{"id":480704,"date":"2026-05-08T15:51:14","date_gmt":"2026-05-08T15:51:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480704\/"},"modified":"2026-05-08T15:51:14","modified_gmt":"2026-05-08T15:51:14","slug":"generazione-fumetto-omar-rashid-racconta-il-documentario-sul-fumetto-italiano-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480704\/","title":{"rendered":"Generazione Fumetto, Omar Rashid racconta il documentario sul fumetto italiano contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"377\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/generazione-fumetto-documentario-670x377.webp.webp\" alt=\"generazione fumetto omar rashid documentario\" class=\"wp-image-372341\"  \/>Zerocalcare (sinistra) e Maicol &amp; Mirco (destra), da una scena di \u201cGenerazione Fumetto\u201d<\/p>\n<p>Di documentari sul fumetto non \u00e8 che se ne facciano tanti, e meno ancora sono quelli che, in forma di lungometraggio, escono al cinema. In questo senso, <strong>Generazione Fumetto<\/strong> rappresenta una discreta eccezione.<\/p>\n<p>Attraverso le testimonianze personali e professionali di sette fumettisti pi\u00f9 o meno coetanei (Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua, Sara Pichelli, Mirka Andolfo, Maicol &amp; Mirco, Sio e Rita Petruccioli), Generazione Fumetto prova a raccontare come quell\u2019ondata di autori abbia plasmato la percezione che il pubblico italiano ha ora del fumetto, un mezzo d\u2019espressione che si \u00e8 evoluto passando dal passatempo per bambini all\u2019arte legittimata in quasi tutti i contesti culturali. Oltre ai diretti interessati, il documentario include una serie di interviste ad altri fumettisti, operatori del settore o personalit\u00e0 in vista amanti del fumetti, come Lillo Petrolo, Gabriele Mainetti, Vera Gheno e Stefano Rapone.<\/p>\n<p>Realizzato in collaborazione con <strong>Lucca Comics &amp; Games<\/strong>, Generazione Fumetto \u00e8 prodotto e diretto da <strong>Omar Rashid<\/strong>, creativo trasversale che si occupa di art direction, produzione, regia e realt\u00e0 virtuale. Fondatore di Gold, un laboratorio creativo nato nel 2003 che unisce il mondo streetwear e la produzione audiovisiva, ha diretto documentari in realt\u00e0 virtuale come GKNVR, Lockdown 2020 \u2013 L\u2019Italia Invisibile e The Italian Baba \u2013 La mia grotta in India (con Elio Germano).<\/p>\n<p>Generazione Fumetto sar\u00e0 distribuito nei cinema italiani <strong>l\u201911, 12 e 13<\/strong>\u00a0<strong>maggio<\/strong>\u00a0grazie a\u00a0Trent Film\u00a0e\u00a0Valmyn. A <a href=\"https:\/\/www.thespacecinema.it\/film\/generazione-fumetto\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>questo link<\/strong><\/a> trovate l\u2019elenco delle sale in cui sar\u00e0 possibile vederlo.<\/p>\n<p>Per l\u2019occasione, abbiamo chiesto a Rashid le origini e ispirazioni di un progetto che, almeno sulla carta, punta a diventare molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea del documentario da dove nasce?<\/strong><\/p>\n<p>Nasce da una chiacchierata casuale con Giacomo Bevilacqua, che una volta mi fa una battuta dicendo \u00abdovresti farlo tu un documentario sui fumetti\u00bb. Questa cosa mi si pianta in testa e inizio a pensarci per qualche giorno. Dopodich\u00e9 scrivo a Giacomo dicendogli che avrei voluto farlo. Il mio approccio, in generale, \u00e8 quello di buttare fuori tutto quello che mi viene in mente, le idee, i concetti, i temi, per poi cercare di individuare una zona circoscritta, un microcosmo che serva a raccontare un macrocosmo.<\/p>\n<p><strong>E in questo caso qual \u00e8 stato il microcosmo?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea di una generazione di fumettisti che ha sdoganato il linguaggio del fumetto. Gli autori protagonisti sono persone che conosco e che ritengo portino avanti un discorso nuovo rispetto alle generazioni precedenti. Non che il linguaggio non fosse completo prima di allora, ma era, diciamo, avvolto da una percezione sbagliata, basata sul fatto che il fumetto fosse letteratura minore o comunque qualcosa la cui fruizione terminava con l\u2019infanzia. Ripeto, non \u00e8 che prima non esistesse il fumetto per adulti, ma io per primo ero vittima di questo preconcetto, nel senso che avevo la sensazione di interagire con una forma d\u2019espressione che era considerata per bambini.<\/p>\n<p>Poi nel momento in cui \u00e8 arrivata \u2013 dico il nome di Zerocalcare perch\u00e9 secondo me \u00e8 quello che pi\u00f9 di tutti ha impattato, per\u00f2 prima Gipi ha consacrato il linguaggio \u2013 ha fatto capire che era molto pi\u00f9 complesso di quello che poteva apparire. E quindi ho cercato di individuare in quella generazione quelli che secondo me hanno fatto fare questo salto, soprattutto perch\u00e9 non hanno mai smesso di leggere, sono diventati adulti, sono diventati lettori e autori adulti.\u00a0<\/p>\n<p>Prima la mia percezione era che il fumettista cinquantenne di una generazione precedente comunque venisse percepito in maniera strana dai suoi coetanei. Il fumettista quarantenne-cinquantenne di adesso no, viene percepito dai propri coetanei come un professionista, anzi, come uno di successo. E quindi ho cercato di portare avanti questa tesi e in parallelo anche quella del fatto che il fumetto \u00e8 un linguaggio, non \u00e8 una declinazione di un altro linguaggio, un po\u2019 come\u2026<\/p>\n<p><strong>\u00c8 un po\u2019 come la distinzione che si fa di solito con il cinema e l\u2019animazione. L\u2019animazione \u00e8 sempre percepita come un genere del cinema, invece \u00e8 un linguaggio che ha in comune alcune modalit\u00e0 di espressione, ma non tutte.<\/strong><\/p>\n<p>Esattamente. Poi, puoi raccontare tutto in tutti i linguaggi ovviamente, per\u00f2 ci sono linguaggi che sono pi\u00f9 adatti a raccontare certe cose, e secondo me il fumetto si presta particolarmente bene a raccontarne alcune.<\/p>\n<p><strong>Secondo te cos\u2019\u00e8 che il fumetto sa raccontare meglio?<\/strong><\/p>\n<p>Faccio un esempio molto recente, l\u2019ultimo fumetto di Zerocalcare, <a href=\"https:\/\/fumettologica.it\/2026\/04\/nel-nido-dei-serpenti-zerocalcare-fumetto-intervista\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nel nido dei serpenti<\/a>. Per me \u00e8 la cosa che pi\u00f9 di tutte fa percepire l\u2019ascesa del Nazismo, in Ungheria e in determinati contesti, meglio di un saggio, meglio di un servizio televisivo, meglio di chiunque altro l\u2019abbia raccontato. Un po\u2019 perch\u00e9 lui \u00e8 un autore straordinario, quindi c\u2019\u00e8 da tenere conto anche di questo, un po\u2019 perch\u00e9 il fatto di accompagnare le immagini con le parole crea collegamenti diversi nel lettore rispetto alla sola lettura o alla visione pi\u00f9 passiva di un audiovisivo. Essendo un linguaggio ibrido che \u00e8 fatto appunto di immagini e parole, comunque richiede una fruizione attiva, molto pi\u00f9 attiva di un libro di sole parole.<\/p>\n<p><strong>Generazione Fumetto \u00e8 diviso in capitoli che raccontano le vita dei fumettisti, ma all\u2019interno ci sono anche discorsi pi\u00f9 generici sulla percezione del fumetto in Italia. Questa struttura ce l\u2019avevi gi\u00e0 chiara dall\u2019inizio?<\/strong><\/p>\n<p>Quando ho iniziato a girare avevo chiaramente delle idee, per esempio il fatto che i protagonisti, i sette artisti, raccontassero se stessi, mentre tutti gli altri intervistati raccontassero il medium nel ruolo di commentatori. Questa impostazione l\u2019avevo chiara dall\u2019inizio. Infatti, se hai notato, i sette protagonisti sono ripresi frontalmente e parlano direttamente al pubblico, rompendo la quarta parete, mentre tutti gli altri sono ripresi di taglio, come in un\u2019intervista tradizionale.<\/p>\n<p>Poi, sai, il documentario in generale \u00e8 un\u2019operazione fluida: si parte con delle idee, con delle convinzioni su cosa ci si aspetta di trovare o su che risposte ci si aspetta di ricevere dagli intervistati, e poi per\u00f2 la realt\u00e0 ti sorprende sempre. Io sono partito con un\u2019idea abbastanza precisa di dove volevo arrivare. Poi durante la fase di montaggio si \u00e8 riscritto qualcosa, si \u00e8 adattato, per\u00f2 il risultato finale non \u00e8 troppo distante da quello che avevo in mente all\u2019inizio.<\/p>\n<p><strong>Come hai scelto i sette protagonisti?<\/strong><\/p>\n<p>Di tutti conoscevo, ovviamente, le opere, alcuni li conoscevo personalmente. La scelta dei sette \u00e8 stata pensata per coprire uno spettro il pi\u00f9 ampio possibile. Ognuno di loro racconta una specificit\u00e0 del medium fumetto: Sara Pichelli \u00e8 la disegnatrice che lavora per l\u2019America; Maicol &amp; Mirco \u00e8 quello che pi\u00f9 di tutti ha fatto della sintesi il suo punto di forza; Sio si \u00e8 costruito un ecosistema tutto intorno; Zerocalcare \u00e8 crossmediale; Giacomo Bevilacqua \u00e8 quello che fa dalla striscia al graphic novel; Mirka Andolfo racconta il tema erotico, che \u00e8 un aspetto gigante del fumetto; Rita Petruccioli \u00e8 quella che pi\u00f9 di tutte, per me, fa un un discorso anche politico con i suoi fumetti.<\/p>\n<p>E quindi mi piaceva raccontare tutte queste sfumature, mentre i commentatori, quelli che raccontano il medium, sono stati scelti in maniera pi\u00f9 trasversale possibile, cercando di coinvolgere personalit\u00e0 tangenti al mondo del fumetto che potessero essere riconoscibili anche da chi non mastica questo linguaggio. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di parlare a chi conosce i fumetti, ma anche a chi ci si avvicina la prima volta. E magari \u00e8 pi\u00f9 facile che mia madre conosca Lillo piuttosto che Zerocalcare, per esempio.<\/p>\n<p><strong>Avevi in mente documentari sul fumetto che ti hanno ispirato nella realizzazione del tuo progetto?<\/strong><\/p>\n<p>No, in quest\u2019opera non ci sono particolari riferimenti. Il fumetto lo conosco bene, \u00e8 il primo linguaggio che ho imparato da piccolo e ho avuto una fase in cui volevo fare fumetti da ragazzino, quindi ero preparato sul tema. A livello visivo ho fatto ricerche di documentari sui fumetti, ma non ho trovato niente di interessante. I documentari sul fumetto che ho trovato erano quasi pi\u00f9 reportage che documentari propriamente detti. Quelli che sono andato a vedere o erano molto tematici, nel senso che raccontavano un singolo autore, o erano servizi, in qualche maniera.<\/p>\n<p>Nel momento in cui ho iniziato questa ricerca, vedendo che andava in quella direzione l\u00ec, non ho neanche approfondito il tema, non volevo farmi troppo condizionare da questa idea. Poi, se vogliamo parlare di quello che si diceva prima, cio\u00e8 del raccontare il macro attraverso il micro, ci sono mille documentari che hanno questo approccio. Per fare un nome, Babies, un documentario che racconta il primo anno di vita di alcuni bambini di quattro o cinque paesi diversi.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019ambito dei documentari, hai degli ambiti preferiti, dei registri preferiti?<\/strong><\/p>\n<p>Li guardo spesso, ma non ho un autore preferito. Anche nei lavori che ho fatto in ambito documentaristico ho preso pi\u00f9 dal cinema che dal documentario, a livello di ispirazioni o di spunti che mi hanno stimolato idee. Guardo pi\u00f9 al cinema che al documentario, almeno in modo consapevole.<\/p>\n<p><strong>E nel cinema quali sono i tuoi riferimenti?<\/strong><\/p>\n<p>Sono abbastanza onnivoro. Per farti un esempio, in Nelson \u2013 Jorit e il condominio dei diritti, un breve documentario sulla realizzazione di un\u2019opera di Jorit a Firenze, una delle mie reference principali era La parola ai giurati di Sidney Lumet, perch\u00e9 mi piaceva l\u2019idea che partisse da lontano e poi si avvicinasse. Io l\u2019ho fatto al contrario, sono partito vicinissimo con l\u2019inquadratura, in modo che non si capisse cosa stava facendo, e mi sono allontanato. Ho pensato consciamente a come aveva girato Lumet e l\u2019ho ribaltato.<\/p>\n<p>Comunque, a parte i classici mostri sacri (Kubrick, Tarantino, Woody Allen), mi piace molto Maurizio Nichetti, che \u00e8 troppo sottovalutato. Nichetti ha un approccio artigianale folle che mi piace molto. Tendenzialmente, quelli che mettono l\u2019ironia nei loro lavori mi piacciono molto. Mel Brooks \u00e8 un altro autore che mi ha formato tantissimo da ragazzino.<\/p>\n<p><strong>Il formato documentaristico, sia lungometraggio che serializzato, adesso va tantissimo. Generazione Fumetto si presterebbe a essere ampliato in un documentario a episodi.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea, dall\u2019inizio, \u00e8 sempre stata quella di una produzione che fosse lungimirante, nel senso che ci siamo detti \u00abgiriamo come se dovessimo fare una serie e un film\u00bb. Perci\u00f2 io ho costruito il film quasi come se fosse una puntata pilota che per\u00f2 allo stesso tempo fosse autoconclusiva e godibile di per s\u00e9.\u00a0<\/p>\n<p>La serie potrebbe poi essere un approfondimento dei sette protagonisti. Di ognuno di loro ho raccolto tanto materiale. Parliamo di ore di interviste per ciascuno. E quindi spero che, se Generazione fumetto funzioner\u00e0, si apriranno le prospettive per realizzare anche la serie, che comunque si troverebbe parte del lavoro gi\u00e0 fatto.<\/p>\n<p><strong>E dopo questa \u201cgenerazione fumetto\u201d, secondo te chi sta portando avanti il fumetto italiano, tra gli autori pi\u00f9 giovani rispetto a quelli protagonisti del documentario?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono tanti nomi che mi vengono in mente di fumettisti che mi piacciono\u2026 Claudia Petrazzi, Fraffrog, ma anche Fumettibrutti, che ha utilizzato il fumetto per raccontare una storia personale che secondo me ha trovato la sua massima espressione proprio con questo linguaggio, pi\u00f9 di altri.<\/p>\n<p class=\"has-background\" style=\"background-color:#eeeeee\"><strong>Seguici su Instagram, <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/fumettologica\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">clicca qui<\/a>. <br \/>Entra nel canale Telegram di Fumettologica, <a href=\"https:\/\/t.me\/fumettologica\" rel=\"nofollow\">clicca qui<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Zerocalcare (sinistra) e Maicol &amp; Mirco (destra), da una scena di \u201cGenerazione Fumetto\u201d Di documentari sul fumetto non&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":480705,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,267727,204,1537,90,89,1521,103937],"class_list":{"0":"post-480704","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-generazione-fumetto","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies","16":"tag-omar-rashid"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116539758641371474","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=480704"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480704\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/480705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=480704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=480704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=480704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}