{"id":475941,"date":"2026-05-05T18:16:16","date_gmt":"2026-05-05T18:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/475941\/"},"modified":"2026-05-05T18:16:16","modified_gmt":"2026-05-05T18:16:16","slug":"marina-abramovic-alle-gallerie-dellaccademia-di-venezia-la-pioniera-della-performance-art-tra-cristalli-energia-e-sensorialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/475941\/","title":{"rendered":"Marina Abramovic alle Gallerie dell&#8217;Accademia di Venezia: la pioniera della performance art tra cristalli, energia e sensorialit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Veronica Tuzii<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Nella mostra \u00abTransforming Energy\u00bb lavori dal 1977 a oggi per celebrare gli ottant&#8217;anni dell&#8217;artista. Dal 6 maggio al 19 ottobre<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abL\u2019arte deve sempre lanciare un <b>messaggio di pace<\/b> e unit\u00e0\u00bb. <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/notizie\/venezia-mestre\/cultura-e-tempo-libero\/26_maggio_05\/mosca-e-il-padiglione-chiuso-alla-biennale-di-venezia-il-critico-paparoni-la-performance-esiste-lo-stesso-israele-mi-fa-piu-8b7db679-2d98-4167-aeaf-f17fce14axlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marina Abramovic <\/a>non entra nello specifico delle polemiche politiche legate alla <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/notizie\/venezia-mestre\/cultura-e-tempo-libero\/26_maggio_05\/venezia-l-apertura-della-biennale-fra-le-tensioni-internazionali-padiglione-russo-blindato-e-protesta-contro-israele-l-arte-690f9a6e-220a-4852-bc33-e6f716779xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Biennale <\/a>in questi giorni. Eppure, la mostra-evento \u00ab<b>Transforming Energy<\/b>\u00bb, a cura di Shai Baitel, da domani, 6 maggio, e fino al 19 ottobre alle <b>Gallerie dell\u2019Accademia<\/b>, si apre con la memoria pi\u00f9 dura, quella che non si lascia alleggerire. <b>Balkan Baroque<\/b> (1997) resta un nodo impossibile da sciogliere: le ossa, il gesto ostinato del lavare, il tempo che si accumula senza redenzione. \u00c8 la storia balcanica e anche qualcosa di pi\u00f9 vicino e scomodo: l\u2019idea che certe tracce non si cancellano, che il corpo \u2013 anche quando agisce \u2013 non riesce a riparare. Durante la presentazione della rassegna l\u2019artista serba ha per\u00f2 ricordato il suo <b>Crystal Wall of Crying<\/b> (2021) a Kiev: 40 metri di carbone compresso nero proveniente dalle miniere ucraine, su cui sono fissati <b>93 cristalli di quarzo grezzi <\/b>\u00abche rappresentano la purezza, la memoria e l\u2019energia vitale\u00bb, chiosa Abramovic, che in mostra appare anche come un avatar. \u00abIl museo &#8211; rimarca il <b>direttore Giulio Manieri Elia<\/b> &#8211; rinnova il suo dialogo tra arte antica e moderna. Dopo Merz, Guston, Baselitz, Kapoor e De Kooning siamo felici che sia ora la volta di Abramovic, prima donna con una grande mostra alle Gallerie\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In una citt\u00e0 fatta di pietra, acqua e storia come Venezia, Abramovic riporta quella stessa energia dei cristalli, presenza e tempo, ma in chiave pi\u00f9 intima, come sottolinea il curatore: \u00abNon \u00e8 una mostra ma una grande esperienza partecipativa\u00bb. <b>Pioniera della performance art<\/b>, Abramovic con quest\u2019esposizione celebra i suoi <b>80 anni<\/b>, spostando ancora una volta il baricentro: non pi\u00f9 (o non solo) ci\u00f2 che si guarda, ma ci\u00f2 che si percorre.<br \/>\u00c8 un percorso che tiene insieme 23 lavori dal 1977 al 2026 e li ricompone senza linearit\u00e0. Dopo l\u2019opera che le valse il <b>Leone d\u2019Oro alla Biennale firmata Germano Celant<\/b>, il visitatore viene munito di cuffie che isolano da ogni rumore, per vivere totalmente le sensazioni che provocano i Transitory Objects: \u00abBisogna prendersi del tempo &#8211; sottolinea Abramovic -. Pi\u00f9 tempo spenderete, pi\u00f9 energia riceverete. La mostra deve diventare per ciascun visitatore un viaggio personale e interiore\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le <b>Shoes for Departure<\/b> (1991\/2024), scolpite in massicci cristalli di quarzo, pesano decine di chili. Togliti le scarpe, entra a piedi nudi, chiudi gli occhi, resta immobile. Partire senza muovere un passo: un rituale di distacco, un invito al viaggio interiore. <b>Chair for Human Use with Chair for Spirit Use<\/b>\u00bb (2012), i \u00ab<b>Beds for Human Use<\/b>\u00bb (2026) in legno e cristallo, o installazioni come Bathtubs Installation (2024) parlano la stessa lingua essenziale: niente spettacolo, nessuna azione se non quella, minima, di stare. \u00c8 qui che la ricerca di Abramovic si sposta: dall\u2019estremo fisico degli anni Settanta a una pratica pi\u00f9 silenziosa, quasi meditativa. Perch\u00e9 stare, davvero, \u00e8 tutt\u2019altro che facile. Le opere recenti insistono su questa dimensione.<b> Portal A<\/b> (2024), alta quasi tre metri, in alluminio, acciaio e <b>190 cristalli di selenite illuminati da Led<\/b>, si attraversa, si sosta e la luce faccia il resto. Non succede molto, apparentemente. Eppure \u00e8 l\u00ec che qualcosa si incrina: il tempo rallenta, la percezione cambia, il corpo diventa misura. Non c\u2019\u00e8 bisogno di credere all\u2019energia per sentirne l\u2019effetto come possibilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La mostra, allestita negli spazi temporanei del museo e al primo piano tra i capolavori rinascimentali, ha un momento di forte intensit\u00e0. Di fronte, <b>la Piet\u00e0 <\/b>(1575-76), ultima tela di <b>Tiziano <\/b>(completata da Palma il Giovane), e <b>Piet\u00e0 <\/b>(with Ulay) (1983) di <b>Abramovic<\/b>. Da una parte il buio, la fine, l\u2019ultimo gesto del maestro; dall\u2019altra il dolore si fa contemporaneo, scultoreo, vivo. \u00c8 un corpo che regge un altro corpo. Non \u00e8 la Madonna, ma \u00e8 pur sempre madre, sorella, testimone. Due modi diversi di trattenere ci\u00f2 che si perde, due modi di stare davanti alla fine. C\u2019\u00e8 poi un\u2019opera creata site-specific: <b>Double Edge<\/b> (2026), un\u2019altissima <b>scala <\/b>in acciaio, dove i gradini sono pericolosi <b>coltelli<\/b>. Parte dalla base della scala palladiana e svetta. Verso l\u2019ignoto o l\u2019infinito?<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/venezia-mestre\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_venezia\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-05T13:03:59+02:00\">5 maggio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Veronica Tuzii Nella mostra \u00abTransforming Energy\u00bb lavori dal 1977 a oggi per celebrare gli ottant&#8217;anni dell&#8217;artista. 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