{"id":481152,"date":"2026-05-08T22:09:36","date_gmt":"2026-05-08T22:09:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481152\/"},"modified":"2026-05-08T22:09:36","modified_gmt":"2026-05-08T22:09:36","slug":"luca-tommassini-racconta-michael-jackson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481152\/","title":{"rendered":"Luca Tommassini racconta Michael Jackson"},"content":{"rendered":"<p><strong>Luca Tommassini <\/strong>era uno dei tanti ballerini che ha imparato a danzare e ad amare l\u2019arte della danza grazie a <strong>Michael Jackson<\/strong>. A differenza di molti di loro per\u00f2 Luca \u00e8 riuscito a esaudire il sogno di lavorare con lui. Quando \u00e8 ancora un ragazzo Tommassini inizia a studiare con attenzione i passi del <strong>Re del pop<\/strong> guardando i suoi videoclip musicali (dei veri e propri cortometraggi) e contemplando con ammirazione le sue performance live. A soli 16 anni lascia la sua famiglia e la sua citt\u00e0 e vola dall\u2019altra parte del mondo accompagnato solo da una valigia carica di speranze. Nel nuovo mondo inizia a studiare con impegno e dedizione, privandosi di ci\u00f2 che non era necessario per il raggiungimento del traguardo finale. La sua tenacia gli permetter\u00e0 di arrivare al cospetto di <strong>Madonna <\/strong>e diventare uno dei membri del corpo di ballo di una delle sue tourn\u00e9e pi\u00f9 fortunate, il The Girlie Show World Tour. Un prestigioso traguardo lavorativo che lo ha condotto a un grado di separazione dal suo eterno idolo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio la Regina del pop a regalargli una delle pi\u00f9 grandi opportunit\u00e0 della vita portandolo con s\u00e9 a un concerto di Michael a Citt\u00e0 del Messico. L\u2019occasione di lavorare con la leggenda della musica arriva per\u00f2 qualche anno pi\u00f9 tardi. Luca \u00e8 uno dei ballerini del video che accompagna Blood on the Dance Floor, singolo apripista del remix album Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix. Una collaborazione breve ma intensa di cui Tommassini conserva ancora un intatto e prezioso ricordo. <\/p>\n<p>A distanza di quasi 30 anni da quell\u2019indimenticabile incontro il coreografo ha riabbracciato con affetto e nostalgia il mondo di Michael <strong><a href=\"https:\/\/nextgenmagazine.it\/costumi-film-michael-jackson\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">grazie al biopic<\/a><\/strong>, uscito di recente nelle sale e che sta ottenendo numeri record al botteghino. Luca \u00e8 uno degli invitati della <strong>Global Fan Celebration<\/strong> di Berlino dove \u00e8 riavvenuta la stessa magia che ha reso Jackson una leggenda immortale. A distanza di qualche giorno da quell\u2019evento Tommassini ha raccontato le sue emozioni a Next Gen Magazine, condividendo anche qualche ricordo del Michael privato che ha avuto la fortuna di scoprire.<\/p>\n<p>\u00abIl film racconta e celebra finalmente Michael dagli occhi di Michael\u00bb<\/p>\n<p><strong>Hai partecipato alla global premiere di Berlino, che esperienza \u00e8 stata?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata un\u2019esperienza unica e inaspettata. In tutti questi anni dopo la morte di Michael sono stati tentati documentari, film, serie TV che ci hanno sempre deluso. Qui \u00e8 successo qualcosa di magico. Ha sorpreso anche me. Sono andato alla prima che avevo quasi timore. L\u2019organizzazione \u00e8 stata perfetta. Sono stati tre giorni di full immersion nel suo mondo, sono state ricostruite tante delle sue scenografie. Si poteva giocare anche a entrare e uscire dai suoi video, \u00e8 stato bellissimo. Poi Berlino, una citt\u00e0 che lui ha amato e che lo ha amato. Il film \u00e8 stata una sorpresa enorme. Era la prima proiezione con quasi tutta la famiglia ed \u00e8 stata un\u2019emozione immensa. Non so spiegarlo ma a me sembrava di rivivere Michael. Mi ha sorpreso il riconoscimento nei miei confronti come unico ballerino italiano di Michael, si sono presi cura di questo aspetto. Cos\u00ec come nel film si sono presi cura e preoccupati di raccontarlo con un\u2019alta fedelt\u00e0. L\u2019impianto che c\u2019era per farci vedere il film era il pi\u00f9 avanzato e pi\u00f9 all\u2019avanguardia al mondo e il suono sembrava quello di un concerto, quindi non abbiamo resistito a cantare e a ballare. Al termine della proiezione hanno messo alcune canzoni di Michael e nessuno se ne voleva andare. Siamo rimasti tutti l\u00ec a cantare, a ballare, a baciarci, a piangere, a commuoverci. \u00c8 stata un\u2019esperienza veramente forte.<\/p>\n<p><strong>Cosa hai provato nel rivedere Michael in quelle immagini in sala?<\/strong><\/p>\n<p>Ho provato proprio la sensazione di rivedere Michael. Jaafar Jackson (interprete del cantante nel biopic, ndr), che io ho conosciuto, si \u00e8 raccontato e ha raccontato tantissimo di lui, ha detto cose che non sapevo. Sapevo che lui dormiva per terra al fianco di Michael. Anche mentre Michael dormiva voleva studiarlo, conoscerlo, vivere di quella bellezza che lui riusciva a creare. \u00c8 sempre stato molto curioso e voleva imparare. Come tanti noi ballerini, si metteva davanti al televisore a studiare tutti i giorni i suoi movimenti nel dettaglio. E questa cura l\u2019ha portato a essere messo sul tavolo delle proposte come possibile interprete. Hanno trovato forse l\u2019unica persona al mondo che potesse interpretare Michael in quel modo l\u00ec. Anche nelle performance sonore. Nelle parti cantate del film la voce di Jaafar \u00e8 mixata con quella di Michael per renderlo pi\u00f9 realistico. Fa veramente impressione perch\u00e9 si somigliano tantissimo.<\/p>\n<p>Il film racconta e celebra finalmente Michael dagli occhi di Michael, come ha detto Jaafar. Quello che ha visto e vissuto. E quello che il mondo ha visto, vissuto e amato di lui. Ci siamo innamorati di lui per la sua arte, la sua musica, per quello che riusciva a comunicare. E per la rivoluzione che portava in ogni cosa che faceva, di come intonava una canzone, di come la scriveva, delle parole che diceva, di quello che significava, del modo di muoversi, di illuminarsi. Lui ha cambiato veramente la scena del pop, sia negli spettacoli dal vivo che nei video. Spingeva per portare sempre qualcosa che non era mai stato fatto prima. Ogni suo racconto musicale era sorprendente, scioccante, e ancora oggi funziona. Quando tu vedi un bambino piccolo che si innamora di un cantante o di una canzone, significa che quel cantante o quella canzone \u00e8 imbattibile, un evergreen. Qualcosa che \u00e8 speciale e lo sar\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"554\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/153_PBW_1180_CIN_v0018_COMP_g_r709.1025-1024x554.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-216134\"  \/>Michael<\/p>\n<p>\u00abHo fatto tutto questo per arrivare a ballare con lui e invece la prima cosa che ho fatto \u00e8 stata ballare per lui\u00bb<\/p>\n<p><strong>Un tuo ricordo personale di Michael Jackson, con cui hai lavorato in passato?<\/strong><\/p>\n<p>Io sono arrivato in America a 16 anni solo per Michael. Ho iniziato a ballare vedendo i suoi primi video. Ci ho impiegato dieci anni prima di arrivare a ballare con lui nel videoclip di Blood on the Dance Floor. All\u2019epoca ballavo gi\u00e0 con Madonna e lei mi fece un regalo enorme. Mi ha portato a sorpresa a vedere un concerto di Michael a Citt\u00e0 del Messico. Dopo il concerto siamo andati dietro le quinte per conoscerlo. Madonna buss\u00f2 al suo camerino ma ad aprire la porta non fu lui ma un suo sosia. Madonna mi disse che le dispiaceva e che aveva fatto di tutto per farmelo incontrare. Era la notte dell\u2019inizio di un incubo che poi \u00e8 durato anni. Si scopr\u00ec solo dopo che a portarlo via quella notte fu Elizabeth Taylor. Lo condusse in Svizzera e per un periodo non si seppe dove fosse finito.<\/p>\n<p>Poi mi sono ritrovato a fare Blood on the Dance Floor perch\u00e9 mi ha cercato Michael con il regista e coreografo Vincent Paterson. Chiesi il permesso a Madonna che mi disse di s\u00ec e mi fece questo regalo. Ho vissuto un sogno che \u00e8 durato troppo poco. Dieci giorni tra sala prove, costumi, location, luci e poi la registrazione del video. Mi ricordo ancora che Paterson, del quale ero anche assistente alle coreografie, mi fece insegnare i passi allo stesso Michael. Stavo morendo, fuori cercavo di mantenere la calma. Rimasi da solo l\u00ec con loro due davanti, Michael e Vince, e feci la coreografia per lui. Una vita a sognare, a studiare, ho lasciato il mio paese e mia madre. Ho fatto tutto questo per arrivare a ballare con lui e invece la prima cosa che ho fatto \u00e8 stata ballare per lui. Ho superato questa prova, quindi penso di poter fare tutto nella vita.<\/p>\n<p><strong>E come \u00e8 andata?<\/strong><\/p>\n<p>Mi prese in simpatia fin dall\u2019inizio. Vince e la produzione mi avevano avvisato che lui sceglieva sempre chi gli piaceva in un gruppo di persone nuove, era come se scegliesse un nuovo amico. E lui in quel caso, quel giorno, scelse me. Vince mi aveva avvisato dicendomi che, qualora si fosse annoiato, se ne sarebbe andato perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che faceva. Mi ritrovai con lui che giocava e mi tirava le Tic Tac alle spalle, poi si nascondeva e io sentivo che rideva. Si era creato come un rapporto tra due ragazzini. Io ne ero molto felice ma anche un po\u2019 spaventato e sorpreso. Non sapevo se le mie reazioni erano giuste o sbagliate. Mi prendeva e diceva a Vince \u201cio e Luca andiamo a giocare e torniamo subito\u201d. E mi portava fuori dalla sala prove, sulla strada. C\u2019erano tutti questi tir parcheggiati dove c\u2019era di tutto: uno con l\u2019infermeria, uno con il guardaroba, uno con i videogames, quello con la cucina e cos\u00ec via. Giocavamo ai videogiochi, che io odio, e vinceva sempre. Mentre giocavamo mi parlava del video, mi spiegava che lo avrebbe fatto uscire simultaneamente in tutto il mondo. Mi ha raccontato tutto il piano strategico che aveva in mente per arrivare al numero 1. Io intanto assimilavo come una spugna, godevo come un matto e vivevo il mio sogno. Tutto troppo veloce, per\u00f2. Mentre stavamo girando (avevamo quasi terminato le riprese) a un certo punto Michael scompare. Vince ferma tutto e ci racconta che Michael \u00e8 andato via perch\u00e9 era appena nato suo figlio Prince Michael. Era dispiaciuto per non averci salutato e ringraziato. Quella fu l\u2019ultima volta che lo vidi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/001_MKT_001_CIN_v0047_CNPT.1002-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-216136\"  \/>Rhyan Hill come Tito Jackson, Tre\u2019 Horton come Marlon Jackson, Jaafar Jackson come Michael Jackson, Joseph David Jones come Jackie Jackson e Jamal Henderson come Jermaine Jackson in Michael. Photo Credit: Kevin Mazur<\/p>\n<p>\u00abMichael Jackson sar\u00e0 sempre un punto di partenza, un punto di ispirazione, la storia, il futuro, una realt\u00e0 che rimarr\u00e0 fissa l\u00ec nel tempo, nei libri di storia\u00bb<\/p>\n<p><strong>Si fa notare l\u2019assenza di Janet Jackson nel biopic. Ti sei domandato come mai?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono fatto una mia idea. Janet ha avuto un problema discografico legato al famoso Super Bowl con Justin Timberlake, quando per un incidente lui le strapp\u00f2 una parte di reggiseno e lei rimase a seno nudo. Fu uno scandalo incredibile perch\u00e9 i capezzoli non venivano mostrati nella televisione americana, soprattutto durante il Super Bowl che \u00e8 seguito da oltre 50-60 milioni di spettatori. Questo rovin\u00f2 la carriera discografica di Janet, che da l\u00ec non venne quasi pi\u00f9 considerata, venne bannata dalla televisione. Ebbe un sacco di problemi tra chiusure di contratti, cancellazioni di pubblicit\u00e0 e di sponsor. Lei sta ancora vivendo questa problematica. Quello che so \u00e8 che Janet si sta ricostruendo discograficamente e sta preparando il suo ritorno. Credo che non abbia voluto confondere le cose. Non credo che abbia qualcosa contro il film perch\u00e9 \u00e8 quasi impossibile avere qualcosa contro questo film. Io amo Janet, si \u00e8 sentita la sua mancanza.<\/p>\n<p>Michael per\u00f2 \u00e8 stato curato estremamente bene, si sente che \u00e8 fatto col sangue della famiglia. C\u2019\u00e8 tanta verit\u00e0, tanta cura anche nei dialoghi e in come vengono raccontati gli episodi. Dalla vitiligine all\u2019incidente durante la registrazione dello spot Pepsi nel quale gli presero fuoco i capelli. Quell\u2019evento gli ha provocato dei gravi danni, ha subito degli interventi di ricostruzione e ha dato inizio a tutte le sue problematiche con gli antidolorifici.<\/p>\n<p><strong>Tanti giovani sono accorsi al cinema per il film, nonostante in molti non fossero neanche nati quando Michael \u00e8 morto. \u00c8 proprio questa la differenza tra un artista e una leggenda?<\/strong><\/p>\n<p>Michael Jackson si riconferma un fenomeno forse unico, il pi\u00f9 grande di tutti nella storia. Quello che lui ha lasciato in eredit\u00e0, sia musicalmente che visivamente, \u00e8 qualcosa che ancora attrae. \u00c8 come se fosse un\u2019opera d\u2019arte perfetta. Un Da Vinci, un Michelangelo. Fa parte di quelli che hanno cambiato il mondo e che hanno il potere di arrivare alle persone. Questa \u00e8 una grande soddisfazione per chi come me l\u2019ha amato e lo ama, perch\u00e9 \u00e8 la conferma che non ci siamo sbagliati, che in lui c\u2019era qualcosa. Una luce diversa da tutti gli esseri umani.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un erede di Michael nel panorama musicale mondiale?<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un erede di Michael Jackson. Michael Jackson sar\u00e0 sempre un punto di partenza, un punto di ispirazione, la storia, il futuro, una realt\u00e0 che rimarr\u00e0 fissa l\u00ec nel tempo, nei libri di storia. Chi l\u2019ascolter\u00e0 per la prima volta si innamorer\u00e0 inconsapevolmente di qualcosa che il mondo ha gi\u00e0 amato e che ama da tantissimi anni. Ci saranno grandi artisti ma mai nessuno come lui. Magari ne arrivasse un altro. Ne abbiamo cos\u00ec bisogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Luca Tommassini era uno dei tanti ballerini che ha imparato a danzare e ad amare l\u2019arte della danza&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":481153,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-481152","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116541245175057898","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=481152"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481152\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/481153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=481152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=481152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=481152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}