{"id":472866,"date":"2026-05-03T19:47:27","date_gmt":"2026-05-03T19:47:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/472866\/"},"modified":"2026-05-03T19:47:27","modified_gmt":"2026-05-03T19:47:27","slug":"molto-dipendeva-da-beaton-tornano-i-diari-del-grande-eccentrico-britannico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/472866\/","title":{"rendered":"Molto dipendeva da Beaton. Tornano i diari del grande eccentrico britannico"},"content":{"rendered":"<p>Un giorno <b>Cecil Beaton<\/b>, racconta Hugo Vickers, \u201cinsegu\u00ec Marilyn Monroe nella sua stanza d\u2019albergo a New York, consum\u00f2 tre fogli di carta fotografica per i provini, senza mai smettere di chiacchierare con lei, poi affid\u00f2 le conclusioni raggiunte al diario\u201d. <b>Queste parole sono tratte dall\u2019introduzione al volume Molto dipendeva dal futuro, una selezione dei diari di Cecil Beaton, recentemente pubblicata da Neri Pozza. <\/b>Marilyn Monroe \u2013 di cui quest\u2019anno ricorre l\u2019anniversario &#8211; non fu l\u2019unica delle dive ritratte da Beaton con tale vitalit\u00e0 giocosa. D\u2019altra parte, cominci\u00f2 presto. Nel 1926, a 22 anni, ama gi\u00e0 il lusso e vuole conoscere il mondo. Le sue idee sono piuttosto chiare: \u201cAvevo\u201d ricorda \u201cun appetito sfrenato di conoscere pi\u00f9 da vicino le persone eccezionali che venivano pubblicate dalla Hogarth Press, dipingevano in colori torbidi e abitavano nelle stanze decorate da Duncan Grant. Bramavo far parte degli habitu\u00e9s alla prima della Phoenix Society o del Gabinetto del dottor Caligari, il film espressionista tedesco\u201d. Si ha l\u2019impressione di un serraglio.<\/p>\n<p><b>Beaton ha l\u2019abitudine di paragonare i suoi personaggi agli animali, ma, a differenza di un favolista antico o di uno studioso di fisiognomica rinascimentale, non scorge in queste rassomiglianze l\u2019elemento tipico e universale dei vari individui bens\u00ec la loro singolarit\u00e0.<\/b>  Ecco allora Carmel Snow, editor di \u201cVogue\u201d, ricordargli un fox-terrier, Djagilev una talpa, Colette una vecchia scimmietta e Cocteau, con quelle sue gambe magre e il corpo da fachiro, un passero! Eppure anche a questo impenitente animalier tocc\u00f2, quasi per trapasso, d\u2019essere associato ad un animale da Violet Trefusis, che lo descrisse: \u201calto, altero, con la pupilla chiara del rapace, vestito in modo compromettente a causa di un dettaglio nel conformismo del completo: il gilet del Gran Meaulnes o la cravatta da Lord Chesterfield\u201d. Questa predilezione per l\u2019abito eccentrico \u2013 che valse in giovinezza un rabbuffo da parte di No\u00ebl Coward &#8211; doveva accentuare la sua vicinanza ideale al mondo dei volatili non meno dello stile di queste memorie, piene di mordace vivacit\u00e0, nelle quali ogni frase \u00e8 una piuma, lieve ma dal calamo appuntito\u2026Vickers, d\u2019altronde, non manca d\u2019inserire il nome del fotografo nella genealogia dei vispi seguaci della Moda, alata dea, appunto. Anche la Trefusis concorda: nel riprendere un motto dello stesso Beaton (\u201cle mode si susseguono, ma la Moda persiste; colui che l\u2019ignora, ignora la vita\u201d), lo disse \u201cattaccato sempre alla truppa leggera che con ali leggere vola per il mondo\u201d.<\/p>\n<p><b>E il carattere dell\u2019uomo si riflette nel ritmo incalzante della scrittura: <\/b>senza anse, vuoti, soste, dove spariscono la noia, l\u2019insignificanza, il demone meridiano, l\u2019acedia\u2026 Certo, Beaton era uno snob. Molti passi dei suoi diari lo rivelano apertamente: \u201cNessun dettaglio del loro stile di vita \u2013 dice dei suoi mentori e amici, i Sitwell &#8211; \u201cera sgradevole o banale. Davano una patina di glamour alla visita all\u2019oculista o al calzolaio\u201d. Come tutte le persone del suo genere, amava provocare e adorava la gente famosa, che per una ragione o per l\u2019altra, si distingue dalla grande massa ordinaria, dalla folla anonima e gregaria. Li ritraeva carichi di gioielli, circonfusi di mistero contro sfondi accuratamente calcolati. Non importava che fossero artisti, politici, scienziati, uomini di teatro o di cinema, importava che fossero eccentrici. <b>Anche i suoi ricevimenti lo erano: l\u2019eclettismo che li animava, la voglia d\u2019impertinenza fa pensare a quelli di un altro snob, il fiorentino Carlo Placci, che si definiva uno shaker umano, abilissimo nel combinare a tavola le personalit\u00e0 pi\u00f9 stridenti. <\/b>Conobbe molti uomini: Churchill, la famosa marchesa Casati, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Gertrude Stein, Picasso\u2026. Conobbe tutti, si potrebbe dire, rimanendo giovane fino alla fine. O almeno tentandovi: il che gli frutt\u00f2 da parte di un critico il malevolo nomignolo di Rip van With It (storpiatura di Rip van Winkle). Come biasimarlo: la vecchiaia con la sua gravit\u00e0 non si addice agli uccelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un giorno Cecil Beaton, racconta Hugo Vickers, \u201cinsegu\u00ec Marilyn Monroe nella sua stanza d\u2019albergo a New York, consum\u00f2&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":472867,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,82246,1612,203,4663,204,1537,90,89,43067],"class_list":{"0":"post-472866","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-cecil-beaton","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-fotografia","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-terrazzo"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116512374513291516","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=472866"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/472866\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/472867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=472866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=472866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=472866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}