strong>, attivo tra la Baviera, Salisburgo e la Liguria, \u00e8 una figura centrale della pittura contemporanea internazionale.\u00a0<br \/>Dopo le prime partecipazioni a documenta negli anni Settanta, il suo lavoro \u00e8 stato oggetto di importanti retrospettive in Europa e negli Stati Uniti, a partire da quella al Guggenheim di New York nel 1995, seguita da mostre in istituzioni come il Centre Pompidou, la Royal Academy e la Fondation Beyeler. Negli ultimi anni la sua presenza si \u00e8 mantenuta costante con esposizioni in musei e sedi internazionali, tra Europa e Stati Uniti, fino alle mostre pi\u00f9 recenti tra il 2024 e il 2025, confermando la continuit\u00e0 e l\u2019ampiezza della sua ricerca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nei fasti della Venezia bizantina l\u2019oro era la luce del potere e della trascendenza, una superficie gloriosa che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":471128,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-472835","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116512268403401838","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=472835"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472835\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/471128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=472835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=472835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=472835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}