{"id":476934,"date":"2026-05-06T08:39:14","date_gmt":"2026-05-06T08:39:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476934\/"},"modified":"2026-05-06T08:39:14","modified_gmt":"2026-05-06T08:39:14","slug":"barbara-berlusconi-no-alluso-dei-social-ai-minori-di-16-anni-papa-ci-selezionava-cosa-guardare-in-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476934\/","title":{"rendered":"Barbara Berlusconi: &#8220;No all&#8217;uso dei social ai minori di 16 anni. Pap\u00e0 ci selezionava cosa guardare in tv&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Adolescenti e social network, una sfida educativa sempre pi\u00f9 urgente. Ne abbiamo parlato con Barbara Berlusconi, terzogenita del Cavaliere, imprenditrice, mamma di 5 figli e a capo di una Fondazione nata da pochi mesi che porta il su nome. Due sono i filoni dei quali si occupa: la cultura, attraverso il sostegno delle eccellenze artistiche italiane, e l&#8217;educazione, in nome della &#8220;libert\u00e0 delle famiglie e dei loro figli a ricevere un&#8217;educazione libera, personalizzata e coerente con i propri valori&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il primo impegno educativo \u00e8 una ricerca fra i genitori commissionata a Swg sul tema adolescenti e social media.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;intento che ha ispirato la ricerca (si trova sul sito fondazionebarbaraberlusconi.it, ndr) \u00e8 capire cosa sta succedendo. Non abbiamo ancora piena consapevolezza di quanto strumenti come gli smartphone, che ci collegano con il mondo e dunque non sono neutri, incidano su una fase tanto delicata come l&#8217;adolescenza. Due genitori su tre si sentono disorientati e chiedono aiuto. Il desiderio di analizzare la dipendenza fra adolescenti e social ha l&#8217;obiettivo di porsi domande che possano poi costruire risposte convincenti, per aiutare chi \u00e8 in difficolt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Alla base di questi ragionamenti c&#8217;\u00e8 l&#8217;educazione: \u00e8 uno dei temi che pi\u00f9 la appassionano.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Mi sono laureata in Filosofia morale: sono argomenti che mi porto dietro fin da quando ero ragazza. Oggi li affronto con maggiore esperienza, anche da madre, ma questi nodi educativi li ho vissuti anch&#8217;io: ho studiato alla scuola steineriana, dove la tecnologia era bandita. Uno dei loro principi \u00e8 disincentivare la tecnologia, la televisione, la radio e quindi anche i cellulari, che oggi non riteniamo poi cos\u00ec dannosi. La pedagogia steineriana \u00e8 molto rigida, non denigra la tecnologia ma ne suggerisce un&#8217;introduzione graduale, che permetta al bambino di essere educato in contesti che non siano passivi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Stranisce sapere che a casa Berlusconi non si guardasse la tv.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non era proprio cos\u00ec. Sono un&#8217;appassionata di cinema e i film li ho sempre visti, anche in tv. Ma i miei genitori facevano una selezione di ci\u00f2 che potevamo vedere e di questo sono loro grata. Il televisore non rimaneva acceso tutto il giorno. Non \u00e8 lo strumento tecnologico ad essere sotto accusa, \u00e8 come lo si utilizza. Se l&#8217;uso \u00e8 sregolato non va bene: il problema della relazione degli adolescenti con i social sta qui. Sono sempre connessi e i social sono programmati con un&#8217;altissima capacit\u00e0 di catturare la loro attenzione. \u00c8 molto rischioso e anche controproducente lasciare soli i ragazzini. L&#8217;utilizzo a tempo dei social sotto un controllo adulto \u00e8 l&#8217;unica strada&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Anche per i suoi figli ha voluto un&#8217;educazione steineriana: qual \u00e8 il loro rapporto con i social?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Confesso che mi impongo benissimo. Ho 5 figli maschi, il pi\u00f9 grande ha 18 anni, l&#8217;ultimo 4. Si figuri che il grande voleva che lo chiamassi proprio cos\u00ec, Ultimo: invece abbiamo scelto Quinto. Ovviamente fra loro ci sono differenze legate all&#8217;et\u00e0, ma in generale per me l&#8217;educazione funziona meglio quando esiste una cornice certa di riferimento. Io do ai miei figli poche regole molto chiare. Non li ho tenuti sotto una campana di vetro, al contrario sono una madre che tende a responsabilizzare, li ho resi consapevoli e indipendenti. Ho sempre incentrato tutto sul dialogo, pi\u00f9 che sull&#8217;imposizione. Certo, non dare ai maggiori lo smartphone fino ai 16 anni \u00e8 stata una mia scelta, discussa in famiglia, ma non \u00e8 stato un divieto imposto. Direi un percorso costruito nel tempo, spiegandone le ragioni. Il fatto che l&#8217;uso della tecnologia nella scuola steineriana sia posticipato ha reso tutto pi\u00f9 naturale: non c&#8217;era una pressione sociale immediata e questo ha semplificato anche il nostro ruolo di genitori&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Dalla ricerca emerge che dopo i dieci anni sono pochissimi i bambini che non hanno uno smartphone proprio. I genitori temono appunto che i figli vengano esclusi dal gruppo.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 uno dei dati pi\u00f9 forti della ricerca. I genitori non sottovalutano i rischi dei social, anzi li percepiscono chiaramente, ma hanno paura di isolare i figli. E questo ci dice che non \u00e8 un problema individuale, ma collettivo. Se tutti utilizzano questi strumenti, diventa molto difficile per una singola famiglia introdurre dei limiti. Per questo parlo di necessit\u00e0 di una cornice comune: senza regole condivise, i genitori restano soli&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Una buona legge aiuterebbe?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Molti genitori si sentono inadeguati, anche quando sono attenti e presenti. I ragazzi conoscono questi strumenti meglio degli adulti. Quindi il dialogo \u00e8 necessario, ma da solo non basta se manca un contesto che lo sostenga. Una buona legge s\u00ec, pu\u00f2 aiutare molto. Non per sostituirsi ai genitori, ma per sostenerli. Una regolamentazione chiara sull&#8217;et\u00e0 per l&#8217;accesso ai social darebbe a tutti un riferimento comune e ridurrebbe la forte pressione sociale. Trasformerebbe un problema individuale in una responsabilit\u00e0 condivisa&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Cosa si auspica dai legislatori?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;Italia inizia a essere un po&#8217; indietro rispetto ad altri Paesi, non solo europei, su queste leggi. Vorremmo fare arrivare alle istituzioni una richiesta corale, perch\u00e9 prendano in carico questo tema nel modo pi\u00f9 concreto possibile. E anche tempestivo visti gli ultimi casi di cronaca che, seppur siano certamente estremi, esistono&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Cosa risponde a chi obietta che vietare \u00e8 controproducente e che arginare i social \u00e8 ormai impossibile?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Regolamentare \u00e8 diverso da vietare. In Italia ci sono leggi per gli adolescenti sull&#8217;alcol, sull&#8217;acquisto delle sigarette, sulla fruizione di materiale pornografico, per la patente. La societ\u00e0 ha sempre riconosciuto che i minori non possono essere trattati come adulti, non perch\u00e9 siano incapaci, ma perch\u00e9 non hanno informazioni sufficienti. Non vedo perch\u00e9 l&#8217;ambiente digitale debba essere l&#8217;unico senza regole. La libert\u00e0 degli adolescenti si costruisce gradualmente: non \u00e8 semplicemente accesso illimitato alle cose, soprattutto per un ragazzo richiede tempo, maturazione, strumenti critici. Educazione e regole non sono alternative, sono complementari. Alla Fondazione arrivano tante richieste di sostegno da parte dei genitori: ci impegniamo per dare loro aiuti concreti, come un manuale di consigli pratici che stiamo mettendo a punto con un team di educatori, pedagogisti, psichiatri e psicologi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Anche la scuola ha bisogno di aiuto: la formazione dei docenti su questi temi \u00e8 spesso molto carente.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Una scuola inclusiva e formativa \u00e8 fondamentale anche per trasmettere il valore educativo che Internet pu\u00f2 avere, se utilizzato correttamente. Purtroppo oggi non formiamo i docenti e quelli che formiamo non vengono retribuiti per questo. Ci affidiamo alla buona volont\u00e0 dei singoli. Soprattutto sulle difficolt\u00e0 di apprendimento, ad esempio, come i deficit e i disordini di attenzione, o l&#8217;autismo, ma anche le plusdotazioni, non esiste nulla.\n<\/p>\n<p> Le neurodivergenze sono temi che mi stanno a cuore, per esperienza personale, dei miei figli: e cos\u00ec a settembre la Fondazione inaugura un programma su questi argomenti. Abbiamo istituito un gruppo di professionisti che a carico nostro pu\u00f2 essere chiamato dalle scuole che vogliono offrire ai docenti questo tipo di formazione. \u00c8 una goccia nel mare, lo so, ma \u00e8 un primo passo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Adolescenti e social network, una sfida educativa sempre pi\u00f9 urgente. Ne abbiamo parlato con Barbara Berlusconi, terzogenita del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":476935,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[265803,40864,1621,1620,4938,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-476934","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-adolescenti-su-internet","9":"tag-barbara-berlusconi","10":"tag-celebrita","11":"tag-celebrities","12":"tag-educazione","13":"tag-entertainment","14":"tag-intrattenimento","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116526734851914214","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/476934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=476934"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/476934\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/476935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=476934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=476934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=476934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}