{"id":478797,"date":"2026-05-07T12:12:15","date_gmt":"2026-05-07T12:12:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478797\/"},"modified":"2026-05-07T12:12:15","modified_gmt":"2026-05-07T12:12:15","slug":"cinque-storie-pittoriche-dalla-biennale-di-venezia-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/478797\/","title":{"rendered":"Cinque storie pittoriche dalla Biennale di Venezia 2026"},"content":{"rendered":"\n<p>Pu\u00f2 sembrare riduttivo, o al contrario pretestuoso, stillare solo cinque piccole gocce dall&#8217;oceano che rappresenta la Biennale, con 110 artisti che s&#8217;alternano nella grande mostra centrale, per tracciare un&#8217;ipotesi di racconto della grande esposizione. Eppure \u00e8 lo stesso suo titolo, \u00abIn Minor Keys\u00bb, che legittima letture parziali e soggettive, minime o laterali, tutte egualmente valevoli in un paesaggio dove ogni elemento \u00e8 voce singola e allo stesso tempo amplificatore di quel che gli sta a fianco. Un concerto di risonanze e rimandi, lineari o suggeriti, dove ogni nota pu\u00f2 farsi espressione dell&#8217;intera melodia. \u00abIn questo spirito, la Mostra non intende essere n\u00e9 una litania di commenti sugli eventi mondiali, n\u00e9 un atto di disattenzione o di fuga dalle crisi complesse e continuamente intrecciate\u00bb, ha scritto la curatrice Koyo Kouoh (1967-2025). \u00abAl contrario, essa propone una riconnessione radicale con l\u2019habitat naturale e il ruolo originario dell\u2019arte nella societ\u00e0: quello emotivo, visivo, sensoriale, affettivo e soggettivo\u00bb. Ne risulta che tra le sale di Giardini e Arsenalie si susseguono una serie di \u00abviaggi entusiasmanti che parlano al sensibile e all\u2019affettivo, invitando i visitatori a meravigliarsi, meditare, sognare, gioire, riflettere ed entrare in comunione con dimensioni in cui il tempo non \u00e8 n\u00e9 una propriet\u00e0 aziendale n\u00e9 un elemento sottomesso alla tirannia di una produttivit\u00e0 incessantemente accelerata\u00bb. E cos\u00ec anche noi ci siamo lasciati meravigliare, impressionare da alcune storie che pi\u00f9 di altre hanno lasciato un&#8217;orma nella mente. Ovviamente attraverso la loro declinazione estetica, le opere d&#8217;arte, che ne sintetizzano e amplificano il senso.<\/p>\n<p>Ecco quindi che negli occhi galleggiano gli acquerelli e collage di <strong>Mohammed Joha<\/strong> (1978), che ha vissuto la sua infanzia e giovinezza a Gaza, lasciandola nel 2004. L&#8217;influenza degli anni nella Striscia &#8211; si \u00e8 formato all&#8217;Universit\u00e0 Al-Aqsa di Gaza City &#8211; ridondando ancora nel suo lavoro, brillano tra il fumo e la polvere di questi anni di guerra. La tecnica del collage di Joha, in cui sovrappone materiali di scarto \u2013 carta, cartone, tessuto \u2013 sulla tela in composizioni vibranti, prende spunto dalle pratiche quotidiane dei gazawi, intrappolati in cicli incessanti di distruzione e ricostruzione. In Biennale troviamo alcuni esempi della serie \u00abNo Shelter\u00bb, realizzati mentre assisteva sullo schermo all&#8217;annientamento quasi totale di Gaza. Lontano con il corpo, partecipe con lo spirito. Sebbene formalmente astratti, i collage trasmettono un&#8217;intensa carica emotiva, introducono a un paesaggio malinconico che \u00e8 sul punto di scomparire. L&#8217;atto stesso di riutilizzare materiali assume il profilo di una resilienza creativa, simbolo di una popolazione stremata ma non ancora doma. Le opere ritraggono i paesaggi di Gaza con ampie pennellate leggere, minimali nei dettagli ma ugualmente evocative, suggeriscono l&#8217;esistenza di bellezza che arde come brace sotto le ceneri. In un salto legittimato dall&#8217;immaginario espanso in cui vive questa Biennale, riportiamo una citazione di Federico Fellini: \u00abIo credo che l&#8217;arte sia questo: la possibilit\u00e0 di trasformare il fallimento in vittoria, la tristezza in felicit\u00e0: l&#8217;arte \u00e8 il miracolo\u00bb.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 semplice, ma ugualmente potente, il miracolo quotidiano di <strong>Hala Schoukair<\/strong> (1957). Nei suoi dipinti e nei suoi disegni l&#8217;autrice descrive il mondo naturale con estrema poesia e delicatezza, sia quando si affida a una resa naturalistica che quando si abbandona al lirismo astratto. In ogni caso, tutto parte sempre dai ricordi delle lunghe passeggiate che sua madre le faceva fare da bambina nelle foreste del Monte Libano, durante le quali veniva incoraggiata ad apprezzare il mondo delle foglie, dei fiori e degli insetti, a godersi il miracolo del movimento, a notare la natura in fiore. \u00c8 qui che l\u2019arte, l\u2019educazione e la maternit\u00e0 si uniscono e si spiegano a vicenda. I viaggi di Schoukair l\u2019hanno portata da New York a Beirut fino a Ras el-Maten, dove ha trascorso la pandemia di Covid-19. L\u00ec ha fatto nuove lunghe passeggiate nei boschi circostanti, ricollegandosi alla sua infanzia e alle lezioni della madre. L\u2019opera dell&#8217;autrice si affida a un linguaggio in cui il sublime non \u00e8 distante ma presente, in cui il mondo naturale non \u00e8 solo uno sfondo ma un compagno vivo e pulsante dei nostri viaggi di riflessione e di scoperta di noi stessi. Ogni quadro \u00e8 una finestra, da cui affacciandoci riconosciamo la fresca ombra di un albero in una giornata estiva o il dolce disegno delle gocce di pioggia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pu\u00f2 sembrare riduttivo, o al contrario pretestuoso, stillare solo cinque piccole gocce dall&#8217;oceano che rappresenta la Biennale, con&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":478798,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-478797","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116533234602359575","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/478797","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=478797"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/478797\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/478798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=478797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=478797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=478797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}