{"id":481625,"date":"2026-05-09T05:56:17","date_gmt":"2026-05-09T05:56:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481625\/"},"modified":"2026-05-09T05:56:17","modified_gmt":"2026-05-09T05:56:17","slug":"putin-la-paura-e-il-cremlino-diventato-un-bunker-di-sospetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481625\/","title":{"rendered":"Putin, la paura e il Cremlino diventato un bunker di sospetti"},"content":{"rendered":"<p>La guerra non starebbe soltanto logorando l\u2019esercito russo. Starebbe trasformando il sistema di potere costruito da Vladimir Putin in oltre un quarto di secolo di governo. \u00c8 questo il quadro che emerge mettendo insieme una serie di articoli e indiscrezioni pubblicati negli ultimi giorni: il Cremlino appare sempre pi\u00f9 chiuso, sospettoso e ossessionato dalla sicurezza personale del presidente.<\/p>\n<p>A far emergere per primi molti dettagli sul rafforzamento delle misure di sicurezza \u00e8 stato il sito investigativo <a href=\"https:\/\/istories.media\/en\/stories\/2026\/05\/04\/vladimir-putin-fear\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">iStories<\/a>, citando valutazioni attribuite a servizi europei. Secondo queste ricostruzioni, nelle ultime settimane la protezione di Putin sarebbe stata ulteriormente irrigidita. I controlli per chi lo incontra sono diventati ancora pi\u00f9 severi, il numero di spostamenti si \u00e8 ridotto e il presidente trascorrerebbe molto pi\u00f9 tempo in bunker nel sud della Russia. Persino i collaboratori pi\u00f9 vicini \u2013 cuochi, autisti, fotografi, guardie del corpo \u2013 sarebbero sottoposti a restrizioni eccezionali: niente mezzi pubblici, niente telefoni collegati a internet, sorveglianza anche nelle loro abitazioni.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/fe70c89e-b5d7-4f89-8eb4-83afbe721d7c?syn-25a6b1a6=1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Financial Times<\/a> ha poi confermato e ampliato diversi di questi elementi, descrivendo un Cremlino sempre pi\u00f9 concentrato sulla protezione fisica del presidente. Secondo il quotidiano britannico, Putin e la sua famiglia avrebbero abbandonato le residenze abituali nell\u2019area di Mosca e a Valdaj, preferendo luoghi pi\u00f9 protetti e meno prevedibili. Lo stesso Financial Times riferisce che la sicurezza anti-drone attorno alla capitale sarebbe stata ulteriormente rafforzata, con pattugliamenti lungo il fiume Moscova e controlli estesi affidati al Servizio federale di protezione, l\u2019Fso.<\/p>\n<p>Molti dettagli risultano coerenti con quanto sta accadendo da mesi sul terreno di guerra. Gli attacchi ucraini con droni in profondit\u00e0 nel territorio russo si sono moltiplicati, colpendo aeroporti, raffinerie, infrastrutture energetiche e installazioni militari anche a centinaia di chilometri dal fronte. Negli ultimi anni Kyjiv ha inoltre rivendicato o lasciato trapelare il coinvolgimento in operazioni mirate contro ufficiali, propagandisti e figure legate all\u2019apparato russo.<\/p>\n<p>Su <a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2026\/05\/07\/russsia-ukraine-war-putin-zelensky-victory-parade-attacks-drones-moscow\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Foreign Policy<\/a>, Christian Caryl, ex corrispondente da Mosca del Newsweek, ha evidenziato come sia proprio questa nuova vulnerabilit\u00e0 tecnologica ad aver cambiato la percezione della sicurezza personale di Putin. Caryl collega l\u2019inasprimento delle misure difensive russe alla crescente efficacia delle operazioni ucraine e alle recenti eliminazioni mirate compiute in altri teatri di crisi, sostenendo che i leader autoritari siano oggi molto pi\u00f9 esposti rispetto al passato grazie alla combinazione tra droni, sorveglianza elettronica e infiltrazioni informative.<\/p>\n<p>Il trauma provocato dalla rivolta della Wagner nell\u2019estate 2023 non sembra poi essersi mai davvero riassorbito. Il tentativo di marcia su Mosca guidato da Yevgeny Prigozhin ha lasciato nell\u2019apparato di sicurezza russo la consapevolezza che la minaccia pi\u00f9 pericolosa potrebbe non arrivare solo dall\u2019esterno. Il Financial Times parla di crescenti tensioni tra i servizi di sicurezza, la Guardia nazionale e il ministero della Difesa, con accuse reciproche per le falle nella protezione dei vertici militari russi.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che il racconto di <a href=\"https:\/\/meduza.io\/en\/brief\/2026\/05\/06\/signal-or-scoop\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Meduza<\/a> aggiunge un tassello importante. La testata indipendente russa descrive la parabola di Sergej Shoigu, per anni uno degli uomini pi\u00f9 potenti del sistema putiniano. Ex ministro della Difesa e figura storicamente vicinissima al presidente, Shoigu era stato uno dei simboli della stabilit\u00e0 del regime: un dirigente capace di attraversare crisi e rimpasti senza perdere influenza. Eppure, dopo le difficolt\u00e0 militari in Ucraina e soprattutto dopo la rivolta della Wagner, il suo ruolo si \u00e8 progressivamente ridimensionato. Formalmente mantiene incarichi di rilievo nel Consiglio di sicurezza, ma il suo potere reale appare molto inferiore rispetto al passato.<\/p>\n<p>La figura di Shoigu \u00e8 significativa anche per un altro motivo. Pur essendo considerato uno dei \u201cfalchi\u201d del sistema, non \u00e8 mai stato davvero un uomo dei siloviki nel senso tradizionale del termine. Non proviene n\u00e9 dal Kgb n\u00e9 dai servizi di sicurezza, e non ha una vera formazione militare. In pi\u00f9, viene da Tuva, una remota repubblica siberiana al confine con la Mongolia: il padre era tuvano, appartenente a una minoranza turcofona e buddhista della Siberia, mentre la madre era russo-ucraina. In un sistema dominato da uomini provenienti dai servizi di sicurezza di San Pietroburgo e dall\u2019\u00e9lite slava dell\u2019apparato statale, Shoigu \u00e8 sempre stato percepito da parte degli ambienti nazionalisti e da settori dei servizi come un corpo relativamente estraneo.<\/p>\n<p>Per anni questa sua posizione \u201cesterna\u201d aveva persino rafforzato il rapporto con Putin. Shoigu non disponeva infatti di una rete autonoma nei servizi tale da poter rappresentare una minaccia politica diretta per il presidente. Ma proprio questa sua natura \u201cibrida\u201d lo ha reso vulnerabile nel momento in cui la guerra ha accentuato le lotte interne al Cremlino. Negli ultimi mesi, il cosiddetto clan Shoigu \u00e8 stato progressivamente indebolito da arresti per corruzione, epurazioni nel ministero della Difesa e scontri con altri centri di potere vicini ai servizi di sicurezza e alla Guardia nazionale.<\/p>\n<p>Per Meduza, il declino dell\u2019ex ministro racconta bene il cambiamento in corso al Cremlino. Putin continua a evitare rotture clamorose, ma tende sempre pi\u00f9 a circondarsi di uomini provenienti dagli apparati coercitivi e direttamente coinvolti nella gestione della guerra. La tradizionale capacit\u00e0 del presidente russo di bilanciare fazioni e interessi diversi sembra lasciare spazio a un sistema pi\u00f9 ristretto, pi\u00f9 militarizzato e dominato dalla logica securitaria.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 pi\u00f9 importante, per\u00f2, non \u00e8 la paura in s\u00e9. Putin \u00e8 sempre stato considerato un leader diffidente e attento alla propria sicurezza. Ci\u00f2 che colpisce oggi \u00e8 il grado di \u201cbunkerizzazione\u201d del sistema. La sicurezza sembra essere diventata il principio organizzatore dell\u2019intero potere russo.<\/p>\n<p>Secondo il Financial Times, Putin dedica ormai la gran parte del suo tempo alla gestione della guerra. Gli incontri con esponenti dell\u2019economia o dell\u2019amministrazione civile sarebbero sempre pi\u00f9 rari, mentre il presidente passerebbe ore in riunioni quotidiane con i vertici militari, discutendo anche dettagli operativi e piccoli avanzamenti sul fronte ucraino. Un dirigente vicino al Cremlino ha sintetizzato cos\u00ec la situazione: \u201cIl 70 per cento del tempo di Putin \u00e8 dedicato alla guerra\u201d.<\/p>\n<p>Foreign Policy spinge questa analisi ancora pi\u00f9 in l\u00e0. In un articolo firmato da Christian Caryl, il magazine sostiene che il vero problema del Cremlino non sia soltanto il logoramento militare, ma la progressiva riduzione dello spazio di manovra politica di Putin. Dopo anni trascorsi a mantenere il controllo bilanciando apparati, oligarchi e interessi diversi, il presidente russo apparirebbe sempre pi\u00f9 dipendente dai servizi di sicurezza e dalla gestione diretta del conflitto.<\/p>\n<p>Questo progressivo isolamento rischia di avere conseguenze profonde sul funzionamento dello Stato russo. Storicamente, quando un sistema politico si chiude attorno alla protezione del leader, aumentano i filtri informativi, diminuisce il contatto con la realt\u00e0 sociale e cresce il peso degli apparati di sicurezza. \u00c8 anche quello che sostiene il politologo Andrej Kolesnikov, citato dal Financial Times: Putin ascolterebbe ormai quasi esclusivamente i servizi e i vertici militari, mentre ogni altro settore della vita pubblica viene subordinato alle esigenze della guerra.<\/p>\n<p>Meduza invita per\u00f2 anche alla prudenza. Pur riconoscendo che il Cremlino sia diventato molto pi\u00f9 nervoso e ossessionato dalla sicurezza dopo il 2022, la testata sottolinea come le valutazioni occidentali abbiano spesso enfatizzato la fragilit\u00e0 interna del sistema russo senza che ci\u00f2 producesse conseguenze immediate. Anche oggi non esistono segnali concreti di un imminente golpe o di una caduta del presidente.<\/p>\n<p>Anche sul piano interno, tuttavia, iniziano a emergere segnali di stanchezza. Il Financial Times descrive una crescente irritazione per i blackout della rete internet, per le restrizioni sempre pi\u00f9 invasive e per le difficolt\u00e0 economiche. Sui social circolano video di influencer e cittadini che criticano apertamente alcune decisioni del governo, pur senza mettere in discussione il sistema nel suo complesso. \u00c8 una protesta diversa da quella dell\u2019opposizione liberale repressa negli anni scorsi: pi\u00f9 diffusa, meno ideologica e legata soprattutto alla fatica quotidiana prodotta dalla guerra.<\/p>\n<p>Nel frattempo, l\u2019Ucraina continua a puntare su una strategia di logoramento. Foreign Policy insiste in particolare sugli attacchi sempre pi\u00f9 mirati contro raffinerie, impianti chimici, infrastrutture energetiche e filiere industriali legate alla produzione militare. L\u2019obiettivo, secondo diversi analisti citati dal magazine, sarebbe quello di aumentare progressivamente il costo economico e psicologico del conflitto per Mosca.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che avvicinarsi a un crollo improvviso, il Cremlino sembra dunque entrare in una fase di crescente irrigidimento. Un potere che si chiude nei bunker, che diffida dei propri apparati e che concentra quasi tutta la propria energia sulla sopravvivenza politica e militare del leader. Ed \u00e8 forse proprio questa la trasformazione pi\u00f9 significativa prodotta dalla guerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La guerra non starebbe soltanto logorando l\u2019esercito russo. 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