{"id":477249,"date":"2026-05-06T12:54:18","date_gmt":"2026-05-06T12:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477249\/"},"modified":"2026-05-06T12:54:18","modified_gmt":"2026-05-06T12:54:18","slug":"axios-usa-e-iran-vicini-a-un-memorandum-attesa-risposta-teheran-in-48-ore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477249\/","title":{"rendered":"Axios: Usa e Iran vicini a un memorandum, attesa risposta Teheran in 48 ore"},"content":{"rendered":"<p>Trump parla di guerra Iran con bambini nello Studio Ovale<\/p>\n<p class=\"atext\">Le parole del Presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Al-Jazeera, sospensione Project Freedom decisiva per fine guerra o pausa tattica?<\/p>\n<p class=\"atext\">L\u2019annuncio del presidente americano Donald Trump di sospendere il \u201cProject Freedom\u201d solleva due interrogativi. Ovvero, cosa \u00e8 cambiato in soli due giorni? E questo dietrofront riflette un avvicinamento delle trattative a un momento decisivo per porre fine alla guerra o si tratta soltanto di una pausa tattica in un confronto ancora aperto? Sono le domande che si pone la tv al Jazeera in un\u2019analisi pubblicata sul suo sito Internet. Trump ha infatti parlato di \u201cprogressi importanti\u201d verso un\u2019intesa complessiva, sottolinea l\u2019emittente qatarina, ricordando per\u00f2 che lo stop del \u2019Project Freedom\u2019 e\u2019 una misura temporanea che non intacca l\u2019essenza del blocco navale imposto a Teheran, destinato a rimanere in vigore. Trump ha legato questa svolta ai successi militari ottenuti e ai passi avanti verso un accordo, aggiungendo che la decisione \u00e8 arrivata anche in risposta a una richiesta del Pakistan e di altri Paesi senza citarli, nell\u2019ambito degli sforzi internazionali di mediazione per ridurre le tensioni e porre fine al conflitto. L\u2019annuncio statunitense, nota al Jazeera, rappresenta quindi un temporaneo ridimensionamento della \u2019\u2019militarizzazione dello Stretto di Hormuz\u2019\u2019, aprendo potenzialmente la strada a un secondo round di negoziati a Islamabad con maggiori speranze di una svolta politica. Il tono usato da Trump suggerisce che il cambiamento non altera la sostanza della posizione strategica americana, ma riflette piuttosto una riorganizzazione delle priorit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"atext\">Washington, sostiene al-Jazeera, considera la pressione militare calibrata come uno strumento per migliorare le condizioni al tavolo negoziale, senza rinunciare alla via diplomatica. Le parole del segretario di Stato Marco Rubio nella conferenza stampa di ieri indicano che Washington intende consolidare una tregua de facto dagli attacchi diretti, mantenendo per\u00f2 intatta la capacit\u00e0 di replica. Questo rafforza l\u2019ipotesi che la svolta militare sia legata a un percorso negoziale attivo, sebbene i risultati siano ancora incerti. L\u2019appello pubblico rivolto all\u2019Iran affinch\u00e9 torni al tavolo delle trattative suggerisce che l\u2019amministrazione americana intravede una finestra diplomatica aperta, ma non ancora arrivata al punto di svolta. Dal canto suo, l\u2019Iran ha annunciato la creazione di un nuovo meccanismo per gestire il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, segno della volont\u00e0 di imporre un nuovo ostacolo sul campo in questo passaggio vitale. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che Teheran non ha ancora avviato un\u2019escalation totale, accusando Stati Uniti e alleati di mettere in pericolo la navigazione internazionale. Le mosse iraniane e gli avvertimenti delle Guardie della Rivoluzione indicano che Teheran utilizza lo Stretto sia come leva politica, sia come strumento di pressione militare, evitando per\u00f2 uno scontro frontale. Un atteggiamento che rivela disponibilit\u00e0 al negoziato, ma da una posizione di forza e non di resa.<\/p>\n<p class=\"atext\">Lo studioso di scienze politiche Hossein Royvaran ha interpretato il dietrofront di Trump come una conseguenza dei \u201ccolpi di avvertimento\u201d iraniani, che avrebbero impedito alle navi da guerra americane di imporre un nuovo ordine unilaterale. Royvaran ha definito l\u2019iniziativa statunitense una \u201cavventura fallita\u201d e ha rivelato che Teheran ha attivato un proprio centro di coordinamento per garantire il \u2019\u2019passaggio sicuro\u2019\u2019 delle navi, gestito direttamente dalle Guardie della Rivoluzione. Si tratta di un riposizionamento calcolato?, si interroga al-Jazeera, suggerendo che i dati disponibili rivelano che ci\u00f2 che \u00e8 cambiato \u00e8 il livello dello scontro, non la sostanza del conflitto. Washington ha sospeso le operazioni offensive e Teheran non ha avviato un\u2019escalation generale, ma entrambi continuano a scambiarsi messaggi. Finora i negoziati non hanno prodotto una svolta decisiva. Si \u00e8 tenuto soltanto un round di colloqui a Islamabad e i tentativi di riprendere i contatti in modo regolare sono falliti. Sebbene Teheran confermi che la mediazione pakistana prosegue e stia attivando canali diplomatici con la Cina, i canali di dialogo restano aperti, ma non hanno ancora prodotto un accordo definitivo n\u00e9 un quadro vincolante per porre fine alla guerra.<\/p>\n<p class=\"atext\">Si pu\u00f2 dunque affermare che la sospensione dell\u2019operazione militare non segnala necessariamente l\u2019imminenza della fine del conflitto, quanto piuttosto una fase di riposizionamento calcolato da entrambe le parti. Le trattative appaiono attive, ma non risolutive, mentre gli strumenti di pressione militare e politica rimangono sul campo. Questa situazione offre l\u2019opportunit\u00e0 di evitare un\u2019immediata escalation, ma lascia il futuro del confronto sospeso alla capacit\u00e0 della diplomazia di trasformare una tregua temporanea in una soluzione duratura. Non \u00e8 del resto la prima volta che le dichiarazioni americane oscillano tra aperture diplomatiche e linguaggio bellico, n\u00e9 \u00e8 la prima occasione in cui le due parti si accusano reciprocamente di intransigenza e di avanzare richieste massimaliste. In questo contesto, il Wall Street Journal ha fatto notare come l\u2019attuale crisi si inserisca in un quadro pi\u00f9 ampio di ambivalenza tipico dell\u2019approccio di Trump: da un lato la volont\u00e0 di infliggere una \u2019\u2019punizione severa\u2019\u2019 all\u2019Iran per il suo programma nucleare, dall\u2019altro il desiderio di evitare un nuovo grande coinvolgimento militare americano nella regione.<\/p>\n<p>Fonte pakistana a Reuters: \u00abChiuderemo intesa Usa-Iran molto presto\u00bb<\/p>\n<p class=\"atext\">Gli Stati Uniti e l\u2019Iran sono vicini a un memorandum di una pagina per porre fine alla guerra, ha detto a Reuters una fonte pachistana coinvolta negli sforzi di pace. \u00abChiuderemo la questione molto presto. <b>Ci siamo quasi<\/b>\u00bb, ha detto la fonte all\u2019agenzia britannica come riportato sul sito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Trump parla di guerra Iran con bambini nello Studio Ovale Le parole del Presidente degli Stati Uniti. 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