{"id":477426,"date":"2026-05-06T15:23:17","date_gmt":"2026-05-06T15:23:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477426\/"},"modified":"2026-05-06T15:23:17","modified_gmt":"2026-05-06T15:23:17","slug":"due-tappe-tra-mare-montagne-e-passione-per-il-ciclismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/477426\/","title":{"rendered":"due tappe tra mare, montagne e passione per il ciclismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Calabria torna al centro della geografia del grande ciclismo.<\/strong> E lo fa nel modo pi\u00f9 affascinante possibile: aprendo le porte d\u2019Italia al Giro. <strong>Dopo la partenza dall\u2019estero, in Bulgaria, sar\u00e0 infatti la nostra regione a inaugurare il capitolo italiano dell\u2019edizione numero 109 della corsa rosa, accogliendo la carovana.<\/strong><\/p>\n<p>Il Giro mancava in Calabria dal 2022, <strong>quando il francese Arnaud D\u00e9mare trionf\u00f2 sul traguardo di Scalea. <\/strong>Quattro anni dopo, la corsa ritorna con due tappe. Il primo appuntamento \u00e8 fissato per <strong>marted\u00ec 12 maggio con la Catanzaro-Cosenza,<\/strong> quarta tappa dell\u2019edizione 2026. \u00c8 la prima frazione italiana dopo le tre giornate bulgare e avr\u00e0 inevitabilmente addosso gli occhi del mondo del ciclismo.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Catanzaro si prepara da settimane<\/strong>. Strade transennate, logistica, sicurezza, allestimenti, traffico rivoluzionato e scuole chiuse. L\u2019amministrazione comunale guidata da <strong>Nicola Fiorita ha disposto infatti la sospensione delle attivit\u00e0 didattiche in tutti gli istituti di ogni ordine e grado.<\/strong> Una scelta legata alla necessit\u00e0 di gestire l\u2019imponente macchina organizzativa che accompagna il Giro, ma anche alla volont\u00e0 di permettere a famiglie, studenti e appassionati di vivere da vicino l\u2019evento.<\/p>\n<p><strong>Per un giorno la citt\u00e0 capoluogo cambier\u00e0 volto e ritmo, diventando\u00a0il cuore pulsante<\/strong> della corsa rosa, attraversata dall\u2019energia della carovana, dai mezzi tecnici, dagli sponsor e da migliaia di tifosi attesi lungo il percorso. <strong>Il Giro \u00e8 anche questo: non soltanto sport, ma una gigantesca festa popolare itinerante<\/strong> capace di fermare il tempo e di unire territori interi attorno al passaggio dei corridori.<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista tecnico, la Catanzaro-Cosenza sar\u00e0 una tappa breve ma insidiosa.\u00a0<\/strong>Centotrentotto chilometri che potrebbero sembrare favorevoli ai velocisti, ma che nascondono pi\u00f9 di una trappola. La partenza dal capoluogo calabrese <strong>porter\u00e0 il gruppo verso Lamezia Terme <\/strong>senza particolari difficolt\u00e0 altimetriche, poi la corsa <strong>piegher\u00e0 verso il Tirreno<\/strong> seguendo la Statale 18 in un tratto veloce e scorrevole, immerso tra mare e colline.<\/p>\n<p><strong>Per quasi ottanta chilometri il gruppo potr\u00e0 respirare. <\/strong>Poi, per\u00f2, il copione cambier\u00e0 improvvisamente. Dopo il traguardo volante di San Lucido inizier\u00e0 infatti <strong>l\u2019ascesa verso Cozzo Tunno,<\/strong> il vero spartiacque della giornata. Quindici chilometri di salita costante, senza pendenze impossibili ma abbastanza regolari da fare selezione e mettere in crisi i velocisti puri.<\/p>\n<p><strong>Non sar\u00e0 una salita da grandi duelli tra uomini di classifica<\/strong>, ma potrebbe bastare per spezzare il gruppo e trasformare l\u2019arrivo di Cosenza in un terreno ideale per attaccanti, finisseur e uomini da classiche.<strong> Un po\u2019 da Giro antico, quello in cui le tappe apparentemente tranquille diventavano improvvisamente nervose e imprevedibili.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dopo il Passo della Crocetta,<\/strong> la lunga discesa accompagner\u00e0 i corridori verso la valle del Crati e quindi dentro Cosenza. Gli ultimi chilometri cittadini saranno tutt\u2019altro che banali: curve ampie, leggere variazioni altimetriche e <strong>soprattutto un rettilineo finale di 450 metri con pendenza al 3,7%.<\/strong> Una volata in salita, di quelle che premiano gambe pesanti ma ancora esplosive.<\/p>\n<p><strong>Per la citt\u00e0 dei Bruzi sar\u00e0 molto pi\u00f9 di un semplice arrivo di tappa<\/strong>. Cosenza ritrover\u00e0 il Giro come sede d\u2019arrivo <strong>dopo quasi quarant\u2019anni.<\/strong> <strong>L\u2019ultima volta era il 1989.<\/strong> Da allora il ciclismo \u00e8 cambiato, sono cambiate le biciclette, i corridori, la preparazione atletica e perfino il modo di raccontare la corsa. <strong>Ma l\u2019attesa popolare \u00e8 rimasta identica. Anche qui il sindaco Franz Caruso ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per consentire alla citt\u00e0 di vivere pienamente l\u2019evento<\/strong>. Il Comune sar\u00e0 impegnato direttamente nella gestione di sicurezza, viabilit\u00e0, protezione civile, pulizia urbana e supporto logistico. <strong>Tra l\u201911 maggio, giorno dedicato agli allestimenti, e il 12 maggio<\/strong>, giornata della corsa, si prevedono forti criticit\u00e0 sul traffico e un afflusso massiccio di pubblico.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arrivo del Giro rappresenta per\u00f2 anche una gigantesca occasione di promozione territoriale. <\/strong>Le immagini televisive raggiungeranno milioni di spettatori in tutto il mondo mostrando il centro storico, le montagne alle spalle della citt\u00e0, la valle del Crati e i paesaggi attraversati dalla corsa.\u00a0<\/p>\n<p>In vista del passaggio della carovana rosa, <strong>la Provincia di Cosenza ha avviato un vasto piano di interventi sulle arterie coinvolte dal percorso.<\/strong> Circa 47 chilometri di strade provinciali interessati da lavori di bitumatura, nuova segnaletica e opere di consolidamento. Coinvolti i territori di San Lucido, Falconara Albanese, San Fili, Montalto Uffugo, Rende, Castiglione Cosentino, San Pietro in Guarano e Zumpano.\u00a0<strong>Particolarmente delicato l\u2019intervento lungo la SP38 nel territorio di Falconara Albanese,<\/strong> dove il maltempo aveva provocato danni alla scarpata stradale. Qui la Provincia \u00e8 intervenuta con opere strutturali di consolidamento e gabbionate, in un lavoro che guarda non solo al Giro ma anche alla prevenzione del dissesto idrogeologico.<\/p>\n<p>Praia a Mare \u2013\u00a0Potenza, il Giro lascia la Calabria <\/p>\n<p><strong>Il giorno successivo, mercoled\u00ec 13 maggio<\/strong>, la Calabria saluter\u00e0 il Giro con la Praia a Mare-Potenza, quinta tappa dell\u2019edizione 2026. E qui la musica cambier\u00e0 completamente.<\/p>\n<p><strong>Dalle ruote veloci si passer\u00e0 subito agli scalatori. <\/strong>Dai velocisti agli uomini di classifica. La Praia a Mare-Potenza sar\u00e0 infatti la prima vera tappa di montagna in Italia: oltre 200 chilometri, pi\u00f9 di 4 mila metri di dislivello e un continuo mangia-e-bevi attraverso il Pollino e l\u2019Appennino lucano.\u00a0<strong>La Riviera dei Cedri far\u00e0 da cornice alla partenza, con Praia a Mare pronta a colorarsi di rosa sin dalle prime ore del giorno<\/strong>. Poi il gruppo entrer\u00e0 gradualmente nell\u2019interno affrontando una serie di salite che culmineranno con la Montagna Grande di Viggiano, primo grande banco di prova per chi sogna la maglia rosa finale.\u00a0<strong>Sei chilometri e mezzo con pendenze che toccano il 15%. <\/strong>Non ancora l\u2019alta montagna decisiva, ma abbastanza per iniziare a capire chi ha davvero le gambe da Giro. Dopo Viggiano arriveranno ancora altre asperit\u00e0 e infine il duro arrivo in salita verso Potenza, con gli ultimi 700 metri tutti all\u2019ins\u00f9. <strong>Sar\u00e0 l\u00ec che il Giro inizier\u00e0 probabilmente a cambiare volto.<\/strong><\/p>\n<p>La storia del Giro in Calabria <\/p>\n<p>Eppure, oltre l\u2019aspetto tecnico, queste due tappe raccontano soprattutto il legame profondo tra la Calabria e la corsa rosa. <strong>Una relazione lunga quasi un secolo, iniziata nel 1929 con la vittoria di Alfredo Binda nella Potenza-Cosenza. <\/strong>Da allora le strade calabresi hanno visto passare autentici giganti del ciclismo mondiale.<\/p>\n<p><strong>Nel 1930 si disput\u00f2 una storica Catanzaro-Cosenza vinta da Domenico Piemontesi. <\/strong>Nel dopoguerra arrivarono Fausto Coppi e Guido De Santi. Negli anni Sessanta il Giro attravers\u00f2 pi\u00f9 volte la regione con campioni come Antonio Suarez e Jean Stablinski. <strong>Poi arriv\u00f2 l\u2019epoca di Eddy Merckx e di Roger De Vlaeminck, <\/strong>che sulle strade calabresi costru\u00ec alcuni dei suoi trionfi pi\u00f9 iconici.\u00a0<strong>Negli anni Ottanta fu il tempo della rivalit\u00e0 tra Saronni e Moser, <\/strong>mentre Cosenza accolse campioni come Moreno Argentin e Greg Lemond. Gli anni Novanta portarono in Calabria corridori del calibro di Fondriest, Jalabert e Rominger. Il nuovo millennio, invece, ha regalato gli sprint di McEwen, la classe di Paolo Bettini, le volate di Cavendish e infine il successo di D\u00e9mare nel 2022.<\/p>\n<p><strong>Ora la storia riparte ancora una volta da qui.<\/strong> Dal vento di Catanzaro, dalle curve verso Cosenza, dal mare di Praia e dalle montagne del Pollino. <strong>La Calabria si prepara a vivere due giorni di passione autentica<\/strong>, quelli in cui il ciclismo smette di essere soltanto sport e diventa racconto popolare, memoria collettiva, fotografia di un territorio. <strong>Perch\u00e9 il Giro d\u2019Italia, da queste parti, non passa mai davvero. Lascia sempre qualcosa\u2026\u00a0magari anche qualche strada bitumata.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Calabria torna al centro della geografia del grande ciclismo. 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