{"id":4814,"date":"2025-07-24T06:23:16","date_gmt":"2025-07-24T06:23:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/4814\/"},"modified":"2025-07-24T06:23:16","modified_gmt":"2025-07-24T06:23:16","slug":"sola-in-moto-la-forza-di-un-viaggio-che-cambia-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/4814\/","title":{"rendered":"&#8220;Sola, in moto&#8221;: la forza di un viaggio che cambia tutto"},"content":{"rendered":"<p>Chi mi crederebbe se dicessi che questa \u00e8 una storia d\u2019amore? Se gi\u00e0 il titolo del libro mi smentisce: \u201cSola, in moto\u201d. Ma \u00e8 l\u2018autrice stessa a dirlo. <strong>Elspeth Beard<\/strong>, una donna inglese dallo sguardo fermo e determinato. Diciamo subito che \u201cdeterminato\u201d \u00e8 uno degli aggettivi che pi\u00f9 di frequente ama usare. La incontro a Sommacampagna. \u00c8 venuta a presentare il suo libro, lo scorso 11 luglio nell\u2019ambito della rassegna \u201cil Giardino dei Viaggi\u201d. A condurre il dialogo in traduzione simultanea, <strong>Daniela Barani <\/strong>del locale Comitato Biblioteca e <strong>Luigi Licci<\/strong>, libraio della Gulliver di Verona.<\/p>\n<p>Edito da La Malasuerte nel 2021, il libro della Beard racconta l\u2019epico viaggio durato due anni, dal 1982 al 1984, in solitaria per il mondo su una moto usata, una BMW R60\/6 del 1974. Gi\u00e0 da questo si pu\u00f2 intuire che la Beard ha fatto della scrittura un metodo per riordinare una personale memoria. Una memoria \u201cvecchia\u201d di trent\u2019anni. Solo nel 2014, la Beard ha iniziato a metterla su carta. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"175\" height=\"288\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/image-128.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-119022\" style=\"width:362px;height:auto\"\/>La copertina del libro<\/p>\n<p>Per molti anni, dunque, la grande avventura on the road \u00e8 rimasta a maturare nei cassetti, con le fotografie (che adesso sono state pubblicate, a colori), le mappe, gli itinerari, gli entusiasmi, i pianti, gli atti di volont\u00e0 e gli scoraggiamenti, i numerosi incidenti, le deviazioni di percorso, tutto registrato su diari e su tante piccole audiocassette. Un\u2019autobiografia su due ruote che non \u00e8 stata creata a tavolino. La bellezza dell\u2019avventura narrata l\u2019ha creata Elspeth Beard in persona, dal vivo, col corpo. <\/p>\n<p>L\u2019autrice non ha fatto appello a nessuna fervida immaginazione ma solo alla sua volont\u00e0 di andare oltre, di rischiare, di sfidare le regole. Ha dato spazio alla sua anima esploratrice, prima che all\u2019anima scrittrice. Questa \u00e8 venuta molto dopo. Prima di tutto, c\u2019\u00e8 stato l\u2019emergere del suo spirito (british) senza frontiere. Prima di tutto, la temerariet\u00e0 del carattere e, di certo, la passione per le moto. Ma, su questo particolare aspetto, attenzione a non associare la Beard alla figura della semplice mototurista, amante delle due ruote. In realt\u00e0, la Beard ha dato corpo ad un\u2019esperienza motociclistica unica, probabilmente irripetibile, da cui ha ricavato, e adesso dona, un significato che va oltre il report delle \u201ccose viste\u201d. Forse anche senza volerlo, ha dato corpo a quella che potremmo definire un \u201cbiker-femminismo\u201d. <\/p>\n<p>Viaggiare \u00e8 (ancora) un atto politico<\/p>\n<p>Azzardiamo pure a dire che ci sia stato del \u201cfemminismo\u201d nelle sue intenzioni. E azzardiamo anche un neologismo da centauro. Ma se ci permettiamo quest\u2019azzardo, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019ambientazione della vicenda narrata \u00e8 quella di inizio anni \u201980 del \u2018900 e allora le lotte femministe erano ancora nell\u2019aria. E all\u2019et\u00e0 di 23 anni, Elspeth Beard non pu\u00f2 che notare una cosa: non ci sono donne motocicliste. Non se ne vedono, in giro, non in viaggio. E perch\u00e9? Forse perch\u00e9 la moto era da considerarsi un mezzo, uno strumento prettamente maschile?<\/p>\n<p>Quarant\u2019anni fa, una questione del genere non avrebbe fatto sorridere, per niente. Oggi, la situazione \u00e8 cambiata. Diciamo che Elspeth, nel suo piccolo, ha contribuito a questo cambiamento. Porgendo una battuta che forse solo i motociclisti possono apprezzare potremmo dire: la Beard ha lottato per l\u2019emancipazione delle \u201czavorrine\u201d. E ha vinto. Ora, mettendo da parte lo scherzo e senza alcuna ironia, c\u2019\u00e8 da riconoscere seriamente un gran valore alla sua impresa: la Beard davvero ha dimostrato che una donna non \u00e8 da meno. Lo ha dimostrato nei fatti, a modo suo, coraggiosamente, pericolosamente. Da sola, in moto, e contro tutti. Elspeth racconta, infatti, quanto sia stata sbeffeggiata da un noto magazine del tempo a cui aveva scritto per comunicare il suo progetto. I giornalisti, gli specialisti la derisero platealmente, consigliandole sotto sotto di fare cose pi\u00f9\u2026 insomma s\u00ec, cose pi\u00f9 per una come lei. Ma una come lei non la fermi col machismo o con il retrivo sarcasmo de noialtri esperti. <\/p>\n<p>La Beard \u00e8 partita lo stesso, andando ad affrontare i problemi laddove c\u2019erano. Perch\u00e9, di problemi per una donna sola in moto, ce ne sono stati, ovviamente. Meno di quel che si pensi, ma ci sono stati. Come lei stessa racconta, ad esempio, i suoi capelli lunghi, che venivano fuori dal casco, li ha dovuti, ad un certo punto, tagliare. Denunciavano la sua identit\u00e0 e questo non agevolava assolutamente il suo viaggio. Cos\u00ec come ha dovuto eliminare anche altri pi\u00f9 evidenti segni che avrebbero fatto esclamare al suo passaggio \u201cehi, ma quella \u00e8 una femmina\u2026\u201d con tutte le fastidiosissime, forse anche rischiose, conseguenze. Altra questione: con il lessico di oggi, diremmo che \u201cSola, in moto\u201d \u00e8 una storia di \u201cresilienza\u201d. Vero. Elspeth Beard ne ha avuta tanta. Ma \u00e8 meglio non far troppo conto oggi di una categoria psicologica che a quel tempo, obiettivamente, non c\u2019era. C\u2019era la \u201cresilienza\u201d ma si chiamava in altro modo. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"462\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/image-129-1024x462.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-119023\"  \/>Elspeth Beard, a sinistra, con Daniela Barani e Luigi Licci<\/p>\n<p>Contro le scorciatoie, per la trasformazione<\/p>\n<p>E oggi Elspeth non usa volentieri questo termine. Il suo libro insegna la caparbiet\u00e0 e la forza d\u2019animo (tra le mille altre cose che insegna) e questo non dovrebbe renderlo meno interessante per il lettore odierno. Ho come l\u2019impressione che se parlassi di \u201cresilienza\u201d aggiornerei all\u2019oggi un\u2019avventura che, invece, ha in s\u00e9 uno spirito diverso. Uno spirito vinted. Dalla lettura di \u201cSola, in moto\u201d traspare un modo di affrontare l\u2019ignoto tipico di allora. Ed \u00e8 bellissimo. \u00c8 bellissimo immergersi dentro quel tempo tramite queste meravigliose pagine scritte con disarmante sincerit\u00e0 e accuratezza da Elspeth Beard la quale, oggi, sottolinea una cosa \u201cche ha davvero capito\u201d: se dovesse rifare quel viaggio con una moto moderna e con la tecnologia di cui si arma il viaggiatore medio odierno, beh non sarebbe affatto la stessa cosa. In che senso? Nel senso che non ci sarebbe trasformazione. Perch\u00e9 un vero viaggio \u00e8 un viaggio che non ammette facilitazioni, non troppe almeno. <\/p>\n<p>Niente trucchi, se ti metti in viaggio \u201cda solo\u201d. Prudenza, certo, ma senza pavidit\u00e0. Perch\u00e9 solo accettando il rischio della solitudine e dell\u2019imprevisto, il viaggio fa quello che deve fare: trasformarti. Farti tornare a casa diverso. Migliore. Nel vero viaggio (che non \u00e8 turismo iperconnesso) scopri che l\u2019Altro non \u00e8 mai il nemico che vedi in TV, scopri che puoi incontrare gente come te, semplicemente questo: gente che, al pari tuo, sa esser d\u2019aiuto al viandante. Scopri dunque nella solitariet\u00e0 del viaggio la solidariet\u00e0 che non manca in nessuna cultura. Quella solidariet\u00e0 tra gente comune di popoli diversi che, stando nel bisogno, conforta, rincuora, guarisce da tante piccole, ingiustificate, avversioni. In questo senso, \u201cSola, in moto\u201d \u00e8, come dicevamo all\u2019inizio, una storia d\u2019amore? No, no, non solo in questo senso. \u201cSola, in moto\u201d \u00e8 proprio (letteralmente) una storia d\u2019amore, cio\u00e8, di un innamoramento. La storia di un \u201ctesoro\u201d trovato sulla strada. E pensare che la decisione di partire nel 1982, era scaturita da una forte delusione affettiva, da un cuore spezzato. Ma tant\u2019\u00e8. <\/p>\n<p>E non abbiamo detto nulla della moto. Eppure, la BMW R60\/6 \u00e8 la coprotagonista di questa storia. I lettori-motociclisti sapranno perdonarmi e troveranno anche loro nel libro della Beard tutto una serie di informazioni tecniche, ad esempio, sulle manutenzioni, i rifornimenti ecc. Le tappe: troppe per elencarle. Si fa prima a dire che, tranne l\u2019Africa, il Canada e l\u2019America del Sud, il resto c\u2019\u00e8. La BMW R60\/6 porta Elspeth davvero dappertutto, e lei vuole andare dappertutto, dritta nel cuore delle diversit\u00e0 geografiche e culturali. Fuori dai \u2013 \u00e8 proprio il caso di dire \u2013 dai luoghi comuni, inteso questo nella pi\u00f9 ampia accezione, anche a livello della scrittura: un\u2019ottima tessitura narrativa.<\/p>\n<p>Se poi qualche motociclista volesse ripercorrere le orme della Beard, ci sono le mappe (ma non le tracce GPS). Se poi quel motociclista, fosse una motociclista, allora buon viaggio davvero, la strada \u00e8 spianata e nonostante tutto c\u2019\u00e8 ancora altra strada da fare verso la vera scoperta dell\u2019amore per s\u00e9 stessi e per la Terra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/image-19.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-119025\"  \/>Foto da Unsplash di Alexey Demidov<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chi mi crederebbe se dicessi che questa \u00e8 una storia d\u2019amore? 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