{"id":473563,"date":"2026-05-04T07:50:10","date_gmt":"2026-05-04T07:50:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/473563\/"},"modified":"2026-05-04T07:50:10","modified_gmt":"2026-05-04T07:50:10","slug":"quei-secondi-posti-che-si-fanno-ricordare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/473563\/","title":{"rendered":"QUEI SECONDI POSTI CHE SI FANNO RICORDARE&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo lasciato la stagione delle Classiche da pochi giorni e <strong>ci stiamo dirigendo verso i grandi giri<\/strong>. Il prossimo 8 maggio saremo tutti in Bulgaria per vedere <strong>la grande partenza del Giro d\u2019Italia<\/strong> e dopo tre settimane sapremo il nome del vincitore. In ogni gara c\u2019\u00e8 sempre un vincitore, ma<strong> quante volte abbiamo ripensato a quell\u2019atleta che \u00e8 arrivato secondo?<\/strong> Anche nei quiz televisivi, se si parla di ciclismo, si chiede sempre il nome del vincitore, se dovessimo chiedere: chi \u00e8 arrivato secondo dietro Chris Froome nel Tour de France del 2017? Oppure dietro a Philippe Gilbert nella sua vittoria alla Parigi-Roubaix del 2019? Ma anche alle spalle di Remco Evenepoel nella Liegi-Bastogne-Liegi del 2022?<strong> La maggior parte delle persone non saprebbe rispondere, perch\u00e9 di norma si ricorda sempre chi taglia per primo il traguardo.<\/strong> Comunque le risposte a queste domande sono: Rigoberto Uran per il Tour del 2017, Nils Politt per la Roubaix del 2019 e Quentin Hermans per la Liegi del 2022. Sicuramente non sono corridori che hanno vinto grandi giri o Classiche Monumento e per questo si ricordano di meno, ma <strong>la storia del ciclismo spesso ci ricorda il nome del secondo,<\/strong> perch\u00e9 magari quel posto sul podio \u00e8 arrivato al termine di una fuga disperata, o perch\u00e9 ripreso nel finale dopo una giornata da protagonista. L\u2019ombra che cala sul secondo posto \u00e8 comune a tutte le discipline sportine.\n            <\/p>\n<p>Appena pochi giorni fa, abbiamo visto il keniano <strong>Sebastian Sawe che ha fatto la storia dell&#8217;atletica<\/strong> diventando il primo atleta a infrangere la barriera delle due ore nella maratona, domenica a Londra. Tutti i media hanno pubblicato le sue foto raggianti, con le sue scarpe da corsa in mano e quella foto, \u00e8 subito diventata virale. Senza dubbio 1 ora 59 minuti e 30 secondi \u00e8 un tempo storico e Sawe, non solo ha vinto ma ha scritto un nuovo primato.<\/p>\n<p>Eppure quel giorno, <strong>anche il secondo classificato l&#8217;etiope Yomif Kejelcha, ha raggiunto l&#8217;impresa di scendere sotto le due ore<\/strong>, scrivendo il tempo di 1 ora 59 minuti e 49 secondi. Ma lo ha fatto impiegando pochi secondi pi\u00f9 del keniano, e nessuno ne ha parlato.\n            <\/p>\n<p>Tornando al ciclismo per\u00f2, possiamo dire che <strong>ci sono corridori che hanno costruito la loro storia non solo con le vittorie, ma anche con le sconfitte,<\/strong> perch\u00e9 davanti a loro, hanno trovato dei giganti imbattibili. Pensiamo a <strong>Raymond Poulidor<\/strong>, che viene ricordato per non aver vinto mai il Tour de France n\u00e9 indossato la maglia gialla. Per tre volte \u00e8 arrivato vicino alla vittoria, ma non ha mai potuto gioire del successo finale. E\u2019 accaduto nel 1964, quando arriv\u00f2 dietro ad Anquetil, poi l\u2019anno dopo alle spalle di Felice Gimondi e ancora nel 1974 dietro Eddy Merckx. Ma Poulidor non \u00e8 il primo ad essere ricordato come l\u2019eterno secondo. Abbiamo ricordato la vittoria di <strong>Gimondi<\/strong> al Tour, e dobbiamo dire che nella sua carriera il lombardo ha vinto tantissimo, ma <strong>spesso \u00e8 ricordato anche come \u201cil pi\u00f9 grande secondo\u201d.<\/strong> Il motivo? <strong>Ha corso nella stessa epoca di Eddy Merckx,<\/strong> uno che vinceva praticamente tutto. Ma nonostante questo Gimondi ha sempre dimostrato continuit\u00e0 arrivando secondo alle spalle del pi\u00f9 grande dominatore di sempre.\u00a0<\/p>\n<p>Possiamo anche citare <strong>il secondo posto di Gino Bartali nella famosa tappa Cuneo-Pinerolo al Giro del 1949,<\/strong> quando Fausto Coppi vinse al termine di una fuga epica di 192 km. Quel giorno Bartali fu l\u2019unico che limit\u00f2 i danni, arrivando con un ritardo di 11\u201952\u201d.\u00a0 Alfredo Martini arriv\u00f2 terzo con un ritardo di 28&#8242; 41. Il ciclismo ne ha tante di storie da raccontare, come quella di <strong>Fignon, secondo al Tour del 1989, per soli 8 secondi dietro Greg LeMond.<\/strong> Oppure Thibaut Pinot, che per aver messo troppo cuore e poca strategia in corsa, ha vinto molto meno rispetto a quello che avrebbe potuto ottenere veramente.<\/p>\n<p>Ma <strong>ci sono anche le storie di Cancellara o Valverde,<\/strong> in cui spesso troviamo quei piazzamenti che hanno segnato una grandissima carriera. Arrivando al <strong>ciclismo di oggi dominato da Tadej Pogacar,<\/strong>\u00a0 qualcosa \u00e8 cambiato. Alle sue spalle nei grandi giri o nelle corse di un giorno, troviamo sempre atleti straordinari, come<strong> Van der Poel, Van Aert, Evenepoel o Vingegaard.<\/strong> Uomini che perdono, che arrivano secondi, ma quando riescono a battere il campione sloveno, lo fanno pi\u00f9 con la strategia che con la semplice forza.<\/p>\n<p>Spesso <strong>si \u00e8 parlato di Van Aert,<\/strong> definito come un altro eterno secondo, ma questo gli ha permesso di conquistare il ruolo dell\u2019antieroe e non del perdente e per questo oggi \u00e8 forse il corridore pi\u00f9 amato dal pubblico mondiale. La sua vittoria alla Parigi-Roubaix infatti, ha dimostrato come il fiammingo fosse nel cuore di tutti. <strong>Pogacar ha sicuramente rivoluzionato il ciclismo attuale,<\/strong> vincendo su tutti i terreni, ma<strong> chi arriva secondo alle sue spalle, non \u00e8 un perdente<\/strong>, ma \u00e8 l\u2019atleta che nonostante tutto, \u00e8 riuscito a seguire un gigante troppo forte per chiunque.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Abbiamo lasciato la stagione delle Classiche da pochi giorni e ci stiamo dirigendo verso i grandi giri. 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