{"id":480698,"date":"2026-05-08T15:47:14","date_gmt":"2026-05-08T15:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480698\/"},"modified":"2026-05-08T15:47:14","modified_gmt":"2026-05-08T15:47:14","slug":"cosa-puo-dare-larchitettura-al-mondo-del-vino-la-riflessione-lanciata-dalla-fondazione-benetton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480698\/","title":{"rendered":"Cosa pu\u00f2 dare l\u2019architettura al mondo del vino? La riflessione lanciata dalla Fondazione Benetton"},"content":{"rendered":"<p>Un percorso che intreccia l\u2019evoluzione storica del paesaggio a voci che raccontano esperienze di coltura, anche secondo nuove pratiche che vanno a tradursi in una migliore qualit\u00e0 del vino, focalizzando lo sguardo sul contributo che la figura dell\u2019architetto pu\u00f2 portare a questo settore, non solo per la sua capacit\u00e0 di lavorare sugli spazi, sia quelli della produzione che quelli destinati all\u2019accoglienza dei visitatori, ma anche per offrire ai produttori un diverso modo di comunicare se stessi, attraverso una struttura che sappia incarnare i loro valori. <b>\u00c8 quello della mostra <a href=\"https:\/\/fbsr.it\/evento\/culture-e-paesaggi-del-vino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">\u201cCulture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell\u2019architettura\u201d<\/a> a Ca\u2019 Scarpa a Treviso (23 maggio-2 agosto), a cura di J.K. Mauro Pierconti, organizzata da Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con l\u2019Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Treviso<\/b>, per stimolare il visitatore ad un approccio diversificato nei confronti del mondo del vino, <b>e rispondere alla domanda \u201ccosa pu\u00f2 dare l\u2019architettura al settore\u201d, attraverso case history di territori come le Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, e di cantine d\u2019autore, tra le pi\u00f9 famose al mondo firmate da archistar &#8211; selezionate dalla storica rivista \u201cCasabella\u201d (<a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/le-cantine-dautore-musei-del-paesaggio-che-raccontano-la-bellezza-del-vino-e-dei-territori_490564\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">con la quale, in passato, abbiamo raccontate gli esempi pionieri in Italia, in un video<\/a>) &#8211; che vanno da Guado al Tasso di Marchesi Antinori firmata da Fiorenzo Valbonesi asv3 a Bolgheri (2023) a Ch\u00e2teau Margaux di Foster+Partners a Bordeaux (2015), da Dominus Winery di Herzog &amp; De Meuron in Napa Valley (1998), a Bodega Propriedad de Ar\u00ednzano di Rafael Moneo nella Navarra (2002), da Vineyard Gantenbein di Bearth Deplazes in Svizzera (2006), a Quinta do Portal di Alvaro Siza nel Douro (2008), alla Vik Winery di Smiljan Radic in Cile (2014), la \u201cThe World\u2019s Best Vineyard\u201d 2025 (eletta nella regione ospitante di Margaret River, nella Western Australia, <a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/vik-in-cile-e-la-the-worlds-best-vineyard-ceretto-la-migliore-cantina-italiana-al-n-19_575187\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">dove \u00e8 volata anche WineNews<\/a>, con la regia di Tourism Western Australia, ndr).<\/b><br \/>La mostra \u00e8 accompagnata da <b>un ricco calendario di eventi<\/b> pubblici correlati. Il primo appuntamento anticipa l\u2019inaugurazione, il 22 maggio, coinvolgendo a Palazzo Bomben di Treviso, <b>esperti di diversa formazione e professione nella tavola rotonda \u201cLa rivalsa del vino\u201d<\/b>, che si propone non solo di fotografare lo stato attuale del settore vitivinicolo, ma anche di individuare temi e possibili scenari futuri (con gli interventi di Attilio Scienza, tra i massimi esperti di viticoltura, professore emerito dell\u2019Universit\u00e0 di Milano, Danilo Gasparini, storico dell\u2019agricoltura e del cibo dell\u2019Universit\u00e0 di Padova &#8211; <a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/terroir-non-e-solo-l-area-della-denominazione-ci-stanno_271907\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">con il quale avevamo parlato del concetto di \u201cterroir\u201d in una nostra intervista<\/a> &#8211; Umberto Marchiori, PhD agronomo e enologo, Diego Tomasi, direttore Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, e Fabio Piccoli, direttore \u201cWine Meridian\u201d). Negli incontri a seguire, si parler\u00e0, invece, di coltivazione della vite, paesaggio, architettura, sostenibilit\u00e0, tutela territoriale ed enoturismo, e, ognuno, si concluder\u00e0 con una piccola degustazione, \u201cperch\u00e9 le parole non rimangano tali\u201d.<br \/><b>L\u2019esposizione \u00e8 articolata in una sezione storico-geografica, curata da Massimo Rossi, geografo della Fondazione Benetton, dedicata a ricostruire le trasformazioni del paesaggio avvenute negli ultimi 200 anni nell\u2019area delle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, oggi Patrimonio Unesco<\/b>, ed in particolare nelle localit\u00e0 di San Pietro di Barbozza\u00a0e Colbertaldo. Attraverso l\u2019analisi delle mappe del Catasto napoleonico realizzate nel 1812, rielaborate\u00a0per l\u2019esposizione, sar\u00e0 messo in luce il cambiamento avvenuto nel territorio che, da una secolare coltura promiscua, passa gradualmente alla monocoltura vitivinicola\u00a0a partire dalla met\u00e0 del secolo scorso. Grazie a una ricostruzione video che compara le mappe ottocentesche alle foto aeree del 2025, sar\u00e0 possibile osservare il cambiamento nell\u2019uso del suolo nel corso degli ultimi duecento anni, durante i quali sono profondamente mutati rapporti sociali, sistemi economici e tecniche di coltivazione.<br \/><b>La sezione successiva, a cura di J.K. Mauro Pierconti, d\u00e0 voce a chi studia e lavora in quell\u2019area che produce il Prosecco Superiore Docg: l\u2019enologo, l\u2019agronomo, vari produttori, lo storico e lo scienziato<\/b>. Pi\u00f9 voci, molte esperienze; conoscenze e pratiche che si radicano nella terra, ma che si proiettano anche verso il futuro. Sulla tradizione vanno, infatti, a innestarsi i nuovi sviluppi della coltivazione vitivinicola, che cercano di affrontare temi e questioni dell\u2019oggi e del domani: la biodiversit\u00e0, il cambiamento climatico, la questione acqua, la sostituzione dei fertilizzanti chimici con nuovi approcci che puntano alla ricchezza della terra per mezzo di interventi bio-sostenibili e naturali. Azioni che, in alcuni casi, riprendono antiche pratiche come il sovescio, ovvero l\u2019uso di seminare nel periodo autunnale determinate piante che, non solo arricchiscono il suolo, ma fungono da nutrimento per insetti e microfauna. L\u2019imperativo, oggi, \u00e8 che il terreno sia vivo, e le tecniche messe in campo fanno in modo che la pianta della vite possa crescere sana a forte in un terreno che le fornisce tutto ci\u00f2 che le serve, senza l\u2019uso di concimi chimici. <b>Ad accompagnare le parole, sono le fotografie di Arcangelo Piai e Georg Tappeiner<\/b>: i luoghi prendono consistenza e svelano, cos\u00ec, quelle forme precise e caratteristiche che, nel 2019, sono state riconosciute dall\u2019Unesco come Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0.<br \/><b>Alla figura del coltivatore e di tutti coloro che, nel tempo, hanno reso quello vitivinicolo uno dei settori di successo del made in Italy e uno dei simboli del gusto italiano, si \u00e8 recentemente aggiunta la figura dell\u2019architetto: e cosa pu\u00f2 dare l\u2019architettura al mondo del vino? \u00c8 il tema della terza sezione, curata dall\u2019architetto Filippo Bricolo di Bricolo \/ Falsarella<\/b>, studio che ha al suo attivo la progettazione di diverse cantine, in particolare nel territorio del Lago di Garda. Bricolo ha scelto di rispondere alla questione realizzando per il visitatore sei trattati, ricchi di riflessioni e disegni, fotografie e pensieri, oltre a una grande quantit\u00e0 di altri disegni, eseguiti a mano appositamente per la mostra, che governeranno parte dello spazio espositivo, mostrando il paesaggio morenico sul versante veneto del Garda, che ha dato vita a diversi vini eccellenti. La forma nobile del trattato, presente in architettura dai tempi di Vitruvio e ampiamente utilizzata nel Rinascimento, ha qui il merito di descrivere e raccogliere un ragionamento con finalit\u00e0 pratiche su temi determinanti nella relazione cantina-progetto. Per esempio, la possibilit\u00e0 d\u2019uso del brolo, il tradizionale spazio scoperto che pu\u00f2 essere pensato come luogo in cui il paesaggio circostante le vigne e il visitatore si incontrano: un\u2019occasione costruita lavorando su spazi aperti e materiali naturali. Oppure il tema della luce, o meglio della penombra che vive nell\u2019entroterra della barricaia: il passaggio dalla luce dell\u2019esterno alla penombra della cantina, cos\u00ec come dal caldo al fresco, porta a sviluppare una maggiore sensibilit\u00e0, a cogliere il variare delle condizioni ambientali. L\u2019architetto deve saper coniugare queste caratteristiche a spazi che vadano a interagire con esse, facendo s\u00ec che il visitatore possa coglierne il continuo mutare, vivendole personalmente con il proprio corpo. \u00c8 cos\u00ec che si forma l\u2019esperienza di visita di una cantina, che non si traduce semplicemente nella vista di botti e bottiglie, ma anche nella percezione cosciente di uno spazio dedicato al vino e al suo ambiente.<br \/><b>Su questo tema, ovvero la capacit\u00e0 di offrire strutture reali, espressione anche della sensibilit\u00e0 artistica dei progettisti, si inserisce l\u2019ultima sezione della mostra che racconta 7 architetture radicate, curata da Francesca Chiorino e Roberto Bosi, membri della redazione della rivista internazionale di architettura \u201cCasabella\u201d e autori di diverse pubblicazioni e mostre sul tema. Chiorino e Bosi presenteranno 7 cantine realizzate nel mondo negli ultimi 25 anni, quasi a coprire un\u2019intera generazione<\/b> e completando, cos\u00ec, anche quel processo di progressivo allargamento dello sguardo che l\u2019esposizione compie salendo ogni piano di Ca\u2019 Scarpa. Le cantine sono state selezionate rispetto a tre temi fondamentali: paesaggio, produzione e cantina, accoglienza. Temi che sono stati diversamente calibrati e sviluppati dai vari architetti coinvolti, la cui opera viene presentata attraverso fotografie &#8211; con fotografi come Architekturzentrum Wien\/Margherita Spiluttini, Roland Halbe, Bodega Propiedad de Ar\u00ednzano, Ralph Feiner, Fernando Guerra\/FG+SG, Cristobal Palma\/Estudio Palma, Nigel Young\/Foster+partners e Pietro Savorelli &#8211; disegni, schizzi e brevi testi, esposti all\u2019esterno e all\u2019interno di una struttura appositamente creata per la mostra.<br \/>Ad intrecciare sezioni e temi, \u00e8 il doppio progetto di allestimento: quello di Bricolo \/ Falsarella, per la sezione che riflette la sua produzione architettonica; e quello delle altre parti del percorso espositivo, ideato da Kopio Office + Bovo, un gruppo di giovani architetti, selezionato attraverso un apposito bando, realizzato dall\u2019Ordine degli Architetti di Treviso e dalla Fondazione Benetton e riservato ad architetti under 35 della provincia di Treviso. Merito di Kopio Office + Bovo \u00e8 stato anche quello di aver saputo integrare, all\u2019interno della stessa mostra, i due diversi progetti di allestimento, delineando una rete di connessione che si nutre di materiali effettivamente in uso nelle vigne e che contribuiscono, per forme e consistenza fisica, a creare un ulteriore livello di lettura del paesaggio, che va a interagire attivamente con i materiali in esposizione. Il progetto grafico, realizzato dallo studio Iknoki, ha interpretato le diverse stratificazioni presenti in mostra elaborando un \u201cpaesaggio\u201d tipografico, mai statico, ma in continua trasformazione.<\/p>\n<p>\n\t\tContatti: <b><a href=\"https:\/\/winenews.it\/it\/cosa-puo-dare-larchitettura-al-mondo-del-vino-la-riflessione-lanciata-dalla-fondazione-benetton_590561\/mailto:info@winenews.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">info@winenews.it<\/a><\/b><br \/>Seguici anche su Twitter: <a href=\"http:\/\/twitter.com\/WineNewsIt\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@WineNewsIt<\/a><br \/>Seguici anche su Facebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/winenewsit\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@winenewsit<\/a>\n\t<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 tratto dall&#8217;archivio di WineNews &#8211; Tutti i diritti riservati &#8211; Copyright \u00a9 2000\/2026 <\/p>\n<p>    <script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un percorso che intreccia l\u2019evoluzione storica del paesaggio a voci che raccontano esperienze di coltura, anche secondo nuove&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":480699,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[14450,2670,1615,1613,1614,1611,1610,267725,267726,1644,1612,203,218046,204,1537,90,89,5540],"class_list":{"0":"post-480698","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-architetti","9":"tag-architettura","10":"tag-arte","11":"tag-arte-e-design","12":"tag-arteedesign","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-cantine-dautore","16":"tag-casabella","17":"tag-cultura","18":"tag-design","19":"tag-entertainment","20":"tag-fondazione-benetton","21":"tag-intrattenimento","22":"tag-it","23":"tag-italia","24":"tag-italy","25":"tag-paesaggio"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116539742428893740","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480698","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=480698"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480698\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/480699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=480698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=480698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=480698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}