{"id":480770,"date":"2026-05-08T16:44:19","date_gmt":"2026-05-08T16:44:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480770\/"},"modified":"2026-05-08T16:44:19","modified_gmt":"2026-05-08T16:44:19","slug":"ornella-vanoni-era-una-dea-libera-e-ribelle-se-fossi-nato-donna-sarei-stato-come-lei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480770\/","title":{"rendered":"Ornella Vanoni era una dea libera e ribelle. Se fossi nato donna sarei stato come lei"},"content":{"rendered":"<p>I personaggi che hanno segnato la storia recente del nostro Paese raccontati da Vittorio Feltri. Ogni venerd\u00ec sul quotidiano cartaceo, sul sito de il Giornale e sui nostri canali social il nuovo podcast del direttore editoriale. Questa volta viene ricordata Ornella Vanoni, la grande interprete musicale scomparsa lo scorso novembre.<\/p>\n<p>Ornella Vanoni \u00e8 sempre stata la mia cantante preferita, ero un ragazzino e lei gi\u00e0 una cantante che cominciava ad affermarsi quando l&#8217;ho vista per la prima volta in tv, e subito ne sono rimasto colpito. La sua voce era tanto particolare che poteva sembrare un po&#8217; afona, in verit\u00e0 era molto melodica. Allora amavo la musica leggera, invece oggi la detesto perch\u00e9 le canzoni mi risultano tutte uguali, ripetitive e noiose. Poi sono cresciuto, mi sono trasferito a <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/luoghi\/milano-144656.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Milano<\/a> per lavoro e finalmente ho conosciuto di persona Ornella, della quale mi hanno affascinato anche l&#8217;eleganza, il tatto, il modo cortese di rapportarsi agli altri. Erano i primi anni Novanta quando siamo capitati in uno stesso ristorante e ci siamo salutati, lei mi conosceva per via della mia professione, abbiamo fatto quattro chiacchiere. Un giorno mi invit\u00f2 a casa sua, in largo Treves, a Milano, un appartamento magnifico. Quella sera eravamo soltanto in tre, oltre alla padrona di casa eravamo Maria Luisa Trussardi e io. Ornella era sola e tesseva anche un po&#8217; l&#8217;elogio della solitudine, sebbene poi avesse rammentato con malinconia e tenerezza alcuni dei suoi compagni, incluso il cantante Gino Paoli, di cui parlava con grande affetto. Mi sono fatto l&#8217;idea in quel momento che Ornella Vanoni fosse immortale. Insomma, beveva il suo vino, fumava i suoi spinelli, come ci aveva confessato, era una donna completamente disinibita, talmente libera da non essere in sintonia con la sua generazione, una che se ti deve mandare a quel paese lo fa in due secondi lordi. Mi appariva una dea.<\/p>\n<p>Si era creato tra noi un feeling, spesso la incontravo nei ristoranti, allora univamo le compagnie. Un giorno un club di Varese mi regal\u00f2 un cavallo splendido, tra gli invitati alla cerimonia di consegna c&#8217;era anche Vanoni. A un certo punto, la dea, ancora nel bel mezzo della manifestazione, mi si avvicina e mi dice: \u00abVittorio, mi scappa la pip\u00ec, dove cazzo vado a farla?\u00bb. Eravamo in un giardino e io, per scherzare, le ho risposto: \u00abTi posso dare un consiglio. Vedi, qui c&#8217;\u00e8 un bel prato, l\u00ec una bella pianta, vai e sistema la pratica\u00bb. E Ornella lo ha fatto. Nascosta dietro la pianta che le avevo indicato si \u00e8 sollevata la gonna e si \u00e8 liberata. Va da s\u00e9 che chiunque avrebbe potuto vederla, dato che l&#8217;arbusto la celava appena. E fece il tutto con una disinvoltura invidiabile. Da quel pomeriggio \u00e8 lievitata enormemente la mia simpatia nei suoi confronti, pure perch\u00e9 quello di fare la pip\u00ec ovunque, senza scomporsi, \u00e8 pi\u00f9 un atteggiamento maschile che femminile, una donna che lo faccia con quella nonchalance, in mezzo a centinaia di persone ingessate, \u00e8 del tutto inusuale e quindi pure divertente.<\/p>\n<p>Adoravo la sua brillantezza. Una volta ho partecipato a una trasmissione televisiva in cui lei avrebbe dovuto cantare, anch&#8217;io ero sul palco ed ecco che arriva un&#8217;altra confessione: \u00abVittorio, sai che non mi ricordo cosa cazzo devo cantare?\u00bb. Ed ecco che arriva un altro mio consiglio: \u00abIntona una canzone qualsiasi che ti venga in mente\u00bb. Come sempre fu un successo clamoroso. Mi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte di ascoltarla dal vivo e devo ammettere che era una dominatrice della scena, non soltanto per le sue qualit\u00e0 canore ma altres\u00ec per l&#8217;ironia, aveva sempre la risposta pronta, era pi\u00f9 rapida di un comico nel tirare fuori la battuta, tutto le riusciva naturale. La sua spontaneit\u00e0 disarmava. Osservandola mi sono persuaso che, se fossi nato donna, sarei stato Ornella Vanoni, mentre se Ornella Vanoni fosse nata uomo, sarebbe stata Vittorio Feltri. Entrambi ce ne infischiavamo altamente di ci\u00f2 che pensa la gente sul nostro conto. Una sera ero a cena al \u00abBaretto\u00bb e sul tavolino avevo il mio tablet con il quale ascoltavo un po&#8217; di musica per rilassarmi. Mi stavo deliziando con le note di una delle sue canzoni, L&#8217;appuntamento, la pi\u00f9 struggente oltre che in assoluto la mia prediletta, quando entra nella sala proprio Ornella Vanoni. Allora io le faccio notare questa strana coincidenza e lei: \u00abVittorio, con tutte le canzoni belle che ho fatto mi rompi sempre i coglioni con questa!\u00bb. L&#8217;ho seguita anche al <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/tag\/festival-sanremo-14027.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Festival di Sanremo<\/a> del 2021, dove Ornella era ospite d&#8217;onore. Alla sua veneranda et\u00e0 conservava una voce potentissima nonch\u00e9 la spontaneit\u00e0, la disinvoltura e l&#8217;ironia ineguagliabili. Oggi per me Vanoni \u00e8 ancora una dea, quantunque l&#8217;abbia vista fare la pip\u00ec, cosa che dovrebbe renderla ai miei occhi pi\u00f9 umana.<\/p>\n<p>Quando la sento cantare \u00e8 come se io regredissi insieme a lei alla mia giovinezza, in quanto le sue note mi riportano a tempi che non rimpiango ma che pure erano pieni di piccole cose andate perdute che mi hanno dato gioia e conforto.<\/p>\n<p>Ornella Vanoni mi ha insegnato che si possono canticchiare le cosiddette \u00abcanzonette\u00bb senza diventare stucchevoli, banali e melensi. Vanoni interpretava l&#8217;amore, per\u00f2 soprattutto la solitudine, quella che provava e viveva ella stessa.<\/p>\n<p>La solitudine \u00e8 anche la via per creare, \u00e8 legata un po&#8217; a un dolore esistenziale, non\n<\/p>\n<p>specifico, e ti fornisce la carica per essere pi\u00f9 umano. Ed \u00e8 questa umanit\u00e0, ossia questa sensibilit\u00e0, a farti luccicare allo sguardo del pubblico.<\/p>\n<p>Avevamo scommesso su chi sarebbe morto prima. Mi ha fregato anche questa volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I personaggi che hanno segnato la storia recente del nostro Paese raccontati da Vittorio Feltri. 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