{"id":479518,"date":"2026-05-07T22:10:19","date_gmt":"2026-05-07T22:10:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479518\/"},"modified":"2026-05-07T22:10:19","modified_gmt":"2026-05-07T22:10:19","slug":"bosco-colto-2026-progettare-e-costruire-nella-sughereta-di-santo-pietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479518\/","title":{"rendered":"Bosco Colto 2026: progettare e costruire nella sughereta di Santo Pietro"},"content":{"rendered":"<p class=\"didascalia\">In copertina, da sinistra verso destra: BOSCO COLTO 2023. NOWA e Analogique, Incroci e sinestesie. Foto \u00a9 Piermanuele Sberni. Costruzione Arnia urbana, Gianfranco Gianfriddo, SDS di Siracusa in Architettura e patrimonio culturale, BOSCO COLTO Campus 2023. Foto@Piermanuele Sberni. Costruzione La Timidit\u00e9 des cimes per il Giardinodella Costituzione, Atelier Poem, BOSCOCOLTO Campus 2025. Foto @Artem Khotulev<\/p>\n<p>Dal <strong>30 luglio<\/strong> al <strong>9 agosto 2026<\/strong>, il Bosco e il Borgo di Santo Pietro, a Caltagirone (CT), ospiteranno la nuova edizione di BOSCO COLTO Campus, <strong>programma di progettazione, autocostruzione, arte e scrittura<\/strong> rivolto a studenti, giovani laureati e professionisti.<\/p>\n<p>Il tema dell&#8217;edizione 2026, Thinking with Animals \/ Pensare animale, invita i partecipanti a interrogarsi sui modi in cui <strong>l&#8217;architettura pu\u00f2 imparare dal vivente<\/strong>: non imitando il mondo animale, ma provando a osservare il bosco dall&#8217;interno, a riconoscere la conoscenza che nasce dal <strong>contatto<\/strong>, dalla <strong>reciprocit\u00e0<\/strong> e dalla <strong>relazione con ci\u00f2 che \u00e8 altro dall&#8217;umano<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal 2022, l&#8217;iniziativa lavora nel territorio di Santo Pietro, uno dei paesaggi pi\u00f9 vulnerabili della <strong>Sicilia sud-orientale<\/strong>: una vasta <strong>sughereta<\/strong> attraversata da sentieri antichi, radure e tracce di un&#8217;agricoltura ormai rarefatta. Il <strong>bosco<\/strong>, segnato da incendi, desertificazione, abbandono e spopolamento, diventa ogni estate un <strong>parco sperimentale<\/strong> fatto di<strong> piattaforme<\/strong>,<strong> padiglioni<\/strong>, <strong>micro-architetture <\/strong>e<strong> dispositivi spaziali<\/strong>.<\/p>\n<p>Accanto al bosco, il <strong>Borgo di Santo Pietro<\/strong>, costruito tra la fine dell&#8217;Ottocento e il secondo dopoguerra come insediamento rurale e poi progressivamente abbandonato, conserva ancora la geometria essenziale delle case e degli spazi collettivi. Tra la sughereta e il borgo, il campus costruisce, anno dopo anno, un<strong> laboratorio temporaneo transdisciplinare<\/strong> in cui <strong>architettura<\/strong>, <strong>ecologia<\/strong>, <strong>arti visive <\/strong>e<strong> pratiche vernacolari <\/strong>si intrecciano in un processo di costruzione collettiva.<\/p>\n<p>Durante il campus, i partecipanti lavoreranno con architetti, artisti e docenti sul concetto di <strong>Satoyama<\/strong> applicato al contesto siciliano, sul rapporto tra <strong>ceramica<\/strong>, <strong>suono<\/strong> e <strong>pratiche partecipative<\/strong>, sulla costruzione di <strong>padiglioni<\/strong> capaci di accogliere umani e non umani, sulla ricerca dedicata all&#8217;<strong>Ordine delle Querce di Santo Pietro<\/strong> &#8211; comunit\u00e0 legata all&#8217;origine stessa del bosco &#8211; e sul <strong>riassemblaggio di alcuni elementi architettonici storici<\/strong> del Palazzo comunale di Caltagirone, con l&#8217;obiettivo di dare forma a un palazzo trans-specie, aperto a forme di uso e trasformazione non esclusivamente umane.<\/p>\n<p>Sono previsti anche <strong>seminari di approfondimento storico e teorico <\/strong>sui temi dei workshop, sulle <strong>fragilit\u00e0 territoriali<\/strong> dell&#8217;area, sulla <strong>frana di Niscemi <\/strong>e sui <strong>conflitti geopolitici<\/strong> in corso nel Mediterraneo, anche in relazione alla presenza, nel territorio, del sistema MUOS &#8211; Mobile User Objective System della US Navy.<\/p>\n<p class=\"infonote\">BOSCO COLTO Campus 2026 \u00e8 promosso da Makram\u00e8 APS, in collaborazione con Errare, TEArch e UniCT. La direzione scientifica \u00e8 affidata a Marco Navarra, Dario Felice, Beatrice Fontana e Antonio Scarponi.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BOSCO_COLTO_2022_Antonio_Scarponi_Conceptual_Devices_Design_Tempietto_vivaio_Foto_Piermanuele_Sberni.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"419\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">BOSCO COLTO 2022. Antonio Scarponi (Conceptual Devices Design), Tempietto vivaio. Foto \u00a9 Piermanuele Sberni<\/p>\n<p><a id=\"Iworkshop\"\/>I workshop<br \/>\n<a id=\"SicilianSatoyamaWorkshopdicostruzione\"\/>Sicilian Satoyama | Workshop di costruzione<\/p>\n<p><strong>Yoshiharu Tsukamoto<\/strong>, cofondatore di Atelier Bow-Wow, guider\u00e0 il workshop Sicilian Satoyama, dedicato alle strategie di paesaggio rurale e alla costruzione di un <strong>padiglione agricolo<\/strong> per Casa BOSCO COLTO.<\/p>\n<p>Il laboratorio prosegue la ricerca avviata nel 2025 sul concetto di Satoyama applicato al contesto siciliano. Dopo la <strong>mappatura delle imprese locali <\/strong>e lo<strong> studio dei cicli produttivi tradizionali<\/strong> legati a sughero, canapa e fico d&#8217;India, il gruppo lavorer\u00e0 alla definizione di una strategia per un <strong>nuovo paesaggio rurale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il workshop prevede la <strong>progettazione e costruzione di un padiglione<\/strong> a servizio dei<strong> terreni agricoli <\/strong>di Casa BOSCO COLTO, ispirato al progetto Kamanuma, a Tokyo. Realizzato con materiali provenienti dal territorio, il padiglione sar\u00e0 una <strong>micro-infrastruttura leggera<\/strong>, pensata per osservare e attivare le relazioni tra bosco, agricoltura e comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"infonote\">Nato a Kanagawa nel 1965, <strong>Tsukamoto<\/strong> ha fondato Atelier Bow-Wow con Momoyo Kaijima nel 1992. Professore presso l&#8217;Institute of Science Tokyo, ha sviluppato una ricerca che attraversa architettura, spazio pubblico, arredo, indagine sul campo, educazione, mostre e curatela. Il suo lavoro si basa sulla teoria della Behaviorology, orientata alla ricostruzione dei beni comuni attraverso un migliore accesso alle risorse locali. Nel 2022 ha ricevuto il Wolf Prize in Architecture.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BOSCO_COLTO_2023_NOWA_e_Analogique_Incroci_e_sinestesie_Foto_Piermanuele_Sberni.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"419\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">BOSCO COLTO 2023. NOWA e Analogique, Incroci e sinestesie. Foto \u00a9 Piermanuele Sberni.<\/p>\n<p><a id=\"SoundCeramicsandCommunitiesWorkshopdiarte\"\/>Sound, Ceramics and Communities | Workshop di arte<\/p>\n<p>Gli artisti <strong>Domenico Mangano<\/strong> e <strong>Marieke van Rooy<\/strong>, con la curatela di <strong>Salvatore Lacagnina<\/strong>, guideranno il workshop Sound, Ceramics and Communities, dedicato al rapporto tra <strong>ceramica<\/strong>, <strong>suono<\/strong>, <strong>performance<\/strong> e <strong>pratiche partecipative<\/strong>.<\/p>\n<p>Il laboratorio si inserisce nel progetto omonimo, realizzato con il sostegno del programma <strong>Italian Council 14<\/strong> della Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura, in collaborazione con Makram\u00e8\/BOSCO COLTO.<\/p>\n<p>Al centro del workshop c&#8217;\u00e8 la <strong>ceramica come pratica materiale e culturale<\/strong> radicata nei territori. Lavorare <strong>l&#8217;argilla<\/strong> significa confrontarsi con risorse locali, saperi artigianali, ambienti naturali e comunit\u00e0. A partire dalle sperimentazioni gi\u00e0 avviate nelle precedenti edizioni del campus, durante le quali sono stati realizzati fischietti e strumenti a fiato, il laboratorio approfondir\u00e0 la <strong>costruzione di dispositivi sonori in ceramica<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli artisti condivideranno con i partecipanti anche le esperienze maturate durante la <strong>residenza alla Jatiwangi Art Factory<\/strong>, in Indonesia. La cottura degli oggetti ceramici sar\u00e0 sperimentata attraverso un forno speciale a legna di tipo train kiln.<\/p>\n<p>La seconda parte del workshop sar\u00e0 dedicata all&#8217;<strong>uso degli strumenti ceramici <\/strong>all&#8217;interno di una performance partecipativa, pensata in relazione sia all&#8217;ambiente naturale del Bosco di Santo Pietro sia alla citt\u00e0 di Caltagirone. Il laboratorio costituir\u00e0 l&#8217;anteprima di una <strong>performance finale prevista a Caltagirone <\/strong>nell&#8217;ambito del progetto Italian Council e della chiusura di BOSCO COLTO Campus.<\/p>\n<p class=\"infonote\"><strong>Domenico Mangano<\/strong>, nato a Palermo nel 1976, e <strong>Marieke van Rooy<\/strong>, nata a Weert, nei Paesi Bassi, nel 1974, lavorano insieme dal 2014 ad Amsterdam. La loro pratica intreccia ricerca d&#8217;archivio, sperimentazione artistica e metodologie partecipative attraverso film, installazioni, murales, ceramiche e performance. Il loro lavoro \u00e8 presentato a livello internazionale in musei, biennali e festival.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BOSCO_COLTO_Campus_2026_Sound__Ceramics_and_Communities.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"419\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Da sinistra verso destra: Workshop&#8221;Il rumore del fango indurito dal fuoco&#8221;,Domenico Mangano e Marieke van Rooy, BOSCO COLTO Campus 2025. Foto di @Giuliana Lo Presti. Performance finale&#8221;Il rumore del fango indurito dal fuoco&#8221;, Domenico Mangano e Mariekevan Rooy, BOSCO COLTO Campus 2025. Foto di @Artem Khotulev<\/p>\n<p><a id=\"ObservatoriesWorkshopdifabbricazionedigitale\"\/>Observatories | Workshop di fabbricazione digitale \u00a0<\/p>\n<p><strong>Food Hack Lab<\/strong> guider\u00e0 il workshop di fabbricazione digitale Observatories, finalizzato alla progettazione e costruzione di un <strong>osservatorio territoriale di piccola scala nel Bosco di Santo Pietro<\/strong>.<\/p>\n<p>Il laboratorio sviluppa il lavoro avviato lo scorso anno con Tools of Subsistence, dedicato ai dispositivi per la trasformazione e conservazione del cibo, e lo evolve in una ricerca-azione centrata sull&#8217;osservazione della<strong> Critical Zone<\/strong> del sistema boschivo.<\/p>\n<p>Nel corso degli otto giorni di attivit\u00e0, i partecipanti progetteranno e realizzeranno un unico dispositivo fisico situato: una <strong>micro-architettura<\/strong> pensata come strumento di indagine per leggere i <strong>processi ecologici e le trasformazioni ambientali <\/strong>del bosco. Utilizzando materiali provenienti dal territorio e tecnologie open source, il workshop porter\u00e0 alla costruzione di un sistema capace di misurare e interpretare <strong>dati ambientali <\/strong>&#8211; suolo, umidit\u00e0, luce, suoni e microclimi &#8211; traducendoli in una <strong>forma spaziale low-tech<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"infonote\">Fondato nei Paesi Baschi nel 2015, <strong>Food Hack Lab<\/strong> \u00e8 un&#8217;organizzazione no profit che si occupa di osservazione, hacking e diffusione di tecnologie lungo l&#8217;intera filiera alimentare, dalle tecniche ancestrali agli strumenti digitali. La sua attivit\u00e0 mette in relazione saperi vernacolari, pratiche collaborative e tecnologie aperte attraverso workshop, ricerche ed eventi pubblici, spesso sviluppati con artisti, designer e comunit\u00e0 locali. Dal 2019 il gruppo sviluppa LURLAB, una rete di fablab rurali e periurbani dedicata all&#8217;accesso agli strumenti di fabbricazione e alla progettazione collaborativa in contesti non urbani.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il_Bosco_di_Santo_Pietro_Foto_Piermanuele_Sberni.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"419\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Il Bosco di Santo Pietro. Foto \u00a9 Piermanuele Sberni<\/p>\n<p>Indagine sull&#8217;Ordine delle Querce di Santo Pietro | Workshop di scrittura<\/p>\n<p><strong>Fabio Ciaravella<\/strong> guider\u00e0 Indagine sull&#8217;Ordine delle Querce di Santo Pietro, un laboratorio di ricerca collettiva dedicato al <strong>bosco come archivio vivente<\/strong>.<\/p>\n<p>Il gruppo interdisciplinare di partecipanti lavorer\u00e0 sulle tracce dell&#8217;<strong>Ordine delle Querce di Santo Pietro<\/strong>, comunit\u00e0 che, secondo le ricerche avviate da BOSCO COLTO, sarebbe nata tra il VI e il VII secolo d.C. e sarebbe legata all&#8217;origine stessa del Bosco di Santo Pietro. Per oltre mille anni, l&#8217;Ordine avrebbe custodito una visione equilibrata del rapporto tra comunit\u00e0 umane, natura, bosco e centri abitati vicini, fino alla sua interruzione alle soglie del Novecento.<\/p>\n<p>Il workshop combiner\u00e0 <strong>camminate esplorative<\/strong>, <strong>raccolta di memorie visive e orali<\/strong>, <strong>studio di documenti storici <\/strong>e <strong>mappature<\/strong>. Attraverso strumenti dell&#8217;archeologia sociale, della scrittura e dell&#8217;arte, i partecipanti costruiranno una <strong>contro-narrazione del territorio<\/strong> a partire dalle tracce di una comunit\u00e0 che, per secoli, avrebbe custodito il bosco senza dominarlo.<\/p>\n<p>I risultati del laboratorio confluiranno negli studi promossi da BOSCO COLTO sull&#8217;Ordine delle Querce, avviati nel 2024.<\/p>\n<p class=\"infonote\"><strong>Fabio Ciaravella<\/strong> lavora tra architettura, arte e sociologia. \u00c8 stato fellow presso l&#8217;ACT del MIT di Boston ed \u00e8 cofondatore del collettivo artistico Studio ++. Dirige il progetto Architecture of Shame, dedicato al rapporto tra architettura e vergogna in Europa. Svolge attivit\u00e0 didattica presso l&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, l&#8217;accademia ABADIR di Catania e il master interdisciplinare Futuro Vegetale, dove tiene il corso di Innovazione sociale e arte pubblica.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Torre_Piezometrica_Borgo_di_Santo_Pietro_Foto_Piermanuele_Sberni.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"419\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Torre Piezometrica, Borgo di Santo Pietro. Foto \u00a9 Piermanuele Sberni<\/p>\n<p>Twinpalace | Workshop di costruzione<\/p>\n<p>La <strong>Direzione scientifica<\/strong> di BOSCO COLTO Campus guider\u00e0 per la prima volta un <strong>workshop speciale di costruzione<\/strong>: Twinpalace, dedicato al riassemblaggio di alcuni <strong>elementi architettonici storici del Palazzo comunale di Caltagirone<\/strong>.<\/p>\n<p>Il laboratorio assumer\u00e0 come campo di lavoro il r<strong>ecupero degli infissi lignei <\/strong>del palazzo civico, progettato nella met\u00e0 dell&#8217;Ottocento dall&#8217;architetto Gianbattista Nicastro. In vista della loro sostituzione, gli elementi storici saranno <strong>smontati<\/strong> e <strong>riutilizzati<\/strong> come materiale di progetto per dare forma a una <strong>nuova configurazione<\/strong> all&#8217;interno di Casa BOSCO COLTO.<\/p>\n<p>Gli infissi, caratterizzati da lavorazioni e dettagli decorativi, saranno considerati come parti di un<strong> archivio operativo<\/strong>: non semplici materiali di recupero, ma frammenti capaci di trasferire altrove la <strong>memoria costruttiva e urbana<\/strong> del palazzo.<\/p>\n<p>Il workshop introduce l&#8217;idea di palazzo trans-specie, una <strong>struttura aperta a forme di uso e trasformazione non esclusivamente umane<\/strong>. Il riassemblaggio degli elementi storici dar\u00e0 vita a una configurazione capace di evolvere nel tempo e di entrare in relazione con il vivente.<\/p>\n<p class=\"infonote\">A coordinare il laboratorio saranno<strong> Dario Felice<\/strong> di ANALOGIQUE, <strong>Marco Navarra<\/strong> di NOWA, <strong>Beatrice Fontana<\/strong> e <strong>Antonio Scarponi<\/strong> dell&#8217;Institute for Spatial Thinking. La loro attivit\u00e0 si colloca tra ricerca accademica, pratica progettuale e sperimentazione sul campo, con un approccio che interpreta il progetto come strumento per leggere e attivare le trasformazioni del paesaggio, interrogando i cicli di vita della materia e le relazioni tra ambienti e forme multispecie dell&#8217;abitare.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Workshop_BOSCO_COLTO_Campus_2026.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"419\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Da sinistra verso destra: Costruzione BASE, Beatrice Fontana e Antonio Scarponi, Institute for SpatialThinking,BOSCO COLTO Campus 2025. Foto @Artem Khotulev. Performance finale &#8220;Sicilian Satoyama&#8221;, Yoshiharu Tsukamoto (Atelier BowWow), BOSCOCOLTO Campus 2025. Foto @Artem Khotulev.<\/p>\n<p><a id=\"Achisirivolge\"\/>A chi si rivolge<\/p>\n<p>Il campus \u00e8 rivolto a <strong>40 partecipanti<\/strong> che siano studenti universitari, laureandi, neolaureati in architettura, agraria, pedagogia, dams, design, accademie di belle arti e materie affini ai workshop, che alla data di iscrizione risultino maggiorenni.\u00a0<\/p>\n<p><a id=\"Iscrizioniecosti\"\/>Iscrizioni e costi<\/p>\n<p>Per partecipare \u00e8 necessario compilare il <a href=\"https:\/\/tally.so\/r\/BzZxZ5\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">modulo online<\/a>, entro il <strong>25 maggio 2026<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>Ogni candidato, dovr\u00e0 presentare una <strong>breve lettera motivazionale<\/strong> e un<strong> portfolio sintetico<\/strong> (8 pagine), contenente una selezione di lavori o esperienze significative che indirizzino le proprie propensioni e desideri.<\/p>\n<p>La <strong>quota di partecipazione<\/strong> \u00e8 di:<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>390 euro per le iscrizioni <strong>Early Call,<\/strong> fino al <strong>10 maggio 2026<\/strong>, salvo esaurimento posti<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>450 euro per le iscrizioni <strong>Regular Call<\/strong>, fino al <strong>30 maggio 2026<\/strong>, salvo esaurimento posti<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>La quota comprende l&#8217;iscrizione ai workshop, acqua gratuita per tutto il periodo di permanenza, kit di benvenuto con bag e T-shirt BCC26, assicurazione, materiali di lavoro e tesseramento all&#8217;associazione Makram\u00e8 APS.<\/p>\n<p>Il pagamento \u00e8 suddiviso in un<strong> acconto<\/strong> di 200 euro al momento dell&#8217;iscrizione e nel <strong>saldo<\/strong> restante da versare entro il <strong>30 maggio 2026.<\/strong><\/p>\n<p class=\"rimandonote\"><strong>BOSCO COLTO CAMPUS 2026 &#8211; THINKING WITH ANIMALS \/ PENSARE ANIMALE<br \/><\/strong>30 luglio &#8211; 9 agosto 2026<\/p>\n<p><strong>Dove: <\/strong>Bosco e Borgo di Santo Pietro, <br \/>Caltagirone (CT)<\/p>\n<p><strong>Iscrizioni early<\/strong>\u2192 entro il 10 maggio<br \/><strong>Iscrizioni Regular<\/strong>\u2192entro il 30 maggio 2026<\/p>\n<p>+info: <a href=\"https:\/\/www.boscocolto.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">boscocolto.org<\/a><\/p>\n<p class=\"pt-2\">pubblicato il: 07\/05\/2026 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In copertina, da sinistra verso destra: BOSCO COLTO 2023. 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