{"id":480798,"date":"2026-05-08T17:08:17","date_gmt":"2026-05-08T17:08:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480798\/"},"modified":"2026-05-08T17:08:17","modified_gmt":"2026-05-08T17:08:17","slug":"dal-museo-gulbenkian-preziosi-guardi-a-ca-rezzonico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/480798\/","title":{"rendered":"Dal Museo Gulbenkian preziosi Guardi a Ca\u2019 Rezzonico"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 una Venezia che non appartiene soltanto alla storia dell\u2019arte ma alla memoria emotiva di chiunque abbia attraversato almeno una volta la laguna. Quella dipinta da <strong>Francesco Guardi<\/strong>, protagonista della mostra \u00ab<strong>I Guardi di Calouste Gulbenkian<\/strong>\u00bb, visitabile<strong> fino all\u20198 giugno<\/strong> nelle sale di <strong>Ca&#8217; Rezzonico<\/strong> potrebbe essere potrebbe essere la Venezia dei contorni che tremano come ricordi, e non come architetture, una citt\u00e0 che non si lascia mai fissare del tutto perch\u00e9 vive proprio nella sua instabilit\u00e0. L\u2019esposizione raccoglie una dozzina di capolavori provenienti dal <strong>Museo Calouste Gulbenkian <\/strong>insieme a una preziosa selezione di <strong>circa cinquanta disegni<\/strong>, appartenenti ai fondi del Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici, costruendo un percorso che permette di entrare nella poetica di uno degli artisti pi\u00f9 visionari del Settecento veneziano.<\/p>\n<p>Il percorso si apre con le vedute urbane, dove Guardi reinventa Venezia trasformandola in una citt\u00e0 interiore. Nel magnifico \u00abPonte di Rialto dalla riva del Carbon\u00bb l\u2019artista riprende schemi compositivi gi\u00e0 utilizzati da Canaletto e da Michele Marieschi, ma li trasfigura con una pittura completamente diversa. Il Canal Grande non \u00e8 pi\u00f9 una veduta perfettamente costruita secondo regole geometriche: diventa una superficie viva, percorsa da riflessi, movimento e luce. Le sue celebri \u201cmacchiette\u201d &#8211; minuscole figure tracciate con pochi tocchi rapidissimi &#8211; animano la scena con sorprendente forza narrativa. Mercanti, gondolieri, dame eleganti, facchini e popolani trasformano la veduta in un racconto quotidiano. Guardi riesce cos\u00ec a dare vita non solo all\u2019architettura, ma al respiro stesso della citt\u00e0. Rialto appare come un luogo di grande fermento dove commercio, acqua e folla convivono in una simbiosi reciproca.<\/p>\n<p>Nella \u00abPiazza di San Marco in occasione della festa della Sensa\u00bb il pittore abbandona ogni monumentalit\u00e0 celebrativa per concentrarsi sulla dimensione umana dell\u2019evento. La tradizionale festa veneziana, che simboleggiava lo sposalizio di Venezia con il mare, si trasforma in un brulicare di bancarelle, botteghe e persone comuni. Guardi osserva la citt\u00e0 dal basso, quasi mescolandosi alla folla. Le architetture della piazza perdono rigidit\u00e0 e sembrano immerse in una luce lattiginosa che scioglie i contorni. \u00c8 una Venezia popolare, autentica, lontana dalla perfezione teatrale di Canaletto. E proprio in questa apparente casualit\u00e0 emerge la modernit\u00e0 di Guardi: la capacit\u00e0 di trasformare una scena urbana in impressione atmosferica.<\/p>\n<p>Straordinaria \u00e8 poi la \u00abVeduta del canale della Giudecca e la punta di Santa Marta\u00bb, probabilmente una delle opere pi\u00f9 liriche dell\u2019intera mostra. Qui il vedutismo settecentesco arriva quasi a dissolversi. La laguna occupa gran parte della composizione e acqua e cielo sembrano fondersi in un\u2019unica materia luminosa. Le architetture si rarefanno, diventano presenze leggere, quasi fantasmi immersi nella foschia.<\/p>\n<p>La pennellata di Guardi si fa rapidissima, frammentata, vibrante. Non interessa pi\u00f9 descrivere fedelmente un luogo, ma restituire una sensazione: il silenzio della laguna, la luce che muta continuamente, l\u2019orizzonte aperto verso la terraferma e il mare. In queste tele si avverte gi\u00e0 una sensibilit\u00e0 sorprendentemente moderna, capace di anticipare atmosfere che sembrano quasi impressioniste. Il secondo nucleo della mostra \u00e8 dedicato alle feste d\u2019acqua e alle regate, tema fondamentale nella nascita del vedutismo veneziano. Francesco Guardi ne fu l\u2019ultimo grande interprete. In \u00abLa regata sul Canal Grande vicino al Ponte di Rialto\u00bb la scena esplode di energia: le imbarcazioni fendono l\u2019acqua, le rive si affollano di spettatori e l\u2019intera composizione sembra oscillare insieme al movimento del canale.<\/p>\n<p>Anche qui Guardi parte spesso da modelli grafici preesistenti, ma li reinventa completamente grazie alla sua pittura nervosa e luminosa. Il vero protagonista non \u00e8 l\u2019evento storico in s\u00e9 ma l\u2019atmosfera festosa della citt\u00e0, il senso collettivo dello spettacolo veneziano. Affascinante \u00e8 anche la sezione dedicata ai Capricci, genere amatissimo dai collezionisti europei del Grand Tour. Nel Settecento il \u201ccapriccio\u201d permetteva ai pittori di mescolare realt\u00e0 e fantasia, architetture vere e immaginarie, rovine antiche e costruzioni moderne. Guardi si muove in questo territorio con grande libert\u00e0 poetica.<\/p>\n<p>Emblematico \u00e8 \u00abIl Ponte di Rialto secondo il progetto di Palladio\u00bb. Il soggetto nasce da un\u2019idea di Francesco Algarotti e fu inizialmente dipinto da Canaletto per il console inglese Joseph Smith. Guardi riprende quel modello immaginando un Rialto monumentale e mai realizzato: un ponte palladiano a tre arcate, maestoso ed elegantissimo. L\u2019opera possiede qualcosa di visionario. Venezia appare trasformata in una citt\u00e0 ideale, quasi classica, dove l\u2019utopia architettonica prende forma attraverso la luce tremolante del pittore. Non \u00e8 pi\u00f9 la Venezia reale, ma quella sognata dai collezionisti inglesi e dagli intellettuali del Grand Tour.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una Venezia che non appartiene soltanto alla storia dell\u2019arte ma alla memoria emotiva di chiunque abbia attraversato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":480799,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-480798","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116540060828945774","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=480798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/480798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/480799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=480798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=480798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=480798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}