{"id":480213,"date":"2026-05-08T08:58:14","date_gmt":"2026-05-08T08:58:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480213\/"},"modified":"2026-05-08T08:58:14","modified_gmt":"2026-05-08T08:58:14","slug":"cremona-sera-loracolo-grigiorosso-oltre-trentanni-di-cremonese-visti-dallobiettivo-di-ivano-frittoliil-crollo-difficile-da-analizzare-ma-credo-sia-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480213\/","title":{"rendered":"Cremona Sera &#8211; \u201cL&#8217;oracolo grigiorosso\u201d, oltre trent&#8217;anni di Cremonese visti dall\u2019obiettivo di Ivano Frittoli:\u201dIl crollo? Difficile da analizzare, ma credo sia successo qualcosa di grave dentro lo spogliatoio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Questa storia comincia quando la fotografia era passione per pochi e professione per ancora meno. Non esistevano smartphone, droni, GoPro n\u00e9 social dove pubblicare in tempo reale migliaia di immagini. Esisteva la pellicola: ogni scatto aveva un costo preciso. C&#8217;erano rullini di varia sensibilit\u00e0, a colori o in bianco e nero, da 12, 24 o 36 esposizioni. Chi non aveva pretese puntava sui rullini economici \u2014 e sulle macchine altrettanto economiche \u2014, tanto che ad ogni rullino sviluppato te ne regalavano spesso uno nuovo. C&#8217;erano le macchinette usa e getta, le \u00abpunta e scatta\u00bb con flash e ricarica automatica, e poi le reflex con obiettivi intercambiabili: Canon, Nikon, Pentax, Fuji, Yashica, Contax. Album, diapositive e, per i fotoamatori pi\u00f9 evoluti, archivi di negativi maniacalmente suddivisi con note e foglietti \u2014 altro che database elettronici. Almeno prima dell&#8217;arrivo del digitale.<\/p>\n<p>Il protagonista di questa intervista quella storia la conosce bene: l&#8217;ha vissuta dall&#8217;interno. <strong>Ivano Frittoli<\/strong>, il \u00abmitico Ivano\u00bb, ha fatto della fotografia prima una passione e poi una professione. Ci\u00f2 che lo rende unico \u00e8 il legame stretto con i colori grigiorossi, di cui ha raccontato le vicende per oltre trent&#8217;anni attraverso i suoi scatti.<\/p>\n<p>Vale la pena spendere una parola su chi, come Ivano, vive la fotografia come un&#8217;arte. Il valore dello scatto sportivo va oltre la qualit\u00e0 tecnica dell&#8217;immagine: c&#8217;\u00e8 la capacit\u00e0 di essere nel posto giusto al momento giusto, di anticipare un movimento, un&#8217;esultanza, un contrasto, una palla che si insacca. Niente di tutto questo \u00e8 casuale, in chi ha dedicato la vita a fermare il tempo e le emozioni.<\/p>\n<p>Ivano quelle emozioni le ha fermate, archiviate e in parte pubblicate su giornali prima e su siti online poi \u2014 quando ancora non eravamo sommersi da statistiche inutili esibite sui social da sedicenti allenatori, procuratori e opinionisti. Nel calcio di Ivano non c&#8217;\u00e8 posto per calcoli e numeri, solo per le emozioni che i calciatori sanno regalare a chi li osserva, dagli spalti o dal campo.<\/p>\n<p><strong>Il ragazzo del quartiere San Bassano di via dei Mille.<\/strong><\/p>\n<p>La storia di Frittoli comincia nel 1956, nel rione popolare di San Bassano. Ragazzo come tanti, si ritrova a correre dietro a un pallone. Gioca nelle giovanili della Juventina, la squadra del quartiere, e \u2014 segno del destino \u2014 ha il privilegio di calcare l&#8217;erba dello Zini nelle partite che precedono quelle dei suoi idoli, tra cui Mario \u00abJumbo\u00bb Ghisolfi, portiere che ha difeso i pali della Cremonese dal 1949 al 1957. Sui campi locali incrocia Giancarlo Vasini e Aristide Guarneri: stessa passione, carriere differenti \u2014 Brescia e Inter per i due difensori cremonesi, calcio amatoriale per Ivano. Ma il destino lo legher\u00e0 ai colori grigiorossi molto pi\u00f9 a lungo di quanto potesse immaginare.<\/p>\n<p>Nel frattempo la vita va avanti, tra famiglia e lavoro: per oltre trent&#8217;anni Ivano Frittoli \u00e8 agente Lamborghini Calor, tecnico specializzato nell&#8217;assistenza e nell&#8217;installazione di impianti di riscaldamento industriali.\u00a0<\/p>\n<p>La domenica, per\u00f2, appartiene alla Cremonese e alla sua grande passione per le moto. Fino all&#8217;inizio degli anni Ottanta, quando la fotografia e la Cremonese si intrecciano e lo catapultano a bordo dei campi, obiettivo in mano, per raccontare le gesta dei grigiorossi. Collabora con il giornalino distribuito allo Zini prima delle partite casalinghe, con \u00ab<strong>La Partida<\/strong>\u00bb, poi \u00ab<strong>Mondo Padano<\/strong>\u00bb, e \u00ab<strong>Il Vascello<\/strong>\u00bb e altre testate locali; per circa cinque anni \u00e8 anche fotografo ufficiale dell&#8217;US Cremonese.\u00a0<\/p>\n<p>Poi arriva la collaborazione con il sito *<strong>Sportgrigiorosso<\/strong>*, dove ci siamo conosciuti e dove di fatto chiude la sua avventura da fotografo \u2014 pur continuando a esercitare quella da tifoso sui gradoni dello Zini.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;intervista<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ivano, partiamo dall\u2019inizio<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono nato a Cremona, nel quartiere San Bassano, in via dei Mille. Ho cominciato a giocare nelle giovanili della Juventina e ho continuato fino a cinquantacinque anni da amatore. In quella squadra, l&#8217;anno prima di me, aveva giocato Aristide Guarneri. Ho giocato anche con Vasini, che poi \u00e8 passato al Brescia: uno dei primi cremonesi a fare il salto di categoria, ha giocato sia in Serie B che in Serie A\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La fotografia: quando \u00e8 nata questa passione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;ho sempre avuta, fin da ragazzino. Non appena ho potuto permettermelo, mi sono comprato una reflex e non l&#8217;ho pi\u00f9 mollata \u2014 come non ho pi\u00f9 mollato la Cremonese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E quando le due passioni si sono unite?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo cominciato a fotografare per il giornalino distribuito allo Zini prima delle partite casalinghe, &#8220;La Partida&#8221;, e prima ancora per *La Provincia*. Come fotografo alla Cremonese ho iniziato nella stagione 1985-&#8217;86, se non ricordo male, sempre con &#8220;La Partida&#8221;, insieme a Muchetti. Poi ho collaborato con &#8220;Il Vascello&#8221; di Antonio Leoni per sette-otto anni, sempre foto alla Cremonese. Al Vascello lavorava anche Alex Everet, e quando la testata ha chiuso, Alex ha messo in piedi il sito di *Sportgrigiorosso*, con cui ho cominciato a collaborare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Hai conosciuto personalmente diversi protagonisti del club. Qualche ricordo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon Miglioli ero amico dai tempi del calcio giocato: lui era del Sant&#8217;Ambrogio, ci siamo conosciuti tramite mio padre, che faceva il messo comunale. Mi diceva sempre: &#8220;Te sei l&#8217;unico che non mi cerca mai niente&#8221;. Con Enrico Piccioni siamo diventati amici col tempo \u2014 gli ho fatto anche gli impianti del suo ristorante. Con Gualco, Bencina e Bonomi avevo un buon rapporto: ci conoscevamo, ci si frequentava\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ricordi di gare particolari?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRicordo la trasferta di Varese del 12 giugno 1983, e poi gli spareggi a Roma contro Como e Catania, il 22 e il 25 giugno successivi. Ma soprattutto la promozione in Serie A a Pescara, nel giugno del 1989. A fine partita ero negli spogliatoi. Quella notte non riuscii a dormire, pensando al rigore finale di Lombardo e a me dietro la porta mentre scattavo la foto prima del delirio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E arriviamo a Wembley, 27 marzo 1993, finale del Torneo Anglo-Italiano.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi ero accreditato in proprio \u2014 allora non c&#8217;era tutta la burocrazia di adesso. Bastava fare richiesta alla FIGC, mi hanno concesso l&#8217;accredito e sono partito con il gruppo degli italiani in aereo. Il giorno della partita dovevo essere allo stadio per le dieci di mattina, con il fischio d&#8217;inizio al pomeriggio. Ho lasciato i miei compagni di viaggio, ho preso la metropolitana e sono uscito a Wembley. Tra i cremonesi c&#8217;erano Muchetti e Faliva. Abbiamo mangiato insieme, poi ci hanno spiegato le regole: una volta presa la postazione, non ti potevi muovere fino alla fine del primo tempo; nell&#8217;intervallo si poteva cambiare, ma poi dovevi restare fermo anche nel secondo. Le postazioni erano delle buche a bordo campo, eravamo praticamente a livello del terreno di gioco, con gli obiettivi puntati verso il campo. Alla fine siamo andati tutti all&#8217;albergo della squadra \u2014 tifosi compresi. Un casino: Miglioli era scatenato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qualche aneddoto particolare allo Zini?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDurante una partita, il difensore grigiorosso Vasile Mogo\u0219 stava correndo verso la porta avversaria quando, in un contrasto, ha perso l&#8217;equilibrio ed \u00e8 volato oltre i cartelloni, finendo dritto addosso a me. La macchina fotografica \u00e8 andata a finire chiss\u00e0 dove, qualcuno ha pure scattato una foto in quel momento. Lui non sapeva pi\u00f9 cosa fare: &#8220;Scusa, scusa!&#8221;, continuava a ripetere, e mi ha aiutato a rialzarmi. A fine partita, mentre stavo raccogliendo la mia attrezzatura, si \u00e8 avvicinato e mi ha dato la maglia. Era un bravo calciatore, un po&#8217; matto, ma mi piaceva\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando hai &#8220;attaccato la macchina fotografica al chiodo&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;ultima \u00e8 stata a Como, per la promozione in Serie A. Stava diventando sempre pi\u00f9 difficile ottenere l&#8217;accredito, anche essendo iscritto all&#8217;Ordine dei Giornalisti. E poi ero stanco: dopo tanti anni in giro, ore in campo d&#8217;inverno, con pioggia e freddo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E cos\u00ec passi il tempo a curare il tuo archivio fotografico.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo conservato tutti i negativi e li ho scansionati per pubblicarli online. Ho cominciato con una Minolta analogica, poi sono passato al digitale con una Canon \u2014 tutto materiale acquistato a mie spese. *Mondo Padano* mi riconosceva cinquanta euro a partita, sia in casa che in trasferta. Le stampavo in bianco e nero perch\u00e9 i giornali le volevano cos\u00ec, e subito: il colore non andava bene perch\u00e9 &#8220;si impastava&#8221; in stampa. A fine partita si andava via di corsa. All&#8217;inizio uscivo con Faliva a sviluppare le foto: \u00e8 stato lui a insegnarmi. Poi mi sono attrezzato con una camera oscura a casa. Quando \u00e8 arrivato il digitale \u2014 e con esso il colore \u2014 non avevo pi\u00f9 bisogno di andare da nessuno: tornavo a casa, scaricavo le immagini e le mandavo direttamente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 una foto a cui sei particolarmente legato?<\/strong>**<\/p>\n<p>\u00abTante, ma mi viene sempre in mente quella con Maradona e Citterio in mezzo al campo che si scambiano i gagliardetti. Per fare una bella foto ci vuole occhio e fortuna; con l&#8217;esperienza impari dove posizionarti, quando cominciare a scattare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Poi ci sono i colleghi.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo iniziato con Faliva e Muchetti, poi tutti gli altri. Le trasferte con Giorgio Barbieri, Alex Everet e i colleghi di *Sportgrigiorosso*, con cui ho chiuso la mia avventura. Su tutti, Antonio Leoni: un grande uomo, un grande giornalista, un innovatore, che aveva gi\u00e0 ben chiaro in che direzione stava andando il giornalismo \u2014 sua la prima testata online di Cremona, *Il vascellocr.it*. Era anche un grande appassionato di fotografia, di viaggi, di reportage, mostre, libri; ne parlavamo spesso. Mi stimava molto, mi diceva che avrei dovuto avvicinarmi prima alla fotografia, &#8220;ma con la fotografia non si mangiava&#8221;. Verso la fine mi mand\u00f2 una lettera di commiato che conservo ancora. Era un uomo tutto d&#8217;un pezzo, che apprezzava chi metteva impegno e passione nel proprio lavoro. \u00c8 stato un maestro per un&#8217;intera generazione di giornalisti cremonesi, che lo ricordano con affetto e grande rispetto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Veniamo all&#8217;oggi. Come hai visto cambiare il calcio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe televisioni a pagamento, le moviole, le scommesse \u2014 che noi cremonesi abbiamo patito sulla nostra pelle \u2014 hanno tolto qualcosa al fascino genuino dello sport. Ho ammirato molto V\u00e1zquez, un fenomeno di fantasia tecnica, e mi \u00e8 dispiaciuto vedere partire Castagnetti. Ma continuo a seguire la mia Cremo con la stessa allegria sana di quando ero ragazzino e andavo allo stadio per il gusto di tifare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche se oggi sono pi\u00f9 dolori che gioie\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abChi se lo aspettava, guardando il girone d&#8217;andata. Pensavo che nel girone di ritorno la squadra potesse fare almeno la met\u00e0 dei punti raccolti finora \u2014 intorno ai trenta, trentadue \u2014, invece \u00e8 stata una delusione totale che ha coinvolto tutti: calciatori, allenatori e societ\u00e0. Salvo solo il pubblico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono, secondo te, le ragioni di questo crollo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 difficile da analizzare, ma credo sia successo qualcosa di grave all&#8217;interno dello spogliatoio. C&#8217;\u00e8 poi un particolare su cui ho riflettuto spesso: i giocatori in prestito. Prendiamo ad esempio Maleh, del Lecce: non credo abbiano la stessa motivazione dei giocatori di propriet\u00e0, a meno che non ci sia l&#8217;obbligo di riscatto legato alla permanenza in Serie A. Anche Terracciano nelle ultime partite non mi \u00e8 sembrato al meglio. Il dubbio \u00e8 che, essendo in prestito con diritto di riscatto condizionato alla salvezza, si sentano meno legati al destino della Cremonese e preferiscano tornare alla societ\u00e0 di appartenenza puntando a una sistemazione migliore. Un calo cos\u00ec drastico non si spiega altrimenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sei d&#8217;accordo con l&#8217;esonero di Nicola?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, avrei continuato con lui: ritengo che abbia fatto bene. Il problema \u00e8 che un allenatore non pu\u00f2 fare miracoli se non ha giocatori all&#8217;altezza. Nella nostra formazione attuale, quanti possiamo definire davvero da Serie A? Forse due o tre. Gli altri sono bravi ragazzi, ma non possono reggere tutti insieme il peso della massima serie. Se ne hai sette in campo che non sono di categoria, \u00e8 inevitabile che la squadra soffra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Pure la societ\u00e0 ci ha messo del suo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 stata all&#8217;altezza di ci\u00f2 che la Serie A richiede, ma \u00e8 un problema che si trascina da tempo. Non capisco perch\u00e9 non comunichino: restano chiusi nel loro &#8220;bunker&#8221; al Centro Arvedi e non dicono nulla, n\u00e9 nel bene n\u00e9 nel male. \u00c8 un peccato, perch\u00e9 il pubblico merita un dieci: sono numerosi, incitano sempre la squadra e fanno grandi sacrifici economici per seguirla in trasferta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra le tue foto ce n&#8217;\u00e8 una con Giampaolo ai tempi di Simoni presidente. Cosa pensi del suo arrivo a Cremona?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll\u2019inizio ne ero entusiasta, ma poi mi ha deluso. Non capisco certe scelte, come far giocare Sanabria titolare lasciando fuori Barbieri o Payero, per poi inserirli negli ultimi minuti. Sanabria \u00e8 stato invisibile per tutto il campionato. Il problema reale resta l&#8217;attaccamento: se prendi molti giocatori in prestito, non possono avere lo stesso legame di chi \u00e8 di propriet\u00e0 della Cremonese. Se le cose vanno male, molti pensano gi\u00e0 a tornare alla base\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto potr\u00e0 influire il ritorno di Vardy?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un generoso, ha giocato troppo senza che gli dessero modo di rifiatare, quindi l&#8217;infortunio era prevedibile. Per\u00f2 contro la Lazio abbiamo visto tutti che giocatore sia quando \u00e8 in campo. Ora contro il Pisa dobbiamo vincere per forza, anche per cambiare la sfortuna che ci ha perseguitato tra arbitri e occasioni sprecate. Sar\u00e0 dura anche a Udine e con il Como, che gioca bene a pallone, ma dobbiamo crederci fino alla fine. I tifosi, prima che la vittoria, vogliono vedere la loro squadra lottare, con la giusta cattiveria agonistica, la giusta determinazione. I tifosi grigiorossi meritano di pi\u00f9 e pi\u00f9 rispetto. Io credo che la squadra si sia resa conto di avere toccato il fondo, soprattutto in termini di dignit\u00e0 e far\u00e0 del proprio meglio per reagire, vada come vada\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ivano Frittoli \u00e8 conosciuto dalla redazione di Sportgrigiorosso come &#8220;l&#8217;oracolo&#8221; e durante il viaggio della trasferta non manca mai la telefonata per il pronostico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abHo azzeccato tante volte le previsioni, soprattutto nelle partite importanti. Non so spiegarlo, ma ci ho preso spesso, ed in questo particolare momento la vedo molto dura, ma dobbiamo crederci\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un archivio vivente<\/strong><\/p>\n<p>Ivano Frittoli \u00e8 riconosciuto come uno dei custodi pi\u00f9 preziosi della memoria sportiva cremonese. Ha realizzato numerose mostre fotografiche sulla storia grigiorossa e fu fotografo ufficiale sia del club sia della rivista *Sport Cremonese*, edita dalla societ\u00e0. \u00c8 inoltre socio fondatore di *La Partita* e di *Mondo Grigiorosso*.<\/p>\n<p>Tra le sue collaborazioni editoriali figurano i volumi *US Cremonese 1903-1993. Una squadra e la sua citt\u00e0*; *US Cremonese 1903-2005. Oltre un secolo di storia*; *US Cremonese 1903-2003*; *Un secolo in grigiorosso*; *Centenario della US Cremonese*.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa storia comincia quando la fotografia era passione per pochi e professione per ancora meno. 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