{"id":479651,"date":"2026-05-07T23:57:16","date_gmt":"2026-05-07T23:57:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479651\/"},"modified":"2026-05-07T23:57:16","modified_gmt":"2026-05-07T23:57:16","slug":"per-pierpaolo-capovilla-la-speranza-resiste-finche-continua-la-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479651\/","title":{"rendered":"Per Pierpaolo Capovilla la speranza resiste finch\u00e9 continua la lotta"},"content":{"rendered":"<p class=\"is-boxed centered article-body\">L\u2019intervista che state per leggere \u00e8 stata fatta il 6 maggio, di pomeriggio. Diverse ore prima della cerimonia dei David di Donatello. Alla fine, come sapete, Pierpaolo Capovilla non ha vinto il premio per il miglior attore protagonista: \u00e8 andato a Sergio Romano, sempre per lo stesso film, Le citt\u00e0 di pianura di Francesco Sossai. \u00c8 stata una chiacchierata intensa, piena di spunti e di riflessioni. Poco prima di salutarci, Capovilla mi ha detto: \u00abTi abbraccio. Un abbraccio partigiano\u00bb. E ancora prima, quando parlavamo di maestri, ha voluto precisare che: \u00abIo sono sicuramente un cattivo maestro\u00bb. Ha riso molto durante questa intervista, e si \u00e8 raccontato senza filtri: \u00e8 andato avanti e indietro, nel passato remoto e in quello pi\u00f9 vicino. Ha parlato di musica e di cinema, dell\u2019esperienza straordinaria de Le citt\u00e0 di pianura e di che cosa significa per lui esibirsi dal vivo durante i concerti. Ha parlato di responsabilit\u00e0 e di arte, e poi del compito dell\u2019intellettuale e della sua postura critica. \u00c8 tornato alla sua infanzia, alla sua famiglia, all\u2019educazione fortemente cattolica che ha ricevuto. E ha recitato una poesia di Vladimir Vladimirovi\u010d Majakovskij.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Hai pi\u00f9 aspettative o ansie per la cerimonia dei David di Donatello?<br \/><\/strong>Non ho nessuna ansia da prestazione, credimi. Il successo del film, de Le citt\u00e0 di pianura, \u00e8 gi\u00e0 abbastanza clamoroso, quindi sono contento cos\u00ec. Per il resto, provo a pensare ad altro.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b><a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/pierpaolo-capovilla-discorso-giuli-david\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La clip in cui sbadigli<\/a> durante il discorso del ministro Giuli al Quirinale \u00e8 stata ripresa ovunque.<br \/><\/strong>S\u00ec, ho visto. Mi sono fatto delle grandi risate. (ride, ndr)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>\u00c8 stato un incidente o \u00e8 stata una cosa voluta?<br \/><\/strong>Guarda, la camera era fissa su di me. L\u2019ho fatto proprio apposta.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Quindi volevi essere ripreso.<br \/><\/strong>Speravo che venisse trasmesso, s\u00ec. E comunque era uno sbuffo, dai, niente di che. Ho trovato difficile da sopportare l\u2019arte retorica del ministro.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Perch\u00e9?<br \/><\/strong>Perch\u00e9 mi \u00e8 sembrata insufficiente, inadeguata e anche un po\u2019 doppiogiochista. Dopotutto, \u00e8 di un ministro di questo governo che stiamo parlando. Viviamo in un Paese cachistocratico. Sai che cosa significa? Nell\u2019antica Grecia era l\u2019esatto opposto dell\u2019aristocrazia. E se l\u2019aristocrazia era il governo dei migliori, di quelli che tenevano alla patria e al futuro delle prossime generazioni, la cachistocrazia era il governo dei peggiori, di chi non aveva alcun interesse e stava l\u00ec soltanto per occupare un posto di potere.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Ed \u00e8 cos\u00ec anche per questo governo?<br \/><\/strong>Non vedo nessun altro obiettivo e nessun\u2019altra ambizione da parte di questo ceto politico. Non gliene frega assolutamente niente delle prossime generazioni e, se \u00e8 per questo, neanche delle presenti.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>In quel bel pezzo che hai scritto per <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cinema-tv\/film\/pierpaolo-capovilla-vita-mia-a-noi-due\/1005426\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Rolling Stone Italia<\/a>, in cui hai raccontato la tua esperienza ne Le citt\u00e0 di pianura, quando hai descritto Francesco Sossai, il regista, hai detto che \u00e8 \u00abun\u2019ottima forchetta e un ottimo bevitore\u00bb. \u00c8 difficile fidarsi di chi non beve o mangia bene?<br \/><\/strong>(ride, ndr) Non me lo ricordo questo dettaglio, onestamente. Con Francesco ci siamo trovati subito. Apparteniamo alla stessa famiglia.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>E con Sergio Romano?<br \/><\/strong>Abbiamo cominciato a prepararci un mese prima dell\u2019inizio delle riprese. Abbiamo fatto degli incontri psico-dinamici. Non c\u2019entrano niente Stanislavskij o il suo metodo. Dovevamo imparare a guardarci negli occhi e a riconoscere i nostri sentimenti senza dire niente. Ed \u00e8 stata molto utile, questa cosa qui. Con Sergio siamo diventati molto amici, dei fratelli. E anche con Filippo Scotti.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Lui \u00e8 arrivato dopo.<br \/><\/strong>Filippo \u00e8 un ragazzo speciale, giovane, guardingo, intellettualmente puntuale. Per me \u00e8 stata un\u2019avventura fatta di coesione e di comunione di intenti e di zero \u2013 voglio sottolinearlo: zero \u2013 competizione.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>\u00c8 una cosa che ti ha colpito?<br \/><\/strong>Da marxista quale sono non posso non ricordare l\u2019insegnamento di Marx. La prima cosa che fa il capitale \u00e8 impedirti di cooperare, ti pone in competizione contro tutti. In questo modo, costi di meno. Senza poi pensare al tema della sussunzione. Il capitale ti d\u00e0 il lavoro non per liberarti, ma per l\u2019esatto opposto. Non sussume solo il lavoro, il capitale. Sussume tutto. Sussume le persone, i rapporti; sussume anche l\u2019eros. Sembra quasi che non ci sia altra alternativa che la resa.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Non capita anche nella musica di \u201ccooperare senza invidia\u201d?<br \/><\/strong>Per quella che \u00e8 stata la mia esperienza, no. Poi per carit\u00e0: tutti mi hanno ripetuto che Le citt\u00e0 di pianura \u00e8 un\u2019eccezione, che non \u00e8 sempre cos\u00ec nel cinema. Ma io sono stato veramente bene! Io sono un neofita, un debuttante assoluto. Ho contribuito al film con modestia, volendo imparare un mestiere che non conoscevo. Nel jet set del rock, quello che conosco io, perch\u00e9 poi ce ne sono altri: c\u2019\u00e8 il pop, c\u2019\u00e8 il rap, c\u2019\u00e8 la trap, bla bla bla\u2026 (sbuffa, ndr) Nel jet set del rock, dicevo, io ho sempre percepito un processo di competizione evidente. Ed \u00e8 un peccato. Un tempo, sentirsi parte di una scena era importante. Ricordo che una volta ho fatto una chiacchierata con Carlo Casale, il cantante dei Frigidaire Tango, un gruppo che negli anni Ottanta ebbe un certo successo, che faceva parte della new wave italiana\u2026<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>E che cosa ti ha detto?<br \/><\/strong>Carlo mi ha detto che in quel periodo, in quello della new wave, volevano fare tutti qualcosa di diverso, perch\u00e9 si volevano distinguere. Allo stesso tempo, per\u00f2, si sentivano parte di una realt\u00e0 pi\u00f9 grande, di un unico movimento. Erano coesi tra di loro. Divisi per obiettivi, s\u00ec, ma accomunati dalla stessa visione intellettuale e politica. La musica serve a questo, a cambiare la societ\u00e0, a renderla migliore di quello che \u00e8, a contribuire a un immaginario collettivo pi\u00f9\u2026 s\u00ec, pi\u00f9 coeso. La musica la fai con il popolo e per il popolo. Non la fai per pavoneggiarti.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Adesso, invece?<br \/><\/strong>Adesso \u00e8 il contrario. Me lo diceva anche Casale: tutti fanno la stessa cosa e tutti sono contro tutti. Ecco: sussunzione capitalistica della canzone popolare italiana.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Mi pare che questo discorso si ricolleghi anche a quello che hai scritto l\u2019altro giorno sul concertone del Primo Maggio: \u00abQuanto \u00e8 stupida la canzone popolare oggigiorno?\u00bb<br \/><\/strong>Ma certo, certo che si ricollega. Sono stato molto provocatorio, lo so, ma io sono un attaccabrighe di natura. Mi piace. Dal punto di vista posturale-intellettuale, mi piace la mia vis polemica. La verit\u00e0 \u00e8 che sono stanco.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Di cosa?<br \/><\/strong>Sono stanco di quanta cattiva musica si ascolti oggi nel nostro Paese. Ne ho abbastanza. E non sono l\u2019unico. Se i sindacati confederali puntano tutto sui fuoriusciti da X-Factor e talent vari, perch\u00e9 cos\u00ec i ragazzi sono contenti, secondo me sbagliano percorso. Almeno il Primo Maggio bisognerebbe riconoscere la bellezza e la potenza narrativa di altri artisti che ci sono. Perch\u00e9 ci sono, altri artisti. Non \u00e8 che non ci siano. Rappresentano un momento culturale alto, magari non di grande successo mediatico. E forse questa potrebbe essere la via pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Per fare cosa?<\/strong><br \/>Per farci anticorpi democratici. Viviamo in un momento storico in cui abbiamo contro di noi un abisso morale, e noi questo abisso morale lo dobbiamo combattere senza se e senza ma. Dobbiamo ritrovare tutte le nostre forze culturali e intellettuali per riuscire a fare qualcosa per il paese. Non possiamo esimerci. Adesso o mai pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Non sono in tanti a fare questi discorsi.<br \/><\/strong>Purtroppo no. Per\u00f2 non \u00e8 che questa idea non sia condivisa in senso assoluto. Chi la condivide viene immediatamente escluso dal mercato mainstream. Ipso facto. Che i discografici si facciano un bell\u2019esame di coscienza.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Per te che tipo di esperienza sono i concerti? Ho letto che spesso finisci per farti male.<br \/><\/strong>Non \u00e8 che mi faccio male, no. Pu\u00f2 accadere. Ma solo perch\u00e9 mi \u201cdisavventuro\u201d: non so mai come va. Il palcoscenico, per me, \u00e8 un momento di vita vissuto. Il concerto \u00e8 epifanico. Quando torni a casa, ti metti davanti alla tv, guardi Netflix o il cazzo che vuoi tu\u2026 o vai in fabbrica, ad avvitare bulloni, o in ufficio a fare di conto\u2026 \u00e8 l\u00ec che piano piano muori e che le tue speranze crepano con te. Invece il palcoscenico \u00e8 finalmente un momento di vita condivisa con il pubblico. Perch\u00e9 il concerto lo fa anche il pubblico, ed \u00e8 per questo che io mi prendo certi rischi. Voglio che il pubblico sia partecipe dell\u2019evento. Il concerto deve essere evenemenziale. Mai e poi mai un concerto pu\u00f2 essere uguale all\u2019altro. Deve essere qualcosa che accade in quel momento l\u00ec e basta: non pu\u00f2 accadere di nuovo. O se accade di nuovo, accade in maniera diversa.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Che cosa cerchi in queste tue disavventure?<br \/><\/strong>L\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Che cosa hanno in comune l\u2019esperienza del palcoscenico e quella del set?<br \/><\/strong>Molte cose, anche se sono due situazioni profondamente diverse. Io ti ripeto: sono un neofita del cinema; sul set de Le citt\u00e0 di pianura ho cercato di imparare qualcosa dagli altri. E quindi ho avuto un rapporto e un approccio necessariamente modesti. Quando sono ai miei concerti, divento il protagonista di me stesso. E va bene cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>In cosa sono simili la musica e il cinema?<br \/><\/strong>Io dico questo: un bel film \u00e8 come una bella canzone. E quand\u2019\u00e8 che una canzone \u00e8 bella? Quando riesce a suonare le corde del cuore di chi la ascolta. \u00c8 grazie a questo processo che si arriva alla compassione, cum patior.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>E a che cosa porta la compassione?<br \/><\/strong>A guardare il mondo con un occhio critico ma non necessariamente severo.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Ed \u00e8 un discorso che vale anche per il cinema?<br \/><\/strong>Proprio come una bella canzone riesce a suonare le corde di chi la ascolta, cos\u00ec un bel film riesce a suonare le corde di chi lo guarda. E sia un bel film che una bella canzone possono contribuire seriamente a una crescita morale del paese.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>La noia pu\u00f2 essere un motore creativo?<br \/><\/strong>La noia?<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>S\u00ec.<br \/><\/strong>Dio mi guardi dalla noia! Dovrebbero aggiungerla ai dieci comandamenti e renderla un peccato mortale.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Che cosa ricordi della tua infanzia a Quinto di Trieste?<br \/><\/strong>Perch\u00e9 questa domanda?<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Sono curioso di sapere che infanzia hai avuto.<br \/><\/strong>Sono nato in una famiglia molto povera, sottoproletaria. Mia mamma fu novizia nell\u2019ordine paolino per sei anni prima di concepire me e le mie due amate sorelle. Mio padre, invece, era un signore che aveva la vocazione e che voleva farsi sacerdote. Quindi io ho subito \u2013 perch\u00e9 ho subito alla fine \u2013 un\u2019educazione cattolica veramente stringente. E io sono grato ai miei genitori per avermi obbligato a conoscere Ges\u00f9.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Perch\u00e9?<br \/><\/strong>Perch\u00e9 adesso che mi avvicino ai 60 anni pietas, cum patior e fratellanza sono diventate le parole d\u2019ordine della mia esistenza.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Sei cristiano?<br \/><\/strong>No, sono laico. Sono comunista.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Se dovessi scegliere tra Majakovskij e Pasolini, chi sceglieresti?<br \/><\/strong>Majakovskij.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Perch\u00e9?<br \/><\/strong>Perch\u00e9 s\u00ec (ride, ndr). Credo che anche Pasolini avrebbe fatto la stessa scelta. Majakovskij non \u00e8 stato solamente il grande cantore della rivoluzione. \u00c8 stato il poeta di un\u2019intera epoca umana. Non era il solo; con lui c\u2019erano altri personaggi incredibili, come il mio poeta preferito, Sergej Esenin. Facevano parte di una generazione eccezionale. E ti dir\u00f2: riscoprendo Majakovskij in et\u00e0 adulta, perch\u00e9 l\u2019avevo letto anche da ragazzo, ma senza capirci un\u2019acca, sono rifiorite in me la passione politica e quella per il divino. Te lo posso citare?<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Certo.<br \/><\/strong>\u00abDi noi, abitanti della Terra, ogni altro abitante della Terra \u00e8 parente. Tutti, tra i macchinari, per gli uffici, nelle miniere sono fratelli. Noi tutti sulla terra siamo soldati di un unico esercito che crea la vita. Le traiettorie dei pianeti, la vita degli stati, sono sudditi delle nostre volont\u00e0. Nostra \u00e8 la terra. L\u2019aria \u00e8 nostra. Nostre sono le miniere di diamanti delle stelle\u2026 Un unico sole non basta per tutti? O \u00e8 troppo piccolo il cielo azzurro su di noi?\u00bb Ecco, se non c\u2019\u00e8 il divino in questo, dove?<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>In Italia, secondo te, ci sono ancora intellettuali?<br \/><\/strong>Certo, \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Se dico che anche tu sei un intellettuale, che cosa mi rispondi?<br \/><\/strong>Che io sono un membro del popolo. Niente di pi\u00f9 e niente di meno.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Qual \u00e8 il compito di un intellettuale?<br \/><\/strong>La sua capacit\u00e0 critica. E con capacit\u00e0 critica, ovviamente, non dobbiamo intendere questo \u00e8 bello e questo \u00e8 brutto, questo va bene e questo \u00e8 sbagliato. La critica \u00e8 la postura intellettuale che ci spinge a riconoscere i limiti entro i quali vengono costrette le nostre esistenze. Una volta individuati questi limiti, possiamo studiarli. E una volta studiati, possiamo sperare di cominciare a superarli.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Secondo te chi \u00e8 peggio: qualcuno che si autodefinisce \u201cbrava persona\u201d o \u201cgrande artista\u201d?<br \/><\/strong>(ride, ndr) Questa \u00e8 una domanda strana. Quando parlo di me stesso, non mi autodefinisco mai n\u00e9 brava persona n\u00e9 artista. Non sono una brava persona perch\u00e9 sono un attaccabrighe, lo sanno tutti. Ormai non posso farci pi\u00f9 niente e quasi quasi, sai, me la godo questa situazione. E\u2026 sono un artista? Che cosa vuol dire \u201csono un artista\u201d? Lo chiedo a te.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>L\u2019artista, banalmente, \u00e8 chi fa arte.<br \/><\/strong>E che cos\u2019\u00e8 l\u2019arte? Io scrivo canzoni: canzoni rock, canzoni popolari. Se la canzone popolare \u00e8 arte, allora sono un artista anche io. Prima ancora che artista, per\u00f2, sono un membro del popolo.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Dove si nasconde il divino che citavi prima? Come si riconosce?<br \/><\/strong>Si riconosce dalla fratellanza, amico mio.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>E la bellezza, invece?<br \/><\/strong>Anche quella sta nella fratellanza. (ride, ndr)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Hai rimpianti?<br \/><\/strong>Chi non ha rimpianti? Tutti abbiamo rimpianti, soprattutto quando il camposanto comincia ad avvicinarsi. (ride, ndr) Quindi s\u00ec, certo che ho rimpianti. Per\u00f2, come si dice, ci\u00f2 che \u00e8 stato \u00e8 stato, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato: indietro non si ritorna, questo \u00e8 poco ma sicuro. Spero di aver seminato qualcosa di decente nella vita. Non tutto \u00e8 stato effimero.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>I rimpianti servono?<br \/><\/strong>I rimpianti sono fondamentali. Perch\u00e9 il rimpianto, in qualche modo, ci spinge a non arrenderci alle circostanze presenti.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Nonostante tutto, resiste la speranza?<br \/><\/strong>Certo, certo\u2026 Come diceva Pier Paolo Pasolini: non c\u2019\u00e8 mai disperazione senza almeno un po\u2019 di speranza. Viviamo nella disperazione, ma lo facciamo in maniera speranzosa. Questo mondo lo vogliamo cambiare. Guarda i nostri ragazzi, con che inquietudine attraversano questo periodo storico. Un intero popolo viene ucciso da un altro popolo. C\u2019\u00e8 chi arriva a relativizzare il conflitto israelo-palestinese dicendo che ci sono altri settanta conflitti armati nel mondo e che ora, per moda, parliamo di questo. Ecco, \u00e8 un modo di ragionare profondamente sbagliato. Questa \u00e8 una guerra nostra, fatta dalle nostre multinazionali, da accordi politici, militari e anche culturali tra il nostro paese e Israele, e i nostri giovani vivono questa situazione con immenso sconforto. E come dar loro torto? I ragazzi pretendono il futuro, e hanno ragione. Devono farlo. Anche perch\u00e9 in questa pretesa di futuro si cela la lotta di classe, e la lotta di classe \u00e8 il cuore della democrazia. Noi viviamo in una mistificazione totale della realt\u00e0, nella pacificazione assoluta della democrazia. Ma \u00e8 nella lotta di classe che fioriscono nuovi diritti e nuovi doveri. Nella lotta di classe c\u2019\u00e8 il cambiamento, mentre la pacificazione sociale \u00e8 un\u2019altra cosa. E questo Pasolini lo sapeva molto bene. Quanto dobbiamo crescere ancora? Quanti telefoni dobbiamo comprare? Quante sigarette dobbiamo fumare? Quanto tempo dobbiamo spendere nella movida a berci sopra perch\u00e9 \u00e8 questo quello che ci dice di fare questo mondo? L\u2019unico diritto che abbiamo, ci viene costantemente ripetuto, \u00e8 uno solo: consumare. A questo ci ha ridotto il sistema capitalistico. Ben venga allora la lotta di classe, perch\u00e9 nella lotta di classe risiede la gioia di vivere. E anche la speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019intervista che state per leggere \u00e8 stata fatta il 6 maggio, di pomeriggio. 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