{"id":479173,"date":"2026-05-07T17:20:20","date_gmt":"2026-05-07T17:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479173\/"},"modified":"2026-05-07T17:20:20","modified_gmt":"2026-05-07T17:20:20","slug":"monastero-di-san-juan-de-la-pena-come-arrivare-e-cosa-visitare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479173\/","title":{"rendered":"Monastero di San Juan de la Pe\u00f1a, come arrivare e cosa visitare"},"content":{"rendered":"<p>Lasciate dietro di voi le tipiche immagini della Spagna dalle piazze assolate, dei centri storici affollati e delle citt\u00e0 monumentali. Perch\u00e9 l\u2019angolo di cui vi stiamo per parlare mostra un volto molto diverso del Paese e che la maggior parte dei turisti (ancora) non conosce. Nel nord, per la precisione ai margini dei <strong>Pirenei aragonesi<\/strong>, c\u2019\u00e8 un pullulare di pinete, gole scavate dal tempo, altopiani erbosi e pareti di calcare chiaro che sembrano custodire segreti antichi. Tanto che, quasi all\u2019improvviso, appare lui: <strong>San Juan de la Pe\u00f1a<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di un complesso monastico eccezionale, in quanto parte della struttura sparisce letteralmente sotto una <strong>gigantesca roccia<\/strong>, una massa minerale tanto ampia da trasformarsi in tetto naturale. Per la tradizione locale questo sito rappresenta la <strong>culla del Regno d\u2019Aragona<\/strong>, un appellativo che pesa quanto una dichiarazione identitaria. Tra queste pareti, infatti, prese forma una parte decisiva della storia medievale della regione.<\/p>\n<p>Poi ci sono (chiaramente) le leggende, come quella che collega San Juan de la Pe\u00f1a al Santo Calice, il <strong>Graal della tradizione cristiana <\/strong>(che pare sia rimasto protetto qui per oltre 300 anni).<\/p>\n<p>\t\tBreve storia del Monastero di San Juan de la Pe\u00f1a<\/p>\n<p>Le origini di San Juan de la Pe\u00f1a si perdono nell&#8217;alto Medioevo, in un periodo ancora avvolto da fonti frammentarie e racconti monastici. La tradizione parla di <strong>piccoli eremi<\/strong> nascosti tra i boschi, rifugi spirituali scelti da religiosi in cerca di raccoglimento. Le testimonianze storiche pi\u00f9 solide conducono per\u00f2 al X secolo, quando attorno all&#8217;anno 920 venne consacrata una piccola chiesa in <strong>stile mozarabico<\/strong>, oggi conosciuta come chiesa inferiore.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DVYxtcoD6H0\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Un primo nucleo spirituale che crebbe rapidamente, fino a quando nel 1025 entr\u00f2 in scena <strong>Sancho III di Navarra<\/strong>, figura centrale della politica medievale iberica. L&#8217;uomo rifond\u00f2 il complesso monastico introducendo la regola di San Benedetto e trasformando San Juan de la Pe\u00f1a in uno dei principali <strong>centri religiosi<\/strong> del <a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/idee-di-viaggio\/tour-spagna-del-nord-dove-andare-cosa-vedere\/237060\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nord della penisola<\/a>.<\/p>\n<p>Durante l&#8217;XI secolo venne edificata la chiesa superiore, consacrata nel 1094, insieme a nuove strutture destinate alla vita monastica. Nel 1071 accadde un episodio di portata storica straordinaria: proprio qui venne introdotta per la prima volta in questa zona di mondo la <strong>liturgia romana<\/strong>, sostituendo l&#8217;antico rito ispano-visigoto. Un passaggio religioso che segn\u00f2 l&#8217;ingresso definitivo della Chiesa aragonese negli standard dell&#8217;Europa occidentale.<\/p>\n<p>Tra XI e XII secolo il monastero raggiunse il suo massimo splendore: s\u00ec afferm\u00f2 come <strong>pantheon reale,<\/strong> custode delle sepolture dei sovrani aragonesi e riferimento spirituale per la monarchia nascente. Poi arrivarono secoli pi\u00f9 complessi che comportarono la perdita di privilegi, contese patrimoniali, debiti, deterioramento delle strutture e incendi ripetuti.<\/p>\n<p>Il colpo pi\u00f9 duro giunse nel 1675, anno in cui delle fiamme divamparono per 3 giorni lasciando il tutto in condizioni tali da rendere impossibile la vita monastica. La comunit\u00e0 prese allora una decisione radicale: qualche centinaio di metri pi\u00f9 in alto sarebbe nato un secondo monastero, oggi semplicemente chiamato <strong>Monastero Nuevo<\/strong>.<\/p>\n<p>Cosa vedere e cosa fare al Monastero di San Juan de la Pe\u00f1a<\/p>\n<p>Il cuore emotivo della visita di questa meraviglia \u00e8 senza dubbio il <strong>Monastero Viejo<\/strong>, ovvero quello costruito sotto una gigantesca parete rocciosa che sembra appoggiarsi sulle arcate. Appena superato l&#8217;atrio, il visitatore si accorge che luce si abbassa, la temperatura si fa pi\u00f9 fresca e l&#8217;odore della pietra umida accompagna i passi.<\/p>\n<p>La prima meraviglia appare nella chiesa inferiore del X secolo. Gli spazi raccolti, le forme preromaniche e l&#8217;impianto mozarabico raccontano una spiritualit\u00e0 essenziale. Poco pi\u00f9 avanti si incontra il <strong>Pantheon dei Nobili<\/strong>, con file ordinate di nicchie funerarie decorate da archi semicircolari e dal celebre motivo a scacchiera tipico dell\u2019arte di Jaca.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DSHTo8tDC-a\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Poi arriva il punto che da solo giustifica il viaggio: il<strong> chiostro romanico.<\/strong> Tra i pi\u00f9 preziosi di tutta la <a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/destinazioni\/europa\/spagna\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Spagna<\/a> medievale, venne scolpito da maestranze differenti, tra cui il celebre <strong>Maestro di Ag\u00fcero<\/strong>. I capitelli narrano scene bibliche, episodi del Nuovo Testamento, creature simboliche, figure umane, animali fantastici e dettagli vegetali.<\/p>\n<p>Alzando lo sguardo c&#8217;\u00e8, invece, la sorpresa definitiva perch\u00e9 sopra le arcate romaniche compare la gigantesca <strong>volta naturale della montagna.<\/strong> Un&#8217;immagine che ha davvero dell&#8217;irreale. Merita attenzione anche la <strong>cappella gotica di San Victori\u00e1n<\/strong>, aggiunta nel XV secolo, insieme ai resti del <strong>Pantheon Reale<\/strong> successivamente rinnovato in et\u00e0 neoclassica.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DQpZXmkjFCr\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>A breve distanza sorge il <strong>Monastero Nuevo<\/strong>, costruito dal 1676 in avanti sul pianoro di San Indalecio. L&#8217;architetto <strong>Miguel Xim\u00e9nez<\/strong> progett\u00f2 un complesso barocco di grande equilibrio geometrico, con facciate simmetriche, chiostri multipli e un&#8217;organizzazione razionale peculiare per l&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Oggi ospita un moderno <strong>centro interpretativo<\/strong>, con tanto di pavimento in vetro grazie a cui poter osservare gli ambienti originari tra cucine, refettori, dispense, cantine e antiche infermerie ricostruite con grande precisione. Chi desidera completare l&#8217;esperienza pu\u00f2 raggiungere i belvedere del complesso. Il pi\u00f9 celebre, chiamato <strong>Balcone dei Pirenei,<\/strong> fa correre lo sguardo per chilometri tra foreste, vallate e creste montuose.<\/p>\n<p>A 7 chilometri merita una deviazione anche la <strong>Chiesa di Santa Mar\u00eda de Santa Cruz de la Ser\u00f3s<\/strong>, uno dei migliori esempi di romanico aragonese.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/CZAdmTTtCDN\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Dove si trova e come arrivare<\/p>\n<p>San Juan de la Pe\u00f1a si trova nella comunit\u00e0 autonoma dell&#8217;<a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/idee-di-viaggio\/un-viaggio-nellantico-regno-daragona-saragozza\/196154\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Aragona<\/a>, nella provincia di <strong>Huesca<\/strong>, all&#8217;interno del paesaggio protetto di San Juan de la Pe\u00f1a e Monte Oroel. Il borgo di riferimento pi\u00f9 vicino \u00e8 <strong>Santa Cruz de la Ser\u00f3s<\/strong>, piccolo centro montano dal profilo medievale, mentre la citt\u00e0 pi\u00f9 importante nei dintorni \u00e8 <strong>Jaca,<\/strong> distante pi\u00f9 o meno 23 chilometri.<\/p>\n<p>Da quest&#8217;ultima la strada sale tra curve dolci, boschi di pino silvestre, prati aperti e scorci sulle prime cime pirenaiche. Il tragitto richiede approssimativamente 30 minuti in auto, mentre per chi parte da <strong>Saragozza<\/strong> occorrono poco meno di 2 ore. L&#8217;ultimo tratto regala il momento pi\u00f9 scenografico, con il bosco che si apre, la roccia che compare e il silenzio che \u00e8 l&#8217;unica cosa che si pu\u00f2 udire.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/C6eNX1HqMoU\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Poi San Juan de la Pe\u00f1a entra nel campo visivo, e in quell&#8217;istante si comprende perch\u00e9 questo posto, da <strong>pi\u00f9 di 1000 anni<\/strong>, continui a essere ricordato con un rispetto quasi sacrale.<\/p>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lasciate dietro di voi le tipiche immagini della Spagna dalle piazze assolate, dei centri storici affollati e delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":479174,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,5857,93107,166,7,15,28258,77595,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-479173","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-itinerari-culturali","12":"tag-monasteri","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-posti-incredibili","17":"tag-turismo-religioso","18":"tag-ultime-notizie","19":"tag-ultime-notizie-di-mondo","20":"tag-ultimenotizie","21":"tag-ultimenotiziedimondo","22":"tag-world","23":"tag-world-news","24":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116534445877471110","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/479173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=479173"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/479173\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/479174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=479173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=479173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=479173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}