{"id":481311,"date":"2026-05-09T00:22:16","date_gmt":"2026-05-09T00:22:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481311\/"},"modified":"2026-05-09T00:22:16","modified_gmt":"2026-05-09T00:22:16","slug":"dopo-36-anni-la-tela-di-manetti-torna-a-ponte-allo-spino-opera-recuperata-grazie-a-un-privato-cittadino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481311\/","title":{"rendered":"Dopo 36 anni la tela di Manetti torna a Ponte allo Spino: opera recuperata grazie a un privato cittadino"},"content":{"rendered":"<p>Per trentasei anni quel dipinto seicentesco attribuito a Domenico Manetti era rimasto lontano dalla sua chiesa, sparito nel nulla dopo un furto avvenuto nel cuore della campagna senese.<\/p>\n<p>A riportarlo a casa, per\u00f2, non \u00e8 stata una perquisizione n\u00e9 un colpo di scena da film investigativo, ma il senso civico di un privato cittadino che, trovandosi davanti a quell\u2019opera imponente e preziosa, ha deciso di fare la cosa pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 rara: chiedere ai carabinieri di verificarne la provenienza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec stamani, nella chiesa della Compagnia dell\u2019Immacolata Concezione di Ponte allo Spino, nel territorio di Sovicille, il \u201cCristo deposto dalla croce\u201d, olio su tela del Seicento attribuito appunto a Domenico Manetti, \u00e8 stato ufficialmente restituito alla comunit\u00e0 dai militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.<\/p>\n<p>L\u2019opera, alta quasi due metri e mezzo, era stata trafugata il 2 maggio 1990 insieme ad altre tele dell\u2019oratorio. Per oltre tre decenni se ne erano perse le tracce. Fino alla scelta del privato cittadino che la deteneva.<\/p>\n<p>\u201cColpito dalla sua bellezza e anche dalle dimensioni, ha deciso di rivolgersi al Comando per verificare la lecita provenienza dell\u2019opera\u201d, ha spiegato il maresciallo maggiore Lorenzo Maria Collamati, comandante in sede vacante del Nucleo TPC di Firenze.<\/p>\n<p>Da l\u00ec \u00e8 partita la verifica attraverso la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. \u201cSiamo riusciti ad avere un match positivo con quest\u2019opera che venne trafugata nel maggio del 1990. Dopo ben 36 anni siamo riusciti a recuperarla e a restituirla a questa comunit\u00e0: \u00e8 stata davvero una grande soddisfazione\u201d, ha aggiunto Collamati.<\/p>\n<p>Un dettaglio non secondario \u00e8 che il dipinto fosse gi\u00e0 inserito nei bollettini nazionali delle opere d\u2019arte rubate pubblicati dall\u2019Arma dei Carabinieri, uno strumento che ha consentito di collegare immediatamente l\u2019opera al furto avvenuto a Ponte allo Spino.<\/p>\n<p>Ma durante la restituzione, pi\u00f9 ancora dell\u2019indagine, \u00e8 stato sottolineato il valore umano del gesto.<\/p>\n<p>\u201cAncora una volta ci ritroviamo per la restituzione di un importantissimo pezzo del nostro patrimonio culturale grazie alla sensibilit\u00e0 di un privato cittadino\u201d, ha detto don Enrico Grassini, direttore dell\u2019Ufficio Beni Culturali dell\u2019Arcidiocesi di Siena. \u201cUna volta avuta la consapevolezza che si trattasse di un\u2019opera proveniente da un furto, ha voluto restituirla alla comunit\u00e0 civile e religiosa. Il primo grazie va davvero al senso civico di tanti privati cittadini grazie ai quali questo patrimonio torna a essere patrimonio di tutti\u201d.<\/p>\n<p>Don Grassini ha ricordato anche un episodio simile avvenuto nei mesi scorsi con alcune antiche carte recuperate a Colle Val d\u2019Elsa. \u201cUna ferita al patrimonio culturale \u00e8 una ferita al patrimonio di tutti, perch\u00e9 la bellezza \u00e8 il principale linguaggio anche per la pace\u201d.<\/p>\n<p>Grande emozione anche nelle parole del sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti, che ha parlato di un\u2019opera profondamente legata all\u2019identit\u00e0 collettiva del territorio. \u201cQuando viene trafugato un patrimonio prezioso viene colpita l\u2019intera comunit\u00e0. Non a caso lo chiamiamo patrimonio, perch\u00e9 \u00e8 una ricchezza che viene tramandata di generazione in generazione\u201d.<\/p>\n<p>Il sindaco ha ricordato anche come il dipinto fosse nato grazie a una sorta di \u201cconcorso di popolo\u201d: secondo i documenti storici, nel 1647 le famiglie della zona contribuirono economicamente alla realizzazione dell\u2019opera per abbellire la chiesa della Compagnia.<\/p>\n<p>\u201cQuest\u2019opera \u00e8 un pezzo della nostra identit\u00e0 collettiva. Oggi ci state restituendo un pezzo della nostra storia\u201d, ha concluso Gugliotti.<\/p>\n<p>Il dipinto, attribuito a Domenico Manetti, esponente di spicco della scuola barocca senese del Seicento, raffigura il Cristo deposto dalla croce con la Vergine, San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena. Secondo la documentazione storica conservata negli archivi, la commissione dell\u2019opera risale al 1647 e fu completata l\u2019anno successivo grazie alle offerte dei confratelli della Compagnia.<\/p>\n<p><strong>Marco Crimi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per trentasei anni quel dipinto seicentesco attribuito a Domenico Manetti era rimasto lontano dalla sua chiesa, sparito nel&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":481312,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,116623,267949,11909,11922],"class_list":["post-481311","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-manetti","tag-ponte-allo-spino","tag-siena","tag-toscana"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=481311"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481311\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/481312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=481311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=481311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=481311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}