{"id":480335,"date":"2026-05-08T10:48:14","date_gmt":"2026-05-08T10:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480335\/"},"modified":"2026-05-08T10:48:14","modified_gmt":"2026-05-08T10:48:14","slug":"alla-fondazione-memmo-le-visioni-di-portia-zvavahera-tra-fede-memoria-pittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480335\/","title":{"rendered":"Alla Fondazione Memmo le visioni di Portia Zvavahera tra fede, memoria, pittura"},"content":{"rendered":"\n<p>Figure appena accennate, inglobate in fiori coloratissimi, si protendono con slancio verso una dimensione altra, in una metamorfosi visiva che scandisce un rito di passaggio. Alla Fondazione Memmo i quadri di Portia Zvavahera, alla sua prima mostra istituzionale in Italia, diventano <strong>visioni, presagi, memorie interiorizzate e rielaborate fino a farsi pittura<\/strong>. Mentre il sogno diventa il canale privilegiato di comunicazione con il divino, il processo creativo si fa strumento catartico che trasferisce sulla superficie l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019esperienza interiore. Il pubblico \u00e8 invitato a entrare in questo spazio di rivelazione popolato da figure spettrali colte in stati di estasi, metamorfosi o tensione emotiva, in un linguaggio che frantuma i confini tra dimensione tangibile e sfera spirituale.<\/p>\n<p>Per <strong>\u00abLike Flowers We Fade\u00bb<\/strong>, questo il titolo della sua prima mostra personale a Roma, a cura di <strong>Alessio<\/strong> <strong>Antoniolli<\/strong>, in corso alla <strong>Fondazione Memmo<\/strong> <strong>fino al primo novembre<\/strong>, <strong>Portia<\/strong> <strong>Zvavahera<\/strong>, l\u2019artista di Harare, Zimbabwe, classe 1985, presenta un\u2019installazione site specific, un lavoro inedito realizzato per la prima volta attraverso piastrelle in maiolica, oltre a un nuovo nucleo di opere pittoriche, sviluppate a seguito di un periodo di residenza nella capitale. \u00abIl progetto, spiega il curatore Alessio Antoniolli, \u00e8 il frutto di una conversazione che con Portia portiamo avanti da un anno e mezzo, da quando l\u2019ho invitata a realizzare la mostra a Roma. Tutto ha avuto inizio con una visita nella capitale. I quadri esposti sono stati iniziati in Zimbabwe, dove l\u2019artista vive e lavora, per essere completati a Roma\u00bb.<\/p>\n<p>Il percorso racchiude anni di pratica artistica integrando disegno, pittura gestuale e stampa xilografica, sovrapponendo, attraverso una evidente stratificazione cromatica, pattern complessi e figure in un gioco delicato di trasparenze e opacit\u00e0, utilizzando stencil intagliati a mano e motivi ripetuti.<\/p>\n<p>\u00abIl collegamento tra la vita terrena e il sogno, prosegue il curatore, l\u2019idea del paradiso, la rappresentazione di spazi trascendentali simili a quelli che vediamo nelle nostre chiese trovano un collegamento con un evento preciso: la morte della nonna, una donna di grande fede, alla quale l\u2019artista era fortemente legata. Invece di riferirsi a questo evento in maniera descrittiva, Portia cerca di idealizzare una connessone tra il sogno, un\u2019idea di paradiso, ma anche una ciclicit\u00e0 all\u2019interno della vita stessa tramite il collegamento con i fiori\u00bb. In questa significativa fase della sua ricerca recente, la dimensione autobiografica si intreccia con una riflessione pi\u00f9 ampia sulla perdita e sulla trascendenza. Fondamentale diventa pertanto l\u2019impiego dei materiali. \u00abL\u2019idea della terracotta, ad esempio, prosegue il curatore, evoca qualcosa di molto terreno che, attraverso il processo, diventa un materiale capace di esprimere sensazioni\u00bb.<\/p>\n<p>In questa visione la fede, tramandata dalla nonna, si fa filo conduttore del percorso, trovando la sua espressione pi\u00f9 intensa, all\u2019inizio della mostra, nella preghiera che l\u2019artista e la nonna recitavano assieme. L\u2019occhio del visitatore riconosce radici di alberi che diventano vene, mani che sorreggono, anime che ascendono in uno spazio altro, abbandonandosi alla sua esperienza interiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Figure appena accennate, inglobate in fiori coloratissimi, si protendono con slancio verso una dimensione altra, in una metamorfosi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":480336,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-480335","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116538566570021360","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=480335"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480335\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/480336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=480335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=480335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=480335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}