{"id":480221,"date":"2026-05-08T09:03:15","date_gmt":"2026-05-08T09:03:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480221\/"},"modified":"2026-05-08T09:03:15","modified_gmt":"2026-05-08T09:03:15","slug":"giro-ditalia-2026-lanalisi-del-percorso-le-tappe-chiave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480221\/","title":{"rendered":"Giro d&#8217;Italia 2026, l&#8217;analisi del percorso: le tappe chiave"},"content":{"rendered":"<p>Ventuno tappe, 3.468 km e <strong>48.700 metri di dislivello<\/strong>, con una media di <strong>165 km per tappa<\/strong>. Queste sono le caratteristiche del Giro d\u2019Italia 2026. Si parte oggi, venerd\u00ec 8 maggio, da <strong>Nessebar<\/strong>, in Bulgaria, con arrivo il 31 maggio a Roma. All\u2019interno vi sono <strong>otto<\/strong> <strong>frazioni<\/strong> per i <strong>velocisti<\/strong>, sette di media e cinque di alta montagna, di cui sei con arrivo in salita, e una <strong>cronometro<\/strong>. Un percorso duro, ma <strong>non scoppiettante<\/strong> come in altre occasioni. Non ci sono <strong>tappe imprevedibili<\/strong> come quella del 2025 sugli sterrati di <strong>Siena<\/strong> e mancano le <strong>grandi montagne alpine<\/strong> e <strong>dolomitiche<\/strong>, a parte il Passo Giau (Cima Coppi a 2.226 metri). Inoltre, il dislivello \u00e8 <strong>inferiore<\/strong> sia al <strong>Tour de France<\/strong>, dove sar\u00e0 di 54.450 metri, sia alla <strong>Vuelta Espana<\/strong>, che avr\u00e0 58.156 metri. Se non altro, i chilometri da percorrere sono di pi\u00f9 sia della corsa francese (3.333) sia di quella spagnola (3.275), dove per\u00f2 gli organizzatori hanno infilato <strong>sette arrivi in salita<\/strong> contro i sei del Giro.<\/p>\n<p><a style=\"color: #8c0404;\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/05\/07\/giro-ditalia-2026-calendario-tappe-partecipanti-favoriti\/8377532\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La guida rapida: calendario, tappe, partecipanti e favoriti<\/a><br \/><a style=\"color: #8c0404;\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/05\/07\/giro-italia-lotto-intermache-presentazione-malati-ciclisti-colpa-delle-feci-di-mucca\/8378526\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Il primo caso: la Lotto decimata, \u201ccolpa delle feci di mucca\u201d<\/a><\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 del percorso, il rischio \u00e8 che la presenza di <strong>Jonas Vingegaard<\/strong> e l\u2019assenza di rivali al suo livello possa generare <strong>una gara a senso unico<\/strong>. Il danese, al debutto, va a caccia della doppietta <strong>Giro d\u2019Italia<\/strong>\u2013<strong>Tour de France<\/strong>, per replicare quanto fatto da <strong>Tadej<\/strong> <strong>Pogacar<\/strong> nel 2024. Ma soprattutto punta alla <strong>Tripla Corona<\/strong> (la vittoria in carriera di tutti i tre Grandi Giri). Il trittico in Bulgaria si apre con una giornata per velocisti, dove <strong>Jonathan<\/strong> <strong>Milan<\/strong> punta alla prima maglia rosa. La seconda frazione potrebbe favorire gli attaccanti o i velocisti resistenti in salita come il danese <strong>Tobias Andresen<\/strong> o il neozelandese <strong>Corbin<\/strong> <strong>Strong<\/strong>. Ma i primi sei giorni sono interlocutori in chiave classifica e bisogner\u00e0 \u201csolo\u201d evitare <strong>cadute<\/strong> e <strong>problemi<\/strong> <strong>tecnici<\/strong>.<\/p>\n<p>Si inizia a fare sul serio dalla settima frazione, il <strong>15 maggio<\/strong>, quella con arrivo sul <strong>Blockhaus<\/strong> (13,6km al 8,4%). \u00c8 la tappa pi\u00f9 lunga di questa edizione (<strong>244km<\/strong>), ha 4.467 metri di dislivello e tre salite. L\u00ec scopriremo i <strong>valori in campo<\/strong> tra gli uomini di classifica, tra cui quelli di <strong>Giulio<\/strong> <strong>Pellizzari<\/strong>. Il marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe arriva al Giro dopo un\u2019ottima prima parte di stagione, nella quale ha vinto il<strong> Tour of the Alps<\/strong>, ha chiuso secondo la <strong>Tirreno Adriatico,<\/strong> terzo la Volta Valenciana e quarto la Milano-Torino. L\u2019obiettivo \u00e8 il <strong>podio<\/strong> e, viste le defezioni dell\u2019ultimo minuto di <strong>Joao Almeida<\/strong> e <strong>Richard<\/strong> <strong>Carapaz<\/strong>, \u00e8 alla portata. La speranza \u00e8 vederlo lottare con Vingegaard per la <strong>maglia rosa<\/strong>. Se, invece, il danese dovesse mettere in chiaro le gerarchie fin dal Blockhaus, la seconda parte della corsa rosa potrebbe riservare <strong>poche<\/strong> <strong>emozioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 17 maggio spazio al secondo arrivo in salita a <strong>Corno alle Scale<\/strong>, localit\u00e0 in cui \u00e8 cresciuta agonisticamente <strong>Flora<\/strong> <strong>Tabanelli<\/strong>, bronzo olimpico e oro mondiale nello sci freestyle. La tappa prevede 184 km e 2.351 metri di dislivello, con un tratto di pianura di 155km che precede l\u2019ascesa finale di 10,8km al 6,1%. Dopo il giorno di riposo, il 19 maggio tocca alla <strong>cronometro individuale<\/strong> di <strong>42km<\/strong> pianeggianti, dove <strong>Filippo Ganna<\/strong> \u00e8 il netto favorito e dove la classifica subir\u00e0 uno <strong>scossone<\/strong>. Anche in questa specialit\u00e0 Vingegaard \u00e8 <strong>superiore<\/strong> e potrebbe guadagnare anche <strong>minuti<\/strong> sui rivali. Pellizzari \u00e8 migliorato e potrebbe difendersi, magari facendo meglio degli avversari per il podio.<\/p>\n<p>Snodo cruciale \u00e8 la <strong>Aosta<\/strong>\u2013<strong>Pila<\/strong> del 23 maggio, tappa breve ma intensa: 133km e 4.209 metri di dislivello, con <strong>cinque salite<\/strong> e arrivo in quota dopo un\u2019ascesa di 16.6 km al 7%. Ma \u00e8 la terza settimana ad avere diverse frazioni impegnative. Si comincia il 26 con l\u2019arrivo in salita a <strong>Car\u00ec<\/strong> (11,7km al 7,9%) dopo soli 113km tutti in <strong>Svizzera<\/strong>. Il giorno successivo \u00e8 prevista la Cassano d\u2019Adda-Andalo adatta alle fughe, ma con 3.257 metri di dislivello che metteranno fatica nelle gambe dei corridori. Stanchezza che potrebbe incidere nella tappa regina del Giro 2026, la 19esima del <strong>29 maggio<\/strong>, con arrivo ai <strong>Piani di Pezz\u00e8<\/strong> dopo 4.888 metri di dislivello e due cime di oltre 2.000 metri: il <strong>Passo Giau<\/strong> e il <strong>Passo<\/strong> <strong>Falzarego<\/strong>. Ventiquattro ore dopo ecco l\u2019ultima occasione per ribaltare la classifica, prima della passerella finale a <strong>Roma<\/strong>, con la doppia ascesa e traguardo a <strong>Piancavallo<\/strong> (14,5km al 7,8%) dopo 200km e altri 3.750 metri di dislivello.<\/p>\n<p>Il terreno per regalare spettacolo non manca, ma come sempre la corsa la faranno i <strong>corridori<\/strong> e pi\u00f9 la classifica rester\u00e0 <strong>incerta<\/strong>, pi\u00f9 ci saranno emozioni. L\u2019Italia parte per vincere almeno tre maglie su quattro: quella di miglior giovane con <strong>Pelizzari<\/strong>, che cercher\u00e0 di contendere anche la rosa a Vingegaard, quella a punti con <strong>Milan<\/strong>, che vuole il tris dopo averla conquistata nel 2023 e 2024, e quella di miglior scalatore con <strong>Giulio<\/strong> <strong>Ciccone<\/strong>, che potrebbe rinunciare al piazzamento in classifica proprio per puntare alla maglia azzurra gi\u00e0 vinta nel 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ventuno tappe, 3.468 km e 48.700 metri di dislivello, con una media di 165 km per tappa. 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