{"id":477299,"date":"2026-05-06T13:38:14","date_gmt":"2026-05-06T13:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477299\/"},"modified":"2026-05-06T13:38:14","modified_gmt":"2026-05-06T13:38:14","slug":"alla-fondazione-brodbeck-il-senso-di-alfredo-pirri-per-la-luce-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477299\/","title":{"rendered":"Alla Fondazione Brodbeck il senso di Alfredo Pirri per la luce"},"content":{"rendered":"\n<p>Era il 2008 quando <strong>Alfredo Pirri<\/strong> (Cosenza, 1957) \u00e8 stato chiamato a progettare per la sede della nuova <strong>Fondazione Brodbeck<\/strong> di <strong>Catania<\/strong> \u00abIn faccia al cielo\u00bb, un intervento che avrebbe dovuto trasformare il tetto di uno dei padiglioni di questa ex fabbrica di liquirizia, acquistata dall\u2019omonima famiglia di origini svizzere, in una piazza praticabile, con un \u00ablastricato solare\u00bb e la luce naturale che, attraverso dei lucernari, avrebbe inondato la spazio sottostante. L\u2019idea che la luce sia materiale architettonico \u00e8 stata poi sviluppata, costituendo uno dei capisaldi del suo linguaggio artistico che espande il concetto di pittura alla scala ambientale e urbanistica. I bozzetti e i disegni preparatori di quel progetto mai realizzato sono esposti alla Fondazione Brodbeck <strong>fino al 30 settembre<\/strong> nella mostra <strong>\u00abFare Cose\u00bb<\/strong>, curata da <strong>Cesare Biasini Selvaggi<\/strong> e <strong>Gianluca Collica<\/strong>. Si tratta di un\u2019ampia retrospettiva articolata in due spazi, con diversi richiami a opere storiche, machette di progetti a scala architettonica e un\u2019installazione site specific realizzata in tufo di Lentini. La mostra \u00e8 articolata tra un primo padiglione, in cui l\u2019allestimento \u00e8 giocato sull\u2019effetto teatrale conferito da una sapiente interpretazione degli spazi industriali, e un secondo pi\u00f9 neutro e museale. Qui, tra gli altri, alcuni lavori dei primi anni Novanta in legno, gesso e pittura e un\u2019opera del ciclo \u00abOmbra su Ombra\u00bb del 1992, che testimoniano il momento in cui l\u2019artista perviene in pittura a una tridimensionalit\u00e0 che proietta ombre reali ed espande il colore nello spazio. Dispositivi percettivi che giocano con la luce naturale, come il paesaggio tridimensionale \u00abAlba\/Tramonto\u00bb del 2002-03. Nell\u2019altro spazio dalle arcate monumentali e dalle pareti d\u00e9labr\u00e8, l\u2019architettura entra in dialogo con le opere. Il fulcro visivo \u00e8 l\u2019installazione \u00abCure\u00bb, un ambiente attraversabile costruito con blocchi di tufo di Lentini, che sovverte la percezione interno-esterno per la presenza dell\u2019opera \u00abAll\u2019imbrunire\u00bb, un lampione che proietta la sua luce su uno spiazzo erboso. Abbiamo rivolto alcune domande all\u2019artista in occasione dell\u2019inaugurazione della mostra.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019importanza della luce nel suo lavoro?\u00a0<\/strong><br \/>Per me innanzitutto la luce \u00e8 un materiale pittorico, come si vede in \u00abProgetto per un interno rosso\u00bb, nel quale tutto ci\u00f2 a cui assistiamo \u00e8 la presenza di un elemento cromatico cos\u00ec luminoso; l\u2019effetto \u00e8 dato esclusivamente dal riflesso della pittura, non c\u2019\u00e8 nessuna luce colorata, non c\u2019\u00e8 nessun artificio elettrico, se non l\u2019espansione di una dimensione cromatica. Mi piacerebbe realizzare un giorno una piazza coperta che misuri 1 km per 1 km. Al momento \u00e8 soltanto questa machette in scala.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opera \u00abCure\u00bb, come quelle dedicate a Gramsci, gioca sulla coppia interno-esterno. Perch\u00e9 ricorre questo dualismo?<\/strong><br \/>Il problema \u00e8 sempre lo stesso: come evadere? Come creare uno spazio chiuso, affinch\u00e9 poi si possa evadere da esso, senza dovere rinunciare alla chiusura della forma? Per me la forma \u00e8 essenziale. Quando penso all\u2019espansione della pittura, non la immagino come infinita e senza limiti; mi interessa che ci siano pareti su cui la luce va a urtare. In questo dialogo tra chiuso e aperto sta la nostra libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00abFwd Rwd\u00bb \u00e8 un archivio di 115 scatole conservative contenente le fotografie di altrettante sue mostre. Quale necessit\u00e0 l\u2019ha mossa?<\/strong><br \/>Mi interessava fare un\u2019opera circolare, nel senso del tempo, che assommasse un percorso e che avesse una sua struttura spaziale, architettonica e artistica autosufficiente; il titolo allude alla possibilit\u00e0 di andare indietro o avanti velocemente, premendo un pulsante come nei vecchi mangianastri; in un certo senso \u00e8 una sorta di cimitero, diciamocelo pure, oltre che di archivio. Non c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di dover aprire per forza le scatole. Quel che mi interessava era mettere a riposo le mostre: naturalmente riposare serve anche a rivitalizzarsi. \u00c8 un lavoro sul tempo, e gli spazi vuoti tra una scatola e l\u2019altra rappresentano i momenti di pausa tra una mostra e l\u2019altra. Sono i momenti di stasi, di silenzio, anch\u2019essi necessari. Non mi interessa l\u2019autoesaltazione dell\u2019artista, ma dare l\u2019idea di una vita come una pila atomica carica di energia e questo si vede nella machette con lo sviluppo definitivo che la forma dell\u2019archivio assumer\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Era il 2008 quando Alfredo Pirri (Cosenza, 1957) \u00e8 stato chiamato a progettare per la sede della nuova&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":476901,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-477299","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116527910464852805","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/477299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=477299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/477299\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/476901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=477299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=477299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=477299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}