{"id":481694,"date":"2026-05-09T07:16:12","date_gmt":"2026-05-09T07:16:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481694\/"},"modified":"2026-05-09T07:16:12","modified_gmt":"2026-05-09T07:16:12","slug":"chi-ci-guadagna-dalla-guerra-in-iran-al-primo-posto-russia-e-stati-uniti-poi-i-privati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481694\/","title":{"rendered":"Chi ci guadagna dalla guerra in Iran? Al primo posto Russia e Stati Uniti, poi i privati"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuseppe Sarcina<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Tra i vincitori \u00abeconomici\u00bb ci sono Stati (su tutti, Russia e Usa) e privati (banche, aziende energetiche e produttori di armi)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ogni guerra pu\u00f2 diventare un\u2019occasione per aumentare il giro d\u2019affari. Chi ci sta guadagnando con il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_maggio_08\/guerra-in-iran-le-ultime-notizie-in-diretta.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">conflitto in Iran<\/a>? Doppia risposta: <b>alcuni Stati e molte aziende<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un centro studi sponsorizzato dal governo del Bahrein, il Derasat, ha elaborato una specie di partita doppia, divisa tra cinque \u00abvincitori\u00bb e cinque \u00abperdenti\u00bb. Il rapporto \u2014 spiega un dirigente di Derasat, Abdullah Alabbassi, a margine di un seminario organizzato dall\u2019Ispi e dal Doha Forum a Milano \u2014 mette in fila gli extra incassi e i costi supplementari generati dal conflitto. \u00c8 un calcolo in costante aggiornamento. I dati sono eloquenti.<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Guerra in Iran, perdenti e vincenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Al primo posto tra i winner svetta la Russia, con 5,2 miliardi di dollari<\/b>, grazie all\u2019allentamento delle sanzioni, deciso da Donald Trump, e al 50% in pi\u00f9 della domanda proveniente dall\u2019India. Il crollo delle forniture arabe ha dato una spinta alla produzione di shale gas negli <b>Stati Uniti<\/b>, con ricavi aggiuntivi per 4,5 miliardi di dollari. <b>Stesso discorso, sia pure in scala minore, per Norvegia, +1,8 miliardi e Canada, +1,2 miliardi. Interessante il caso dell\u2019Indonesia. <\/b>La fonte per le nuove entrate, pari a 800 milioni di dollari, non \u00e8 il greggio, ma il carbone, che \u00e8 tornato a essere, soprattutto nel Sud est asiatico, una materia prima ricercata.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poche sorprese tra i losers ma attenzione alle cifre. <b>La Cina ha dovuto sostenere una spesa extra di 16,8 miliardi di dollari per sostituire, evidentemente a prezzi pi\u00f9 alti, il 40-45% del petrolio e il 13,9% dell\u2019acciaio importati dal Golfo<\/b>. Il conto per il Giappone \u00e8 di 7,7 miliardi; per l\u2019India, che paga anche la scarsit\u00e0 dei fertilizzanti, 6,7 miliardi. La \u00abfattura\u00bb per la Corea del Sud ammonta a 5,4 miliardi di dollari, stanziati per cercare altrove, e a quotazioni pi\u00f9 alte, il petrolio e l\u2019elio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In coda ci siamo noi<\/b>: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_maggio_09\/guerra-in-iran-le-ultime-notizie-in-diretta-trump-aspetta-la-lettera-di-teheran-la-risoluzione-all-onu-in-salita-il-sostegno-di.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dall\u2019inizio della guerra<\/a>, l\u2019Eurozona ha speso 4,2 miliardi di dollari in pi\u00f9 per compensare soprattutto le mancate forniture di gas dal Qatar. Ma non tutte le monarchie del Golfo sono penalizzate. <b>Arabia Saudita ed Emirati Arabi stanno cercando passaggi alternativi a Hormuz.<\/b> I sauditi hanno gi\u00e0 portato al massimo, circa 7 milioni di barili al giorno, la portata della pipeline East-West che taglia a met\u00e0 la penisola e scarica il greggio nei porti sul Mar Rosso. L\u2019emergenza, osserva Eleonora Ardemagni, esperta di Medio Oriente e ricercatrice per l\u2019Ispi, \u00abha spinto l\u2019Arabia Saudita a riallacciare il dialogo con gli Houthi per garantire una navigazione sicura nello Stretto di Bab el Mandeb (alla fine del Mar Rosso, ndr) e a collaborare con gli Emirati, nonostante le rivalit\u00e0 tra i due Paesi\u00bb.<\/p>\n<p>    I conti delle aziende<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All\u2019interno dei bilanci nazionali,<b> si muovono quelli aziendali<\/b>. Non sempre nella stessa direzione. Il settore pi\u00f9 beneficiato \u00e8, chiaramente, quello dell\u2019energia. Un\u2019inchiesta della Bbc mostra come in questa fase <b>stiano guadagnando soprattutto le multinazionali europee<\/b>. Il sito della tv britannica cita i profitti di Bp (British Petroleum), che sono raddoppiati nei primi tre mesi del 2026, fino a raggiungere quota 3,2 miliardi di dollari.\u00a0 Anche le performance di Shell (anglo-olandese) e della francese TotalEnergies, nel primo trimestre di quest\u2019anno, sono andate oltre le previsioni: rispettivamente 6,92 miliardi di dollari e 5,4 miliardi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I grandi gruppi americani, ExxonMobile e Chevron, non hanno migliorato la redditivit\u00e0 rispetto allo scorso anno. Ma secondo gli analisti, i guadagni saliranno nel corso dell\u2019anno. In Italia, Eni ha appena presentato una trimestrale con un utile operativo pari a 3,54 miliardi di euro e con un balzo del 9% della produzione. Stanno crescendo anche le imprese specializzate in rinnovabili, non solo in Cina, ma anche in Europa, come le danesi Vestas e Orsted (eolico) o la britannica Octopus Energy (pannelli solari).<\/p>\n<p>    Banche e difesa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La volatilit\u00e0 sui mercati finanziari ha innescato un frenetico trading di titoli, gonfiando i profitti delle banche, in particolare<b> le \u00abbig six\u00bb americane: J.P Morgan, Bank of America, Morgan Stanley, Citigroup, Goldman Sachs e Wells Fargo<\/b>. In totale, nota ancora la Bbc, i sei istituti hanno realizzato utili per 47,7 miliardi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il terzo lato del triangolo dorato \u00e8 la <b>difesa<\/b>. Dopo l\u2019attacco dei russi all\u2019Ucraina, la guerra in Iran ha dato ulteriore impulso alla domanda pressoch\u00e9 mondiale di ordigni per la difesa aerea, <b>dai missili ai droni<\/b>. I tre grandi gruppi Usa, Lockheed Martin, Boeing e Northrop Grumman hanno annunciato di aver gi\u00e0 incamerato ordinativi record nel primo trimestre. Anche i britannici di Bae Systems si aspettano \u00abuna forte crescita dei ricavi e dei profitti\u00bb. In Italia, Leonardo ha chiuso il primo trimestre \u201926 con un aumento del 6,9% dei ricavi e del 33,2%% del risultato operativo; gli ordini sono pari a 9 miliardi, +31% rispetto allo stesso periodo del 2025.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-05-09T07:02:47+02:00\">9 maggio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giuseppe Sarcina Tra i vincitori \u00abeconomici\u00bb ci sono Stati (su tutti, Russia e Usa) e privati (banche,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":468796,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[93213,268141,268142,3810,268143,268144,178,3357,3358,5609,3721,8663,3326,177,356,631,394,1277,268140,767,3761,2341,434,18185,14197,1133,6316,1149,1251,150532,56476,4067,112209,77,1151,8320,764,34526,1537,90,89,6357,74510,3193,16557,14711,30388,9864,7962,3741,26492,3516,1270,11835,171,18147,337,105,3748,3414,410,20020],"class_list":{"0":"post-481694","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-abdullah","9":"tag-abdullah-alabbassi","10":"tag-abdullah-alabbassi-margine","11":"tag-acciaio","12":"tag-acciaio-importati","13":"tag-acciaio-importati-golfo","14":"tag-affari","15":"tag-arabia","16":"tag-arabia-saudita","17":"tag-aziende","18":"tag-banche","19":"tag-bbc","20":"tag-britannica","21":"tag-business","22":"tag-cina","23":"tag-cinque","24":"tag-conflitto","25":"tag-dato","26":"tag-derasat","27":"tag-difesa","28":"tag-dollari","29":"tag-domanda","30":"tag-doppia","31":"tag-emirati","32":"tag-extra","33":"tag-forniture","34":"tag-gas","35":"tag-golfo","36":"tag-grandi","37":"tag-grandi-gruppi","38":"tag-greggio","39":"tag-gruppi","40":"tag-guadagnando","41":"tag-guerra","42":"tag-guerra-iran","43":"tag-india","44":"tag-iran","45":"tag-ispi","46":"tag-it","47":"tag-italia","48":"tag-italy","49":"tag-mar","50":"tag-mar-rosso","51":"tag-morgan","52":"tag-operativo","53":"tag-pari","54":"tag-perdenti","55":"tag-petrolio","56":"tag-privati","57":"tag-produzione","58":"tag-profitti","59":"tag-ricavi","60":"tag-rispetto","61":"tag-rosso","62":"tag-russia","63":"tag-saudita","64":"tag-soprattutto","65":"tag-sud","66":"tag-trimestre","67":"tag-uniti","68":"tag-usa","69":"tag-vincitori"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=481694"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481694\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/468796"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=481694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=481694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=481694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}