{"id":481759,"date":"2026-05-09T08:28:26","date_gmt":"2026-05-09T08:28:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481759\/"},"modified":"2026-05-09T08:28:26","modified_gmt":"2026-05-09T08:28:26","slug":"haruka-misawa-mistero-e-delicatezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/481759\/","title":{"rendered":"Haruka Misawa mistero e delicatezza"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ADI Design Museum presenta\u00a0bit by bit, prima mostra personale in Italia dedicata al lavoro della designer giapponese Haruka Misawa (a cura di Nippon Design Center, Misawa Design Institute, fino al 7 giugno 2026). La mostra \u00e8 composta quasi esclusivamente da fogli di carta lavorati in modo tale che pieghe e torsioni sboccino in volumi sensibili al tocco, in geometrie caleidoscopiche e misteriosi movimenti generati dall\u2019attrazione magnetica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"e50ed03c-ba13-4332-b457-65419930cbc3\" height=\"323\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/01_45.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Flutter, foglio fustellato e ritagli in movimento. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>Misawa si lascia guidare dal comportamento dei materiali, rielaborando sul piano poetico la lezione di Josef Albers al Bauhaus di Dessau: \u201cIl materiale deve essere lavorato in modo che non ne risultino scarti: l\u2019economia \u00e8 il principio pi\u00f9 importante. La forma definitiva nasce dalle stesse tensioni del materiale tagliato e piegato\u201d. Uno studente racconta che Albers \u201cmostr\u00f2 una creazione molto semplice eseguita da un architetto ungherese. Costui non aveva fatto altro che piegare il giornale per lungo facendolo stare in piedi s\u00ec da farlo sembrare un\u2019ala\u201d (Die Gr\u00fcnderjahre. In Bauhaus und Bauh\u00e4usler, 1971, nota 8, p. 159). I fogli di carta lavorati da Misawua volano, sbocciano e corrono suscitando la divertita sorpresa di chi visita la mostra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"9cd98b1c-520b-4dcc-b180-4390607d5036\" height=\"531\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/02_42.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Space Inside a Plane, reticoli ultrasottili da 0,4 millimetri ricavati da un solo foglio che sembra composto da pi\u00f9 strati sovrapposti \/ Haruka Misawa mostra il risultato del taglio laser. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>La designer \u00e8 direttrice del Misawa Design Institute, un\u2019istituzione che ha lo scopo di avvicinare persone che non hanno mai avuto nulla a che fare con il design all&#8217;esperienza dell\u2019inatteso che suscita meraviglia. A stupire non sono eventi clamorosi ma minuscoli scostamenti, variazioni quasi impercettibili e leggere increspature: \u201cmi far\u00e0 piacere se tornando a casa [dopo aver visitato bit by bit], camminando per la strada troverete una piccola pietra che vi incuriosir\u00e0, oppure una foglia che vedrete sopra di voi. Mi far\u00e0 cio\u00e8 piacere se questi modesti oggetti potranno darvi qualche piccola sorpresa e felicit\u00e0. La mia mostra non vi impressioner\u00e0 in modo eclatante: wahoo! Per\u00f2 troverete qualcosa che vi far\u00e0 sorridere, o qualcosa che vi scalder\u00e0 il cuore\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"89f72fd4-f6c4-4d23-b771-44ef2cf0124d\" height=\"583\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/03_39.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Relay, la danza tra un sottile rettangolo di carta e uno spillo. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>Nella poesia del periodo Kamakura (1192-1339) si affermano due concetti estetici: ushin \u6709\u5fc3 e mushin \u7121\u5fc3. Il primo termine significa \u201cavere cuore\u201d. La poesia doveva giungere fino al cuore e sublimarsi assieme a quello. Nell\u2019opera di Misawa e nell\u2019estetica giapponese, che \u00e8 assai stratificata (diverse sono le concezioni estetiche che nel tempo si sono susseguite e in parte compenetrate), si riflette anche il concetto buddhista di impermanenza (muj\u014d \u7121\u5e38): <a href=\"https:\/\/misawa.ndc.co.jp\/works\/716\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tutto \u00e8 fragile e delicato, destinato a scomparire<\/a>, cos\u00ec come ad apparire in modo transitorio. L\u2019inatteso si manifesta nel quotidiano provocando uno stupore che tocca misteriosamente il cuore. Ad alcune domande che le rivolgiamo, la designer giapponese risponde ripetutamente: \u201c\u00e8 un mistero\u201d.<\/p>\n<p>Per Fran\u00e7ois Cheng ci\u00f2 che appare d\u2019un tratto \u00e8 l\u2019esperienza di \u201cun mistero senza fondo\u201d. In\u00a0Cinque meditazioni sulla bellezza\u00a0(Bollati Boringhieri, Torino, 2007) il filosofo riflette sull\u2019esperienza del bello intesa come improvvisa rivelazione. \u00c8 la bellezza del monte L\u00fash\u0101n che si mostra al diradare della nebbia. L\u2019espressione cinese \u201cbellezza del monte L\u00fash\u0101n\u201d significa \u201cmistero senza fondo\u201d. Questa apparizione inattesa del monte ha ispirato il poeta cinese Tao Yuanming, vissuto tra il IV e il V secolo, che ha composto un famoso distico: \u201cColgo i crisantemi vicino alle siepi dell\u2019Est \/ Ed ecco che, noncurante, mi accorgo del monte del Sud [nel momento in cui la nebbia si dirada]\u201d.\u00a0Nonostante il richiamo alla mutevolezza della natura sia presente anche nelle opere di Misawa, la sua idea di \u201cmistero\u201d non coincide con la \u201cbellezza del monte L\u00fash\u0101n\u201d, la cui apparizione non ha la modestia dei cambiamenti sui quali la designer porta l\u2019attenzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"b6a16a11-d444-45e8-81cd-23299acf4fa8\" height=\"564\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/04_41.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Sharpening a Flower, carta arrotolata in diversi strati di colore sfumati e temperata come si farebbe con una matita. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>La bellezza che Misawa ricerca nell\u2019ordinaria quotidianit\u00e0 \u00e8 quella effimera di ci\u00f2 che muta, una bellezza che sembra avere un rapporto con l\u2019\u201cavere cuore\u201d di cui parla nel corso della conferenza stampa, ma anche con la sobria eleganza delle opere in mostra, con il fascino di iki \u7c8b, un \u201cfenomeno di coscienza\u201d che include la consapevolezza dell\u2019impermanenza e la conseguente rinuncia che affranca dall\u2019attaccamento alla realt\u00e0. L\u2019iki \u00e8 composto da un elemento seduttivo e quindi tensivo, che l\u2019energia spirituale intensifica, a cui la rinuncia permette di dispiegarsi nella sua essenza originaria. \u00c8 un\u2019idea sofisticata e complessa che il filosofo e poeta Kuki Sh\u016bz\u014d spiega cos\u00ec: \u201cla \u2018rinuncia\u2019 \u2013 terzo attributo [dell\u2019iki] \u2013 non \u00e8 affatto incompatibile con la \u2018seduzione\u2019. La quale, proprio in quanto non raggiunge il suo fine ipotetico, rimane fedele a se stessa\u201d (Kuki Sh\u016bz\u014d, La struttura dell\u2019Iki, Adelphi, Milano, 1992, pp. 57-67). Iki \u00e8 anche il colore grigio cenere dell\u2019abito rigato indossato da Misawa alla preview: \u201cNessun colore \u00e8 pi\u00f9 adatto a esprimere la \u2018rinuncia\u2019 intrinseca all\u2019iki\u201d, annota Sh\u016bz\u014d, una rinuncia che si basa sulla consapevolezza dell\u2019instabilit\u00e0 e della mutevolezza, che \u00e8 quella dell\u2019ombra passeggera proiettata da una nuvola primaverile, o dei minuscoli ritagli di carta che sfarfallano nel display espositivo.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera della designer giapponese si avverte la complessit\u00e0 di una cultura millenaria orientale, che dialoga con quella occidentale in modo colto e raffinato. La bellezza di tutto ci\u00f2 che \u00e8 effimero (una bellezza qualitativa) si combina ad altre concezioni estetiche, che si sono stratificate nel tempo con scambi tra aree geografiche diverse (per esempio il Buddhismo Zen, che impresse una svolta all\u2019estetica del periodo Kamakura, si \u00e8 sviluppato dal Chan cinese), e al metro dei classici europei, alla misura e alla proporzione, al bello quantitativo che nasce dalla possibilit\u00e0 di commisurare estensioni diverse. La designer non si lascia guidare solo dal comportamento dei materiali impiegati, ma anche dai rapporti compositivi.<\/p>\n<p>A tal riguardo il designer e grafico svizzero Bruno Monguzzi ricorda che per la progettazione del manifesto di una mostra al museo Cantonale di Lugano, dedicata al pittore Pier Francesco Mola, \u00e8 risultata decisiva la scoperta che l&#8217;opera Guerriero orientale aveva la proporzione giusta per essere inserita nello schema di un manifesto, in formato F12, usato per le mostre precedenti. Attraverso un movimento di squadra sul foglio e la conseguente produzione di una diagonale Monguzzi \u2018vede\u2019 improvvisamente il rapporto tra l\u2019immagine e lo schema compositivo (\u201cTemporale\u201d n\u00b048-49,\u00a0Bruno Monuzzi. Intervista di Franc Nunoo-Quarcoo, Edizioni Studio Dabbeni, Lugano 1999, p. 51).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"c515e28a-f56a-4c0c-b776-24ee1c79f6a4\" height=\"410\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/05_16.png\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Hihi Dada. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera di Misawa il \u2018vedere\u2019 rapporti e relazioni si lega all\u2019ushin \u6709\u5fc3 che riscalda il cuore, e all\u2019ineffabile iki \u7c8b. La sua \u00e8 un\u2019opera che d\u00e0 forma a un modo di vedere, sentire e pensare. Bit by bit non \u00e8 infatti una mostra di oggetti d\u2019uso, anche se include la sedia Hihi Dada, ma un sistema di pensiero nel quale confluiscono la grafica, il design, l\u2019architettura, la musica, la filosofia e la narrazione. Alla domanda se la narrazione svolga un ruolo significativo nella sua ricerca Misawa risponde senza esitazione: \u201cs\u00ec, certamente\u201d, e passa a raccontare storie in cui i piccoli cerchi, triangoli, quadrati e rettangoli di carta in movimento sono dei bambini che giocano e farfalle che volano. Dai fogli di carta magnetizzata, preparati da un artigiano giapponese, ritaglia quadrati, rettangoli, cerchi e triangoli che si muovono sulla superficie del piano espositivo, alcuni seguendo un brano musicale suonato da un software sulla base di una partitura composta da figure geometriche. Ritagli di carta che corrono, capitombolano e danzano, o si sovrappongono per creare effetti di forma, colore e spazio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"2ff1527a-b0d6-4fdb-bcf7-47712d7e5a69\" height=\"555\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/06_29.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Acrylic Steps, quattro lastre di acrilico spesse 1 millimetro formano un\u2019idea di architettura. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>Quattro lastre di acrilico spesse 1 millimetro (Acrylic Steps) formano un\u2019enigmatica architettura, che richiama un modo di vedere formatosi all\u2019incrocio tra grafica, fotografia, architettura e cinema.<\/p>\n<p>In Pittura fotografia film (1927) Laszlo Moholy-Nagy elenca otto nuovi modi di vedere attraverso la fotografia che hanno modificato il nostro sguardo e tra questi la \u201cvisione simultanea\u201d. Su questo modo di vedere ritorna anche nel saggio Dal materiale all\u2019architettura del 1929 dove, in didascalia alla fotografia Architettura di Jean Kamman scrive: \u201cla sovrapposizione di due negativi fotografici mostra, per effetto di illusione ottica, una compenetrazione dello spazio che la prossima generazione vedr\u00e0 concretamente nell\u2019architettura in vetro\u201d. Che questo dovesse essere il destino dell\u2019architettura moderna lo aveva in qualche modo intravisto anche Antoni Gaud\u00ec che in un suo memoriale appunta: \u201cLa visione del mare costituisce per me una necessit\u00e0. Ho bisogno di vedere spesso il mare e molte domeniche vado alla costa. Il mare \u00e8 l\u2019unica cosa che sintetizza le tre dimensioni \u2013 lo spazio. Sulla superficie si riflette il cielo, attraverso di essa si vedono il fondo e il movimento\u201d. L\u2019acqua del mare, come il vetro, in parte riflette e in parte lascia intravedere per rifrazione quello che sta oltre.<\/p>\n<p>L\u2019idea che l\u2019architettura in vetro sia la materializzazione di una visione fotografica e cinematografica della citt\u00e0 ritorna sorprendentemente, a distanza di molti anni dalle teorie di Moholy-Nagy, nel film Play Time (1967) di Jacques Tati, che progetta e realizza un quartiere di palazzi in vetro per girare un film nel quale le superfici specchianti e trasparenti si alternano e sovrappongono con l\u2019effetto di produrre il disorientamento dimensionale nel quale resta vittima Monsieur Hulot. Gli acquari architettonici costruiti e filmati da Tati per la sua divertita parodia dell\u2019et\u00e0 moderna restituiscono la \u201cvisione del mare\u201d di Gaud\u00ec, che forse \u00e8 anche quella alla quale Misawa d\u00e0 forma con Acrylic Steps.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"64cf1ce0-f6e1-4a01-a37b-52fe444d80d7\" height=\"585\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/07_19.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, A single Sheet Becomes a Colony, la carta si riempie di aria e acquista volume. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"017b314c-bb73-4560-add1-6458368b3131\" height=\"414\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/08_13.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Cubic Soap Bubble, quattro cubi traforati, uno dentro l\u2019altro, imitano la trasparenza iridata di una bolla di sapone \/ Haruka Misawa mostra Cubic Soap Bubble. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>Il design di Misawa sfuma nell\u2019architettura, nell\u2019arte cinetica, nella grafica, nella pittura, nel cinema, nella narrazione e anche nella scultura. Sculture \u2018leggere\u2019 come A single Sheet Becomes a Colony, dove la carta si riempie di aria e acquista volume, o come Cubic Soap Bubble che imita la trasparenza iridata di una bolla di sapone. Se in Paper Sculpture la carta si addensa formando cinque cubi compatti, il filo teso sulle estremit\u00e0 di un ramoscello suggerisce invece un volume vacuo, come quelli disegnati da Leonardo da Vinci per Luca Pacioli. L\u2019astrazione geometrica si posa sul ramoscello come la rugiada durante la notte, per poi luccicare alle prime luci dell\u2019alba. Questa \u00e8 la poesia con la quale Misawa d\u00e0 una forma semplice e compiuta a un pensiero complesso. La raffinatezza della sua opera si coglie nei dettagli, come quello della linea che sfuma quasi impercettibilmente, disegnata a matita sopra l\u2019ombra proiettata da uno dei fili tesi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"7bd9e926-20a2-484e-938f-0cb5b6ac99d0\" height=\"536\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/09_9.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nHaruka Misawa, Paper Sculpture, cinque cubi, ognuno di 38 millimetri di lato, formati da strati di carta \/ Un ramoscello sulle cui estremit\u00e0 Misawa ha teso un filo, tratteggiando a matita la proiezione di un\u2019ombra sul piano d\u2019appoggio. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>La cura minuziosa con la quale Misawa si \u00e8 dedicata a realizzare i lavori esposti \u00e8 analoga a quella dei monaci amanuensi, con la differenza che l\u2019artista (definirla una designer sarebbe riduttivo) esplora il mistero di una piccola pietra trovata a lato di una via, e i secondi eseguono un servizio divino: chini sulle pergamene eseguono un lavoro di scrittura intesa come forma di preghiera. Un lavoro duro, come si evince da alcune annotazioni che i copisti scrivevano a margine: \u201cper tutti i santi, liberatemi dal continuare a scrivere\u201d. Misawa non si lamenta, la sua devozione a una foglia caduta, o a un ricciolo di carta \u00e8 accompagnata da una felicit\u00e0 che scalda il cuore: \u201c[in mostra] troverete qualcosa che vi far\u00e0 sorridere, o qualcosa che vi scalder\u00e0 il cuore\u201d.<\/p>\n<p>In copertina, Haruka Misawa, Space Inside a Plane, reticoli ultrasottili da 0,4 millimetri ricavati da un solo foglio che sembra composto da pi\u00f9 strati sovrapposti. Bit by bit, 2026. ADI Design Museum, Milano. Courtesy of Haruka.<\/p>\n<p>Haruka Misawa, <a href=\"https:\/\/www.adidesignmuseum.org\/mostre\/mostre-temporanee\/bit-by-bit-haruka-misawa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">bit by bit<\/a> (20 aprile \u2013 7 giugno 2026). ADI Design Museum, Milano.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019ADI Design Museum presenta\u00a0bit by bit, prima mostra personale in Italia dedicata al lavoro della designer giapponese Haruka&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":481760,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1617],"class_list":{"0":"post-481759","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-mostre"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116543678719751494","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=481759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/481759\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/481760"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=481759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=481759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=481759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}