{"id":476368,"date":"2026-05-05T23:50:16","date_gmt":"2026-05-05T23:50:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476368\/"},"modified":"2026-05-05T23:50:16","modified_gmt":"2026-05-05T23:50:16","slug":"ci-puo-essere-una-nato-senza-gli-stati-uniti-ecco-quali-sono-le-manovre-in-corso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476368\/","title":{"rendered":"Ci pu\u00f2 essere una Nato senza gli Stati Uniti? Ecco quali sono le manovre in corso"},"content":{"rendered":"<p>Stretta fra Ucraina e Medio Oriente, l\u2019Europa ha fatto tappa nel Caucaso per ritrovare l\u2019unit\u00e0 di intenti mentre incombono il disimpegno e le nuove minacce degli Stati Uniti. A quasi quattro anni dalla sua creazione, l\u2019ottavo vertice della Comunit\u00e0 politica europea (Cpe) che si \u00e8 tenuto ieri a Erevan, capitale dell\u2019Armenia, ha dimostrato che \u00abnoi europei stiamo prendendo in mano il nostro destino, aumentando le spese per sicurezza e difesa e costruendo soluzioni comuni\u00bb, dalla coalizione dei Volenterosi per Kiev a quella per lo Stretto di Hormuz, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, considerato il \u201cregista\u201d del coordinamento continentale.<\/p>\n<p><b>Una piattaforma che, nonostante qualche assenza di peso come quella del cancelliere tedesco Friedrich Merz, per la prima volta si \u00e8 aperta all\u2019esterno: ospite d\u2019onore del summit \u00e8 stato il premier del Canada, Mark Carney, che a inizio anno da Davos aveva invitato le \u201cmedie potenze\u201d a far fronte comune e tutelare il multilateralismo in un contesto globale sempre pi\u00f9 conflittuale. \u00abNon crediamo che il nostro destino sia quello di arrendersi a un mondo pi\u00f9 transazionale, chiuso e spietato\u00bb, ha ribadito Carney dalla Cpe, convinto che \u00abla nostalgia non \u00e8 una strategia\u00bb, ma allo stesso tempo che l\u2019ordine internazionale basato su regole condivise non \u00e8 sconfitto, e anzi \u00abverr\u00e0 ricostruito a partire dall\u2019Europa\u00bb<\/b>. Nei lavori preparatori, a Bruxelles il formato allargato (che superava ieri la quarantina di partecipanti) \u00e8 stato presto bollato come una \u201cNato senza gli Usa\u201d. Donald Trump, del resto, \u00e8 stato l\u2019elefante nella stanza. \u00abNon possiamo negare che alcune alleanze su cui abbiamo fatto affidamento in passato siano oggi pi\u00f9 tese di quanto dovrebbero\u00bb, ha affermato il premier britannico Keir Starmer. Secondo l\u2019inquilino di Downing Street, tuttavia, l\u2019allineamento mostrato dai Volenterosi prima sulle garanzie di sicurezza per l\u2019Ucraina e poi su un ruolo attivo nella riapertura di Hormuz, dopo un eventuale cessate il fuoco concordato da Usa e Iran, \u00ab\u00e8 la prova che possiamo essere agili, tattici ed efficienti nel mettere insieme un gruppo di Paesi con un obiettivo comune\u00bb, ma che \u00abstrategicamente dobbiamo fare di pi\u00f9, uscendo dalla dipendenza\u00bb vissuta sinora dal continente.<\/p>\n<p>\u00abNon parteciperemo a operazioni di forza il cui quadro non appare chiaro\u00bb, ha tagliato corto Macron rispondendo a chi gli chiedeva dell\u2019operazione \u201cProject Freedom\u201d avviata nelle stesse ore da Washington per liberare le navi bloccate a Hormuz. \u00c8 attorno a Kiev, semmai, che vari leader europei impegnati nella coalizione dei Volenterosi sono tornati a fare quadrato incontrando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per cui \u00abdobbiamo far s\u00ec che l\u2019Europa abbia voce in capitolo in qualsiasi negoziato con la Russia\u00bb. Sul tavolo, in particolare, c\u2019\u00e8 il maxi-prestito da 90 miliardi di euro approvato definitivamente dall\u2019Ue due settimane fa, la cui prima rata dovrebbe essere sborsata entro giugno e sar\u00e0 destinata &#8211; ha affermato ieri Zelensky &#8211; alla produzione congiunta di droni. <b>Dal dossier passa anche una parte del reset post-Brexit tra Londra e l\u2019Unione: a Erevan, dove ha avuto un bilaterale con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, Starmer ha infatti annunciato l\u2019intenzione di partecipare al prestito, poich\u00e9 \u00abquando Regno Unito e Ue lavorano assieme tutti ne traiamo beneficio\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>Nella prima visita di un leader ucraino in Armenia in quasi un quarto di secolo, Zelensky ha provato a ricucire non solo con il padrone di casa Nikol Pashinyan, ma pure con Robert Fico, il premier slovacco che spesso ha agito di sponda con l\u2019ungherese uscente Viktor Orb\u00e1n per frenare sulle sanzioni contro la Russia e che nei prossimi giorni \u00e8 atteso a Mosca per la parata (senza armi) che commemora la vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale. Che l\u2019appuntamento semestrale della Cpe sia stato ospitato a Erevan non \u00e8 una casualit\u00e0: \u00abAll\u2019Armenia spetta di diritto stare nel cuore dell\u2019Europa alla luce della sua lunga e ricca storia\u00bb, ha ricordato il presidente del Consiglio Europeo, Ant\u00f3nio Costa. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: il piccolo Stato del Caucaso, che Pashinyan vuole sottrarre all\u2019orbita di Mosca, va alle elezioni tra un mese, con i timori di interferenza russa (se ne riparla oggi nel corso di un summit Ue-Armenia). <b>\u00abIn un mondo in cui escalation e guerra sembrano prevalere, l\u2019accordo (di un anno fa, ndr) tra Armenia e Azerbaigian rappresenta una storia di pace che va celebrata\u00bb, ha detto Costa, parlando anche del miglioramento dei legami con la Turchia, che ha mandato a Erevan il vicepresidente Cevdet Y\u0131lmaz<\/b>, mentre il leader azero Ilham Aliyev era collegato in video. Non tutto, per\u00f2, \u00e8 filato liscio. Aliyev ha accusato il Parlamento Europeo di \u00abdiffondere calunnie e bugie\u00bb su Baku con le numerose risoluzioni sul Paese. \u00abNon cambieremo il nostro modo di lavorare, anche se scomodo\u00bb, ha ribattuto la presidente dell\u2019Eurocamera, Roberta Metsola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Stretta fra Ucraina e Medio Oriente, l\u2019Europa ha fatto tappa nel Caucaso per ritrovare l\u2019unit\u00e0 di intenti mentre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":476369,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-476368","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116524654717685812","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/476368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=476368"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/476368\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/476369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=476368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=476368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=476368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}