{"id":476358,"date":"2026-05-05T23:45:15","date_gmt":"2026-05-05T23:45:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476358\/"},"modified":"2026-05-05T23:45:15","modified_gmt":"2026-05-05T23:45:15","slug":"lomelia-integrale-di-don-marco-pozza-al-funerale-di-alex-zanardi-la-sua-voglia-di-mordere-la-vita-divenga-testamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476358\/","title":{"rendered":"L&#8217;omelia integrale di don Marco Pozza al funerale di Alex Zanardi: \u00abLa sua voglia di mordere la vita divenga testamento\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    don Marco Pozza<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il cappellano del Carcere Due Palazzi di Padova: \u00abIl mio Alex \u00e8 tutto qui, lascio a voi le medaglie e il rombo dei motori\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;omelia integrale di <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/padova\/cronaca\/diretta-live\/26_maggio_05\/il-funerale-di-alex-zanardi-in-diretta-a-padova-attese-migliaia-di-persone-sull-altare-i-suoi-atleti-e-la-handbike.shtml\" title=\"Alex Zanardi, i funerali in diretta a Padova: orari e aggiornamenti live | Sull&#039;altare i suoi atleti e la handbike. Don Marco Pozza legge una lettera di Papa Francesco\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Don Marco Pozza<\/a>, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova e amico di <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/notizie\/padova\/cronaca\/26_maggio_05\/zanardi-don-marco-pozza-celebra-il-funerale-alex-aveva-una-furbizia-evangelica-estraeva-il-bene-dal-male-5debb1a6-ed4d-40bb-98fc-5198710a3xlk.shtml\" title=\"Zanardi, don Marco Pozza celebra il funerale: \u00abAlex aveva una furbizia evangelica, estraeva il bene dal male\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alex Zanardi<\/a>.<br \/>\u00ab\u00c8 l&#8217;Autogrill che pi\u00f9 adoro: Montefeltro Ovest, A14, Bologna-Taranto. Ha un&#8217;architettura di cortesia, rosso Ferrari, \u00e8 un condensatore di relax, di relazioni.<b> Lo percepisci al volo<\/b>, a 130 km\/h: \u00e8 l&#8217;invito a fermarsi un attimo. Di quell&#8217;attimo, accaduto dieci anni fa, ricordo i minimi dettagli: un Bufalino, tre rustichelle, due Coca Zero, tre bottiglie d&#8217;acqua. C&#8217;\u00e8 Alex, io, due ragazzi (del carcere): siamo di ritorno da un incontro pubblico. Quando mi siedo, gli stanno raccontando<b> la loro storiaccia<\/b>: entrambi hanno le mani sporcate di sangue, purtroppo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tanti anni di galera alle spalle: me li sono portati con me, <b>volevo sentissero dalla viva<\/b> voce di Alex la storia di Alex. Lui li ascolta come pochi, forse, li avevano ascoltati: non si distrae, immobile, memorizza tutto nel suo sguardo felino. Finito, si alza,<b> una mano nella stampella<\/b>, l&#8217;altra nella loro: \u00abRagazzi &#8211; disse con quella cadenza che  lo rendeva avvincente -: avete fatto un gran bel casino, porcavacca. Per\u00f2: tanto di cappello per come state scavandovi dentro. Continuate a chiedervi il perch\u00e8 di quel gestaccio\u00bb. <b>Lui li abbracci\u00f2, loro lo baciarono<\/b>. Poi, seduti, fece loro una domanda: \u00abPosso chiedervi solo una cosa?\u00bb Braccia allargate, era un assenso. \u00abSe poteste tornare indietro?\u00bb Giurarono di non volerlo rifare. \u00abVedete, ragazzi \u2013 disse -. Certe volte bastano cinque secondi in pi\u00f9 per fare la differenza. E&#8217; un esercizio <b>che non sempre ci riesce (me lo confermate)<\/b>, ma quei cinque secondi sono fondamentali. Sono dappertutto questi cinque secondi: negli affetti, nelle relazioni, nel lavoro. E&#8217; l&#8217;idea di provare a vedere se si pu\u00f2 fare qualcosa d&#8217;altro rispetto a quello che stai per fare. Se, per caso, <b>quei cinque secondi ti faranno portare a casa l&#8217;orso<\/b>, diventeranno una specie di droga della quale non potrete pi\u00f9 fare a meno. Cercateli ovunque questi secondi! Solo questo mi sento di dirvi dopo il vostro racconto\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le rustichelle erano fredde,<b> i cuori bollivano.<\/b> Quando li abbiam lasciati davanti al carcere, Alex mi fece ripetizione perch\u00e8 non scordassi quella Lectio Magistralis in Autogrill: \u00abA maggior ragione oggi, mi convinco che il problema non \u00e8 <b>se il bicchiere \u00e8 mezzo <\/b>pieno o mezzo vuoto. Il problema \u00e8 se hai sete o no. Guardami, don: se posso fare qualcosa per questi due ragazzi e non me lo dici, non \u00e8 amicizia.<b> Troppo facile applaudire<\/b> i vincitori, ricordatelo!\u00bb<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il mio Alex \u00e8 tutto qui. Lascio a voi le medaglie, il rombo dei motori, l&#8217;odore della benzina.<b> Le luci dei podi, il luccich\u00eco <\/b>dei cimeli, il fruscio degli applausi. Mi tengo strettissimo l&#8217;uomo, con la sua avvincente umanit\u00e0. Nessuno, pi\u00f9 di san Paolo, l&#8217;atleta di Dio, poteva fare sintesi migliore di questa vita percorsa a mille all&#8217;ora, anche in carrozzina:  \u00abOgni atleta \u00e8 temperante in tutto. <b>Ma io corro non come<\/b> chi \u00e8 senza m\u00e8ta; faccio pugilato, ma non come chi batte l&#8217;aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavit\u00f9 perch\u00e8 non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stessos qualificato\u00bb (1Cor 9,19-27). Ha corso tantissimo Alex, ma non l&#8217;ha mai fatto come un pugile che batte l&#8217;aria: ha corso come chi ha in testa una m\u00e8ta: \u00abLa potenza \u00e8 nulla senza il controllo\u00bb recitava una pubblicit\u00e0 della Pirelli, anni Novanta, del secolo scorso.<b> La potenza di un sorriso abbagliante,<\/b> di un&#8217;anima cristallina, di un uomo cresciuto senza smarrire il bambino ch&#8217;\u00e8 stato. Senza perder il sapore delle lacrime: perch\u00e8 se la vita ti strappa tua sorella sulla strada, devi avere radici profondissime per scegliere e <b>(ri)scegliere la strad<\/b>a e l&#8217;asfalto come scenografia della tua esistenza. Per poi convincere il mondo che l&#8217;accaduto, qualunque esso sia, resta la pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 che la vita offre per rimettere a posto le cose. Radici-salvavita nelle <b>quali \u00e8 impresso il sorriso <\/b>di mamma Anna, di Daniela e Nicol\u00f2 che gli hanno impedito di vivere come di chi pettina le bambole: in ogni sua corsa, (rin)corsa o viaggio c&#8217;era sempre la sua Itaca ad aspettarlo. E&#8217; dai tempi di <b>Omero che Ulisse<\/b> combatte, sprofonda, alza il pollice. Penelope, nell&#8217;intertempo, resta: tesse, attende, medita.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nessun podio o medaglia per lei, manco quando lo meriterebbe perch\u00e8 la sofferenza \u00e8 brutta, selvaggia, spietata ma lei sceglie di restare. Di regolare la sua velocit\u00e0 al passo del pi\u00f9 lento. <b>Adesso, leggendo a ritroso, gradisco di pi\u00f9 il libretto<\/b> che un giorno Alex mi regal\u00f2: Il gabbiano Jonathan Livingston. Ebbe l&#8217;accortezza, animo fine, di farmi trovare sottolineata una frase. Parlava, ovvio, di velocit\u00e0: \u00abRaggiungerai il Paradiso quando avrai raggiunto la velocit\u00e0 perfetta. Il che non significa mille miglia all&#8217;ora, n\u00e9 un milione di miglia, <b>neanche vuol dire volare<\/b> alla velocit\u00e0 della luce. Perch\u00e8 qualsiasi numero \u00e8 un limite, ma la perfezione non ha limiti. Figlio    mio, velocit\u00e0 perfetta vuol dire solo esserci, essere l\u00e0\u00bb. Esserci, perch\u00e8, seppur in maniera diversa, <b>in ogni cosa c&#8217;\u00e8 sempre del ben<\/b>e, del male: vivere \u00e8 trovare quel po&#8217; di bene e farlo diventare il tuo punto d&#8217;appoggio per sollevare la terra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non gli ori di Londra, nemmeno la prestazione &#8220;monstre&#8221; delle Hawaii vale il guadagno d&#8217;avere conosciuto un uomo che, perdonatemi, sapeva maneggiare il<b> congiuntivo tanto quanto<\/b> la centralina dei suoi bolidi. Quando parlava, avvertivi l&#8217;orgoglio d&#8217;esser figlio di una lingua, l&#8217;italiano, che, unica, ha il congiuntivo nella sua grammatica. L&#8217;indicativo lo sanno usare tutti, \u00e8 il<b> modo della certezza<\/b>, della sicurezza: \u201cQuesta \u00e8 la narrazione giusta!\u201d Il congiuntivo \u00e8 pi\u00f9 una porta aperta: \u201cE se questa non fosse (congiuntivo) l&#8217;unica interpretazione possibile?\u201d Tutti che sanno tutto,  sono rimasti in pochi a sapere chiedere. Alex, per chi ha saputo far tesoro della sua amicizia, serbava la curiosit\u00e0 di chi sapeva chiedere. Se la sua storia fosse stata una casa, <b>mai avrebbe giurato<\/b> di sapere cosa c&#8217;era in fondo al corridoio, oltre la siepe: questo \u00e8 vivere all&#8217;indicativo. Lui, uomo del congiuntivo, viveva come se tutto fosse un appuntamento al buio, un&#8217;improvvisata, la mente spalancata. Non gli importava di sapere come finiva il corridoio di casa, voleva frequentare l&#8217;infinito. Mai detto: \u201cCiao mamma, sono arrivato uno!\u201d <b>Ha sempre ribadito che,<\/b> per lui, il congiuntivo \u00e8 uno stile di vita: \u00abFosse tutto bello, sai che noia tremenda\u00bb era la sua filosofia spicciola. Piace poco il congiuntivo: siam un popolo di notizie sicure, nessun dubbio, le domande ci causano prurito. Il forse spaventa. Poi, per\u00f2, beccavi in tv o per strada Zanardi e non riuscivi a staccare l&#8217;attenzione dal suo modo di riflettere, di gustarsi la vita, di abitare il limite. Chi ama l&#8217;indicativo, <b>oggi rimpiange l&#8217;atleta ch&#8217;\u00e8 stato.<\/b> Chi osa il congiuntivo, oggi ringrazia l&#8217;uomo. Anch&#8217;io &#8211; chiedo scusa della parzialit\u00e0 &#8211; ringrazio una persona. Dico grazie al dottor Costa, il guru della clinica mobile. Gli dico grazie perch\u00e8, da uomo di scienza, in questi giorni ha osato parlare di anima parlando di Alex: \u00abCon la sua amicizia ha <b>ridisegnato i contorni della mia anima<\/b>, sia di medico che di uomo\u00bb ha detto l&#8217;altra sera. La ringrazio per aver sintetizzato col genio che le riconosco, che l&#8217;atleta, senza l&#8217;uomo, \u00e8 nulla. E&#8217; potenza senza  controllo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nessuno dica: \u201cVabb\u00e8: ma lui era Zanardi\u201d Il Vangelo userebbe la frusta. Alex, come tutti, ha avuto dei talenti. Non importa quanti: \u00abA uno diede cinque talenti, a un altro due, ad un altro uno\u00bb.<b> Il perch\u00e8 di un trattamento diverso?<\/b> \u00abA ciascuno secondo le sue capacit\u00e0\u00bb (cfr Mt 25,14-30). La differenza non la far\u00e0 il numero, ma una legge dello sport che Mennea cos\u00ec: \u00abHo ricevuto dei talenti in dono. Io, per\u00f2, non mi sono addormentato sopra, ma li ho fatti fruttare\u00bb.<b> Questa \u00e8 la pagina del Vangelo<\/b> secondo Alex, una questione di talenti, di dormite o di sveglia. Perch\u00e8 anche con in dono soltanto un talento, se saprai leggere come nessun altro la traiettoria del Cavatappi, zona Laguna Seca, mostrerai al mondo che \u00abnon esiste nessuna curva dove non si possa superare\u00bb (A. Senna). Me lo immagino il mio Dio: \u00ab(Vieni) Alex buono e fedele, prendi parte alla mia gioia\u00bb. Perch\u00e8 ero in carcere e tu, in Autogrill, sei stato ad ascoltarmi. Ero infermo e non solo sei venuto a trovarmi: m<b>i hai addirittura regalato una handbike perche<\/b> mi rialzassi. Dispiace per sorellaccia morte: pensava di averlo vinto, finalmente. Non ha fatto bene i conti neanche stavolta, accipicchia. Si \u00e8 presa il corpo, ma l&#8217;anima (grazie dottore!) le \u00e8 proprio sfuggita. In corsia di sorpasso, \u00e8 andata ad infilarsi dritta <b>nelle storie dei ragazzi\/e di Obiettivo3<\/b>. La beffa? Che l&#8217;Alex, anche da morto, continui a parlare di obiettivi. <br \/>Della serie: &#8220;Per\u00f2: Zanardi da Castel Maggiore&#8221;.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/padova\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_padova\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Padova<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-05T23:20:56+02:00\">5 maggio 2026 ( modifica il 5 maggio 2026 | 23:20)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di don Marco Pozza Il 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