{"id":477017,"date":"2026-05-06T09:45:21","date_gmt":"2026-05-06T09:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477017\/"},"modified":"2026-05-06T09:45:21","modified_gmt":"2026-05-06T09:45:21","slug":"a-piccoli-passi-nel-delirio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477017\/","title":{"rendered":"A piccoli passi nel delirio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/assets.contropiano.org\/img\/2026\/05\/piccoli-passi-delirio.jpg\" title=\"Ingrandisci la foto A piccoli passi nel delirio\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/piccoli-passi-delirio-720x300.jpg\" alt=\"\" decoding=\"async\"\/><\/a>           <\/p>\n<p>Se la guerra diventa una gara social diventa impossibile capire quello che sta veramente accadendo, sia sul campo che sul terreno diplomatico. Guardando i grandi media di tutto l\u2019Occidente si vede chiaramente che non sanno nulla. Per necessit\u00e0 di riempire lo spazio che si sono conquistati si buttano a pubblicare un po\u2019 di tutto, ovviamente con i tweet di Trump come \u201cdriver\u201d, alternando cos\u00ec informazioni terrorizzanti e speranze di pace.<\/p>\n<p>Visto che per una volta giochiamo tutti alla pari, proviamo spiegare quel che abbiamo capito noi in questo guazzabuglio.<\/p>\n<p><b>Fatto numero uno<\/b>. La \u201cliberazione\u201d dello Stretto di Hormuz annunciata da Trump, e che sarebbe iniziata ieri, si limita per ora all\u2019indicazione \u2013 per le navi che intendono uscire dal Golfo Persico \u2013 di una \u201crotta consigliata\u201d, il pi\u00f9 vicino possibile alle coste dell\u2019Oman. Niente \u201cscorta armata\u201d con le navi militari statunitensi. In pratica, le navi possono provarci, ma a proprio rischio e pericolo (anche perch\u00e9 la \u201cnuova rotta\u201d passa su fondali rocciosi assai meno profondi). Stando ai dati satellitari di tracciamento marittimo, comunque, sembra che nessuna nave abbia attraversato lo Stretto; l\u2019unica affermazione positiva, relativa al passaggio di una nave Maersk non \u00e8 stata ancora confermata ufficialmente.<\/p>\n<p><b>Fatto numero due<\/b>. L\u2019Iran per ora minaccia di colpire le navi che provano a transitare senza aver ottenuto l\u2019autorizzazione con Tehran, ma al momento solo una nave sudcoreana lamenta un\u2019esplosione con successivo incendio a bordo. Identica minaccia riguarda anche le navi militari Usa, che dovessero invece entrare nello Stretto \u2013 sono stati pubblicati video con lanci di missile, ma non se ne vede l\u2019effetto pratico \u2013 e assicura di averne colpita una, al largo del porto di Jask (ben prima dello Stretto vero e proprio), costringendola a tornare indietro. <\/p>\n<p>Washington naturalmente smentisce, come sempre, data la sua pretesa di presentarsi come \u201cinvulnerabile\u201d \u2013 al pari di Israele \u2013 ma stavolta sembra un po\u2019 credibile. Se non altro perch\u00e9 risulta evidente che l\u2019intenzione dell\u2019amministrazione Trump \u00e8 cercare semmai un \u201cincidente\u201d che consenta di far partire una nuova offensiva aerea generalizzata dandone la colpa all\u2019Iran, e neutralizzare cos\u00ec \u2013 nella misura del possibile \u2013 la reazione negativa dell\u2019elettorato Usa, per i due terzi ormai completamente contrario a questa guerra.<\/p>\n<p>Anche la pubblicazione, da parte Usa, di foto di imbarcazioni iraniane bombardate, non sembra proprio una \u201cprova decisiva\u201d, dato che risulta impossibile verificare luogo e data di quei \u201ccolpi\u201d. Potrebbero benissimo risalire alle prime sei settimane di guerra vera e propria, insomma, o addirittura alla \u201cguerra dei dodici giorni\u201d del giugno scorso. E dopo aver rivisto in tv \u201cSesso e potere\u201d \u2013 film di 30 anni fa che sembra una cronaca di questi giorni \u2013 chiunque dovrebbe diffidare di quel che arriva da Washington, anche se non prodotto con l\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Ma una imbarcazione \u2013 denuncia Tehran \u2013 \u00e8 stata effettivamente affondata. Portava a bordo civili e non era della marina militare.<\/p>\n<p><b>Fatto numero tre<\/b>. Le pre-trattative diplomatiche stanno proseguendo, fuori dai riflettori e dai tweet della Casa Bianca. \u201cGli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poich\u00e9 i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall\u2019essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti\u201c. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha smentito di aver preso di mira i dirimpettai di Dubai. <\/p>\n<p><b>Fatto numero quattro<\/b>. Il prezzo del petrolio torna a salire, la speculazione (anche e soprattutto della \u201cbanda Trump\u201d) continua a far soldi sulle oscillazioni continue, l\u2019economia asiatica sta soffrendo oltremisura (\u00e8 la prima destinataria del greggio proveniente dal Golfo), al punto che il Giappone ha ricevuto la prima fornitura di petrolio\u2026 russo.<\/p>\n<p>Il resto sono chiacchiere e distintivo, con la ripresa delle sparate trumpiane (\u201cSe attaccano le nostre navi L\u2019Iran sar\u00e0 spazzato via dalla faccia delle Terra\u201d) a coprire crescenti problemi interni e lo stallo in cui \u00e8 impigliato.<\/p>\n<p>Tra i fatti si dovrebbe aggiungere il cotrasto crescente con le forze armate statunitensi, e in particolare con la Marina (l\u2019arma pi\u00f9 utilizzata e sotto stress negli ultimi mesi), fortemente contrariate da una conduzione della guerra fuori da ogni schema consolidato. <\/p>\n<p>Non \u00e8 che al Pentagono \u2013 gi\u00e0 shokkato dall\u2019essere alle dipendenze di un cretino come Hegseth \u2013 siano diventati tutti \u201cpacifisti\u201d. La loro \u00e8 una dissidenza completamente \u201ctecnica\u201d, che per\u00f2 non \u00e8 un\u2019opinione qualunque, visto che sono loro a dover fare quel che ordina il Commander in chief pi\u00f9 lunatico di sempre.<\/p>\n<p>La situazione appare cos\u00ec tutta appesa a decisioni che vorrebbero essere \u201cdi portata limitata\u201d (come \u201caprire un corridoio\u201d, anzich\u00e9 riprendere l\u2019offensiva generale), ma che sono sempre sul punto di scatenare l\u2019esatto opposto. Con Israele che scalpita per l\u2019Armageddon finale, ma inciampa ogni giorno nella resistenza di Hezbollah nel piccolo Libano. <\/p>\n<p>Del resto \u00e8 cos\u00ec che si sprofonda nel pantano e ogni soluzione si allontana\u2026<\/p>\n<p class=\"firma-redazione\">\n5 Maggio 2026 &#8211; \u00a9 Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO\n<\/p>\n<p>Ultima modifica: 5 Maggio 2026, ore 10:11<\/p>\n<p><a href=\"#\" onclick=\"window.print()\" id=\"stampaarticolo\">stampa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se la guerra diventa una gara social diventa impossibile capire quello che sta veramente accadendo, sia sul campo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":477018,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,77,194354,764,72,166,15597,7,15,9864,379,11,167,12,168,410,161,162,163],"class_list":{"0":"post-477017","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-guerra","12":"tag-hormuz","13":"tag-iran","14":"tag-israele","15":"tag-mondo","16":"tag-navi","17":"tag-news","18":"tag-notizie","19":"tag-petrolio","20":"tag-trump","21":"tag-ultime-notizie","22":"tag-ultime-notizie-di-mondo","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedimondo","25":"tag-usa","26":"tag-world","27":"tag-world-news","28":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116526994506774643","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/477017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=477017"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/477017\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/477018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=477017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=477017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=477017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}