{"id":477247,"date":"2026-05-06T12:53:21","date_gmt":"2026-05-06T12:53:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477247\/"},"modified":"2026-05-06T12:53:21","modified_gmt":"2026-05-06T12:53:21","slug":"ricchezza-finanziaria-italia-e-pil-confronto-germania-e-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477247\/","title":{"rendered":"Ricchezza finanziaria, Italia e Pil: confronto Germania e Francia"},"content":{"rendered":"<p>Esistono due leggende metropolitane circa l\u2019approccio degli italiani agli investimenti. La prima vuole che la <strong>ricchezza finanziaria<\/strong> delle famiglie sia relativamente bassa, in quanto queste punterebbero quasi esclusivamente sul mercato immobiliare. La seconda mette in evidenza la scarsa educazione finanziaria, con il denaro \u201cparcheggiato\u201d perlopi\u00f9 in banca e che rimane infruttifero. Ci pensano i dati, quelli con la testa dura, a smentire quelli che sono diventati <strong>auto-pregiudizi<\/strong> propinati nel nostro stesso Paese da qualche categoria fin troppo impegnata a criticare le modalit\u00e0 di investimento degli italiani nella probabile carente capacit\u00e0 di attirarne i capitali.<\/p>\n<p>Ricchezza finanziaria: confronto con Francia e Germania<\/p>\n<p>Vediamo cosa dicono i numeri.<\/p>\n<p> Al 30 settembre scorso, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane saliva a 6.082 miliardi di euro. A titolo di confronto, in Francia si attestava a 6.651 miliardi e in Germania a 9.775 miliardi. Con la differenza che, basandoci sui dati di fine 2025, da noi essa valeva quasi il 270% del Pil contro meno del 225% di Francia e Germania. E sapete qual \u00e8 la conclusione? Il peso delle nostre attivit\u00e0 finanziarie rispetto ai quasi 40.000 miliardi di euro nell\u2019intera UE risulta al 15,5% contro il 12% del nostro Pil. In Francia, si attesta al 17% contro il 15,9% del suo Pil e in Germania al 25% contro il 24%.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227059\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"Incidenza sulla ricchezza finanziaria UE\" width=\"295\" height=\"300\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ricchezza-finanziaria-quote-295x300-png.webp.webp\"\/>Incidenza sulla ricchezza finanziaria UE \u00a9 Investireoggi.it<\/p>\n<p>Gi\u00e0 ad occhio, emerge che la ricchezza finanziaria italiana supera le dimensioni del Pil domestico ben pi\u00f9 di quanto non accada nelle altre due principali economie d\u2019Europa. Tutte insieme incidono per il 57,5%, a fronte di un 52% complessivo del loro Pil. Non \u00e8 detto che questi dati restino tali anche in futuro. Italia, Francia e Germania continuerebbero a beneficiare dei loro trascorsi di giganti economici nel confronto europeo, con un\u2019<strong>alta capacit\u00e0 di risparmio<\/strong> e anche diffusa.<\/p>\n<p> Sappiamo che il mondo \u00e8 cambiato negli ultimi decenni e ormai i loro tassi di crescita rimangono al di sotto di quelli registrati da nuove economie dell\u2019Est Europa, in particolare.<\/p>\n<p>Fake news su eccessivi depositi bancari<\/p>\n<p>E veniamo alla composizione della ricchezza finanziaria. In Italia, il peso di investimenti azionari e partecipazione in societ\u00e0 si attestava al 30 settembre 2025 al 31,9%. La seconda voce pi\u00f9 grossa con il 26% era data da <strong>depositi e liquidit\u00e0<\/strong>, seguita da assicurazioni al 19%, fondi d\u2019investimento al 14,6% e titoli al 9,2%. Tra questi ultimi, lo 0,8% era rappresentato dalle obbligazioni bancarie. Vediamo all\u2019estero. In Francia, le assicurazioni primeggiavano con il 34%, quasi il doppio che da noi, ma depositi e liquidit\u00e0 incidevano per il 32%. Al terzo posto, le azioni con il 26%. Infine, fondi d\u2019investimento al 7% e titoli appena all\u20191%.<\/p>\n<p>In Germania, i depositi svettavano con il 36%, seguiti dalle assicurazioni al 27% e dalle azioni al 20%. Solo al 14% i fondi d\u2019investimento e al 3% i titoli. Cosa emerge? L\u2019Italia non ha affatto una ricchezza finanziaria \u201ctroppo liquida\u201d. Anzi, i depositi in banca e il denaro in circolazione risultano da noi molto inferiori al dato di Francia e Germania.<\/p>\n<p> Al contrario, gli investimenti in azioni e fondi rappresentano nel nostro Paese il 46,5% del totale contro il 33% in Francia e il 34% in Germania. Viceversa, investiamo molto meno in polizze di assicurazione e molto di pi\u00f9 in <strong>obbligazioni<\/strong>. E non c\u2019\u00e8 scritto da nessuna parte che abbiano ragione francesi e tedeschi e torto noi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227060\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"Composizione della ricchezza finanziaria in Italia, Francia e Germania\" width=\"300\" height=\"212\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/composizione-ricchezza-finanziaria-300x212-png.webp.webp\"\/>Composizione della ricchezza finanziaria in Italia, Francia e Germania \u00a9 Investireoggi.it<br \/>\nBoom di Piazza Affari sostiene i rendimenti<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 che nei primi 9 mesi del 2025, il rendimento della ricchezza finanziaria al 30 dicembre 2024 \u00e8 stato del 3,7% in Italia (circa 215 miliardi) contro l\u20191,2% in Germania (120 miliardi) e quasi nullo in Francia. Probabile che sul dato abbia inciso il <strong>boom di Piazza Affari<\/strong> in corso da tre anni e mezzo. Fatto sta che le famiglie italiane non si stanno rivelando affatto incapaci di gestire le proprie consistenze patrimoniali. Se esiste un problema di educazione finanziaria, evidentemente non sarebbe soltanto italiano.<\/p>\n<p>Questo non significa che vada tutto bene. Tra il 2012 e il 2025, la ricchezza finanziaria da noi \u00e8 cresciuta solo del 20,6% contro il 45,1% in Francia e il 108,2% in Germania. In termini reali, i nostri patrimoni hanno perso il 2%. Sul dato negativo, per\u00f2, ha pesato la pesante <strong>crisi dell\u2019economia italiana<\/strong> fino alla pandemia pi\u00f9 che l\u2019incapacit\u00e0 di investire. Inoltre, le prospettive rischiano di evolvere in peggio sulla base del tasso di risparmio. Esso \u00e8 stato solo del 12,3% contro il 19,2% in Francia e il 18,7% in Germania. La media UE era del 15,4%.<\/p>\n<p>Ricchezza finanziaria minacciata da bassi risparmi<\/p>\n<p>Senza nuovi risparmi, la ricchezza finanziaria resta quella gi\u00e0 accumulata e tende a ristagnare, per quanto possa aumentare grazie agli investimenti. In effetti, quelli nuovi effettuati nei primi 9 mesi del 2025 sono stati di appena 53 miliardi in Italia contro i 220 miliardi in Germania e i 130 miliardi in Francia. I <strong>bassi risparmi<\/strong> cozzano con la nostra storia. Eravamo considerati le formiche del mondo insieme a giapponesi e tedeschi. Il problema \u00e8 che gli stipendi sono crollati in termini reali negli ultimi 30 anni, riducendo la capacit\u00e0 delle famiglie di mettere parte del reddito da parte.<\/p>\n<p>In conclusione, la ricchezza finanziaria italiana non solo non risulta sottodimensionata, ma al contrario i dati dimostrano che sia persino superiore a quella di Francia e Germania in rapporto al Pil.<\/p>\n<p> E la sua composizione non segnala alcuna tendenza dormiente nel confronto internazionale. La vera criticit\u00e0 riguarda la capacit\u00e0 di noi italiani di accrescere i patrimoni in futuro, stretti tra <strong>bassi stipendi<\/strong> e un welfare che rischia di saltare con la demografia avversa. E questi non sono problemi esclusivi del Bel Paese. Basti seguire il dibattito sulle pensioni di questi anni in Francia e molto pi\u00f9 recente in Germania.<\/p>\n<p>giuseppe.timpone@investireoggi.it\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Esistono due leggende metropolitane circa l\u2019approccio degli italiani agli investimenti. La prima vuole che la ricchezza finanziaria delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":477248,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-477247","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116527733599362853","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/477247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=477247"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/477247\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/477248"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=477247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=477247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=477247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}