{"id":476801,"date":"2026-05-06T06:51:14","date_gmt":"2026-05-06T06:51:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476801\/"},"modified":"2026-05-06T06:51:14","modified_gmt":"2026-05-06T06:51:14","slug":"edoardo-winspeare-ho-un-castello-ma-non-ci-abito-mi-servono-i-soldi-per-restaurarlo-mamma-era-la-sartina-di-dior-ho-girato-un-film-sulla-sua-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476801\/","title":{"rendered":"Edoardo Winspeare: \u00abHo un castello ma non ci abito, mi servono i soldi per restaurarlo. Mamma era la sartina di Dior, ho girato un film sulla sua storia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luca Bergamin<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il regista: \u00abParlo il dialetto salentino meglio dell\u2019italiano.  Sono nobile e vivo nel borgo di Depressa\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il barone del cinema italiano aspetta con un cilindro sulla testa e un bastone da passeggio in mano sul portone del suo castello salentino nel borgo di Depressa. Mostra le caditoie dalle quali veniva fatto colare l\u2019olio bollente per fermare gli invasori turchi, i quali per\u00f2 ebbero il sopravvento come dimostrano le palle di cannone conservate proprio sotto le lapidi dedicate ai cani della dinastia Winspeare, di cui Edoardo, sessant\u2019anni, passaporto sia italiano che del Liechtenstein, \u00e8 senza dubbio il discendente pi\u00f9 eclettico e artistico grazie alla sua professione di regista per la quale \u00e8 apprezzato, forse pi\u00f9 all\u2019estero che in Italia. Anche se l\u2019<a href=\"\">ultimo film, intitolato <\/a><a href=\"\"><br \/>\nVita Mia<\/a><a href=\"https:\/\/lecce.corriere.it\/notizie\/cultura-e-tempo-libero\/26_marzo_08\/edoardo-winspeare-e-il-nuovo-film-ispirato-dalla-selezione-di-una-badante-per-la-madre-racconto-il-novecento-palestra-di-umanita-58546497-27cd-4acc-9123-5738777c5xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">, ispirato alle vicende personali della madre, Elizaberh<\/a> detta \u00abGuki\u00bb, sta conquistando anche il pubblico nazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei, Edoardo, ha un titolo aristocratico, come Luchino Visconti.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl casato dei Visconti Modrone per lignaggio non \u00e8 paragonabile al mio, anche se la famiglia Winspeare \u00e8 in Italia da pi\u00f9 di tre secoli. Ha origine inglese e si trasfer\u00ec dallo Yorkshire per sfuggire alla diffusa intolleranza nelle isole britanniche verso i recusants, coloro che rifiutavano di abbracciare l\u2019anglicanesimo e abiurare il cattolicesimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei vanta avi che hanno ricoperto ruoli illustri nella storia borbonica e italica.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAntonio Winspeare fond\u00f2 le colonie di Ponza e Ventotene e tradusse il poeta greco antico Anacreonte. Il giureconsulto Davide Winspeare \u00e8 l\u2019autore della Storia degli Abusi Feudali ed \u00e8 stato membro della Commissione per l\u2019abolizione del sistema feudale, mentre il generale Roberto Winspeare \u00e8 stato ufficiale d\u2019artiglieria nell\u2019armata russa contro Napoleone durante la campagna d\u2019inverno fino all\u2019assedio di Parigi. Invece, il generale Francesco Antonio Winspeare fu ministro della Guerra durante l\u2019avanzata dei Mille di Garibaldi fino alla caduta del regno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sua passione per la storia di famiglia emerge dalla cura maniacale con la quale in questo castello lei ha raccolto pacchi di lettere, fotografie, documenti, stemmi araldici e armi dei suoi avi maschi. Per\u00f2 \u00abVita Mia\u00bb, l\u2019ultimo film, racconta le vicende di sua madre.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abEra nata a Vienna, e crebbe in Ungheria. A lei devo il mio essere poliglotta. Era stata sartina nello studio di Christian Dior a Parigi, lo paragonava spesso a un rigido impiegato delle poste della Francia pi\u00f9 profonda. Quando spos\u00f2 mio padre, scelse di vivere in questo piccolo paese. La sua famiglia aveva perso tutto a causa della guerra, lei aveva conosciuto il nazismo e la ferocia anche dei russi. Il film vuole spiegare come la grande storia lasci tracce indelebili anche in una piccola storia come quella di Didi, la protagonista di Vita Mia. Anche mamma negli ultimi anni aveva le allucinazioni e parlava soltanto ungherese\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Davvero la sua famiglia possedeva un orso come nel film?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUn lontano parente, s\u00ec. Inoltre, durante le riprese in Transilvania, spesso gli operatori hanno avvistato una mamma orsa coi cuccioli che ci ha costretto a interrompere mentre giravamo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Certo, sua madre fu una profuga di lusso rispetto a chi fugge ora dalle guerre.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab\u00c8 verissimo. Per\u00f2 nel film mi interessava spiegare come anche nella mia famiglia aristocratica il fatto di essere riusciti a sopravvivere ai massacri abbia lasciato una sorta di senso di colpa per averla scampata rispetto a persone anche pi\u00f9 innocenti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come interpreta il suo titolo nobiliare al giorno d\u2019oggi?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIo abito in un palazzo contadino con i parenti di mia moglie nelle case accanto alla nostra. Mi mancano i fondi per restaurare questo castello che ho usato per la prima volta per le riprese. Insegno cinema dalla scuola materna alle superiori, per diffondere l\u2019amore per questa arte splendida. Adesso sto girando un western alle superiori di Parabita. La mia famiglia ha venduto quasi tutti i beni. Mi restano il castello e la foresteria bed &amp; breakfast. Oltre ad alcuni abiti e scarpe che Dior regal\u00f2 a mamma\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Edoardo Winspeare: \u00abHo un castello ma non ci abito, mi servono i soldi per restaurarlo. Mamma era la sartina di Dior, ho girato un film sulla sua storia\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/69fa42da5d570.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/69fa42da5d570.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha imparato a fare il regista nella scuola frequentata anche da Wim Wenders, a Monaco, la Hochschule f\u00fcr Fernsehen und Film, l\u2019Universit\u00e0 della tv e del cinema.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSono stato sei anni in Germania, dove ho imparato tante cose, anche se apprendi a fare cinema semplicemente facendolo. Nelle tante esperienze da assistente regista in giro per il mondo, New York compresa, portavo i pezzi delle pellicole, dovevo fermare il traffico, insomma una gavetta umile per\u00f2 costruttiva. Poi ho cominciato con i documentari, ambientati lungo il fiume Volga, nel ghetto di Venezia, in Brasile. Prima di occuparmi del tarantismo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 stato anche un fautore della riscoperta della pizzica.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFondai un gruppo musicale, affascinato da questa forma d\u2019arte popolare, cos\u00ec come amo la poesia. A un certo punto della vita, pensai di fare di Depressa il borgo del lirismo, tant\u2019\u00e8 che nel castello, alle pareti della loggia aperta su giardino e agrumeto sono affisse decine di epigrafi con versi di Hikmet, Saffo&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei \u00e8 il cantore del Salento, anche se in \u00abVita Mia\u00bb un po\u2019 lo tradisce, visto che parte della storia \u00e8 ambientata in Transilvania.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuesta \u00e8 la terza \u201cisola\u201d pi\u00f9 grande d\u2019Italia, pi\u00f9 isolata dal continente, pur facendone parte, rispetto alla Sicilia, che ne \u00e8 geograficamente distaccata. L\u2019amore profondo per la mia terra e il mio esserne al contempo estraneo per come sono cresciuto mi permette di cogliere tutta la sua verit\u00e0 e di godere di una grande libert\u00e0, anche di ironizzare. Ritengo, inoltre, giusto, inserire sempre indizi ambientalisti perch\u00e9 dalla Tap alla Xylella fino alle pale eoliche che adesso vogliono impiantare nel mare tra Castro e Leuca, il Salento \u00e8 oggettivamente bistrattato. Ho iniziato a girare qui perch\u00e9 era una terra cinematograficamente vergine. Prima vi ambientavano soltanto film siciliani, approfittando delle somiglianze tra gli scenari barocchi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nei film i suoi personaggi parlano spesso il dialetto salentino. Non pensa possa limitare la comprensione delle storie?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNon sono un fanatico del dialetto, per\u00f2 in Italia \u00e8 vero che ogni dieci chilometri cambia la lingua e questa variet\u00e0 offre una possibilit\u00e0 enorme di caratterizzazione sociale, di far emergere la natura profonda e sincera dei personaggi. Trovo il dialetto pi\u00f9 autentico, e all\u2019estero piace moltissimo. Io, poi, lo parlo meglio dell\u2019italiano\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ascoltandola, in effetti, si coglie un miscuglio effervescente di idiomi diversi.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFino all\u2019et\u00e0 di 14 anni mamma mi parlava ungherese, tedesco e francese, e a Depressa non si usava l\u2019italiano. Io passavo il tempo con i ragazzi del posto, con Cosima la mascia tabaccaia. Sapevo dire tutte le litanie e l\u2019intera messa in latino. Poi mi mandarono a frequentare il liceo a Firenze, dove mi diedero l\u2019appellativo di \u201csuca\u201d poich\u00e9 usavo quella parola per indicare il tubo di gomma per innaffiare\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Edoardo Winspeare: \u00abHo un castello ma non ci abito, mi servono i soldi per restaurarlo. Mamma era la sartina di Dior, ho girato un film sulla sua storia\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/69fa428b5e138.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/69fa428b5e138.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha spinto sua moglie Celeste Casciaro a diventare attrice, assegnandole ruoli sempre pi\u00f9 importanti.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa incontrai nel negozio di scarpe dove faceva la commessa. Era bellissima, fumava una sigaretta dopo l\u2019altra. Provai dozzine di mocassini, ma erano troppo chic per i miei gusti. Ci misi un po\u2019 a convincermi perch\u00e9 aveva gi\u00e0 un bimbo piccolo e una ragazzina, Andrea e Laura. Le feci un primo provino, ma non lo super\u00f2. La scritturai per Sangue Vivo e sul set ci innamorammo. Lei dice sempre che mi ha voluto perch\u00e9 sono diverso dagli altri \u201cmasculi minchia\u201d. Di sicuro, Celeste \u00e8 pi\u00f9 forte di me ed \u00e8 diventata un\u2019attrice davvero capace come ha mostrato interpretando Vita nel film che anche per lei si chiama Vita Mia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In questo ultimo film, l\u2019ha diretta per la prima volta in scene sensuali.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSul set sono molto tecnico, lascio da parte i sentimenti. E, comunque, lei non \u00e8 innamorata del personaggio di fronte al quale si spoglia, lo odia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Avete una figlia, Arcangela, per la quale lei ha scritto un libro destinato appunto a una lettrice unica.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSi intitola Lettere ad Arcangela. L\u2019ho scritto durante il confinamento per la pandemia. Dopo anni in cui conservavo i ricordi di famiglia, leggevo i documenti, catalogando le foto, volevo salvare la trasmissione orale e donarle la storia della mia famiglia. Lei assomiglia molto anche alla madre, \u00e8 risparmiosa e vuole essere autonoma. Fa la cameriera nei weekend e in estate\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-05T21:21:27+02:00\">6 maggio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luca Bergamin Il regista: \u00abParlo il dialetto salentino meglio dell\u2019italiano. 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