{"id":479808,"date":"2026-05-08T02:16:28","date_gmt":"2026-05-08T02:16:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479808\/"},"modified":"2026-05-08T02:16:28","modified_gmt":"2026-05-08T02:16:28","slug":"harms-rebirth-of-the-cold","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479808\/","title":{"rendered":"HARMS &#8211; Rebirth Of The Cold"},"content":{"rendered":"<p>                <img src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" class=\"attachment-band-image size-band-image wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/harms-rebirth-of-the-cold-2026-500x500.jpeg\"\/>                <\/p>\n<p>voto<br \/><b>6.5<\/b><\/p>\n<ul class=\"album-details\">\n<li>Band:<br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/band\/harms\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">HARMS<\/a>                     <\/li>\n<li>Durata: 00:37:09<\/li>\n<li>Disponibile dal: 08\/05\/2026<\/li>\n<li>Etichetta: <\/li>\n<li>\n                                Time To Kill Records\n                            <\/li>\n<\/ul>\n<p>\n                            Streaming non ancora disponibile.\n                        <\/p>\n<p>Sembra provenire da uno scenario musicale di venti-venticinque anni fa, il secondo album dei finlandesi Harms: \u201cRebirth Of The Cold\u201d \u00e8 una pubblicazione inquadrabile in una cornice temporale riferibile al primo decennio degli anni 2000, se non addirittura agli ultimi vagiti del secolo precedente, senza troppi slanci verso connotazioni stilistiche pi\u00f9 recenti.<br \/>In verit\u00e0 il gruppo nordico ha i piedi ben piantati nell\u2019oggi, almeno sul piano anagrafico: i musicisti sono ancora abbastanza giovani, la band esiste dal 2017 e da allora ad oggi non ha a dire il vero prodotto granch\u00e9, fermandosi a un album \u2013 \u201cA Lifetime Spent On Dying\u201d \u2013 pubblicato nel 2021 e l\u2019EP \u201cRupture\u201d del 2024.<\/p>\n<p>Nella biografia di presentazione si parla di loro come di compagine post-metal, definizione leggermente fuorviante, perch\u00e9 fin dalle prime note si viene presi per il collo da sonorit\u00e0 pi\u00f9 urgenti, squadrate e anthemiche, con un occhio di riguardo alla cupezza, a neri sentori, a un clima asfittico e poco rassicurante, una costante per tutta la tracklist.<br \/>Se di post-metal si pu\u00f2 parlare, infatti, \u00e8 nei suoi caratteri primigeni e, appunto, pi\u00f9 vicini a una materia hardcore evoluta, quindi al post-hardcore e alle sue filiazioni pi\u00f9 veementi e pesanti, incrociate con lo sludge pi\u00f9 torbido \u2013 dalle parti di primi The Ocean o Cult Of Luna, per intenderci: gli Harms per\u00f2 rifuggono quasi integralmente le complicazioni e strutture particolarmente elaborate, concentrandosi su un impatto anthemico ed epidermico.<br \/>La scaletta del disco \u00e8 compatta, feroce e a suo modo accattivante, concentrandosi su una miscela di sonorit\u00e0 che richiamano il metalcore di Norma Jean, Integrity, Zao, in una conformazione semplificata e smussata, con un\u2019attenzione alle melodie molto marcata e strutture lineari, non eccessivamente elaborate.<br \/>Tant\u2019\u00e8 che, non fosse per una produzione corposa e pastosa, i ricami melodici andrebbero fatalmente a parare in territori ancora diversi, quelli dei Darkest Hour o degli In Flames di \u201cSoundtrack To Your Escape\u201d. \u00c8 quindi il mondo metalcore nelle sue varie \u2013 datate \u2013 sfaccettature ad essere l\u2019ambiente prediletto della formazione nordica, brava a ripescare quegli stilemi in modo credibile, molto meno nel costruire canzoni realmente vincenti.<\/p>\n<p>Intendiamoci, \u201cRebirth Of The Cold\u201d \u00e8 gradevole, aggressivo e ritmato al punto giusto per restare in rotazione per qualche tempo tra i propri ascolti del momento, ma non andiamo molto oltre quello.<br \/>Il problema principale \u00e8 che i brani sono mediamente abbastanza telefonati, scorrono discretamente ma in modo prevedibile, alternando fasi pi\u00f9 spinte e d\u2019attacco, tempi medi scorbutici, qualche amara melodia qua e l\u00e0 a infondere un minimo di atmosfera.<br \/>I toni crepuscolari dei passaggi pi\u00f9 meditati si coprono di un alone da inverno nordico, quasi ricadendo nel filone del death\/doom pi\u00f9 melodico di una band come gli Swallow The Sun; peccato che questo aspetto resti per\u00f2 secondario, non diventando poi cos\u00ec centrale e decisivo nel delineare il carattere della formazione. Gli Harms rimangono qualcosa di parzialmente inespresso, risultando presto confondibili, un po\u2019 generici: l\u2019album \u00e8 curato nei suoni, sufficientemente energico e intenso, si nota pure un buon lavoro sulle voci, con un corposo contributo delle seconde voci a dialogare con quella principale, dando coralit\u00e0 da battaglia all\u2019insieme. Peccato tutto ci\u00f2 non sia abbastanza.<\/p>\n<p>Le idee su come far suonare al meglio le singole canzoni sono abbastanza ristrette, e per quanto \u201cTrue Night Falls\u201d, \u201cA Lifetime Spent On Dying\u201d, \u201cEssence Of Sorrow\u201d si facciano ascoltare volentieri, non lasciano in fondo il ricordo di grandi emozioni vissute in loro compagnia.<br \/>\u201cRebirth Of The Cold\u201d \u00e8 in fondo il classico \u2018disco di genere\u2019, categoria nella quale a volte ricadono piccoli gioiellini, in altre circostanze, come in questo caso, qualcosa di volonteroso, sudato, ben pi\u00f9 che sufficiente ma, in fondo, dimenticabile, se non per i super appassionati del settore.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"voto6.5 Band: HARMS Durata: 00:37:09 Disponibile dal: 08\/05\/2026 Etichetta: Time To Kill Records Streaming non ancora disponibile. 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