{"id":479025,"date":"2026-05-07T15:21:15","date_gmt":"2026-05-07T15:21:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479025\/"},"modified":"2026-05-07T15:21:15","modified_gmt":"2026-05-07T15:21:15","slug":"a-villa-bardini-la-mostra-firenze-50-60-70-un-viaggio-nella-storia-fiorentina-attraverso-le-immagini-dellarchivio-foto-locchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479025\/","title":{"rendered":"A Villa Bardini la mostra &#8220;Firenze \u201950 \u201960 \u201970&#8221;, un viaggio nella storia fiorentina attraverso le immagini dell\u2019Archivio Foto Locchi"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n     &#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p>Dal 7 maggio al 18 ottobre, a Villa Bardini, si terr\u00e0 la mostra Firenze \u201850 \u201960 \u201970. Immagini dall\u2019Archivio Foto Locchi: un viaggio fotografico che, attraverso le immagini dell\u2019Archivio Foto Locchi \u2013 patrimonio iconografico tutelato dal Ministero della Cultura \u2013, ripercorre tre decenni di storia fiorentina. L\u2019esposizione, promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi, a cura di Giovanna Uzzani, intende restituire non solo immagini ma anche atmosfere, suggestioni, mutamenti e ricordi collettivi, in un racconto che \u00e8 anche un ritratto dell\u2019identit\u00e0 fiorentina. Gli anni Cinquanta emergono come periodo mondano e ottimista, quando Firenze diventa passerella internazionale, tra glamour e utopia lapiriana. Gli anni Sessanta appaiono pi\u00f9 intensi e drammatici, segnati dall\u2019alluvione del \u201966 e dalle prime contestazioni giovanili. Infine, gli anni Settanta che narrano una citt\u00e0 pi\u00f9 riflessiva e concettuale, laddove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessit\u00e0 urbana e culturale.<\/p>\n<p>\u201cQuesta mostra offre un\u2019occasione rara: fermarsi a guardare la Firenze degli anni \u201950, \u201960 e \u201970 con uno sguardo attento e consapevole \u2013 afferma Bernab\u00f2 Bocca, Presidente di Fondazione CR Firenze -. Il lavoro di ricerca e selezione nell\u2019Archivio Foto Locchi restituisce un racconto potente e stratificato della citt\u00e0, fatto di bellezza ma anche di contraddizioni, di grandi eventi e di vita quotidiana. In queste immagini ritroviamo una memoria collettiva che appartiene a tutta la comunit\u00e0 fiorentina: dai volti noti ai momenti pi\u00f9 difficili, come l\u2019alluvione del \u201966, fino ai riti e alle tradizioni popolari. \u00c8 uno sguardo che unisce valore documentario e forza narrativa, capace ancora oggi di emozionare e coinvolgere. Per Fondazione CR Firenze sostenere questa iniziativa significa dare continuit\u00e0 a un impegno concreto verso la citt\u00e0, non solo nella tutela del patrimonio materiale ma anche nella valorizzazione di quello immateriale, fatto di storie, identit\u00e0 e memoria condivisa. Accogliere questa mostra a Villa Bardini rafforza ulteriormente questo percorso: uno spazio pubblico di cultura che diventa luogo di riconoscimento e di racconto, dove la fotografia ci aiuta a rileggere il passato e a ritrovare una parte viva della nostra storia recente\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;La mostra \u202fFirenze \u201950, \u201960, \u201970 \u2013 aggiunge Erika Ghilardi, responsabile Archivio Storico, Archivio Foto Locchi &#8211; attraverso una selezione rigorosa e sensibile della curatrice Giovanna Uzzani, restituisce alla citt\u00e0, con precisione e lirismo, la memoria di una comunit\u00e0, rivelando il valore straordinario di un archivio che ne custodisce l\u2019eredit\u00e0 identitaria. Attraverso lo sguardo di generazioni di maestri fotografi e la cura di una famiglia che da oltre un secolo lo preserva, emerge un patrimonio di altissima qualit\u00e0 artistica. A\u202fFondazione CR Firenze\u202fva un sentito ringraziamento per questo prezioso dono alla citt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Parallelamente al vivace snodarsi della storia cittadina la mostra mette in luce l\u2019importanza di questa agenzia fotografica, nata nel 1924 come \u201cFoto Locchi &#8211; Studio d\u2019arte e tecnica fotografica\u201d grazie a Tullio Locchi, gi\u00e0 apprezzato fotoreporter di guerra e ritrattista della famiglia reale. A causa dell\u2019improvvisa morte di Tullio, Foto Locchi dal 1926 \u00e8 rilevata dai pi\u00f9 stretti suoi collaboratori e sotto la direzione di Silvano Corcos diviene l\u2019agenzia fotografica ufficiale della citt\u00e0. Negli anni pi\u00f9 fecondi del dopoguerra, la ditta arriva a contare fino a trenta maestri fotografi. Come nella tradizione della bottega artigiana, gli apprendisti imparano il mestiere attraverso l&#8217;insegnamento dei maestri, ai quali \u00e8 affidato il ruolo di tramandare lo \u00abstile Foto Locchi\u00bb, che sinteticamente la curatrice, Giovanna Uzzani, cos\u00ec definisce: \u00abspicca nelle immagini il registro narrativo, tipico del fotogiornalismo, senza rinunciare alla qualit\u00e0 dello scatto e al gusto per la composizione, apprezzabile per la cifra moderna e insieme per lo spiccato lirismo, alla ricerca della pura emozione visiva\u00bb. Foto Locchi documenta cos\u00ec i momenti cruciali della storia di Firenze, trasformandoli in immagini iconiche che parlano di arte, musica, sport, moda, vita quotidiana, societ\u00e0, cultura. Storia corale e insieme fotocronaca, che ogni giorno viene esposta, nei suoi episodi pi\u00f9 singolari e attraenti, nelle tre grandi bacheche Foto Locchi affacciate su piazza della Repubblica, dove si radunano i fiorentini per curiosit\u00e0 o nella speranza di riconoscersi in quelle immagini.<\/p>\n<p>La mostra, articolata in dieci sezioni tematiche, raccoglie una selezione di 150 opere fotografiche tra le 300 mila digitalizzate di un archivio che, a seguito delle recenti acquisizioni (Archivio Foto Levi, Archivio Italfotogieffe, Archivio Foto Bazzechi), conserva oltre 5 milioni di scatti. La prima sezione si apre con le memorie del dopoguerra: la citt\u00e0 in ricostruzione appare operosa, fondata sul principio di un impegno morale alto e condiviso. La questione sociale e il diritto al lavoro appaiono al centro della vita cittadina negli anni Cinquanta: scorrono la mobilitazione degli operai della Pignone, la testimonianza di Don Milani, la rivoluzionaria Scuola di Barbiana, la comunit\u00e0 dell\u2019Isolotto che si raccoglie intorno a Don Mazzi; poi il dramma dell\u2019alluvione, le piazze che si mobilitano nel Sessantotto, i nuovi fermenti sociali degli anni Settanta.<\/p>\n<p>La vita quotidiana che scorre \u00e8 protagonista della seconda sezione della mostra: le tradizioni popolari, i tuffi in Arno e i bagni di sole sull\u2019argine, i picnic fuori porta, le domeniche allo stadio, i primi supermercati con la esse lunga. Sfila nondimeno la Firenze dei nuovi grand tour mondani: a Firenze ci si sposa, si acquistano capi eleganti di moda, si incontrano scrittori, artisti, stelle del cinema, stilisti d\u2019ogni dove. \u00abLa citt\u00e0 \u00e8 percepita come un viaggio nella storia, un rifugio di pura bellezza ed aristocrazia intellettuale, ma anche il luogo dove si incontra un\u2019umanit\u00e0 che appare unicamente genuina \u2013 scrive in catalogo Giovanna Uzzani \u2013. I divi di Hollywood ne apprezzano la dimensione esclusiva, a misura d\u2019uomo\u00bb. Nelle sezioni che seguono si riconoscono gli amati luoghi della vita cittadina: il Teatro Comunale in Corso Italia, il Teatro della Pergola, la libreria Seeber in via Tornabuoni, lo storico dehor delle Giubbe Rosse. Una sala \u00e8 dedicata alla Fiorentina, ripercorrendo il campionato 1955-56 che valse alla squadra il primo scudetto, poi la stagione 1960-61 con la vittoria della Coppa delle Coppe e della Coppa Italia, e ancora il secondo scudetto del 1969, fino al 1972, anno in cui debutta in squadra l\u2019appena diciottenne Giancarlo Antognoni.<\/p>\n<p>Ma non solo calcio: la fotografia sportiva spazia dalla Mille Miglia con Tazio Nuvolari nella leggendaria Ferrari 166 Spider Corsa al mitico Gino Bartali che corre nel Giro d\u2019Italia e si allena nella campagna. Ecco poi le riprese in occasione delle mitiche edizioni del Maggio Musicale Fiorentino, sul palco e nell\u2019intimit\u00e0 dei camerini, a caccia degli scatti che commuovono per vibrazione; e la vita d\u2019arte che, dalle vie della citt\u00e0, si addentra nei luoghi consacrati delle mostre e nell\u2019intimit\u00e0 degli studi degli artisti, fino agli spalti del Forte Belvedere. L\u2019ultima sezione tematica \u00e8 dedicata all\u2019invenzione del Made in Italy, quando sulla prestigiosa passerella della Sala Bianca di Palazzo Pitti, negli show room, finanche nella cornice della citt\u00e0 rinascimentale si presentano le ultime creazioni di moda delle straordinarie maison, ormai accreditate sulla scena internazionale: l\u2019identit\u00e0 fiorentina \u00e8 ormai un brand.<\/p>\n<p>In mostra anche tre quotidiani a corredo delle fotografie: La Nazione del 24 giugno 1951, La Nazione del 23 gennaio 1963, La Nazione del 15 novembre 1965.<\/p>\n<p>Il \u202fcatalogo della mostra \u202f\u00e8 realizzato da \u202fSilvana Editoriale.\u202f\u202f\u202f<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 stata realizzata in collaborazione con la\u202f Biblioteca nazionale centrale di Firenze e ha il patrocinio del Comune di Firenze.\u202f<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 in mostra<\/strong><\/p>\n<p>Visite guidate gratuite il sabato e la domenica alle ore 17 per i possessori del biglietto della mostra; altre visite guidate saranno poi proposte dalla Fondazione Foto Locchi per Firenze (programma e prenotazioni su fotolocchiperfirenze.org. A ottobre un progetto dedicato alle scuole con visite gratuite per gli studenti. Un programma di conferenze a tema (programma sul sito villabardini.it). A luglio e agosto riduzione del biglietto per i partecipanti a Cinema in villa. Dal 3 al 7 giugno, ingresso gratuito per i partecipanti a La Citt\u00e0 dei Lettori.<\/p>\n<p> &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &lt;!?php if ( SF_DOMAIN == &#8216;citynews-bruxellestoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-cagliaritoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-sassaritoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-tarantotoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-viterbotoday&#8217; || SF_DOMAIN == &#8216;citynews-ferraratoday&#8217; ): ?&gt;&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &lt;!?php endif; ?&gt;&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Dal 7 maggio al 18 ottobre, a Villa Bardini, si terr\u00e0 la mostra&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":479026,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,626,204,1537,90,89,1617],"class_list":{"0":"post-479025","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-eventi","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-mostre"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116533977785525365","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/479025","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=479025"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/479025\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/479026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=479025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=479025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=479025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}