{"id":475232,"date":"2026-05-05T08:40:13","date_gmt":"2026-05-05T08:40:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/475232\/"},"modified":"2026-05-05T08:40:13","modified_gmt":"2026-05-05T08:40:13","slug":"la-lunga-via-crucis-dal-vecchio-pala-costa-al-dispendioso-de-andre-fino-al-mai-nato-pala-piano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/475232\/","title":{"rendered":"La lunga via crucis. Dal vecchio Pala Costa al dispendioso De Andr\u00e8, fino al mai nato Pala Piano"},"content":{"rendered":"<p>Passato un dopoguerra di attivit\u00e0 al Ricreatorio Arcivescovile di via Guidarelli e in altri spazi aperti, la <strong>pallavolo ravennate<\/strong> che si pu\u00f2 definire \u2019moderna\u2019 ha avuto la sua sede storica nell\u2019impianto Coni (oggi \u2019Palasport Angelo Costa\u2019) della zona Darsena, simile a quelli costruiti in molte citt\u00e0 negli anni Cinquanta e Sessanta. La struttura, inaugurata nel 1958, contiene l\u2019arena per basket, pallavolo e per la mai sviluppata pallamano. Altri spazi ospitano pugilato e arti marziali. L\u2019adiacente ippodromo (oggi bike park) forniva l\u2019ideale e verdeggiante contorno per un\u2019adeguata preparazione atletica. Nella stessa area sorgevano alcuni campi da calcio: un vero centro polisportivo. Nel 1964 duemila spettatori, un numero impensabile per gli attuali criteri di sicurezza e confort, assistettero ad un\u2019epocale amichevole di volley fra Italia e l\u2019allora stellare Giappone. In seguito furono mitici i pienoni per Vigili, GrondPlast e Lloyd Centauro. Anche la Teodora, nei primi Anni Ottanta, mand\u00f2 spesso esaurito il botteghino, impresa per la quale necessitavano 1500 sportivi.<\/p>\n<p>A met\u00e0 degli anni Ottanta un volley che ambisce allo show pretende strutture pi\u00f9 capienti e luminose, con soffitti pi\u00f9 alti e pi\u00f9 servizi. La <strong>Teodora<\/strong> e la squadra maschile, tornata ambiziosamente in serie A1, devono trasferirsi di frequente a Forl\u00ec o a Cesena. Durante la festa-scudetto della Teodora, nel 1983, il sindaco Giordano Angelini annuncia alla piazza festante che &#8220;il nuovo palazzetto si far\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>I progetti vengono affidati al celebre architetto Renzo Piano. Sar\u00e0 il \u2019Pala Piano\u2019. Ma tempi e costi si dilatano. Gli sportivi lo ribattezzano \u2019Pala Pianissimo\u2019 e in seguito \u2019Pala Mai\u2019.<\/p>\n<p>Nel 1990 accade l\u2019impensabile: il Gruppo Ferruzzi prende il controllo del volley maschile e femminile con un investimento stellare e obiettivi massimali. &#8220;Se non c\u2019\u00e8 un palasport adatto\u2026 lo facciamo noi!&#8221;. Sar\u00e0 il gigantesco, imponente, avveniristico, artistico, fantastico <strong>Pala Ferruzzi<\/strong>, tuttora la struttura per lo sport pi\u00f9 bella d\u2019Italia, seppur depauperata degli arredi pi\u00f9 preziosi.<\/p>\n<p>Il Comune \u00e8 preso in contropiede. Il PalaMai rischia di essere un doppione e viene abbandonato. Le risorse confluiscono sul Pala Ferruzzi (parcheggi e servizi), che sorge in pochi mesi. Si chiamer\u00e0 \u2019<strong>Palazzo delle Arti e dello Sport Mauro de Andr\u00e8<\/strong>\u2019, a sottolinearne la natura di monumento di famiglia (Mauro, fratello del celebre Fabrizio, era un apprezzato avvocato del Gruppo), da destinare al divertimento, non solo sportivo, della cittadinanza. La potenza dei Ferruzzi \u00e8 all\u2019apice e le risorse sono tutte immediatamente disponibili. Nel nuovo, elegante teatro, il Messaggero (organo di stampa di famiglia) conquista lo scudetto maschile e femminile, oltre a svariati altri titoli nazionali e internazionali.<\/p>\n<p>Il drammatico suicidio di Raul Gardini e le indagini di Tangentopoli su Enimont, segnano lo spartiacque per numerose attivit\u00e0 cittadine, economiche, finanziarie, culturali e sportive. Il Pala de Andr\u00e8 deve essere dismesso e il Comune spreme le casse per rilevarne propriet\u00e0 e gestione e dare continuit\u00e0 alle squadre di vertice, anche perch\u00e9 il vecchio Pala Costa cade letteralmente a pezzi. Un salasso per le casse comunali. Un dato per tutti: in inverno l\u2019impianto richiede oltre due milioni di lire al giorno per essere posto in temperatura accettabile.<\/p>\n<p>Il disimpegno del Gruppo Ferruzzi determina il crollo delle squadre cittadine, che si dibattono nella massima serie per alcuni anni, ma devono arrendersi, strozzate da costi insostenibili, e riposizionarsi in categorie inferiori. Il Pala de Andr\u00e8 passa ad usi extrasportivi (musica, fiere, esposizioni, circhi). Sulle fondamenta del \u2019Pala\u2019 Piano si costruiscono negozi e uffici pubblici.<\/p>\n<p>Il <strong>Pala Costa<\/strong> dalle mille glorie resta una cattedrale abbandonata per tutta la prima decade del Duemila. Ravenna, culla della pallavolo, Imperatrice degli scudetti, mendica uno spazio per far giocare i suoi ragazzi, le sue ragazze, la sua \u2019meglio giovent\u00f9\u2019. La scuola media Don Minzoni ha una palestra. \u00e8 brutta, bassa e buia. Tiene duecento spettatori, non c\u2019\u00e8 un bar, il tabellone segnapunti \u00e8 da briscola paesana, la convivenza con le ore scolastiche di educazione fisica \u00e8 difficile e il pavimento crea problemi di articolazione agli atleti. Viene intitolata al compianto fuoriclasse Mario Mattioli, che sicuramente meritava onori superiori. Il volley di B maschile e femminile gioca l\u00ec, mentre si progetta la ristrutturazione del Pala Costa. Altro denaro, altri tecnici, altri disegni, altri tempi di realizzazione che i vari assessorati allo sport non riescono a far rispettare.<\/p>\n<p>La Teodora manca di un soffio vari appuntamenti con il ritorno in serie A (chiss\u00e0 dove avrebbe potuto giocarla\u2026), perdendo gli spareggi nel \u2019Pala Mattioli\u2019 gremitissimo e getta definitivamente la spugna, riducendosi ai campionati regionali. La squadra maschile aggancia lo sponsor Marcegaglia, scala le categorie e torna in A2, dando lo sprint per l\u2019approntamento (2008) del rinnovato Pala Costa. Con Babini in panchina si ha il sospirato ritorno in A1. Il PalaCosta (1000 posti) diventa subito insufficiente. Bisogna tornare al De Andr\u00e8, contendendolo ad altri eventi normalmente ospitati. I costi rimangono enormi (per contenerli la gestione Cormio tenta un infelice trasferimento a Forl\u00ec), l\u2019Amministrazione supporta non poco.<\/p>\n<p>Nel 2017 il sindaco de Pascale prende atto che il De Andr\u00e8 ha capienza sufficiente (3000 posti) per i campionati e per il Festival, ma taglia fuori Ravenna da grandi finali, partite della Nazionale, concerti delle popstar e mette a rischio la biennale Omc dell\u2019oil &amp; gas, contesa da altre localit\u00e0 straniere, che offrono spazi maggiori. Conferenza stampa e annuncio: si far\u00e0 un nuovo palasport da 6000 posti. Dopo 9 anni e milioni di investimenti (Dio sa cosa si sarebbe potuto fare per sport e cultura con tutto quel denaro) gli eterni lavori in corso alla struttura sono un monumento alla poca lungimiranza e anche alla sfortuna per eventi imprevedibili. E nel frattempo le squadre cittadine ridimensionano i loro obiettivi: saranno troppo piccole, quando sar\u00e0 il momento, per un palasport cos\u00ec grande?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Passato un dopoguerra di attivit\u00e0 al Ricreatorio Arcivescovile di via Guidarelli e in altri spazi aperti, la pallavolo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":475233,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1474],"tags":[9534,6985,23234,264706,1537,90,89,1258,2737,134886,975,245,244,34776,1869],"class_list":{"0":"post-475232","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-volley","8":"tag-andre","9":"tag-costa","10":"tag-crucis","11":"tag-dispendioso","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-lunga","16":"tag-nato","17":"tag-pala","18":"tag-piano","19":"tag-sport","20":"tag-sports","21":"tag-vecchio","22":"tag-volley"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116521076417641031","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/475232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=475232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/475232\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/475233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=475232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=475232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=475232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}