{"id":481438,"date":"2026-05-09T02:19:12","date_gmt":"2026-05-09T02:19:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481438\/"},"modified":"2026-05-09T02:19:12","modified_gmt":"2026-05-09T02:19:12","slug":"mps-palermo-lascia-guerra-totale-sulla-governance","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481438\/","title":{"rendered":"Mps, Palermo lascia: guerra totale sulla governance"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 scontro  tra la maggioranza che sostiene l\u2019amministratore delegato <strong>Luigi Lovaglio<\/strong> e il presidente <strong>Cesare Bisoni<\/strong>, e la minoranza eletta nella lista del vecchio cda, che pensava di poter ancora esercitare un ruolo nel governo del Monte e invece si \u00e8 ritrovata ai margini.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo botto  \u00e8 arrivato ieri, con le dimissioni  di <strong>Fabrizio Palermo<\/strong>. Una nota asciutta: il manager \u00abnon condivide le recenti determinazioni in materia di governance\u00bb. <strong>Palermo<\/strong> non era un consigliere qualsiasi. Ex Cdp, amministratore delegato di Acea in scadenza. Personalit\u00e0 considerata vicino a <strong>Francesco Gaetano Caltagirone<\/strong>, era stato il candidato del cda per strappare  il timone a <strong>Luigi Lovaglio<\/strong> che nel frattempo era stato anche licenziato. Ma l\u2019assemblea del 15 aprile ha raccontato un\u2019altra storia. Ha vinto <strong>Lovaglio<\/strong>, sostenuto dalla lista promossa dall\u2019imprenditore <strong>Pierluigi Tortora<\/strong> e appoggiato dai grandi azionisti: Delfin, Banco Bpm, BlackRock, Vanguard. Da quel momento il consiglio \u00e8 diventato un ring. I rappresentanti della lista presentata vecchio board &#8211; <strong>Palermo,<\/strong> <strong>Corrado Passera<\/strong>,<strong> Carlo Vivaldi<\/strong>, <strong>Nicola Maione<\/strong>, <strong>Paolo Boccardelli<\/strong> e <strong>Antonella Centra <\/strong> &#8211; insieme alla consigliera di Assogestioni <strong>Paola De Martini<\/strong> hanno mandato il primo segnale politico: niente sostegno alle deleghe di <strong>Lovaglio<\/strong> e soprattutto freddezza sulla nomina di <strong>Cesare Bisoni<\/strong> alla presidenza. Marted\u00ec il consiglio si \u00e8 trasformato in un\u2019aula giudiziaria. Sul tavolo c\u2019era la posizione di <strong>Carlo Vivaldi,<\/strong> ex Unicredit, giudicato incompatibile per la contemporanea presenza nel board di Banca Mediolanum. <\/p>\n<p>La motivazione ufficiale parla di \u00aborgani di banche concorrenti\u00bb.  <strong>Vivaldi<\/strong> si \u00e8 dimesso. A quel punto <strong>Palermo<\/strong> ha capito che la partita era chiusa. Escono cos\u00ec di scena due dei sei consiglieri nominati nella lista sostenuta dal gruppo <strong>Caltagirone<\/strong>. Restano le macerie di una battaglia combattuta in poche settimane Adesso cosa succede? Lo statuto prevede un minimo di nove consiglieri su 15. In teoria, se si dimettessero tutti i rappresentanti delle minoranze, il consiglio potrebbe decadere. Ma nessuno, almeno per ora, pensa davvero a questo gesto estremo. Molto pi\u00f9 probabile invece la sostituzione rapida delle caselle vuote. E qui il risiko diventa quasi dinastico. Dovrebbero entrare i primi dei non eletti della lista del vecchio cda: <strong>Gianluca Brancadoro<\/strong>, ex vicepresidente del Monte, e soprattutto <strong>Alessandro Caltagirone<\/strong>, secondogenito di <strong>Francesco Gaetano Caltagirone<\/strong>. <\/p>\n<p>Vuol dire che il  costruttore romano, gi\u00e0 secondo socio della banca con il 13,5%, nonostante la sconfitta assembleare  continua a presidiare il fortino senese pezzo dopo pezzo, uomo dopo uomo, poltrona dopo poltrona. Come nei vecchi assedi medievali: magari perdi una torre, ma continui a scavare sotto le mura. Siamo a Siena. Sullo sfondo adesso avanzano anche le procure. Quella di Milano ha chiesto a Camera e Senato l\u2019autorizzazione preventiva (ora all\u2019esame delle giunte) per acquisire alcune conversazioni Whatsapp nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta Mps-Mediobanca prelevandole dal telefonino dell\u2019ex direttore generale del Mef, <strong>Marcello Sala<\/strong> oggi in Nexi. Una mossa che nasce da una nuova frontiera della giurisprudenza costituzionale inaugurata dal caso <strong>Matteo Renzi<\/strong> e dalla sentenza sulla Fondazione Open: le chat dei parlamentari sono \u00abcorrispondenza costituzionalmente rilevante\u00bb e quindi protette dalle prerogative parlamentari. In pratica: i pm possono anche trovare le conversazioni nei telefoni sequestrati ai terzi, ma prima di usarle devono bussare alle Camere. La prossima settimana comincer\u00e0 l\u2019esame in commissione. Un precedente simile si \u00e8 gi\u00e0 visto con <strong>Francesco Saverio Romano,<\/strong> quando la Camera neg\u00f2 alla Procura di Palermo l\u2019autorizzazione al sequestro della corrispondenza informatica. Cos\u00ec il grande romanzo senese si allarga. Non pi\u00f9 soltanto finanza, potere e banche. Adesso entrano in scena anche immunit\u00e0 parlamentari, Whatsapp, conflitti di attribuzione e procure in assetto da guerra. E a quel punto Mps torna a essere ci\u00f2 che \u00e8 sempre stata: non una semplice banca, ma un genere letterario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 scontro tra la maggioranza che sostiene l\u2019amministratore delegato Luigi Lovaglio e il presidente Cesare Bisoni, e la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":481439,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89,15129],"class_list":{"0":"post-481438","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-mps"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116542227480864386","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481438","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=481438"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481438\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/481439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=481438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=481438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=481438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}