{"id":478441,"date":"2026-05-07T06:58:14","date_gmt":"2026-05-07T06:58:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478441\/"},"modified":"2026-05-07T06:58:14","modified_gmt":"2026-05-07T06:58:14","slug":"garlasco-tutti-gli-indizi-contro-sempio-il-video-sulla-chiavetta-usb-le-ricerche-sul-web-sul-dna-il-tappetino-arrotolato-solo-chi-ha-visto-poteva-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478441\/","title":{"rendered":"Garlasco, tutti gli indizi contro Sempio: il video sulla chiavetta usb, le ricerche sul web sul Dna, il tappetino arrotolato. \u00abSolo chi ha visto poteva sapere\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Cesare Giuzzi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Fino ad ora non si era mai parlato dei video sulla pendrive. Chiara li aveva copiati e poi cancellati. Solo chi li ha visti su quel supporto poteva sapere della loro esistenza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019intercettazione ambientale in macchina \u00e8 del 14 aprile dell\u2019anno scorso. Da quasi un mese esatto <b>Andrea Sempio sa di essere indagato<\/b> nella nuova inchiesta dei carabinieri della Omicidi di Milano. \u00c8 da solo, farfuglia alcune parole come spesso gli succede. Un soliloquio in cui <b>parla di Chiara Poggi e\u00a0 dei video intimi<\/b> che avrebbe visto sul suo pc e della loro presenza su una pendrive usb, un particolare che non poteva essere conosciuto in quel momento. Ma soprattutto racconta, \u00abimitando voce femminile\u00bb, il (possibile) dialogo con la vittima: \u00abLei ha detto.. \u201cnon ci voglio parlare con te\u201d (qui imita la sua voce, ndr). E ancora: \u00abEra tipo io gli ho detto \u201criusciamo a vederci?\u201d. E poi ancora aggiunge: \u00abLei mi ha messo gi\u00f9\u2026 E ha messo gi\u00f9 il telefono\u2026 ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l\u2019ho mai vista in questo modo, l\u2019interesse non era reciproco, caz&#8230;o. Lei dice \u201cnon l\u2019ho pi\u00f9 trovato\u201d il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce)<b> io ho portato il video<\/b>\u00bb. E ancora: \u00abanche lui lo sa\u2026 perch\u00e9 ho visto\u2026 dal suo cellulare\u2026 perch\u00e9 Chiara non\u2026 con quel video e io ce l\u2019ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un caz&#8230;o\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per gli investigatori le parole di Sempio sono quasi una confessione anche perch\u00e9 <b>fino ad ora non si era mai parlato dei video sulla pendrive.<\/b> Chiara li aveva copiati e poi cancellati. <b>Ma solo chi li ha visti su quel supporto poteva sapere della loro esistenza<\/b>. Un dettaglio? No, un elemento inedito secondo gli inquirenti. Sempio aveva sempre <b>ripetuto  che quelle chiamate erano state fatte per errore in cerca dell\u2019amico Marco<\/b>, fratello della vittima. Una versione che da subito non aveva convinto, ma che \u2014 nonostante i dubbi di alcuni carabinieri dell\u2019epoca \u2014 non venne  verificata accontentandosi della fotocopia del ticket-alibi e di verbali redatti facendo \u00abuna cappellata\u00bb (cit capitano Cassese) e le indagini presero rapidamente la via di Stasi unico colpevole.\u00a0Oggi la ricostruzione (provvisoria e non ancora vagliata da un giudice) dei pm guidati dal procuratore Fabio Napoleone invece racconta un\u2019altra storia. Fin dalla dinamica del delitto:  <b>inizio vicino al divano e il tentativo disperato di Chiara di difendersi dalle martellate.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    L&#8217;errore del tappetino<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ricostruzione che si basa sulla rilettura degli atti e di alcuni incomprensibili <b>errori nei sopralluoghi dell\u2019epoca.<\/b> Come il tappetino della cucina, quello davanti al lavabo dove \u2014 sulla base di una macchia di sangue repertata sul mobile \u2014 la Procura sostiene si sia lavato il killer prima di fuggire. Ecco, <b>quel tappetino venne sollevato e  \u00abarrotolato\u00bb prima di spruzzare il luminol<\/b> solo sul pavimento. Risultato? Le impronte del killer arrivavano fino al tavolo per poi  interrompersi. Forse anche per questo da subito a  Vigevano si concentrarono sul bagno del piano terra e sulla traccia sul dispenser lasciata da Stasi, che per i pm pavesi invece non venne mai usato  dall\u2019assassino.<\/p>\n<p>    L&#8217;hard disk di casa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mercoled\u00ec tra le accuse mosse a Sempio i pm di Pavia hanno parlato anche di una serie di ricerche sul \u00abcaso Garlasco\u00bb, su \u00abStasi\u00bb, sulle varie fasi processuali e soprattutto sul Dna trovato sulle mani di Chiara che Sempio effettu\u00f2 tra il 2014 e il 2015, periodo in cui non era indagato e il suo nome non era mai emerso nelle indagini e tantomeno al grande pubblico. Ma c\u2019\u00e8 una stringa di ricerca in particolare, ritrovata dalle analisi su un hard disk sequestrato dai carabinieri di Milano a casa sua che parla di <b>\u00abDna mitocondriale\u00bb <\/b>proprio in coincidenza con le analisi svolte durante il processo di appello bis a Stasi. E poi quegli <b>scritti, moltissimi e dal contenuto spesso violento,<\/b> analizzati dagli esperti del Racis per ricavarne un profilo criminologico. C\u2019\u00e8<b> l\u2019impronta \u00ab33\u00bb che per i pm \u00e8 stata lasciata da una mano \u00abbagnata\u00bb<\/b> come hanno raccontato a verbale i carabinieri che all\u2019epoca fecero il sopralluogo: faceva \u00absenso\u00bb e per loro era la traccia lasciata dal killer.<\/p>\n<p>    Lo scontrino e la madre<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sullo<b> scontrino di Vigevano<\/b> le intercettazioni dimostrerebbero \u00abl\u2019inconsistenza\u00bb dell\u2019alibi per la mattina del delitto. In una in particolare il padre \u00abaccuserebbe\u00bb quasi la madre di aver fatto quello scontrino. A questo si aggiunge poi un testo scritto di Giuseppe Sempio sulla famosa agendina in cui annotava le mosse per la difesa del figlio nel 2017 (e dove c\u2019era il riferimento alla presunta corruzione che lo vede ora  indagato a Brescia con l\u2019ex pm Mario Venditti). Giuseppe Sempio riprende i racconti delle vicine di casa che parlano della bici vista in via Pascoli durante il delitto. E scrive che <b>il figlio era a piedi quella mattina. Una versione in contrasto con il suo racconto<\/b> (e anche quello del padre quando verr\u00e0 sentito) che ha sempre sostenuto di essere andato alla libreria a Vigevano in macchina una volta che intorno alle 10 la madre era ritornata a casa. Per gli inquirenti \u00e8 invece possibile (c\u2019\u00e8 la testimonianza dell\u2019amico pompiere) che proprio la donna fosse a Vigevano quel 13 agosto. Certamente non lui.<\/p>\n<p>    Atti segreti a Garofano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sullo sfondo della vicenda c\u2019\u00e8 poi il tema delle indagini 2017 e di quello stranissimo passaggio di atti ancora segreti che i legali di Sempio mandano tra il 2016 e il 2017 al generale Luciano Garofano, loro consulente (prima si era occupato delle indagini come capo dei Ris). Copia che secondo i pm arriverebbe da Milano, visto che non corrisponde alle copie depositate a Brescia o nelle mani del legali di Stasi.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_milano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Milano<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=41&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorMilano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-07T06:49:11+02:00\">7 maggio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Cesare Giuzzi Fino ad ora non si era mai parlato dei video sulla pendrive. 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