{"id":480302,"date":"2026-05-08T10:20:16","date_gmt":"2026-05-08T10:20:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480302\/"},"modified":"2026-05-08T10:20:16","modified_gmt":"2026-05-08T10:20:16","slug":"il-nuovo-record-dasta-di-nicolaj-diulgheroff-puo-guidare-la-riscossa-del-secondo-futurismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480302\/","title":{"rendered":"Il nuovo record d\u2019asta di Nicolaj Diulgheroff pu\u00f2 guidare la riscossa del Secondo Futurismo"},"content":{"rendered":"\n<p>Le quotazioni del Secondo Futurismo sembrano finalmente aver reciso l&#8217;ancora epigonale che relegava il movimento, e il suo mercato, all&#8217;ombra dell&#8217;originale corrente guidata da Marinetti. O quantomeno \u00e8 l&#8217;incoraggiante traiettoria che questo primo semestre 2026 ha tracciato, sospinta in particolare da un&#8217;aggiudicazione che potrebbe rivelarsi trainante. A sancire (l&#8217;auspicabile) cambio di passo \u00e8 il risultato ottenuto dalla casa d&#8217;aste Capitolium Art, dove \u00abRealt\u00e0 trascendentale\u00bb, un olio su tela di Nicolaj Diulgheroff datato 1930, ha polverizzato le stime iniziali. Il dipinto, valutato tra i 15 mila e i 20 mila euro, \u00e8 stato aggiudicato per 75,6 mila euro, segnando il nuovo record per l&#8217;artista.<\/p>\n<p>Per decenni i collezionisti hanno infatti riservato attenzioni e cifre importanti quasi esclusivamente al nucleo storico dei fondatori, lasciando la vasta galassia dei seguaci del movimento in una sorta di limbo critico e commerciale. \u00abL\u2019aggiudicazione record raggiunta dall\u2019olio di Diulgheroff &#8211; spiega Davide Simonelli, esperto del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Capitolium Art &#8211; si inquadra in un fenomeno pi\u00f9 ampio e del tutto inaspettato: nelle ultime aste gli artisti di orientamento futurista hanno fatto gara e sono stati venduti a prezzi che hanno spesso duplicato se non addirittura triplicato le stime\u00bb. Secondo Simonelli l\u2019interesse non ha alcuna connotazione geografica e coinvolge sia un pubblico italiano che straniero.<\/p>\n<p>Quella che per lungo tempo \u00e8 stata considerata una produzione eccessivamente frammentata, figlia della dispersione seguita al primo conflitto mondiale, viene oggi riletta con un interesse nuovo. O almeno \u00e8 cos\u00ec per Diulgheroff, che ha visto finalmente aggiornato il suo miglior risultato d&#8217;asta, fermo ai 24 mila euro con cui nel 2009 era stato aggiudicato \u00abDonna alla finestra\u00bb (1927). Non \u00e8 un caso che la svolta sia arrivata con \u00abRealt\u00e0 trascendentale\u00bb, che nel percorso dell&#8217;artista rappresenta uno snodo cruciale.\u00a0<\/p>\n<p>Diulgheroff la dipinse a ventinove anni, quando da poco era giunto a Torino dalla Bulgaria per studiare architettura all&#8217;Accademia Albertina. Giovane e spaesato in una realt\u00e0 straniera, l&#8217;opera si rivel\u00f2 come un manifesto del suo talento, favorendone l&#8217;integrazione nel tessuto d&#8217;avanguardia nazionale e garantirgli l&#8217;accesso alle rassegne pi\u00f9 prestigiose. L&#8217;opera, difatti, vanta un curriculum che include la Biennale di Venezia del 1930 e una mostra alla storica Galleria Pesaro di Milano.<\/p>\n<p>Fino ad oggi, il nome di Diulgheroff era rimasto impresso nella memoria collettiva soprattutto per le sue incursioni nel design e nella grafica pubblicitaria. Sua \u00e8 l&#8217;iconica spirale bianca e rossa dell&#8217;Amaro Cora, un segno grafico che ha accompagnato l&#8217;immaginario dell&#8217;Italia del boom economico attraverso i Caroselli televisivi. Il risultato ottenuto in asta sposta ora i riflettori dal Diulgheroff grafico geniale al pittore colto, capace di tradurre in forme e colori una ricerca mistica e spaziale che il mercato internazionale sta finalmente valorizzando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le quotazioni del Secondo Futurismo sembrano finalmente aver reciso l&#8217;ancora epigonale che relegava il movimento, e il suo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":480303,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-480302","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116538456548770816","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=480302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480302\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/480303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=480302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=480302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=480302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}