{"id":479635,"date":"2026-05-07T23:39:19","date_gmt":"2026-05-07T23:39:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479635\/"},"modified":"2026-05-07T23:39:19","modified_gmt":"2026-05-07T23:39:19","slug":"eppur-non-ruota-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479635\/","title":{"rendered":"Eppur non ruota \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Utilizzando il <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/jwst\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">telescopio spaziale James Webb<\/a>, un team di ricercatori si \u00e8 imbattuto in un vero e proprio paradosso cosmico: la galassia Xmm-Vid1-2075, risalente a un\u2019epoca remotissima, non ruota. Questa caratteristica, riscontrata solitamente solo nelle galassie massicce e mature dell\u2019universo locale, \u00e8 stata individuata in un oggetto colto quando l\u2019universo aveva meno di due miliardi di anni. Lo studio, guidato dall\u2019Universit\u00e0 della California, Davis, \u00e8 stato pubblicato questa settimana sulla rivista Nature Astronomy.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1780674\" class=\"wp-image-1780674 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/51412123217_7e39fdf2e2_k.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1780674\" class=\"wp-caption-text\">Utilizzando gli strumenti a bordo del telescopio spaziale James Webb, gli astronomi sono in grado di misurare il movimento della massa all\u2019interno di galassie risalenti a meno di due miliardi di anni dopo il Big Bang. Con grande sorpresa, i ricercatori hanno scoperto una galassia che non ruota come ci si aspetterebbe per quell\u2019epoca dell\u2019Universo. (Rappresentazione artistica del Jwst nello spazio. Crediti: Gsfc\/Cil\/Adriana Manrique Gutierrez per la Nasa.)<\/p>\n<p>Secondo le attuali teorie di formazione galattica, le galassie \u201cbambine\u201d dovrebbero ruotare velocemente, messe in moto dal momento angolare del gas che precipita verso il loro centro sotto l\u2019effetto della gravit\u00e0. Al contrario, le galassie che osserviamo nelle vicinanze della Via Lattea mostrano spesso rotazioni pi\u00f9 lente o assenti. Si ritiene che ci\u00f2 sia dovuto alle numerose fusioni avvenute nel corso di miliardi di anni: gli scontri portano le rispettive rotazioni a sommarsi o ad annullarsi a vicenda, lasciando spazio a moti stellari disordinati.<\/p>\n<p>Xmm-Vid1-2075 era gi\u00e0 stata osservata in precedenza dallo stesso gruppo di ricerca con il telescopio <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Telescopi_Keck\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">W.M. Keck<\/a> alle Hawaii. I dati avevano gi\u00e0 rivelato che la galassia fosse tra le pi\u00f9 massicce dell\u2019universo primordiale, con un numero di stelle diverse volte superiore a quello della Via Lattea, confermando inoltre che l\u2019oggetto avesse ormai cessato l\u2019attivit\u00e0 di formazione stellare.<\/p>\n<p>Nonostante le difficolt\u00e0 nel misurare il movimento del materiale all\u2019interno di oggetti cos\u00ec distanti e caratterizzati da un alto redshift, le capacit\u00e0 del Jwst hanno permesso di spingersi oltre. Delle tre galassie di et\u00e0 simile campionate dal team, una ruota chiaramente, una appare \u201cdisordinata\u201d e la terza, Xmm-Vid1-2075, non presenta alcuna rotazione ordinata, ma solo movimenti casuali. Il risultato \u00e8 coerente con le galassie pi\u00f9 massicce dell\u2019universo locale, ma del tutto inaspettato in una fase cos\u00ec precoce della storia dell\u2019universo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1780676\" class=\"wp-image-1780676 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"760\" height=\"271\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Screenshot-2026-05-01-at-3.23.23-PM.png\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1780676\" class=\"wp-caption-text\">La mancanza di contrasto cromatico nell\u2019immagine di Xmm-Vid1-2075 (pannello a sinistra) indica un\u2019assenza di movimento rotatorio rispetto alle altre due galassie (centro e destra). Crediti: Forrest et al.<\/p>\n<p>Una possibile spiegazione, supportata dalle osservazioni condotte con il James Webb, \u00e8 che la galassia non sia frutto di fusioni multiple, bens\u00ec di una singola collisione tra due galassie che ruotavano in direzioni quasi opposte, annullando di fatto il momento angolare complessivo. Il prossimo passo dei ricercatori sar\u00e0 cercare altri oggetti simili nell\u2019universo primordiale. Confrontando queste rare eccezioni con le simulazioni teoriche, gli astronomi potranno stabilire quanto siano comuni questi oggetti primordiali e verificare se le attuali teorie dell\u2019evoluzione galattica siano corrette o vadano riviste.<\/p>\n<p><strong>Per sapere di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su Nature Astronomy l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41550-026-02855-0\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">A massive and evolved slow-rotating galaxy in the early Universe<\/a>\u201d di B. Forrest, A. Muzzin, D. Marchesini, R. Pan, N. Ozden, J. Antwi-Danso, W. Chang, M.C. Cooper, A. H. Edward, P. Gomez, L. Kimmig, B. C. Lemur, I. McConachie, A. Noble, R. S. Remus, S. M. Urbano Stawinski, G. Wilson e M. E. Wisz<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Utilizzando il telescopio spaziale James Webb, un team di ricercatori si \u00e8 imbattuto in un vero e proprio&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":479636,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-479635","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116535936059799260","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/479635","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=479635"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/479635\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/479636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=479635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=479635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=479635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}