{"id":478288,"date":"2026-05-07T04:26:25","date_gmt":"2026-05-07T04:26:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478288\/"},"modified":"2026-05-07T04:26:25","modified_gmt":"2026-05-07T04:26:25","slug":"the-traka-le-critiche-di-nino-schurter-aprono-il-dibattito-sulla-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478288\/","title":{"rendered":"THE TRAKA, LE CRITICHE DI NINO SCHURTER APRONO IL DIBATTITO SULLA SICUREZZA"},"content":{"rendered":"<p>La partecipazione di <strong>Nino Schurter<\/strong> alla <strong>The Traka<\/strong> non \u00e8 passata inosservata. Non solo per il quinto posto conquistato nella massacrante distanza da 200 chilometri, ma soprattutto per il messaggio pubblicato al termine della gara. Il pluricampione del mondo MTB ha infatti sollevato dubbi piuttosto chiari sulla sicurezza dell&#8217;evento, parlando apertamente di &#8220;<strong>troppi momenti sketchy<\/strong>&#8220;, ovvero situazioni pericolose o al limite.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/traka-oriol_gonzalvo-4540.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>IL POST DI NINO SCHURTER DOPO THE TRAKA<\/p>\n<p>Sul proprio profilo social, Schurter ha scritto:\u00a0&#8220;<strong>Retirement is looking a lot like 200km of full-gas racing. Happy with P5 at The Traka in Girona! But in all honesty, this race needs to address rider safety. Too many sketchy moments!<\/strong>&#8220;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un messaggio breve, ma sufficiente per aprire una discussione enorme attorno al gravel racing moderno. Anche perch\u00e9 a parlare non \u00e8 un atleta qualunque, ma uno dei rider pi\u00f9 esperti e vincenti della scena mondiale off-road. Nel post, il campione svizzero ha ringraziato anche Scott Espa\u00f1a per il supporto ricevuto durante la gara, ma il focus della community si \u00e8 spostato immediatamente sulle parole dedicate alla sicurezza.<\/p>\n<p>Il post \u00e8 diventato virale nel mondo gravel e MTB, raccogliendo centinaia di commenti. E tra questi sono emerse anche le opinioni di diversi rider professionisti e personaggi molto conosciuti della scena internazionale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/thetraka26_mcb-22.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>NINO SCHURTER: &#8220;TROPPI MOMENTI PERICOLOSI&#8221;<\/p>\n<p>Il messaggio pubblicato da Schurter \u00e8 stato diretto: &#8220;<strong>This race needs to address rider safety. Too many sketchy moments!<\/strong>&#8220;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Una frase che ha immediatamente acceso il confronto tra chi chiede pi\u00f9 sicurezza nelle gare gravel e chi invece difende la filosofia originale della disciplina, pi\u00f9 libera e meno regolamentata.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/traka200_logo-54.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>ROMAIN BARDET: &#8220;I RIDER MERITANO PI\u00d9 RISPETTO&#8221;<\/p>\n<p>Tra i commenti pi\u00f9 significativi c&#8217;\u00e8 stato quello di <strong>Romain Bardet<\/strong>, che ha voluto allargare il discorso all&#8217;evoluzione del gravel moderno: &#8220;The stakes keep rising in this great discipline. It has become something of a showcase for cycling. Many of the riders at the start are competing for much more than just leisure; in that sense, they deserve greater respect to ensure fair and safe racing.&#8221;<\/p>\n<p>Parole molto importanti perch\u00e9 arrivano da un atleta WorldTour abituato a standard organizzativi elevatissimi. Bardet sottolinea un concetto chiave: il gravel ormai non \u00e8 pi\u00f9 soltanto avventura o divertimento personale, ma una disciplina dove team, sponsor e professionisti investono seriamente.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/traka-bardet.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>WOUT ALLEMAN: &#8220;GRAZIE PER AVER SOLLEVATO IL PROBLEMA&#8221;<\/p>\n<p>Anche <strong>Wout Alleman <\/strong>ha sostenuto apertamente la presa di posizione di Schurter: &#8220;Thanks @nino for highlighting a point that will make all the difference in the coming years. Safety must be the focus of gravel races today.&#8221;<\/p>\n<p>Alleman va anche oltre, spiegando che senza un&#8217;evoluzione sul fronte sicurezza il rischio \u00e8 quello di perdere rider e squadre professionistiche nei grandi eventi gravel. Un messaggio che fotografa bene la situazione attuale: il gravel sta crescendo rapidamente, ma la sua struttura organizzativa in molti casi \u00e8 ancora lontana dagli standard delle discipline pi\u00f9 tradizionali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/traka 200_km93_jordi_isasa-13.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\"\/><\/p>\n<p>JASPER OCKELOEN: &#8220;SERVONO CAMBIAMENTI&#8221;<\/p>\n<p>Tra le reazioni pi\u00f9 interessanti c&#8217;\u00e8 stata anche quella di <strong>Jasper Ockeloen<\/strong>, che ha lasciato intendere come il problema non riguardi soltanto The Traka: &#8220;I agree with gravel they need to make changes at all races. Categories or something.&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Ockeloen, il tema potrebbe riguardare l&#8217;intero movimento gravel internazionale. L&#8217;idea di separare maggiormente le categorie o introdurre regolamenti pi\u00f9 precisi sembra ormai un argomento sempre pi\u00f9 presente tra gli addetti ai lavori.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/demarchi.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>MATTIA DE MARCHI: &#8220;LA SICUREZZA DEVE DIVENTARE PRIORIT\u00c0&#8221;<\/p>\n<p>Anche <strong>Mattia De Marchi <\/strong>\u00e8 intervenuto nella discussione, condividendo la necessit\u00e0 di mettere il focus sulla sicurezza nelle gare gravel moderne. Il rider italiano, da anni protagonista nel mondo endurance e ultra distance, conosce bene le differenze tra eventi adventure e gare ad alto livello competitivo. Ed \u00e8 proprio questo il nodo della questione: oggi molte gare gravel mantengono una struttura &#8220;open&#8221;, ma vengono affrontate con ritmi e intensit\u00e0 sempre pi\u00f9 professionali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/_dsc6427.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>COSA INTENDE SCHURTER PER &#8220;SICUREZZA&#8221;?<\/p>\n<p>Schurter non \u00e8 entrato nei dettagli, ma leggendo centinaia di commenti sotto il post emergono diversi elementi che aiutano a capire il contesto.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Molti rider presenti a Girona hanno parlato di:<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>discese tecniche affrontate in gruppo ad alta velocit\u00e0;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>traffico aperto in alcuni tratti del percorso;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>assenza di blocchi completi sulle strade;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>poche segnalazioni nei punti pi\u00f9 critici;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>gestione complicata dei sorpassi nei tratti stretti;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>assistenza medica non sempre immediata.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>Un utente ha raccontato di essere caduto nella categoria Open e di aver dovuto pedalare per circa 80 chilometri prima di trovare un&#8217;ambulanza in un feed zone. Un altro commento molto condiviso sottolineava come, in discese tecniche affrontate in pieno gruppo, sia praticamente impossibile mantenere sempre la propria linea senza invadere la corsia opposta, soprattutto se il traffico resta aperto.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/traka 360_km113_jordi_isasa-13.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>IL GRAVEL STA CAMBIANDO<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che nasce il punto centrale della questione. The Traka nasce come evento gravel dallo spirito adventure, con format non completamente competitivo e strade aperte. In pratica, gli organizzatori forniscono numero, GPS tracking e traccia, ma gran parte della gestione del rischio resta affidata al partecipante, un po&#8217; come accade nei grandi raduni endurance.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che oggi il gravel non \u00e8 pi\u00f9 soltanto esplorazione o esperienza personale. Alla partenza di eventi come The Traka troviamo:<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>team professionistici;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>atleti WorldTour;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>campioni MTB;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>sponsor importanti;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>media internazionali;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>montepremi e visibilit\u00e0 globale.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>E quando il livello sale, inevitabilmente cambiano anche velocit\u00e0, approccio e aspettative. Non a caso, uno dei commenti pi\u00f9 apprezzati sotto il post di Schurter recita: &#8220;<strong>Molti rider in gara oggi competono per molto pi\u00f9 del semplice divertimento. Meritano rispetto e gare sicure<\/strong>.&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/the-trakaoriol_gonzalvo-3665.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>IL DIBATTITO: IL GRAVEL DEVE RESTARE &#8220;WILD&#8221;?<\/p>\n<p>La community gravel si \u00e8 subito spaccata in due.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Da una parte c&#8217;\u00e8 chi sostiene le parole di Schurter, chiedendo:<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>pi\u00f9 marshal sul percorso;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>neutralizzazioni in alcuni settori;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>maggiore controllo del traffico;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>categorie pi\u00f9 separate;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>standard di sicurezza pi\u00f9 vicini alle gare UCI.<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>Dall&#8217;altra, invece, molti difendono lo spirito originale del gravel:<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>&#8220;Le situazioni al limite fanno parte del gravel.&#8221;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li> &#8220;Se vuoi pi\u00f9 sicurezza, rallenta.&#8221;<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li> &#8220;Il gravel non deve diventare una gara su strada.&#8221;<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>Un equilibrio non semplice da trovare. Perch\u00e9 il successo mediatico del gravel sta portando questa disciplina verso una dimensione sempre pi\u00f9 professionale, ma gran parte del suo fascino nasce proprio dalla libert\u00e0 e dall&#8217;imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/oriol_gonzalvo-3874.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>THE TRAKA \u00c8 DAVVERO UNA GARA &#8220;NON COMPETITIVA&#8221;?<\/p>\n<p>Qui emerge forse la contraddizione pi\u00f9 interessante. Formalmente, The Traka mantiene una filosofia non totalmente competitiva: strade aperte, gestione autonoma e responsabilit\u00e0 condivisa. Per\u00f2 nella realt\u00e0 vediamo gruppi che viaggiano a velocit\u00e0 elevatissime, atleti ufficiali supportati dai team e una pressione agonistica ormai evidente.<\/p>\n<p>Insomma, il gravel moderno sembra vivere in una zona grigia: da un lato vuole conservare l&#8217;anima adventure; dall&#8217;altro sta assumendo dinamiche sempre pi\u00f9 professionistiche. E forse \u00e8 proprio questo il punto che rende la discussione cos\u00ec interessante: il gravel moderno sembra trovarsi in una terra di mezzo tra spirito adventure e professionismo puro.<\/p>\n<p>Le parole di Schurter, Bardet, Alleman, Ockeloen e De Marchi mostrano chiaramente che il dibattito ormai \u00e8 aperto. E difficilmente si fermer\u00e0 qui.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La partecipazione di Nino Schurter alla The Traka non \u00e8 passata inosservata. 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