{"id":478657,"date":"2026-05-07T10:16:14","date_gmt":"2026-05-07T10:16:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478657\/"},"modified":"2026-05-07T10:16:14","modified_gmt":"2026-05-07T10:16:14","slug":"red-roses-louis-deacon-avverte-vincere-questo-sei-nazioni-varrebbe-piu-del-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478657\/","title":{"rendered":"Red Roses, Louis Deacon avverte: \u201cVincere questo Sei Nazioni varrebbe pi\u00f9 del Mondiale\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Alla vigilia della sfida con l\u2019Italia, nelle parole dello staff dell\u2019Inghilterra femminile c\u2019\u00e8 un concetto che spiega bene il momento delle Red Roses. Per Louis Deacon, allenatore degli avanti, conquistare il Sei Nazioni femminile 2026 avrebbe un peso addirittura superiore al trionfo mondiale dello scorso settembre. Non per il valore assoluto del trofeo, naturalmente, ma per il modo in cui questo gruppo sta cambiando pelle, tra infortuni, gravidanze, ritiri e volti nuovi gi\u00e0 chiamati a dare risposte importanti.<\/p>\n<p>\u201cIn un certo senso, sarebbe un traguardo altrettanto grande, se non addirittura pi\u00f9 grande, considerando il turnover di giocatrici, riuscire a farlo con un gruppo cos\u00ec giovane\u00bb, ha detto Deacon. \u201c\u00c8 straordinario. All\u2019inizio volevamo puntare sullo sviluppo, inserendo alcune giovani negli allenamenti con noi, non necessariamente per farle giocare subito, e invece usciremo da questo Sei Nazioni con quattro di loro gi\u00e0 capaci di conquistare un cap.\u201d<\/p>\n<p><strong>Leggi anche<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2026\/05\/04\/italia-alyssa-dinca-linizio-del-sei-nazioni-una-doccia-fredda-ma-con-la-scozia-ha-parlato-il-campo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Italia, Alyssa D\u2019Inc\u00e0: \u201cL\u2019inizio del Sei Nazioni una doccia fredda, ma con la Scozia ha parlato il campo\u201d<\/a><\/p>\n<p>Red Roses rinnovate, ma sempre competitive<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 forte dell\u2019edizione 2026 \u00e8 questo: per la partita di Parma contro l\u2019Italia, l\u2019Inghilterra si presenta con una formazione ancora molto rimaneggiata, nella quale restano solo cinque titolari della finale mondiale vinta contro il Canada. Eppure la squadra continua a stare in piedi, a vincere e a produrre un gioco efficace.<\/p>\n<p>L\u2019emergenza ha costretto lo staff a scoprire carte nuove, e ora il paradosso \u00e8 che proprio questa situazione stia offrendo indicazioni preziose sulla profondit\u00e0 reale del sistema. Deacon lo ammette apertamente: con tutte le giocatrici disponibili, forse oggi l\u2019Inghilterra non saprebbe nemmeno indicare con assoluta certezza il proprio miglior pacchetto di mischia.<\/p>\n<p>In questo scenario arriva anche la sfida con l\u2019Italia, per un\u2019Inghilterra che continua a ruotare e che contro le Azzurre far\u00e0 ancora diversi cambi. Tra questi spicca la 50\u00aa presenza internazionale di Helena Rowland, mentre Ellie Kildunne torner\u00e0 all\u2019ala e Zoe Harrison riprender\u00e0 in mano la maglia numero 10. Dopo Parma, poi, ci sar\u00e0 Bordeaux e probabilmente la partita che vale il Grande Slam contro la Francia.<\/p>\n<p>La formazione dell\u2019Inghilterra per il match con l\u2019Italia<\/p>\n<p>Inghilterra: 15 Emma Sing; 14 Mia Venner, 13 Meg Jones\u202f(captain), 12 Helena Rowland, 11 Ellie\u202fKildunne; 10 Zoe Harrison, 9 Lucy Packer; 1 Kelsey Clifford, 2 Amy Cokayne, 3 Maud Muir, 4 Abi Burton, 5 Delaney Burns, 6 Demelza Short, 7 Marlie Packer, 8 Maddie Feaunati.<\/p>\n<p>Sostituzioni: 16 Connie Powell, 17 Mackenzie Carson, 18 Sarah Bern, 19 Haineala Lutui, 20 Haidee Head, 21 Flo Robinson, 22 Holly Aitchison, 23 Claudia Moloney-MacDonald.<\/p>\n<p>OnRugby.it \u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alla vigilia della sfida con l\u2019Italia, nelle parole dello staff dell\u2019Inghilterra femminile c\u2019\u00e8 un concetto che spiega bene&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":478658,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1458],"tags":[1537,90,89,1840,245,244],"class_list":{"0":"post-478657","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-rugby","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-rugby","12":"tag-sport","13":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116532778755656822","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/478657","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=478657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/478657\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/478658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=478657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=478657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=478657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}