{"id":479883,"date":"2026-05-08T03:33:23","date_gmt":"2026-05-08T03:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479883\/"},"modified":"2026-05-08T03:33:23","modified_gmt":"2026-05-08T03:33:23","slug":"michela-murgia-racconto-i-suoi-ultimi-giorni-ho-un-carcinoma-al-quarto-stadio-da-qui-non-si-torna-indietro-ora-mi-sposo-cosi-decido-del-mio-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/479883\/","title":{"rendered":"Michela Murgia raccont\u00f2 i suoi ultimi giorni: \u00abHo un carcinoma al quarto stadio: da qui non si torna indietro. Ora mi sposo, cos\u00ec decido del mio futuro\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">L&#8217;intervista del 6 magglio 2023 con cui Murgia rivelava la sua malattia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019intervista esclusiva rilasciata\u00a0da Michela Murgia ad Aldo Cazzullo. La scrittrice sarda annuncia di avere\u00a0un carcinoma al quarto stadio.L\u2019occasione \u00e8 l\u2019uscita del libro\u00a0Tre ciotole che nel 2025 diventa\u00a0anche un film, diretto da Isabel Coiexet.\u00a0Murgia morir\u00e0 il 10 agosto 2023, a Roma. Questo articolo fa parte di\u00a0\u00abUna grande storia &#8211; 50 articoli dall&#8217;Archivio del Corriere\u00bb: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/150-anni-corriere-una-grande-storia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui tutti i pezzi.<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Michela Murgia, il suo nuovo, splendido libro, Tre ciotole, si apre con la diagnosi di un male incurabile. C\u2019\u00e8 qualcosa di autobiografico? <\/b><br \/>\u00ab\u00c8 pedissequo. \u00c8 il racconto di quello che mi sta succedendo. Diagnosi compresa\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei scrive: \u00abCarcinoma renale al quarto stadio\u00bb. Non ci sono speranze?<\/b> <br \/>\u00abDal quarto stadio non si torna indietro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il personaggio del suo libro per\u00f2 non vuol sentir parlare di \u00ablotta\u00bb contro il male. Perch\u00e9?<\/b> <br \/>\u00abPerch\u00e9 non mi riconosco nel registro bellico. Mi sto curando con un\u2019immunoterapia a base di biofarmaci. Non attacca la malattia; stimola la risposta del sistema immunitario. L\u2019obiettivo non \u00e8 sradicare il male, \u00e8 tardi, ma guadagnare tempo. Mesi, forse molti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa intende per registro bellico?<\/b><br \/>\u00abParole come lotta, guerra, trincea&#8230; Il cancro \u00e8 una malattia molto gentile. Pu\u00f2 crescere per anni senza farsene accorgere. In particolare sul rene, un organo che ha tanto spazio attorno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non pu\u00f2 operarsi?<\/b><br \/>\u00abNon avrebbe senso. Le metastasi sono gi\u00e0 ai polmoni, alle ossa, al cervello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Michela, lei sta dicendo una cosa terribile con una serenit\u00e0 che mi impressiona.<\/b><br \/>\u00abIl cancro non \u00e8 una cosa che ho; \u00e8 una cosa che sono. Me l\u2019ha spiegato bene il medico che mi segue, un genio. Gli organismi monocellulari non hanno neoplasie; ma non scrivono romanzi, non imparano le lingue, non studiano il coreano. Il cancro \u00e8 un complice della mia complessit\u00e0, non un nemico da distruggere. Non posso e non voglio fare guerra al mio corpo, a me stessa. Il tumore \u00e8 uno dei prezzi che puoi pagare per essere speciale. Non lo chiamerei mai il maledetto, o l\u2019alieno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019alieno lo chiamava Oriana Fallaci.<\/b><br \/>\u00abOgnuno reagisce alla sua maniera e io rispetto tutti. Ma definirlo cos\u00ec sarebbe come sentirsi posseduta da un demone. E allora non servirebbe una cura, ma un esorcismo. Meglio accettare che quello che mi sta succedendo faccia parte di me. La guerra presuppone sconfitti e vincitori; io conosco gi\u00e0 la fine della storia, ma non mi sento una perdente. La guerra vera \u00e8 quella in Ucraina. Non posso avere Putin e Zelensky dentro di me. Non avrei mai trovato le energie per scrivere questo libro in tre mesi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La morte non le pare un\u2019ingiustizia?<\/b><br \/>\u00abNo. Ho cinquant\u2019anni, ma ho vissuto dieci  vite. Ho fatto cose che la stragrande maggioranza delle persone non fa in una vita intera. Cose che non sapevo neppure di desiderare. Ho ricordi preziosi\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Michela Murgia racconta gli ultimi giorni: \u00abMi sposo, cos\u00ec decido del mio futuro\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/69e8e1d52b2a5.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/69e8e1d52b2a5.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una delle sue altre vite la conosciamo: operatrice in un call center. Ne ha tratto un libro, Il mondo deve sapere, che ha ispirato il film di Virz\u00ec con Sabrina Ferilli Tutta la vita davanti. Le altre vite quali sono?<\/b><br \/>\u00abHo consegnato cartelle esattoriali. Ho insegnato per sei anni religione. Ho diretto il reparto amministrativo di una centrale termoelettrica. Ho portato piatti in tavola. Ho venduto multipropriet\u00e0. Ho fatto la portiera notturna in un hotel&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Sardegna?<\/b><br \/>\u00abNel posto pi\u00f9 lontano e diverso dal mio paese, Cabras, che potessi trovare: l\u2019hotel Perego al passo dello Stelvio, sull\u2019unico ghiacciaio dove si scia pure d\u2019estate. Ero la sola italiana, con Aisha, marocchina, Mohamed, berbero, Cheik, dell\u2019Africa nera, e Mikhail, serbo. A tavola recitavamo la preghiera cattolica, quella musulmana e quella ortodossa. Il piatto pi\u00f9 richiesto dai clienti era lo stinco di maiale e ogni volta era una scommessa: in cucina c\u2019erano Mohamed e Cheik, che non ne hanno mai assaggiato uno&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ora sta studiando il coreano? Come mai?<\/b><br \/>\u00abDa due anni. Volevo anche andare in Corea, ma le mie condizioni per ora non lo consentono. Tutto nasce da una passione per il k-pop e per i Bts, una musica e un gruppo che mi danno grandissima gioia. Ho iniziato a studiare il coreano per capire i testi. Poi mi sono resa conto che la vera ragione era un\u2019altra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quale?<\/b><br \/>\u00abMe l\u2019ha spiegata Jhumpa Lahiri. Gli scrittori postcoloniali, che hanno avuto successo non nella loro lingua originaria ma in quella dominante del colonizzatore, tendono a cercare un terzo spazio, una terza patria. Per Jhumpa, che ha origini indiane e scrive in inglese, \u00e8 l\u2019Italia. Per me, che sono sarda e scrivo in italiano, \u00e8 la Corea. Forse ci andr\u00f2 quando disperderanno le mie ceneri nell\u2019oceano, a Busan. Nel coreano cerco parole che nessuno ha mai usato contro di me, e che io non ho mai usato contro nessuno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei pensa e sogna in sardo?<\/b><br \/>\u00abCerto. Non soltanto: penso in sardo e traduco in italiano; sono due Michele diverse, una sarda e una italiana. Alla stessa domanda se penso in italiano do una risposta, se penso in sardo un\u2019altra. L\u2019Italia e la Sardegna sono due cose diverse. Per voi la Sardegna \u00e8 l\u2019isola delle vacanze. Non vi rendete conto che c\u2019\u00e8 una base militare ogni 150 chilometri, perch\u00e9 d\u2019estate interrompono i tiri per non disturbare i turisti. L\u2019altro giorno ero all\u2019orto botanico, qui a Trastevere. La persona che era con me \u00e8 trasalita per il botto del cannone del Gianicolo. Io no. Noi sardi siamo abituati ai rumori di guerra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per\u00f2 la Sardegna non \u00e8 una colonia. \u00c8 Italia. Uno dei personaggi del suo libro \u00e8 la donna di servizio di un colonnello, che ha lavorato in un poligono in Sardegna, e dice che non \u00e8 vero che le morti per tumore in quella zona siano legate alle armi&#8230;<\/b><br \/>\u00abMi riferisco al poligono di Perdasdefogu, che viene affittato alle potenze alleate: arrivano, pagano, sperimentano armi e tecnologie, se ne vanno, e lasciano la loro scia di morte. Un magistrato coraggioso, il procuratore Fiordalisi, ha fatto riesumare le salme del cimitero e ha portato la Difesa e i vertici militari alla sbarra a rispondere di salute pubblica. Ma la comunit\u00e0 vive di cose non dette. La base d\u00e0 da mangiare a tutti, ma non consente a nessuno di mangiare in modo diverso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Eppure lei affida al suo personaggio, la donna di servizio, il ragionamento contrario. Anche a proposito della sua critica al generale Figliuolo: \u00abUna tipa in televisione ha detto che la divisa del Generale le faceva paura. Centinaia di morti per il virus e questa pazza&#8230;\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa letteratura serve a ribaltare lo sguardo e in quel racconto la pazza sono io. Lo rivendico. Il codice militare applicato a un\u2019emergenza civile \u00e8 un rischio potente per una democrazia. Nel momento pi\u00f9 drammatico abbiamo affidato il governo a Draghi, un tecnico, e la vaccinazione a Figliuolo, un militare. La politica in quel momento si \u00e8 arresa e ha ceduto il suo ruolo. La facilit\u00e0 con cui abbiamo sospeso le libert\u00e0 dovrebbe atterrirci\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel suo libro lei cita per nome un solo personaggio, oltre al cantante coreano Jimin: l\u2019ex presidente Cossiga.<\/b><br \/>\u00abMi \u00e8 sempre stato simpatico. Ricordo un faccia a faccia con Minoli, che gli chiese: ma lei \u00e8 massone? Cossiga rispose: no. Minoli lo incalz\u00f2. E lui: \u201cErano massoni mio padre, mio zio, mio cugino, i miei amici&#8230; Non avevo alcun bisogno di essere massone pure io\u201d. \u00c8 un po\u2019 come me con il Premio Strega. Ho rifiutato il voto da giurata, ma Chiara Valerio mi sfotte sempre: \u201cMichela non ha un singolo voto, ne ha diciassette&#8230;\u201d (Michela Murgia sorride)\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei non scriveva un romanzo da otto anni.<\/b><br \/>\u00abE anche questo libro sarebbe dovuto essere un pamphlet. Invano Marcello Fois mi ripeteva che la letteratura cambia la vita pi\u00f9 dei saggi, che Proust ha cambiato il mondo pi\u00f9 di Baumann. A me sembrava che un saggio mi consentisse di scrivere pi\u00f9 cose autentiche. Poi mi sono resa conto che la letteratura mi permette di dire cose meno assertive; anche cose contrarie a quelle che penso. La donna di servizio giustifica la decisione del Colonnello di sottoporre il figlio malato di cancro a un intervento chirurgico non necessario. Il bisturi come soluzione militare. Radicale. E sbagliata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei aveva gi\u00e0 avuto il cancro.<\/b><br \/>\u00abA un polmone. Tossivo. Feci un controllo. Era a uno stadio precocissimo, lo riconoscemmo subito. Una botta di culo. Per\u00f2 ero in campagna elettorale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si era candidata alla presidenza della Sardegna contro tutti i partiti, prese il 10 per cento.<\/b><br \/>\u00abQuella volta non potei dire che ero malata. Gli avversari mi avrebbero accusata di speculare sul dolore; i sostenitori non avrebbero visto in me la forza che cercavano. Dovetti nascondere il male, farmi operare altrove\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Questa volta come se n\u2019\u00e8 accorta?<\/b><br \/>\u00abNon respiravo pi\u00f9. Mi hanno tolto cinque litri d\u2019acqua dal polmone. Stavolta il cancro era partito dal rene. Ma a causa del Covid avevo trascurato i controlli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le tre ciotole che danno il titolo al libro sono quelle in cui lei mangia, rigorosamente da sola, un pugno di riso, qualche pezzetto di pesce o di pollo e qualche verdura. Soltanto cos\u00ec ha smesso di vomitare. Un vomito che lei non collega alla malattia, bens\u00ec a un abbandono. A una sofferenza d\u2019amore. Anche questa \u00e8 autobiografia?<\/b><br \/>\u00abLa donna di quel racconto \u00e8 poco autobiografica. Non sono mai stata lasciata. Sono stata fortunata: ho sempre avuto amori felici, e persone che si sono rivelate in gamba anche quando le ho lasciate. Il vomito l\u2019ho vissuto, ma legato alla mia ostensione pubblica, all\u2019essere diventata un bersaglio. Era la reazione per l\u2019odio che ho avvertito nei miei confronti. \u00c8 cominciato quando ho visto per la prima volta il mio nome sui muri, quando mi hanno insultata in coda al supermercato. \u00c8 finito quando ho capito che non dovevo lasciar entrare quell\u2019odio dentro di me\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come lo spiega, quell\u2019odio?<\/b><br \/>\u00abPrima dell\u2019arrivo di Elly Schlein mi sono trovata, con pochi altri scrittori come Roberto Saviano, a supplire all\u2019assenza della sinistra, a difendere i diritti e le libert\u00e0 nel dibattito pubblico\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche gli esponenti della destra sono odiati.<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Ma fa parte del mestiere di un leader politico. Salvini e Meloni hanno dietro di s\u00e9 un sistema di potere. Una macchina. Organi di stampa. Persone che lavorano per loro. Muovono denaro, fanno nomine, decidono carriere. Io nella discussione dovrei essere criticamente terza; invece sono diventata controparte. Ed ero sola, con la forza della mia voce. Mi dicevano: voi&#8230; Ma voi chi? \u201cVoi del Pd\u201d. Ma io non ho mai votato Pd in vita mia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In un altro capitolo lei racconta di tre ragazzi che uccidono un topo.<\/b><br \/>\u00abTre ragazzi che non erano mai stati picchiati dal padre; eppure sanno benissimo come si fa. Io ho avuto un padre violento, come si fa del male lo impari anche quando lo fanno a te\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel libro, il personaggio femminile seppellisce il topo, ma il suo corpo spunta ancora fuori, e lei deve saltarci sopra per pareggiare il terreno.<\/b><br \/>\u00abCerte cose riaffiorano. Puoi occultarle, superarle, ma mai del tutto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel capitolo finale la protagonista \u00e8 gi\u00e0 morta, e la sorella appende alle querce da sughero i suoi vestiti, affinch\u00e9 ogni persona cara possa portarne via uno&#8230;<\/b><br \/>\u00abQuella scena c\u2019\u00e8 stata: nel giugno scorso ho compiuto cinquant\u2019anni e ho appeso alle querce cinquanta vestiti. In questo tempo ho avuto modo di preparare tutto. Scrivere un alfabeto dell\u2019addio. Predisporre un percorso collettivo. Tanti dicono di voler morire all\u2019improvviso, nel sonno, senza accorgersene. Ora ho capito perch\u00e9 mia nonna da piccola mi faceva recitare una preghiera contro la morte improvvisa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abIl dolore non si pu\u00f2 cancellare; il trauma s\u00ec. Si pu\u00f2 gestire. Hai bisogno di tempo per abituare te stessa e le persone a te vicine al transito. Un tempo per pensare come salutare chi ami, e come vorresti che ti salutasse. Io non sono sola. Ho dieci persone. La mia queer family\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come tradurrebbe queer family?<\/b><br \/>\u00abUn nucleo familiare atipico, in cui le relazioni contano pi\u00f9 dei ruoli. Parole come compagno, figlio, fratello non bastano a spiegarla. Non ho mai creduto nella coppia, l\u2019ho sempre considerata una relazione insufficiente. Lasciai un uomo dopo che mi disse che sognava di invecchiare con me in Svizzera in una villa sul lago. Una prospettiva tremenda\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Milioni di persone hanno creduto nella coppia, ci credono, ci crederanno. <\/b><br \/>\u00abMa finiscono per vivere di tradimenti e di bugie. Che diventano il loro segreto, e la loro vergogna\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Diceva che ha predisposto tutto.<\/b><br \/>\u00abHo comprato casa, con dieci posti letto, dove stare tutti insieme; mi \u00e8 spiaciuto solo che mi abbiano negato il mutuo in quanto malata. Ho fatto tutto quello che volevo. E ora mi sposo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Si sposa?<\/b><br \/>\u00abLo Stato alla fine vorr\u00e0 un nome legale che prenda le decisioni, ma non mi sto sposando solo per consentire a una persona di decidere per me. Amo e sono amata, i ruoli sono maschere che si assumono quando servono\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sposa un uomo o una donna?<\/b><br \/>\u00abUn uomo, ma poteva essere una donna. Nel prenderci cura gli uni degli altri non abbiamo mai fatto questione di genere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il suo capolavoro, Accabadora, \u00e8 una storia di eutanasia. Per\u00f2 il pi\u00f9 grande medico del Novecento, Umberto Veronesi, mi ha detto: \u00abHo assistito migliaia di malati terminali, e nessuno mi ha chiesto di morire. Tutti mi chiedevano di guarire\u00bb.<\/b><br \/>\u00abPosso sopportare molto dolore, ma non di non essere presente a me stessa. Chi mi vuole bene sa cosa deve fare. Sono sempre stata vicina ai radicali, a Marco Cappato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non le manca un figlio?<\/b><br \/>\u00abMa io ho quattro figli!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel libro scrive che odia i bambini.<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 vero. I bambini rompono i coglioni. Tutti i bambini. Non \u00e8 vero quel che dicono, che i figli sono maleducati per colpa dei genitori; prima o poi un bambino anche educatissimo pianger\u00e0, si lamenter\u00e0, disturber\u00e0, sconvolger\u00e0 il vagone del treno su cui viaggio, prender\u00e0 a calci il sedile su cui sono seduta in aereo&#8230; Non amo i bambini, ma sono predisposta ad accompagnare gli adolescenti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E ha quattro figli.<\/b><br \/>\u00abSono figli d\u2019anima. Il pi\u00f9 grande ha 35 anni, il pi\u00f9 piccolo venti. Tutti maschi, ma \u00e8 un caso. Uno fa il cantante lirico, uno studia economia anche se speravamo facesse lettere, uno insegna a Yale, l\u2019altro lavora in un grande gruppo della moda\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa vuol dire madre d\u2019anima?<\/b><br \/>\u00abLa filiazione d\u2019anima in Sardegna esiste da sempre, anch\u2019io ho avuto due madri e due padri di fatto. \u00c8 insensato dire che di madre ce n\u2019\u00e8 una sola, una condanna per la donna e anche per chi le \u00e8 figlio. La maternit\u00e0 ha tante forme\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un altro capitolo del libro si intitola Utero in affido.<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 la storia di una donna che mette al mondo un bambino e lo affida a una coppia che lo desiderava. Odio sentir parlare di \u201cutero in affitto\u201d, di \u201cmaternit\u00e0 surrogata\u201d. Odio la retorica della maternit\u00e0 biologica; meno figli si fanno, pi\u00f9 si misticizza la maternit\u00e0. Forse un giorno nasceremo tutti da un utero artificiale. Quelli che parlano di maternit\u00e0 rubata sono gli stessi che hanno in casa badanti che hanno lasciato i loro figli in Paesi lontani per occuparsi dei nostri bambini e vecchi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 anche una scena di sesso, molto ben scritta.<\/b><br \/>\u00abL\u2019ho fatta leggere a Missiroli, Desiati, Saviano. Abbiamo sorriso, l\u2019hanno trovata molto eccitante; ma nessuno si \u00e8 accorto che lei non viene. Gliel\u2019ho detto: neanche per iscritto vi accorgete che una finge&#8230; Vuol dire che funziona\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha avuto una formazione cattolica. Crede ancora in Dio?<\/b><br \/>\u00abCerto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019ha pregato in questi mesi?<\/b><br \/>\u00abL\u2019ho pregato e lo prego di far accettare alle persone che mi amano quello che accadr\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come immagina l\u2019Aldil\u00e0?<\/b><br \/>\u00abNon un luogo, ma uno stato sentimentale. Dio \u00e8 una relazione. Non penso che la vita dopo la morte sia tanto diversa. Vivr\u00f2 relazioni non molto differenti da quelle che vivo qui, dove la comunione \u00e8 fortissima. Nell\u2019Aldil\u00e0 sar\u00e0 una comunione continua, senza intervalli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Con gli altri o con Dio?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 uguale. Sar\u00e0 il passaggio dal \u201cnon ancora\u201d al \u201cgi\u00e0\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi non ha paura della morte?<\/b><br \/>\u00abNo. Spero solo di morire quando Giorgia Meloni non sar\u00e0 pi\u00f9 presidente del Consiglio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 il suo \u00e8 un governo fascista\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il mio giudizio sul fascismo \u00e8 severo quanto il suo. Proprio per questo non sono d\u2019accordo: il governo Meloni non \u00e8 fascista.<\/b><br \/>\u00abQual \u00e8 il confine del fascismo? La violenza? La bastonata? Imporre con una circolare che il figlio di due madri sia di una madre sola non \u00e8 forse violenza? Crede che a una famiglia faccia meno male di una bastonata?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come vorrebbe essere ricordata?<\/b><br \/>\u00abRicordatemi come vi pare. Non ho mai pensato di mostrarmi diversa da come sono per compiacere qualcuno. Anche a quelli che mi odiano credo di essere stata utile, per autodefinirsi. Me ne andr\u00f2 piena di ricordi. Mi ritengo molto fortunata. Ho incontrato un sacco di persone meravigliose. Non \u00e8 vero che il mondo \u00e8 brutto; dipende da quale mondo ti fai. Quando avevo vent\u2019anni ci chiedevamo se saremmo morti democristiani. Non importa se non avr\u00f2 pi\u00f9 molto tempo: l\u2019importante per me ora \u00e8 non morire fascista\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-07T08:32:46+02:00\">7 maggio 2026 ( modifica il 7 maggio 2026 | 08:32)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo L&#8217;intervista del 6 magglio 2023 con cui Murgia rivelava la sua malattia L\u2019intervista esclusiva 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