{"id":481518,"date":"2026-05-09T03:52:19","date_gmt":"2026-05-09T03:52:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481518\/"},"modified":"2026-05-09T03:52:19","modified_gmt":"2026-05-09T03:52:19","slug":"il-ciclismo-professionistico-e-rotto-parola-di-rapha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481518\/","title":{"rendered":"&#8220;Il ciclismo professionistico \u00e8 rotto&#8221;, parola di Rapha"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2019, Rapha pubblic\u00f2 un documento destinato a fare rumore: il <strong>Rapha Roadmap<\/strong>, frutto di oltre 18 mesi di ricerca e 50 interviste a corridori, team manager, organizzatori, economisti dello sport e broadcaster.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dichiarato e scomodo: capire perch\u00e9 il ciclismo, lo sport pi\u00f9 bello del mondo, stia fallendo come prodotto di intrattenimento.<\/p>\n<p>La conclusione era diretta e poco diplomatica:<strong> il ciclismo professionistico \u00e8 rotto.<\/strong><\/p>\n<p>Sette anni dopo, Rapha ha ripubblicato il documento. La diagnosi non \u00e8 cambiata.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1280\" height=\"854\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Campionati-italiani-esordienti-e-allievi-2025-foto-Federciclismo.jpg\" alt=\"Campionati italiani esordienti e allievi 2025 (foto Federciclismo)\" class=\"wp-image-244019\"  \/>\u201cIl tempo dei dibattiti infiniti \u00e8 finito\u201d<\/p>\n<p>A parlare \u00e8 <strong>Fran Millar<\/strong>, CEO di Rapha ed ex CEO dell\u2019Ineos Grenadier, che lancia quello che suona come un ultimatum: <strong>evolvere o morire.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abCi\u00f2 che mi ha colpito di pi\u00f9 tornando al ciclismo dopo quattro anni non \u00e8 quanto sia cambiato, ma quanto sia rimasto invariato. Quando ho lasciato il mio ruolo di CEO della Ineos Grenadiers, il mondo del ciclismo stava discutendo di <strong>riforme<\/strong>. Al mio ritorno, ho scoperto che <strong>il dibattito era regredito<\/strong>, e questo \u00e8 profondamente deprimente\u00bb, scrive Millar nella sua prefazione.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Millar, l\u2019UCI ha fallito nel suo compito prioritario, preferendo l\u2019autoconservazione alla crescita reale dello sport.<\/p>\n<p>La consultazione avviata dall\u2019UCI nel 2026 sul futuro del professionismo rappresenta, secondo Millar, <strong>l\u2019ultima chiamata.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1706\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/fran-millar-rapha.webp.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-255075\"  \/>Fran Millar, CEO RaphaIl modello economico: una casa di carte<\/p>\n<p>Il problema strutturale pi\u00f9 grave del ciclismo \u00e8 la <strong>quasi totale dipendenza dalla sponsorizzazione. <\/strong>I team non hanno entrate da biglietteria, i diritti televisivi valgono pochissimo, France T\u00e9l\u00e9visions paga circa 32 milioni di euro per il Tour, una cifra irrisoria rispetto ad altri sport, e il merchandising \u00e8 quasi inesistente come asset strategico.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una filiera fragilissima: <strong>se uno sponsor esce, il team scompare.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La storia del ciclismo \u00e8 piena di squadre che hanno vinto il Tour de France <strong>e poi si sono dissolte nel nulla. <\/strong>Confrontata con la longevit\u00e0 di Manchester United (fondata nel 1878) o del Montreal Canadiens (1909), la durata media di un team WorldTour fa quasi tenerezza.<\/p>\n<p>Va detto, con una certa ironia, che chi lancia questo allarme sta attraversando le proprie difficolt\u00e0: Rapha ha registrato <strong>perdite per 17,2 milioni di sterline <\/strong>nel 2024, segnando l\u2019ottavo anno consecutivo in rosso, con il valore aziendale crollato di oltre 100 milioni di sterline dal 2017.\u00a0<\/p>\n<p>Ma questo non rende il messaggio meno vero.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/crisi-bici.jpg\" alt=\"Crisi del mercato bici\" class=\"wp-image-183226\" style=\"aspect-ratio:1.4988838877300839;width:840px;height:auto\"\/>Cosa propone il Rapha Roadmap<\/p>\n<p>Il documento non si limita alla diagnosi. <strong>Avanza proposte concrete<\/strong>, alcune visionarie, altre gi\u00e0 parzialmente realizzate.<\/p>\n<p><strong>Sul calendario:<\/strong> ridurlo e strutturarlo in due serie distinte, una Classics Series (gare di un giorno, da gennaio a maggio) e una Grand Tour Series (da giugno ad agosto, con il Tour come atto finale). Giro e Vuelta andrebbero accorciati a due settimane e riposizionati prima del Tour, come tappe di qualificazione.\u00a0<\/p>\n<p>Il modello di riferimento \u00e8 la Formula 1: un campionato con una narrativa stagionale chiara, che costruisce tensione fino a un epilogo definito.<\/p>\n<p><strong>Sui team:<\/strong> trasformarli da macchine da risultato a soggetti editoriali, capaci di produrre contenuti, costruire community, creare identit\u00e0 territoriale. I corridori dovrebbero essere coinvolti contrattualmente anche come ambassador e content creator, non solo come atleti.<\/p>\n<p><strong>Sul broadcasting:<\/strong> abbracciare l\u2019OTT e smettere di dipendere dalle televisioni generaliste, che spesso non pagano i diritti ma vengono pagate dagli organizzatori per trasmettere. I dati citati nel documento parlano chiaro: in Belgio, dove il ciclismo \u00e8 quasi una religione civile, gli ascolti su Sporza crollano da 600.000 spettatori medi prima del Tour a 300.000 dopo. Il 50% delle gare post-luglio non viene nemmeno trasmesso.<\/p>\n<p><strong>Sul ciclismo femminile:<\/strong> nel 2018, solo il 25% delle gare del Women\u2019s World Tour era trasmesso in TV, e pi\u00f9 della met\u00e0 delle professioniste pagava di tasca propria parte delle spese di viaggio e attrezzatura. Un dettaglio che dice tutto. La nuova versione del documento va oltre, proponendo per il Women\u2019s WorldTour un modello a lega chiusa, che garantisca stabilit\u00e0 economica e pianificazione a lungo termine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Canyon-Italia-W-100-ciclismo-femminile-lago-di-Garda.jpg\" alt=\"Ciclismo femminile lago di Garda pedalata di 100 chilometri per la Canyon Italia W100\" class=\"wp-image-150668\"  \/>Il caso EF Pro Cycling: quando l\u2019esperimento si chiude<\/p>\n<p>L\u2019uscita di Rapha arriva in un momento simbolicamente rilevante. La partnership con EF Pro Cycling, nata nel 2019 sull\u2019onda della Roadmap con l\u2019ambizione di scardinare lo status quo, si \u00e8 conclusa dopo la stagione 2025. In sette anni, quel binomio ha introdotto il concetto di <strong>\u201ccalendario alternativo\u201d<\/strong> portando corridori WorldTour a eventi di massa come l\u2019Unbound Gravel o La Traka e ridefinito l\u2019estetica del gruppo con kit audaci e collaborazioni lontanissime dal ciclismo tradizionale, Palace ad esempio.<\/p>\n<p>Jonathan Vaughters, CEO di EF, ha rivendicato con orgoglio: \u00abAbbiamo fatto rumore e portato nuove persone nel nostro sport.\u00bb Ma l\u2019addio di Rapha \u00e8 un segnale preciso: anche i modelli pi\u00f9 innovativi faticano a trovare stabilit\u00e0 dentro un sistema economico cos\u00ec fragile. <strong>L\u2019esperimento ha funzionato culturalmente. <\/strong>Non abbastanza commercialmente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Giro-di-Italia-tifosi-sloveni-ciclismo.jpg\" alt=\"Tifosi sloveni in un momento del Giro d'Italia 2021\" class=\"wp-image-190845\"  \/>\u00a9 Rcs SportPerch\u00e9 vale la pena leggerlo ancora oggi<\/p>\n<p>Rileggere il documento oggi \u00e8 un esercizio che fa impressione. Alcune intuizioni si sono rivelate <strong>profetiche<\/strong>: il boom delle serie documentaristiche sportive, la crescita dell\u2019OTT, l\u2019esplosione del cicloturismo e degli eventi come strumento di engagement con il pubblico.<\/p>\n<p>Altre restano <strong>incompiute<\/strong>. Il calendario \u00e8 stato ritoccato ma non riformato in profondit\u00e0. La dipendenza dalla sponsorizzazione \u00e8 ancora dominante.\u00a0<\/p>\n<p>Il ciclismo femminile ha fatto passi avanti reali, la Strade Bianche, la Paris-Roubaix Femmes, i contratti minimi UCI, ma il gap strutturale con il maschile resta ampio.<\/p>\n<p>Il Rapha Roadmap non \u00e8 un documento di marketing. \u00c8 una delle <strong>analisi pi\u00f9 oneste e sistematicamente argomentate mai prodotte<\/strong> sullo stato del ciclismo professionistico.\u00a0<\/p>\n<p>Il fatto che sia stato commissionato da un brand, e non da una federazione o da un organizzatore, dice gi\u00e0 qualcosa su dove si trovi, ancora oggi, la vera capacit\u00e0 di visione in questo sport.<\/p>\n<p>Per chi lavora nel settore: organizzatori, sponsor, media, istituzioni. Leggetelo.\u00a0<\/p>\n<p>Non perch\u00e9 abbia tutte le risposte. Ma perch\u00e9<strong> fa le domande giuste.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/content.rapha.cc\/gb\/en\/story\/the-rapha-roadmap-part-ten\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Il documento completo \u00e8 disponibile sul sito di Rapha.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2019, Rapha pubblic\u00f2 un documento destinato a fare rumore: il Rapha Roadmap, frutto di oltre 18 mesi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":335351,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,55309,1825,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-481518","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-ciclismo-sportivo","10":"tag-cycling","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116542593736151249","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=481518"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481518\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/335351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=481518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=481518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=481518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}