{"id":476953,"date":"2026-05-06T08:50:15","date_gmt":"2026-05-06T08:50:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476953\/"},"modified":"2026-05-06T08:50:15","modified_gmt":"2026-05-06T08:50:15","slug":"la-chiesa-e-la-condanna-da-60-anni-delle-armi-nucleari-ecco-perche-trump-sbaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/476953\/","title":{"rendered":"La Chiesa e la condanna (da 60 anni) delle armi nucleari. Ecco perch\u00e9 Trump sbaglia"},"content":{"rendered":"<p>Da oltre sessant\u2019anni la Chiesa cattolica esprime una condanna netta e progressiva delle armi nucleari. Non si tratta di una posizione contingente o legata al contesto geopolitico del momento, ma di un giudizio morale maturato nel solco della Dottrina sociale della Chiesa e sviluppato con crescente chiarezza dal magistero pontificio. Alla luce di questa tradizione, risulta evidentemente infondata l\u2019accusa di Donald Trump secondo cui a Leone XIV \u00abstarebbe bene\u00bb il possesso o l\u2019uso di armi nucleari da parte dell\u2019Iran. Una simile lettura non solo travisa le parole del Papa, ma contraddice apertamente l\u2019insegnamento costante della Chiesa.<\/p>\n<p>Il passo decisivo su questo tema avviene nel pieno della Guerra fredda, quando san Giovanni XXIII pubblica nel 1963 <b>l\u2019enciclica Pacem in terris<\/b>, all\u2019indomani della crisi dei missili di Cuba. Per la prima volta il magistero prende atto che le armi moderne, per la loro capacit\u00e0 distruttiva, segnano una rottura radicale con la tradizione classica della \u201cguerra giusta\u201d. Giovanni XXIII afferma che, in presenza di strumenti capaci di annientare interi popoli, \u00ab\u00e8 alieno dalla ragione pensare che la guerra possa essere uno strumento di giustizia\u00bb e chiede esplicitamente il disarmo, indicando come obiettivo la proibizione delle armi atomiche (Pacem in terris, nn. 110-112). La condanna non \u00e8 ideologica, ma antropologica: ci\u00f2 che minaccia la sopravvivenza stessa dell\u2019umanit\u00e0 non pu\u00f2 essere moralmente giustificato.<\/p>\n<p>Due anni pi\u00f9 tardi il Concilio Vaticano II recepisce e rafforza questa impostazione nella <b>costituzione Gaudium et spes<\/b>. Il testo conciliare formula uno dei giudizi morali pi\u00f9 severi dell\u2019intera tradizione ecclesiale, affermando che \u00abogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere citt\u00e0 o di vaste regioni e dei loro abitanti \u00e8 delitto contro Dio e contro l\u2019uomo\u00bb (n. 80). \u00c8 una condanna che, per la sua formulazione, include senza ambiguit\u00e0 l\u2019arma nucleare, il cui effetto \u00e8 per definizione indiscriminato e sproporzionato. Da questo momento la distruzione di massa non \u00e8 solo un problema politico, ma una questione morale non negoziabile.<\/p>\n<p>Il <b>Catechismo della Chiesa cattolica<\/b>, promulgato nel 1992, inserisce questo giudizio nel corpo della dottrina morale. Riprendendo direttamente Gaudium et spes, il Catechismo afferma che tali atti \u00abdevono essere condannati con fermezza e senza esitazione\u00bb (n. 2314). \u00c8 importante notare che qui la condanna non riguarda soltanto l\u2019eventuale uso concreto delle armi nucleari, ma la logica stessa che le rende accettabili come strumenti politici. La deterrenza fondata sulla minaccia di distruzione totale viene implicitamente delegittimata, perch\u00e9 contraria ai principi di proporzionalit\u00e0 e di tutela dei civili.<\/p>\n<p>Il <b>Compendio della Dottrina sociale della Chiesa<\/b>, pubblicato nel 2004, rende esplicito questo passaggio. Il testo afferma che la corsa agli armamenti e l\u2019accumulo di armi di distruzione di massa rappresentano \u00abuna grave minaccia per l\u2019umanit\u00e0\u00bb e chiarisce che la pace non pu\u00f2 essere fondata sull\u2019equilibrio del terrore. La Dottrina sociale, dunque, non ammette eccezioni geopolitiche: ci\u00f2 che \u00e8 moralmente inaccettabile non diventa lecito in base a chi lo possiede.<\/p>\n<p>Questo percorso trova un\u2019ulteriore chiarificazione nel magistero recente di <b>papa Francesco, che a Hiroshima e Nagasaki nel 2019<\/b> ha compiuto un passo ulteriore nello sviluppo dottrinale, affermando che \u00abimmorale \u00e8 non solo l\u2019uso, ma anche il possesso delle armi nucleari\u00bb. Non si tratta di una rottura, ma di uno sviluppo coerente: se una minaccia \u00e8 intrinsecamente ingiusta, anche mantenerla come strumento di pressione politica \u00e8 moralmente inaccettabile.<\/p>\n<p>Questa linea trova una formulazione particolarmente netta <b>nell\u2019enciclica Fratelli tutti<\/b> (2020), che colloca il tema delle armi nucleari all\u2019interno di una critica radicale alla guerra come strumento di soluzione dei conflitti. Nel capitolo dedicato ai \u201cpercorsi di pace\u201d, papa Francesco afferma che, a causa delle armi oggi disponibili, \u00ab\u00e8 molto difficile sostenere i criteri razionali maturati in altri secoli per parlare di una possibile \u201cguerra giusta\u201d\u00bb e rilancia l\u2019imperativo: \u00abMai pi\u00f9 la guerra!\u00bb (n. 258). Subito dopo, il Papa esplicita la ragione di questa affermazione, chiamando in causa direttamente l\u2019arma atomica: \u00abTenendo conto del fatto che le armi nucleari, chimiche e biologiche hanno un enorme impatto sui civili innocenti, oggi non possiamo pi\u00f9 pensare alla guerra come soluzione, perch\u00e9 i rischi probabilmente saranno sempre superiori alla presunta utilit\u00e0\u00bb (n. 260). In queste pagine la deterrenza nucleare viene smascherata come una falsa sicurezza, fondata sulla minaccia della distruzione totale.<\/p>\n<p>Alla luce di questa tradizione, risulta evidente l\u2019inconsistenza delle accuse rivolte a Prevost. Quando il Papa richiama il diritto internazionale, il dialogo multilaterale o la necessit\u00e0 di evitare nuove escalation, non sta legittimando alcun programma nucleare, ma si muove esattamente lungo la linea tracciata dai suoi predecessori: disinnescare le logiche di potenza che portano all\u2019illusione di una sicurezza fondata sulle armi. L\u2019idea che il Papa possa sostenere implicitamente l\u2019arma atomica di uno Stato \u00e8 incompatibile con l\u2019insegnamento costante della Chiesa, che giudica tale arma intrinsecamente contraria alla dignit\u00e0 umana e alla pace.<\/p>\n<p>La Dottrina sociale della Chiesa, da Pacem in terris fino al magistero contemporaneo, non conosce ambiguit\u00e0 su questo punto. Le armi nucleari non sono uno strumento neutro, ma una minaccia permanente alla vita. Per questo la loro condanna non \u00e8 legata a equilibri politici o a contingenze internazionali, ma appartiene al cuore stesso dell\u2019annuncio cristiano sulla pace. Chi accusa il Papa di complicit\u00e0 o indulgenza verso l\u2019atomica ignora, o distorce, oltre mezzo secolo di insegnamento morale coerente e documentato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da oltre sessant\u2019anni la Chiesa cattolica esprime una condanna netta e progressiva delle armi nucleari. Non si tratta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":476954,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-476953","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116526778180113020","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/476953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=476953"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/476953\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/476954"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=476953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=476953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=476953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}