{"id":475020,"date":"2026-05-05T05:23:12","date_gmt":"2026-05-05T05:23:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/475020\/"},"modified":"2026-05-05T05:23:12","modified_gmt":"2026-05-05T05:23:12","slug":"e-morto-olivier-dupuis-leterno-ragazzo-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/475020\/","title":{"rendered":"\u00c8 morto Olivier Dupuis, l\u2019eterno ragazzo dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 morto a Bruxelles Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale dal 1995 al 2003 e deputato europeo, eletto in Italia, per due legislature, tra il 1996 e il 2004. Era nato ad Ath, nel Belgio francofono, nel 1958. Come si dice: \u00e8 morto giovane, quale \u00e8 sempre sembrato, conservando fino alla soglia della terza et\u00e0, a cui si era appena affacciato, una faccia da liceale intelligente e riottoso e le inquietudini, impazienze e impertinenze dei ragazzi generosi, a cui \u00e8 bellissimo e complicatissimo volere bene.<\/p>\n<p>Quando ha saputo di essere malato, non ha detto niente a nessuno. Quando ha capito di essere agli sgoccioli e le sofferenze si sono fatte insopportabili ha messo a posto le cose in sospeso, ha fissato la data della morte \u2013 in Belgio l\u2019eutanasia \u00e8 legale \u2013 e anche quella del funerale e ha fatto in modo che prima tutti sapessero e si preparassero e volendo lo salutassero.\u00a0<\/p>\n<p>Ha ricevuto negli ultimi giorni centinaia di messaggi e di pensieri dai quattro angoli del mondo, che aveva frequentato tutti, con una particolare predilezione per l\u2019Europa orientale, il Caucaso, le Cine e il Sudest asiatico. Tutti luoghi in cui nel secolo breve il miraggio di una libert\u00e0 pi\u00f9 sostanziale e vera di quella liberale aveva fatto disastri e stermini e che Dupuis aveva attraversato pi\u00f9 volte, unendo i fili della dissidenza anti-comunista a quelli della dissidenza democratica post-comunista, con un senso militante della fratellanza politica, che lo aveva condotto nelle piazze e galere di mezzo mondo, da cui era stato ripescato ogni volta pi\u00f9 determinato a tornarci.<\/p>\n<p>Gli hanno scritto o lo hanno incontrato in questi ultimi giorni ucraini, georgiani, ceceni, russi, tibetani, uiguri, cinesi, laotiani, cambogiani, vietnamiti, tunisini, cubani e europei orfani dell\u2019Europa che non c\u2019\u00e8 e avrebbe dovuto esserci, tutti con un senso di stupita riconoscenza per questo globetrotter dei diritti umani, che appena maggiorenne si era messo a girare il mondo alla ricerca di chiss\u00e0 cosa \u2013 mesi e mesi su e gi\u00f9 per il Sudamerica \u2013 e alla fine l\u2019aveva trovata, fuori e dentro di s\u00e9, tra i radicali nella lotta senza rete e senza frontiere per la libert\u00e0, la democrazia e la dignit\u00e0 umana, con la gioia dell\u2019impegno politico come forma e pienezza di vita.\u00a0<\/p>\n<p>Che si occupasse dei montagnard indocinesi, dei tatari della Crimea o dei bosgnacchi di Sarajevo, Dupuis era sempre lo stesso \u2013 e non era mai all\u2019estero. La sua figura \u00e8 stata indubbiamente quella che ha meglio incarnato \u2013 verrebbe da dire: antropologicamente \u2013 il tentativo, concepito da Pannella nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980, di costruire un partito transnazionale a partire dal cuore della democrazia europea, in una stagione storica in cui le grandi famiglie politiche \u2013 quella socialista, liberale, democristiana \u2013 rifiutavano qualunque logica federalista e si riducevano a essere caminetti o passarelle di partiti nazionali e intimamente nazionalisti.<\/p>\n<p>Era l\u2019Europa che dissip\u00f2 l\u2019occasione della riunificazione e poi dell\u2019allargamento, dopo il crollo del sistema sovietico, per diventare finalmente grande e non solo grossa e per darsi una forma e un\u2019ambizione da superpotenza democratica, e continu\u00f2 invece a contare a ovest sulla protezione americana e a est sulla benignit\u00e0 russa e poi cinese, conservando all\u2019esterno della costruzione europea il baricentro della sua stessa sicurezza e nelle capitali degli Stati membri il fondamento di una non condivisa e quindi dimidiata legittimit\u00e0 democratica.\u00a0<\/p>\n<p>Era l\u2019Europa che con un trattato tanto fondamentale, quanto rinunciatario \u2013 euro a parte \u2013 come quello di Maastricht (1992) si illuse che la logica dei piccoli passi avanti avrebbe almeno scongiurato rovinose marce indietro e un decennio dopo vide invece naufragare il progetto di Costituzione europea.\u00a0<\/p>\n<p>Nel partito che aveva fatto dell\u2019ideale federalista una vera urgenza profetica, Dupuis entr\u00f2 da militante nel 1981, dopo la prima elezione a suffragio universale del Parlamento europeo nel 1979 e lo sbarco a Bruxelles della prima delegazione radicale e ne divent\u00f2 presto un giovane protagonista, quando nel 1985, mentre stava per laurearsi in Scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 di Lovanio, si fece arrestare rifiutando di svolgere sia il servizio militare che il servizio civile in Belgio, per quella che defin\u00ec non come un\u2019obiezione, ma un\u2019affermazione di coscienza.<\/p>\n<p>La lunghissima lettera che invi\u00f2 ai membri della Corte Militare di Bruxelles chiar\u00ec che la sua posizione era tutt\u2019altro che pacifista e non affermava il diritto morale individuale di non fare la guerra, ma il dovere politico collettivo di non servire, con o senza armi, stati incapaci di difendere la libert\u00e0 dei propri cittadini dalle effettive minacce per l\u2019ordine globale, a partire dalla condiscendenza verso la politica dei blocchi ereditata da Yalta e dalla fatalistica accettazione della guerra per fame nel Sud del mondo.<\/p>\n<p>Con quello che egli stesso qualific\u00f2 come un gesto europeo, Dupuis dichiar\u00f2 di contestare quel simulacro di sovranit\u00e0 rappresentato dallo stato nazionale e la scelta suicida, proprio in termini di sicurezza, di negoziare un equilibrio militare pacifico con un sistema, come quello sovietico, \u00abfondato sull\u2019oppressione quotidiana di 300 milioni di persone, sulle purghe interne, sulla delazione, sulla deportazione, sulla schiavit\u00f9, sullo sterminio\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Scrisse esplicitamente: \u00abS\u00ec, io sono antisovietico\u00bb, perch\u00e9 \u00abla minaccia sovietica non \u00e8 anzitutto costituita dalla linea di missili sovietici, ma dal sistema sovietico stesso\u00bb e denunci\u00f2 la non-ingerenza nelle vicende politiche al di l\u00e0 della Cortina di ferro e nel Sud del mondo come una vergognosa riedizione dei patti di pace degli anni \u201930: \u00abGli oppositori tedeschi al nazismo, gli ebrei, i polacchi, hanno lasciato il posto a centinaia di milioni di sovietici senza diritti, a milioni di africani e di asiatici annualmente sterminati\u00bb.<\/p>\n<p>La diserzione europeista di Dupuis, che gli cost\u00f2 un anno di galera, segn\u00f2 la definitiva maturazione nel mondo radicale della teoria della nonviolenza, concepita non solo come metodo, ma come obiettivo politico, che porter\u00e0 negli anni successivi (a partire dalla prima guerra del Golfo e poi dalle guerre nell\u2019ex Jugoslavia) i radicali a polemizzare duramente sia coi pacifisti, che continuavano a concepire la pace come il non essere della guerra e non come l\u2019essere della libert\u00e0 e del diritto, sia con gli anti-europeisti, che usavano la spesa e gli apparati militari e il feticcio della sovranit\u00e0 nazionale come strumento di potere e consenso interno e non di protezione dalle minacce esterne alla comune libert\u00e0 dei cittadini europei.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 una polemica che, come vediamo, \u00e8 arrivata fino ai nostri giorni, con l\u2019alleanza di fatto tra pacifisti e nazionalisti contro i progetti di integrazione politica, industriale e operativa dei sistemi di difesa continentali. Dell\u2019originalit\u00e0 dell\u2019iniziativa di Dupuis si accorse al tempo Altiero Spinelli che, poco prima di morire, gli scrisse una lettera in carcere riconoscendogli di avere individuato problemi fondamentali della civilizzazione politica europea e invitandolo a proseguire nella sua azione, avendo sempre scrupolo di fare della testimonianza uno strumento utile a raggiungere obiettivi concreti.<\/p>\n<p>Del monito alla concretezza Dupuis fece certamente tesoro, perch\u00e9 nel successivo ventennio di impegno politico fu sempre un europeista empirico e euristico, persuaso come Schuman che l\u2019Europa si sarebbe fatta pezzo pezzo \u2013 se ci si fosse riusciti \u2013 risolvendo problemi e non inseguendo i modelli del perfettismo federalista. Per la stessa ragione, rimase distante dal catastrofismo apocalittico sull\u2019Europa incompleta e dalle ubbie di chi vede sempre mezzo vuoto e mai mezzo pieno il bicchiere di Bruxelles, anche quando \u00e8 ricolmo di risorse e opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Dentro il Partito radicale \u00e8 stato per un quindicennio \u2013 dall\u2019inizio degli anni \u201990 alla met\u00e0 degli anni zero \u2013 il riferimento e il beniamino di tutti i giovani (non molto pi\u00f9 giovani di lui), che si erano affacciati alla sede di via di Torre Argentina inseguendo il sogno di una democrazia transnazionale e che furono delusi dalla scelta di Pannella di continuare a disegnare e ridisegnare i contorni di quel sogno, senza provare seriamente a darvi corpo. Difficile dire, anche col senno di poi, se il leader radicale pensasse che fosse troppo presto o troppo tardi per lanciarsi, rompendo i ponti italiani alle spalle, in una lunghissima traversata senza bussola.<\/p>\n<p>Questa fu anche la ragione della rottura con Pannella di Dupuis, che terminato il secondo mandato al Parlamento europeo se ne and\u00f2 a fare il contadino (nel vero senso della parola) e mise su famiglia con Aude, politologa francese dell\u2019Universit\u00e0 di Bruxelles, e con le piccole Alexandra e Mitou, oggi di 14 e 11 anni. Intanto dalla sua soffitta nella casa bruxellese, stretta e lunga come lui, continuava a guardare il mondo e a studiarlo e a scriverne con passione e competenza (molto <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/author\/olivier-dupuis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">anche su Linkiesta<\/a>), a intrattenere rapporti politici e intellettuali a tutte le latitudini e a lanciare appelli \u2013 negli ultimi anni <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/02\/un-appello-internazionale-per-la-difesa-dellucraina-e-delloccidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sull\u2019Ucraina<\/a> \u2013 che sembravano messaggi in bottiglia, ma che erano firmati da centinaia di personalit\u00e0 di fama internazionale, che evidentemente continuavano a fidarsi di lui.<\/p>\n<p>Quando nel 2018 in Italia venne fondata Pi\u00f9 Europa, una delle gemmazioni politico-elettorali della storia radicale post-pannelliana, si mise generosamente a disposizione e non si fece pregare per candidarsi (a perdere) per la presidenza del partito contro Bruno Tabacci, dopo il congresso truffa delle truppe cammellate e delle iscrizioni last-minute regolate cumulativamente dal conto di Centro Democratico, n\u00e9 si fece alcun problema a litigare pubblicamente su questo con Emma Bonino.<\/p>\n<p>\u00c8 stupefacente come in questi anni Dupuis abbia saputo tenere in piedi una rete fittissima di relazioni rimanendo per lo pi\u00f9 introvabile e invisibile. Dopo la fine del suo mandato parlamentare aveva buttato il cellulare e non l\u2019aveva mai pi\u00f9 ricomprato. A casa non c\u2019era mai. Comunicava via email con dispacci ora telegrafici, ora chilometrici e tutti decisamente impegnativi. Negli ultimi anni, dopo un lungo negoziato, aveva accettato di comunicare anche via Zoom, di cui per\u00f2 era raro riuscisse ad accendere contemporaneamente microfono e telecamera \u2013 e solo dal pc fisso di casa e previo appuntamento via email.\u00a0<\/p>\n<p>A chi gli chiedeva ammirato come riuscisse a convincere a firmare i suoi appelli ex capi di stato, leader politici in esercizio, generali, diplomatici, accademici e giornalisti di tutto il mondo, con un sistema di comunicazione non pi\u00f9 evoluto del piccione viaggiatore, rispondeva beffardo soffiando il fumo della sigaretta, col suo sorriso da eterno ragazzo dell\u2019Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 morto a Bruxelles Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale dal 1995 al 2003 e deputato europeo, eletto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":475021,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,42798,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-475020","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-radicali","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-world","20":"tag-world-news","21":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116520301964300148","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/475020","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=475020"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/475020\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=475020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=475020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=475020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}