{"id":479845,"date":"2026-05-08T02:49:19","date_gmt":"2026-05-08T02:49:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479845\/"},"modified":"2026-05-08T02:49:19","modified_gmt":"2026-05-08T02:49:19","slug":"chi-guadagna-con-la-guerra-serge-enderlin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479845\/","title":{"rendered":"Chi guadagna con la guerra &#8211; Serge Enderlin"},"content":{"rendered":"<p>A Ginevra i milioni di dollari movimentati dagli operatori finanziari nel settore del petrolio non passano inosservati. SuisseN\u00e9goce, la lobby dei commercianti di materie prime, \u00e8 preoccupata per i recenti casi di home jacking (rapine in casa in presenza dei proprietari) che le autorit\u00e0 non sarebbero riuscite a prevenire. L\u2019organizzazione esorta il cantone a usare tutti i mezzi necessari per ridurre la criminalit\u00e0, altrimenti le grandi aziende potrebbero trasferirsi altrove, per esempio a Londra o a Singapore. \u201cLa Svizzera ha la reputazione di paese sicuro, e deve continuare a esserlo\u201d, spiega Florence Schurch, segretaria generale di Suisse\u00adN\u00e9goce. \u201cLanciamo un campanello d\u2019allarme, perch\u00e9 purtroppo le cose stanno cambiando\u201d.<\/p>\n<p>La richiesta pi\u00f9 urgente riguarda una legge che renda anonime le transazioni immobiliari nella Feuille d\u2019avis officielle (Fao, una pubblicazione che raccoglie atti amministrativi, giudiziari e altre comunicazioni ufficiali delle autorit\u00e0), dove ora sono registrate obbligatoriamente con il nome dell\u2019acquirente e l\u2019indirizzo. Queste informazioni sarebbero \u201cbuoni suggerimenti\u201d per i \u201cgruppi criminali provenienti dalla Francia\u201d. Ma spesso i malviventi si servono direttamente degli indizi raccolti sui social media, dove i figli degli operatori di mercato ostentano spesso e volentieri uno stile di vita dispendioso e sfrenato.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, le pagine della Fao si leggono come un bollettino di salute del fiorente commercio di materie prime a Ginevra, un settore che movimenta un terzo del petrolio mondiale.<\/p>\n<p>Qualche mese fa, per esempio, Richard Holtum, il capo della Trafigura, si \u00e8 regalato una seconda villa a un chilometro dalla prima, nel ricco comune di Collonge-\u00adBellerive, sulle rive del lago Lemano. Per 24,5 milioni di franchi svizzeri (26,6 milioni di euro), l\u2019ex capitano dell\u2019esercito britannico potr\u00e0 beneficiare di un nuovo accesso diretto al lago. La sua casa, che si trova in un parco di 2.649 metri quadrati, \u00e8 protetta da una siepe alta due metri.<\/p>\n<p>Nel 2022 l\u2019acquisto di una villa da cinquanta milioni di franchi svizzeri a Pregny-Chamb\u00e9sy da parte del britannico Mike Wainwright, numero due della Trafigura, aveva aperto le danze. Da allora si sono susseguiti gli acquisti di immobili di lusso da parte dei dipendenti del colosso specializzato nel commercio del greggio: tra quelli degli ultimi anni ci sono una residenza da cinquanta milioni di franchi svizzeri a Cologny, una villa da dieci milioni a Vand\u0153uvres e ancora una propriet\u00e0 a Collonge-Bellerive, del valore di quaranta milioni.<\/p>\n<p>Il capitale della Trafigura, che non \u00e8 quotata in borsa, \u00e8 detenuto da circa 1.400 dipendenti, che si dividono i profitti, anche se \u2013 come in una squadra di calcio \u2013 sono le star, cio\u00e8 gli operatori di mercato che seguono le operazioni pi\u00f9 redditizie, a incassare i bonus pi\u00f9 sostanziosi. Per l\u2019esercizio chiuso il 30 settembre 2025 i dividendi distribuiti ai dipendenti hanno raggiunto i tre miliardi di dollari (2,56 miliardi di euro). Una cifra inferiore rispetto al 2023, quando la crisi energetica provocata dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina li aveva portati a sei miliardi. Ma tutto lascia pensare che il 2026 sar\u00e0 ancora pi\u00f9 ricco. La chiusura dello stretto di Hormuz, infatti, non \u00e8 una catastrofe per tutti. Come la Trafigura, anche le altre aziende leader di settore con sede a Ginevra \u2013 la Vitol, la Mercuria o la Gunvor (fondata nel 2000 da Guennadi Timchenko, vicino al presidente russo Vladimir Putin, e dallo svedese Torbj\u00f6rn T\u00f6rnqvist) \u2013 dovrebbero trarre enormi profitti. La Totsa, un\u2019azienda del gruppo TotalEnergies con sede a Ginevra, avrebbe concluso un\u2019operazione da un miliardo di dollari poco prima dell\u2019inizio degli attacchi statunitensi e israeliani in Iran e del conseguente aumento dei prezzi del petrolio, assicurandosi le spedizioni di superpetroliere cariche di greggio. Sono proprio queste differenze tra il prezzo di una quantit\u00e0 di petrolio pronta per la consegna e quello virtuale scambiato sul mercato dei futures (contratti con cui si scambia una merce a un prezzo prefissato con consegna o liquidazione a una data futura) che portano guadagni enormi.<\/p>\n<p>\u201cQuesti extraprofitti dovrebbero essere tassati immediatamente, perch\u00e9 sono la conseguenza di un conflitto che incider\u00e0 sul costo della vita qui in Svizzera\u201d, sostiene Rapha\u00ebl Mahaim, deputato dei Verdi del cantone Vaud al parlamento federale svizzero di Berna. \u201cCon queste entrate fiscali supplementari si potrebbero finanziare interventi pubblici per attenuare gli effetti sociali dell\u2019aumento dei prezzi\u201d.<\/p>\n<p>Tra i firmatari di una proposta parlamentare che non ha alcuna possibilit\u00e0 di essere approvata (il parlamento \u00e8 per due terzi schierato a destra), Mahaim ritiene che in Svizzera l\u2019assenza di una vera autorit\u00e0 di vigilanza sul mercato delle materie prime, analoga all\u2019Autorit\u00e0 federale di vigilanza sui mercati finanziari per il settore bancario, \u201csi accompagni a un deficit di regolamentazione e di trasparenza, che pu\u00f2 facilitare operazioni opache. \u00c8 un\u2019opinione piuttosto diffusa che questo settore sar\u00e0 il prossimo grande scandalo internazionale a colpire il paese, com\u2019\u00e8 successo in passato con il segreto bancario\u201d.<\/p>\n<p>Da sapere<\/p>\n<p>Cifre astronomiche<\/p>\n<p>\u25c6 \u00c8 ancora presto per dire se il 2026 frutter\u00e0 al settore delle materie prime pi\u00f9 soldi di quelli guadagnati tra il 2022 e il 2023 dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, ma <strong>Bloomberg<\/strong> riferisce che vari operatori stanno registrando gli utili pi\u00f9 alti degli ultimi quattro anni. I profitti affluiscono in gran parte in Svizzera, dove hanno sede i pi\u00f9 importanti intermediari del commercio di greggio e altre materie prime. La Vitol, la leader di mercato, ha dichiarato che, secondo una stima preliminare, nel primo trimestre del 2026 dovrebbe registrare utili per due miliardi di dollari. Tra l\u2019ottobre 2025 e il marzo di quest\u2019anno la Trafigura ha messo a segno i due trimestri pi\u00f9 ricchi della sua storia. La Gunvor ha guadagnato pi\u00f9 soldi nel primo trimestre del 2026 che in tutto il 2025, mentre il capitale della Mercuria Energy quest\u2019anno dovrebbe raggiungere un rendimento record compreso tra il 25 e il 50 per cento, con utili che potrebbero arrivare a 3,2 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Questi guadagni sono dovuti agli enormi rincari provocati dalla chiusura dello stretto di Hormuz, che ha scatenato una corsa furiosa per accaparrarsi i pochi carichi di greggio disponibili. Chi vuole avere subito il petrolio deve accettare prezzi astronomici: \u00e8 il caso dello Sri Lanka, dove ad aprile un barile valeva 286 dollari, inclusi i costi di spedizione e assicurazione. Le aziende del settore guadagnano su ogni barile di greggio fino a 20-30 dollari, un margine enorme se si pensa che di solito incassano al massimo un dollaro al barile.<\/p>\n<p>L\u2019ong Public eye ha cercato di misurare il peso di queste aziende nell\u2019economia. Non \u00e8 semplice, perch\u00e9 nessuna delle merci negoziate negli uffici di Ginevra o Zugo transita sul territorio nazionale. Dopo l\u2019inizio della guerra in Ucraina, il volume degli scambi di materie prime orchestrati in Svizzera raggiungeva quasi i novanta miliardi di franchi svizzeri all\u2019anno, pari al 10 per cento del pil nazionale. \u201c\u00c8 utile osservare che, in caso di infrazione per pratiche fraudolente, queste aziende subiscono multe irrisorie rispetto al loro peso: al massimo cinque milioni di franchi svizzeri. Le sanzioni sono molto pi\u00f9 pesanti nel Regno Unito o negli Stati Uniti\u201d, spiega Adri\u00e1 Budry Carb\u00f3, analista di Public eye.<\/p>\n<p>Gli operatori di mercato del petrolio sono concentrati a Ginevra. Ma in Svizzera ci sono complessivamente novecento aziende, che danno lavoro a diecimila persone in vari settori, dalle fonti fossili ai metalli fino ai prodotti alimentari.<\/p>\n<p>Per rendersi conto della forza del settore, basti pensare che a Ginevra si fissa il prezzo dell\u2019Azeri Light, il greggio estratto al largo dell\u2019Azerbaigian; e che dalla citt\u00e0 svizzera si noleggiano vani cargo tra Santos, in Brasile, e Port Said, in Egitto.<\/p>\n<p>Negli anni in Svizzera \u00e8 stato costruito un sistema in grado di offrire un\u2019ampia variet\u00e0 di servizi grazie al personale qualificato e poliglotta: dal finanziamento del commercio al trasporto marittimo, passando per consulenze legali e fiscali e le ispezioni dei carichi.<\/p>\n<p>Le aziende che commerciano materie prime hanno scelto la Svizzera per i vantaggi fiscali, la stabilit\u00e0 politica e un quadro normativo relativamente flessibile. \u201cIn realt\u00e0, \u00e8 estremamente rigido rispetto ad altri centri come Dubai e Singapore\u201d, ribatte Schurch, di SuisseN\u00e9goce. \u201cNessuno contesta che ci siano stati casi di corruzione, ma risalgono a pi\u00f9 di dieci anni fa. All\u2019epoca non esisteva un quadro giuridico sulla corruzione, e nel frattempo il settore \u00e8 cambiato. Quanto a una maggiore regolamentazione, siamo gi\u00e0 sottoposti a ogni tipo di norme, standard e sanzioni in tutti i paesi in cui compriamo le materie prime e in tutti quelli in cui le vendiamo\u201d.<\/p>\n<p>In effetti dal 2022 il Codice delle obbligazioni svizzero impone ad alcune imprese \u2013 in particolare quelle attive nel settore delle materie prime \u2013 di dar conto dell\u2019incidenza delle proprie attivit\u00e0 su questioni ambientali, sociali, relative ai diritti umani e alla lotta contro la corruzione. Un\u2019iniziativa parlamentare mira inoltre a istituire un\u2019autorit\u00e0 di vigilanza sui mercati incaricata di far rispettare le norme e di rafforzare la trasparenza.<\/p>\n<p>Per le aziende che commerciano materie prime \u00e8 un tipico caso di \u201cSwiss finish\u201d, cio\u00e8 quel livello aggiuntivo di regolamentazione nazionale che va oltre gli standard internazionali e rischia quindi di metterle in una posizione di svantaggio rispetto alla concorrenza che opera in paesi ancora meno esigenti.<\/p>\n<p>A Ginevra tutti ricordano che, dopo le sanzioni adottate dalla Svizzera contro la Russia nella primavera del 2022, gli operatori di mercato che commerciavano il petrolio russo \u2013 a cominciare dalla Rosneft Trading e dalla Litasco \u2013 si sono trasferiti a Dubai, da dove si pensa gestiscano il traffico della cosiddetta flotta fantasma del Cremlino. Una quindicina di anni fa la citt\u00e0 svizzera gestiva fino all\u201980 per cento delle esportazioni di greggio russo.<\/p>\n<p>Ecco il paradosso elvetico: mentre la sinistra vorrebbe un inasprimento della legge a livello federale su queste attivit\u00e0 altamente redditizie, le entrate fiscali che ne derivano non disturbano nessuno a livello locale. Il piccolo e benestante comune di Rolle, sulle rive del lago Lemano, a trenta minuti da Ginevra, conta sempre pi\u00f9 espatriati, spesso anglosassoni, decisamente poco discreti. Come i conducenti di due Lamborghini Revuelto da 668mila euro l\u2019una, che percorrono la via principale facendo rombare il loro motore V12 da 1.015 cavalli. Il commento, a met\u00e0 tra il divertito e il rassegnato, di un consigliere comunale: \u201cNon si pu\u00f2 dire che amiamo questi personaggi. Ma, anche se poco tassati, saranno comunque i loro soldi a pagare il nuovo asilo nido\u201d. \u25c6 gim<\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/serge-enderlin\/2026\/05\/07\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Chi guadagna con la guerra\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Ginevra i milioni di dollari movimentati dagli operatori finanziari nel settore del petrolio non passano inosservati. 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